La rivincita dei nedar

Se pensate a qualche misteriosa creatura aliena, magari proveniente direttamente dalla Guida galattica per autostoppisti, siete fuori strada: il nedar, nel dialetto della bassa mantovana, non è nient’altro che l’anatra. Questo però non lo rende meno affascinante, soprattutto quando è protagonista della tradizionale Sagra dal Nedar: un evento con ben 42 anni di storia alle spalle che si svolge dal 4 al 6 ottobre a San Benedetto Po, sulla sponda meridionale del fiume più lungo d’Italia. Come in ogni sagra che si rispetti, ci saranno stand gastronomici in piazza (venerdì e sabato dalle 19, domenica dalle 12) e spettacoli musicali, ma anche molto di più: dimostrazioni di pigiatura dell’uva e norcineria, osservazioni al telescopio (!), un francobollo dedicato e l’interessante gita notturna alle cantine del monastero (ogni sera alle 21), naturalmente con degustazione finale, al prezzo di 6 euro a persona. L’appuntamento più atteso, inutile negarlo, è però il palio delle oche di domenica alle 15.30: fino a un paio di anni fa era una gara di oche vere, mentre oggi, dopo l’intervento delle associazioni animaliste, a sfidarsi sono uomini mascherati da oca… il che rende la competizione forse un po’ meno tradizionale, ma sicuramente non meno divertente!

nedar

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Un salto al Quaglini

Oggi ci sentiamo molto buoni e vogliamo omaggiarvi con ben due recensioni in un solo post: entrambe vengono dagli estremi confini dalla Lombardia, entrambe riguardano locali lontani dalle strade più battute, caratterizzati da una cucina semplice e dai prezzi contenuti. Eppure le differenze ci sono: la Trattoria Quaglini di Borgo Priolo, nel cuore dell’Oltrepò pavese, è una vera e propria macchina da guerra in grado di soddisfare contemporaneamente più di cento commensali, con un collaudato andirivieni di portate che sembra non avere mai fine. Il ristorante Al Caret di San Benedetto Po (Mantova) è esattamente l’opposto: la più classica delle trattorie di paese, con appena una trentina di coperti e al massimo un paio di piatti tra cui scegliere, ma ingredienti genuini e porzioni da competizione. Quale scegliere tra i due? La vera domanda è: perché scegliere??

salumi

Tutto un magna magna

Ancora sotto shock per il risultato elettorale? Pensate a questo: la lista di Bruno Tabacci è stata decisiva per l’assegnazione del premio di maggioranza alla Camera. Giusto, dunque, celebrarlo con una cena dedicata alla sua Mantova: la organizza la condotta Slow Food del Nord Milano, che giovedì 28 febbraio propone l’evento “Mantova a tavola – Una cucina di principi e di popolo” presso La Buatta del Kangaroo di Cormano. Il ristorante, celebre per i suoi piatti a base di carni esotiche (dallo struzzo al canguro), questa volta proporrà un menu rigidamente mantovano: salam con l’ai, grasoli con tirot, sorbir d’agnoli, faraona inpinida, sfragula (sbrisolona mantovana), Lambrusco e molto altro ancora. Tutte le materie prime provengono direttamente da produttori locali. La cena ha un costo di 38 euro per i non soci Slow Food, 35 per gli associati. Informazioni sulla pagina Facebook della condotta. Dimentichiamo qualcosa? Ah sì, il titolo dell’iniziativa: “Lasse li da ciacarar, andem a magnar”…

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Gemellati

Cos’hanno in comune Busto Arsizio e Mantova? Sicuramente non la gastronomia, verrebbe da dire, dato che c’è un abisso tra le poche e misconosciute specialità culinarie bustocche e le celebrate eccellenze della tavola virgiliana. E invece, per uno scherzo del destino, le due città agli estremi opposti della Lombardia si… esplorano a vicenda con due eventi paralleli nel giro di pochi giorni. Mercoledì 21 marzo, infatti, il circolo Arci Fuzzy di Mantova ospita la degustazione di birre artigianali Luppoliamo, accogliendo tra gli altri anche i prodotti di un birrificio che conosciamo bene: l’Orso Verde di Busto Arsizio, presente con la sua “Rebelde”. Giovedì 29 marzo, però, il favore viene ricambiato: all’Osteria La Rava e la Fava di Busto Arsizio è in programma una cena mantovana a base di grepoli, salame, risotto al pist, cotechino, sbrisolona e altre specialità della zona, a un prezzo speciale di 35 euro a persona. Il tutto all’insegna di un insospettabile gemellaggio…

Si chiama Pietro

Cosa cerchereste in un ristorante stellato? La sperimentazione a tutti i costi o l’impeccabile riproposizione dei piatti più tipici del territorio? Il dibattito è aperto: da un ristorante di fascia alta, visti i prezzi (e le attività di marketing), c’è chi si aspetterebbe sempre uno sforzo di inventiva e di creatività che giustifichi i riconoscimenti della critica. Ma il genio culinario si può esprimere anche nella perfetta esecuzione delle ricette tradizionali, e senz’altro fa parte di questa parrocchia l’Osteria Da Pietro: i clienti di Giampietro Ferri e della moglie Fabiana cercano proprio questo nel piccolo ristorante di Castiglione delle Stiviere, oltre alla squisita cortesia del gestore e all’atmosfera sobria ma raffinata. Per saperne di più leggete la nostra recensione, anche perché non ci ricapiterà tanto spesso di visitare un locale del genere…

Lambrusco e lumache

A guardarla da fuori sembra proprio il tipico ristorante del centro di Mantova e in effetti lo è (la sua fondazione risale a oltre un secolo fa), ma da qualche anno l’Osteria Ai Ranari è diventata anche punto di riferimento di Slow Food, e non c’è da stupirsi se nel suo menu si ritrovano piatti tutt’altro che locali come lo speck di Sauris o il pecorino teramano. Valori aggiunti importanti, ma ci perdoneranno i gestori se continuiamo a preferire la cucina mantovana doc: un sano Lambrusco sfuso e prelibatezze come i bigoli al torchio con guanciale e pecorino o il budino belga (che si chiama così perché importato dal Belgio da due allevatori di cavalli locali). Senza parlare delle lumache avvolte nella pancetta, una vera rarità. Leggete la nostra recensione completa per saperne di più.

Scurdammece ‘o passito

Dopo un buon pasto che c’è di meglio di un bicchiere di passito, magari in abbinamento con il dessert? Da oggi a Volta Mantovana ci si possono concedere entrambe le soddisfazioni: è aperta dalle 16 di venerdì, e fino a lunedì 2 maggio, la nuova edizione della Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione, con più di 100 aziende partecipanti per un totale di circa 140 etichette italiane ed europee. La manifestazione, che si svolge nella scenografica cornice di Palazzo Gonzaga, quest’anno apre le sue porte fino a tarda notte: venerdì e sabato gli stand espositivi chiuderanno a mezzanotte, domenica alle 20, mentre lunedì la chiusura è prevista per le 16. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro a persona e dà diritto alla visita della mostra-mercato, ma anche a partecipare alle degustazioni guidate e agli abbinamenti con formaggi, cioccolato e sigari. Per l’occasione diversi ristoranti della zona mettono a disposizione un menu convenzionato al prezzo di 25 euro tutto compreso; e per chi ama l’attività fisica c’è anche la possibilità di seguire il campionissimo Francesco Moser nella sua pedalata tra le colline di sabato mattina, naturalmente con arrivo a Palazzo per un brindisi finale…