Il trionfo delle nocciole non poteva che celebrarsi in Piemonte, precisamente a San Francesco a Cortemilia: proprio nella chiesa della cittadina in provincia di Cuneo si è svolta domenica 28 agosto la premiazione della seconda edizione del concorso “Il migliore dolce alla nocciola d’Italia”, nell’ambito della Sagra della Nocciola. 21 i maestri pasticcieri che hanno partecipato da tutta Italia, quasi tutti sono tornati a casa con un premio: l’unica condizione era che il dolce iscritto fosse confezionato con Nocciole di Piemonte IGP. La giuria, presieduta dal giornalista Paolo Massobrio, ha riservato il punteggio più in alto in assoluto alla pasticceria Moriondo di Mombaruzzo (Asti), premiata anche per il miglior amaretto alle nocciole. Inoltre, il panificio Pagnani di Arcevia (Ancona) si è aggiudicato il premio per la migliore torta da forno, la pasticceria Medico di Torino quello per la migliore pasticceria secca e L’Angolino di Villanova di Mondovì quello per il miglior cioccolato. Altri premi: miglior pasticceria fresca l’Orchidea di Montesano (Salerno), miglior gelato alla Nocciol’Arte di Castelletto Uzzone (Cuneo), miglior dolce alla Crema Novi per Consuelo Staderoli, sempre di Villanova di Mondovì. Premio speciale alla carriera per Giuseppe Canobbio, della pasticceria Canobbio Cortemilia, e riconoscimento al “Miglior Pasticciere delle Nocciole d’Italia” a Chicco Cerea, del Relais La Cantalupa di Brusaporto (Bergamo). (Foto Franco Muzzi-Cortemilia)

Ricchi premi e cotillons

30 agosto 2011

L’estate sta finendo, un anno se ne va, ma soprattutto stanno per giungere a maturazione due delle interessanti iniziative gastronomico-culinarie lanciate nel corso dell’estate da VareseNews. Da venerdì 2 a sabato 4 settembre, al lungolago della Schiranna di Varese, la nota testata on line celebra come ogni anno la sua festa Anche Io; e proprio in questa occasione saranno consegnati i premi ai migliori gelatai e birrai di tutta la provincia.
In particolare, sabato 3 settembre alle 16.30 è in programma la premiazione degli IceOut Awards, con la consegna dei riconoscimenti destinati alla miglior gelateria e al miglior gusto della provincia; seguirà, naturalmente, degustazione dei prodotti vincenti. Domenica 4 settembre alle 17 tocca invece ai birrai “fai da te” che partecipano al concorso Malto Gradimento, premiati da una qualificata giuria per la migliore birra e la miglior bottiglia. Insomma, una due giorni da non perdere, anche perché non mancheranno altre occasioni da “gustare” culturalmente e non solo, come potete vedere dal programma completo della festa.

Vi informiamo che nei prossimi giorni trasferiremo le pagine del nostro sito su un nuovo server. Grazie ai potenti mezzi tecnici a nostra disposizione, non dovrebbero verificarsi problemi di alcun tipo. Tuttavia, nelle giornate di lunedì 29 e martedì 30 agosto sarà possibile qualche minimo disagio nella consultazione del nostro spazio. Gli aggiornamenti del sito riprenderanno regolarmente dopo il trasferimento.
Ci scusiamo per gli inconvenienti e vi chiediamo pazienza, stiamo lavorando per voi!

Qualche volta il destino si diverte a scherzare con le nostre esistenze e, se siamo fortunati, a regalarci piccole ma rilevanti soddisfazioni. Tornare otto anni dopo al ristorante “Piccolo Paradiso” di Peschici (Foggia), recensito nel lontano 2003 nel corso del fortunato tour gastronomico che segnò la nascita delle Locuste, di per sé è soltanto una coincidenza, “un gioco di quei tanti che fa la vita”. Ma essere accolti in quello stesso ristorante con festosi abbracci, ricevere un invito a pranzo per il giorno successivo e scoprire che dal giorno della nostra vecchia recensione il ristorante è cresciuto giorno dopo giorno, attirando nuovi clienti e appassionati anche grazie al potere del web, be’, è decisamente qualcosa di più bello e significativo, almeno dal nostro punto di vista. E anche se da quel giorno sotto i ponti sono passati tanta acqua e, soprattutto, tanto vino, un po’ ci conforta scoprire che, nel nostro piccolo, qualcosa di buono siamo riusciti a ottenerlo anche noi.
Vi lasciamo (per il momento!) con le foto dello storico ritorno sul Gargano…

