Questione di huevos

30 gennaio 2011

A molti lombardi in visita a Madrid il paragone è balzato alla mente: la capitale spagnola è oggi quello che Milano dovrebbe essere, e che forse è stata in un passato non troppo lontano. E cioè una città moderna, metropolitana, sorprendentemente vitale ma al tempo stesso ancora legata a quanto è rimasto delle sue radici. Tra le quali c’è anche una cucina ricchissima, per la gioia dei salutisti, di grassi e colesterolo. Da queste parti chi decide di aprire un locale ha bisogno di huevos, parola che in spagnolo ha un doppio senso ampiamente sfruttato da insegne e menu; e chi pensa che due uova al tegamino siano un piatto troppo semplice e “povero” farebbe meglio a gustare gli huevos estrellados con patatas del ristorante La Finca de Susana, oggetto della nostra ultima recensione. In poche parole, l’idea platonica di questo piatto. Si consiglia anche di fare una capatina a Los Huevos de Lucio, nel quartiere La Latina, la versione (non troppo) economica del costoso Casa Lucio che si trova esattamente di fronte. Impossibile sedersi a un tavolo se non si è prenotato con largo anticipo, ma al bancone potrete comunque gustare le specialità della casa, naturalmente a base di uova e patate. Altri indirizzi utili: la Chocolateria San Ginés, per provare gli untissimi churros con la cioccolata, e il Museo del Jamon dove una birra e un panino al prosciutto vi costeranno solo due euro. Un’avvertenza, però: preparatevi a passare molto tempo in piedi, perché i posti a sedere scarseggiano un po’ ovunque.

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Identità senza crisi

28 gennaio 2011

Malgrado il suo target smaccatamente benestante (l’iscrizione a un giorno di congressi costa dai 120 euro in su) e le caratteristiche dei partecipanti, tutti chef stellati e gastronomi di primissimo livello, nessuna crisi sembra fermare Identità Golose, l’evento ideato dal giornalista Paolo Marchi che prenderà il via domenica 30 gennaio a Milano per la sua settima edizione. Fino a martedì 1 febbraio, tre giorni di convegni e dimostrazioni pratiche dei più importanti cuochi italiani, e non solo, su svariati temi: quest’anno sono protagonisti la birra, il miele (da non perdere l’appuntamento di lunedì alle 18.10, quando Teo Musso del Birrificio Baladin presenterà appunto le birre al miele) e il riso, ma più in generale l’argomento della rassegna è “Il lusso della semplicità”. Al Milano Convention Centre di via Gattamelata, comunque, le danze si apriranno già sabato 29 con Winelove, manifestazione dedicata al vino di qualità a basso prezzo: 100 grandi bottiglie da una ventina di espositori, ingresso a 17 euro. Orari: sabato dalle 15 alle 22, domenica dalle 11 alle 20, lunedì dalle 10 alle 15. Nel quadro della rassegna appuntamento con “Un risotto per Milano“: 9 grandi chef presentano la propria declinazione del risotto al prezzo di 8 euro a porzione. Il ricavato va in beneficenza ad ANLAIDS.

Djobi Djoeubia

27 gennaio 2011

Saltiamo gli inutili preamboli ed entriamo subito nel vivo della questione: oggi è l’ultimo giovedì del mese di gennaio e a Busto Arsizio, come in altre località della Lombardia, si festeggia la Gioeubia, cioè si brucia in piazza un pupazzo di stracci (molti pupazzi, per meglio dire) per allontanare simbolicamente l’inverno e i suoi mali. Come per ogni festa di paese che si rispetti, c’è anche un risvolto gastronomico: tradizionalmente il falò della Gioeubia si accompagna alla degustazione del piatto più tipico del luogo, ovvero la polenta e brusciti. La distribuzione gratuita avverrà in piazza San Giovanni a partire dalle 19.30, ma come i bustocchi ben sanno è bene mettersi in coda molto prima… insieme alla polenta anche vino rosso e chiacchiere offerte dal vicino panificio Colombo. Interessante anche l’iniziativa dei commercianti locali, che hanno fissato uno sconto di 20% euro su prodotti alimentari locali come la luganiga e gli stessi brusciti. Il ristorante “L’Officina del Gusto” di Samarate propone invece un menu degustazione in occasione della Gioeubia, solo su prenotazione, al prezzo di 25 euro: niente brusciti, ma polenta, salumi e risotto con luganiga.

