Scaramucce

L’anno scorso ci eravamo inimicati un bel po’ di gente con un post in cui mettevamo in dubbio la convenienza delle “offerte” predisposte per Capodanno dai ristoranti di tutta Italia. Questa volta possiamo permetterci di lasciare ad altri la scomoda posizione: la polemica infatti è già scoppiata a Urbino, dove il consigliere comunale Federico Scaramucci ha proposto di organizzare un cenone in piazza per cittadini e turisti, scatenando così l’irata replica della Confesercenti. “L’idea – scrive il presidente Domenico Passera – mi sembra un ulteriore schiaffo per le attività della ristorazione che operano nella nostra città”. Dunque che fare all’ultimo dell’anno? Per dovere di cronaca, chi si trovasse nei dintorni di Urbino può contare su una ventina di locali aperti: ecco l’elenco completo sul sito dell’Ascom. I varesotti, invece, possono consultare il blog degli EatOut Awards per scoprire i menu proposti dai ristoranti finalisti del concorso organizzato da VareseNews.
E buon brindisi a tutti!

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That time of year

Ebbene sì, il gran giorno è arrivato: Natale? Capodanno? Feste ormai superate dagli eventi: oggi si celebra il P-Day, l’attesissimo appuntamento con Ora ProSciutto! Gli ingredienti della festa, nata per caso una decina di anni fa e da allora in costante crescita, sono semplici: prendete una cinquantina di persone e 10 kg di prosciutto, metteteli insieme in un ambiente accogliente e più o meno riscaldato, il resto lo faranno il vino e lo spirito natalizio… o almeno la voglia di stare insieme all’insegna del buon gusto. Anche per l’edizione 2011 non mancheranno gustosi “contorni” alla pietanza principale e ospiti di rilievo: se sopravviveremo, vi racconteremo tutto in una cronaca dettagliata. Altrimenti siete ancora in tempo per raggiungerci!

Un Natale al Cubo

Il mondo della ristorazione non si lascia mai scappare l’occasione per una bella polemica, neppure sotto Natale. L’ultima in ordine di tempo riguarda l’ormai celebre iniziativa di Electrolux, che affidandosi a rinomati architetti e designer ha creato un ristorante itinerante di inaudita “audacia”: si chiama The Cube, nome che per la verità evoca immagini un po’ sinistre. E anche la posizione ha fatto storcere il naso a parecchi milanesi: da qualche giorno, infatti, il ristorante si è trasferito sul tetto del palazzo Generali, a un passo dalla Galleria Vittorio Emanuele e con un’incredibile vista su piazza Duomo. Dal 19 dicembre al 26 aprile il locale è aperto al pubblico, ma solo per 18 persone alla volta. Sul sito ufficiale i prezzi non sono indicati, ma li immaginiamo… “stellari” come gli chef che vi cucineranno. Nel frattempo, il dibattito è già aperto: lezione di stile o di cattivo gusto? Per farvi un’idea ecco una piccola galleria fotografica.
Ai posteri l’ardua sentenza, intanto buon Natale a tutti dalle Locuste!

(foto da http://www.repubblica.it)

Una cotizza in compagnia

Continuiamo a prendere la rincorsa in vista della grande abbuffata natalizia, ma anche in questi giorni di vigilia le opportunità per soddisfare il palato non mancano, e visto il clima assumono spesso un carattere benefico. È il caso, per esempio, della cena tibetana organizzata per mercoledì 21 dicembre al Ristorante Vecchio Montano di Cecchina, frazione di Albano Laziale: per l’occasione due monaci provenienti direttamente dal Tibet, e precisamente dal monastero Nyaanang Phelgyeling di Kathmandu, cucineranno sei piatti tipici del loro paese tra cui i celebri “momos”, ravioloni al vapore ripieni di carne. Il costo della serata è di 43 euro a persona e il ricavato sarà in parte devoluto al progetto umanitario Himalayan Aid.
Solidarietà e buon gusto anche a Maslianico, in provincia di Como, dove venerdì 23 dicembre a partire dalle 19 si potrà assaggiare in piazza la cotizza, una tradizionale frittella dolce a base di farina, latte, uova ed erbe, accompagnata da caldarroste e bisciola (il “panettone” valtellinese). La degustazione gratuita è organizzata dall’associazione Lambienteinvita Onlus.