Locuste incrociate

18 agosto 2011

Le nostre (meritate?) vacanze non sono ancora del tutto terminate, ma in attesa di più cospicui aggiornamenti vogliamo regalarvi un’immagine tratta da uno degli oggetti simbolo dell’estate italiana: la Settimana Enigmistica. Ci sembra non ci sia bisogno di ulteriori commenti…
Buona fine agosto a tutti e a prestissimo!

Ultima puntata del nostro reportage da Parigi prima delle ferie: naturalmente le vacanze riguardano solo il blog e non la nostra inviata oltralpe, che continuerà a deliziarsi con le specialità gastronomiche della Francia per tutta l’estate. E anche le altre Locuste, sparse in ogni angolo d’Italia, proseguiranno senza pause il loro lavoro per tornare ad aggiornarvi puntualmente alla fine del mese. Nel frattempo, gustatevi altri due eccellenti ristoranti nei dintorni della capitale francese.

Siamo a Le Vésinet, comune a nord-ovest di Parigi e non lontano da Versailles: il ristorante L’Océan, come si può notare, tiene decisamente fede al suo nome con uno spettacolare plateau de fruits de mer con ogni tipo di crostaceo e mollusco. Sulla carta una serie di plateau, già composti e da comporre, e qualche piatto caldo sempre a base di pesce. L’atmosfera è raffinata, il prezzo alto: 50 euro per un plateau più un bicchiere di vino.

Ci spostiamo di poco e torniamo a Versailles, ma senza cambiare rotta: il Café des Arts fa parte dello stesso gruppo che gestisce il ristorante precedente. Tra i suoi piatti più prelibati troviamo la terrine de boeuf maison, il migliore paté di manzo provato fino a questo momento a detta della nostra inviata, e un eccellente agnello al timo. Ottimo anche l’abbinamento con il vino, un Côte de Provence del 2010. Prezzo totale sui 30-40 euro.
E con quest’ultima tappa vi lasciamo augurandovi buone vacanze: ricordate che sulla pagina Le Coin de Stéphanie troverete l’archivio di tutte le foto pubblicate!

Le Locuste non si fanno davvero mancare nulla in questa estate 2011: eccoci di nuovo a Parigi per l’ennesima puntata della nostra rubrica dal sapore transalpino, ancora una volta dedicata a un “servizio completo” su un unico ristorante. Questa volta l’onore tocca al caratteristico bistrot Le Coude Fou di rue du Bourg-Tibourg, nel cuore del Marais, un luogo che merita una visita anche soltano per l’atmosfera: dipinti originali e bizzarri alle pareti, tavoli in legno costruiti con casse di vino, luci soffuse, servizio informale e distaccato (ma tutto sommato cordiale). Da premiare, anche perché non è facile nella zona trovare un buon ristorante non turistico. Il menu propone una ventina di piatti tra antipasti e pietanze principali (4 di questi cambiano ogni settimana), e noi ve ne mostriamo alcuni.

I piatti sono tutti di matrice francese, a parte il pollo al latte di cocco e curry servito su un piatto di foglie di banana (forse l’influenza della Polinesia francese?); la carta dei vini è a parte e propone una lista infinita di vini francesi divisi per regioni. Tra gli antipasti, l’ottima terrine de canard maison (terrina di anatra con marmellata di fichi), il formaggio di capra caldo e, soprattutto, il camembert grigliato con miele: ci si aspetterebbe una fetta di formaggio, invece è una forma tutta intera!