Ma sei fuori?

25 gennaio 2011

Ogni tanto, qualcosa di positivo sulla gastronomicamente disastrata provincia di Varese dobbiamo pur dirlo. E allora facciamo notare che la “casa base” delle Locuste, perlomeno sul piano della quantità di bar, caffetterie, paninoteche, pizzerie, pub e altri locali più o meno mangerecci, non ha nulla da invidiare ad altre zone del Bel Paese. Tra questi, però, non tutti sono qualitativamente affidabili e degni di attenzione. Come individuare i migliori? Ci sta provando VareseNews con il concorso EatOut Awards, nato quasi per gioco e giunto ora alla fase decisiva: a partire dalla prossima settimana i lettori della testata varesina (ma non solo) potranno votare via web, Facebook o con le apposite cartoline il miglior aperitivo, la miglior colazione, la miglior pizza, il miglior panino e la migliore cucina etnica di tutta la provincia, scelti tra dieci finalisti (vincitori della prima fase) per ogni categoria. Da lunedì 31 gennaio sul blog degli EatOut Awards, con la collaborazione del nostro Navigatore Capo, le presentazioni di tutti i locali finalisti e le modalità per votare. Si comincia con gli aperitivi, quindi buon appetito…

Gone with the wine

19 gennaio 2011

A Milano il vino è autoctono: non che siano prodigiosamente nate coltivazioni di viti sotto la Madunina, semplicemente oggi (mercoledì 19 gennaio) è il giorno di Autoctono si nasce… atto terzo, la manifestazione organizzata dall’associazione Go Wine per celebrare i vini autoctoni italiani. Al Westin Palace Hotel si comincia alle 16.30 con una degustazione riservata agli operatori professionali; dalle 19.30 apertura al pubblico, l’ingresso costa 15 euro con sconti per i soci Ais, Fisar e Onav. Per chi si associa a Go Wine, invece, l’entrata è gratuita. Una ventina le aziende presenti, da svariate regioni italiane: tra i vini in degustazione alcune “perle” come Nerello Mascalese, Timorasso, Cesanese del Piglio e Vitovska.

p.s. aggiornamento sul caso Calderoli: dal Ministero dicono che la legge sugli alimenti adulterati si salverà dal taglio grazie a un cavillo giuridico, ma questa interpretazione è smentita da alcuni giuristi. Per monitorare la situazione vi consigliamo il sito Newsfood.com, vista la totale inattendibilità della stampa “ufficiale”.

Da giorni ormai tiene banco sul web la querelle sull’errore del Ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, che nel tentativo di eliminare dall’ordinamento una serie di norme “inutili” ne avrebbe tagliato anche una utilissima: la legge 283 del 1962 che regola le disposizioni igieniche sulla vendita di cibi e bevande. Stupore, indignazione generale, reazioni dell’opposizione. Chi si è accorto per primo del fatto che la norma non era inclusa nell’elenco di leggi precedenti al 1970 da “salvare”? Non è chiaro, fatto sta che la notizia è rimbalzata rapidamente su blog e siti di opinione, per poi essere ripresa da tutti i principali media: dal Corriere della Sera a La7. Poi, qualche giorno dopo, la smentita: non c’è nessun taglio, perché la mannaia di Calderoli non si abbatterà su tutte quelle leggi che riportano in epigrafe la denominazione “testo unico”, e la legge 283 è appunto tra queste. Ancora una volta, blog e siti diffondono subito la voce, parlando di bufale e mistificazioni. Ma anche qui la provenienza della notizia non è affatto trasparente: pare proprio che l’unica fonte, diciamo così, originale sia Piero Nuciari, agente scelto di Polizia Municipale del Comune di Monte Urano (Ascoli Piceno) e titolare di un frequentato blog, che si è preso la briga di telefonare al Ministero per dirimere la questione.
Ora: con tutto il rispetto per l’agente Nuciari, è mai possibile che l’informazione nazionale debba dipendere interamente dalle intuizioni di un blogger? Forse questa vicenda dovrebbe far nascere qualche interrogativo, oltre che sul cibo adulterato, anche sulle notizie adulterate, e sull’eccessivo livello di “semplificazione” raggiunto dal giornalismo italiano.