I monaci buddisti Lama Thupten e Lama Tenzin del monastero tibetano Nyaanang Phelgyeling di Kathmandu (Nepal), in Italia per raccogliere fondi destinati al sostentamento dei bambini esuli dal Tibet, si offriranno per l’occasione come cuochi e cucineranno alcuni piatti tipici della cultura culinaria tibetana.

Usini e costumi

Le feste natalizie si avvicinano a grandi passi, ma c’è ancora un po’ di tempo per dedicarsi ad assaggi e degustazioni in attesa del “piatto forte”. Sabato 17 dicembre, per esempio, gli amanti del buon vino sono attesi a Usini, un piccolo paese in provincia di Sassari dove ben 300 ettari di terreno sono coltivati a vite. Il legame con il vitigno locale è talmente forte da aver dato vita alla gloriosa Confraternita del Cagnulari, che ogni anno organizza la manifestazione Ajò a Ippuntare: “andiamo ad assaggiare”, per tradurre liberamente. Nell’occasione, infatti, le cantine del paese si aprono al pubblico (dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21) per l’assaggio del vino nuovo: dei quasi 12.000 ettolitri prodotti ogni anno, una buona parte finirà effettivamente in bottiglia. Per tutta la giornata la festa sarà accompagnata da canti e balli popolari, e dopo la chiusura delle cantine è previsto un grande concerto finale in piazza. Per chi non se la sentisse di guidare, da Sassari è previsto anche un utilissimo servizio navetta al costo di 4 euro.

Power to the people

Il concorso EatOut Awards, organizzato da VareseNews per premiare il miglior ristorante della provincia di Varese, sta arrivando alle fasi decisive: da ieri e fino al 31 dicembre si vota per le semifinali, i 10 che raccoglieranno il maggior numero di preferenze passano in finale. Ve lo diciamo non soltanto perché il nostro Navigatore Capo fa parte del team degli organizzatori, ma anche per riprendere l’interessante dibattito che si è sviluppato sul blog del concorso: molti lettori, infatti, hanno protestato contro la formula della gara, in cui il giudizio è interamente affidato al pubblico, ritenendola per questo “inaffidabile” e “falsata”. Difficile prendere una posizione in merito: come Locuste, in effetti, fin dall’alba dei tempi ci siamo schierati a favore di una valutazione “autoriale” dei ristoranti (la nostra) che non lasciava spazio alle opinioni altrui, se non sotto forma di commento. Ma lo abbiamo fatto, va aggiunto, senza alcuna pretesa di affidabilità. E poi qui non si tratta di esprimere un giudizio articolato, ma solo di votare secondo il proprio gusto personale… E voi che ne pensate? Giusto o meno che sia la volontà popolare a incoronare il re dei ristoranti?

Si chiama Pietro

Cosa cerchereste in un ristorante stellato? La sperimentazione a tutti i costi o l’impeccabile riproposizione dei piatti più tipici del territorio? Il dibattito è aperto: da un ristorante di fascia alta, visti i prezzi (e le attività di marketing), c’è chi si aspetterebbe sempre uno sforzo di inventiva e di creatività che giustifichi i riconoscimenti della critica. Ma il genio culinario si può esprimere anche nella perfetta esecuzione delle ricette tradizionali, e senz’altro fa parte di questa parrocchia l’Osteria Da Pietro: i clienti di Giampietro Ferri e della moglie Fabiana cercano proprio questo nel piccolo ristorante di Castiglione delle Stiviere, oltre alla squisita cortesia del gestore e all’atmosfera sobria ma raffinata. Per saperne di più leggete la nostra recensione, anche perché non ci ricapiterà tanto spesso di visitare un locale del genere…