Tra le pietanze principali spiccano l’entrecote, 300 grammi di carne rigorosamente al sangue servita con formaggio d’Ambert e puré di patate, e una vera e propria chicca: la guancia di maiale caramellata al miele e semi di sesamo, accompagnata da un puré di patate dolci. La lista dei dolci non c’è, forse anche per l’esorbitante abbondanza delle porzioni… meglio chiudere il pasto con un buon bicchiere di Chartreuse a 55 gradi, con il quale vi lasciamo anche noi. Buona digestione!

È una catena ormai

2 agosto 2011

Anche voi puristi dello Slow Food che odiano le catene di ristorazione con tutte le loro forze e darebbero qualsiasi cosa per veder sparire i franchising dalla faccia della terra? Bene, forse è arrivato il momento di ricredervi. Almeno a giudicare da quanto è accaduto a Varese, dove la notissima catena di pizzerie Fratelli La Bufala ha compiuto una mossa apparentemente rivoluzionaria: chiudere il frequentato locale di via Morosini per mancata aderenza agli “standard qualitativi” imposti dal marchio. Quali siano state in concreto le violazioni, non lo sappiamo, dal momento che la decisione è stata annunciata soltanto con un cartello appeso sulla porta del locale: seguiremo gli sviluppi della vicenda su VareseNews nei prossimi giorni. Certo, però, che se davvero la chiusura è dettata dalle nobili motivazioni dichiarate, si dovrà pensare a rivedere il luogo comune delle catene “brutte, sporche e cattive”…

Tutti al mare? No! C’è anche chi se la spassa nella capitale francese, tra tavole imbandite e manicaretti deliziosi. È decisamente il caso della nostra inviata speciale in Francia, che oggi si cimenta con un vero e proprio servizio fotografico: quello sull’Aparthé, un’istituzione di Versailles. Si tratta di un ristorante che nel pomeriggio si trasforma in una sala da tè raffinata e innovativa: libri da leggere e consultare, arredamenti bizzarri e, alle pareti, i quadri di pittori e artisti locali, che spesso si possono anche acquistare. Oltre, naturalmente, a una vastissima selezione di tè da tutto il mondo. Ma veniamo al cibo vero e proprio: ecco alcune delle specialità della casa (fotografate in diverse occasioni).

Il menu del ristorante propone un mix di piatti tipici della cucina francese e preparazioni più creative: tra queste ultime troviamo la chèvre avec confit de tomate (prima foto), ma anche gli spiedini di pollo alla yakitori, mentre i classici comprendono la tartare de thon (tonno, nella seconda foto), la tartare de boeuf, tagliata al coltello e da condire a piacimento (terza foto), e ancora l’entrecote e i formaggi di latte ovino e bovino.

Si continua poi con altri piatti più o meno elaborati, come la salade gourmande (quarta foto), e con una selezione di dolci da non perdere: l’immancabile mousse au chocolat (quinta foto), con vero cioccolato fondente, ma anche la crème brulée e il riz au lait. Inesistente, invece, la carta dei vini. Il locale è frequentato da giovani e sempre affollatissimo: occorre prenotare anche se si è da soli, perché i coperti disponibili non sono più di una trentina. Piatti ben presentati, gustosi e generosi; conto finale non superiore ai 30 euro.
Per oggi è tutto, restate sintonizzati per la prossima puntata e non dimenticate di seguire l’archivio delle recensioni su Le Coin de Stéphanie!

Mangia o sarai mangiato

1 agosto 2011

Quante volte abbiamo sentito favoleggiare o, a seconda dei casi, ardentemente desiderato spettacolari ristoranti “all you can eat in cui mangiare fino a scoppiare senza spendere un euro in più del prezzo iniziale, sulla scia di un Homer Simpson in particolare forma? Da qualche anno molti locali etnici, almeno nelle grandi città, hanno preso questa direzione, non riuscendo però a realizzare sempre il connubio tra una quantità virtualmente infinita e una qualità perlomeno decente. Ce la fa, almeno in parte, il ristorante giapponese Sumi, da poco aperto a Milano in viale Certosa: certo, le cameriere hanno metodi che ricordano molto da vicino quelli del sergente Hartman di Full Metal Jacket, ma se si riesce a superare questo “piccolo” scoglio si può star certi che si uscirà dal locale con la pancia piena… Per ulteriori dettagli, ecco la nostra recensione completa.