(Foto da Newsfood.com)

Il ciclo del vino

15 gennaio 2011

D’accordo, non si dovrebbe guidare dopo aver bevuto, e la bicicletta non fa eccezione. Ma andate un po’ a spiegarlo a Pippo Pozzato, ciclista vincitore di una Milano-Sanremo e di un campionato italiano su strada (oltre che quarto agli ultimi Mondiali): è lui il grande nome scelto quest’anno dall’associazione Strada del Torcolato per la nomina ad Ambasciatore del Torcolato nel Mondo, una carica che lo accomuna a personaggi come Paolo Rossi (il calciatore), Paolo Scaroni, Gian Antonio Stella. L’assegnazione avverrà domenica 16 gennaio durante la Prima del Torcolato, la classica manifestazione che si svolge ogni anno a Breganze, provincia di Vicenza, per presentare la nuova annata del caratteristico vino dolce veneto. Nella centralissima piazza Mazzini, a partire dalle 15, verranno spremute pubblicamente in un vecchio torchio degli anni Trenta le uve di Vespaiola, fatte appassire per quattro mesi nei solai; poi una serie di iniziative collaterali tra cui la sfilata della Magnifica Fraglia del Torcolato e la premiazione del concorso per la realizzazione dell’etichetta della bottiglia celebrativa. Naturalmente non mancherà un mercatino di prodotti tipici, con la possibilità di degustare i vini dei membri dell’associazione e altre specialità locali.

Nino non aver paura

12 gennaio 2011

Cosa dire di una manifestazione che sceglie come proprio slogan “Vieni a fare il porco con noi“? Non resta che inchinarsi alle idee partorite ogni anno dagli organizzatori della Festa del Nino, ancora una volta (siamo alla nona edizione) perfettamente “incastrata” tra sacro e profano: il Nino, infatti, non è altro che il maiale, celebrato per tradizione in tutte le sue forme nella giornata dedicata a Sant’Antonio Abate, ovvero il 17 gennaio. Quest’anno la festa si svolge tutta in provincia di Pesaro e Urbino ed è anticipata di qualche giorno per necessità di calendario: si comincia venerdì 14 con la “Cena da galera“, con piatti horror come la frittatina di cervello e la crescia con grascielli (equivalente dei ciccioli). Sabato 15 a Mondavio degustazione di coppe marchigiane, e a Sant’Andrea di Suasa un’inconsueta cena con piatti piemontesi, in collaborazione con la Sagra del Tagliere di Biandrate (NO). Ma il clou della festa è domenica 16, con assaggi di salumi e prelibati piatti tipici. Tutte le carni utilizzate provengono dalla Filiera Io Nino, ovvero da maiali di razza Suino della Marca allevati da allevatori selezionati secondo un rigido disciplinare.

Highway to Attigliano

8 gennaio 2011

Nulla di personale contro Autogrill e altri punti di ristoro “volanti” ai quali, nostro malgrado, siamo spesso costretti a ricorrere quando ci troviamo in viaggio nelle lande più desolate del Bel Paese. Ma in alcuni casi, per fortuna, basta fare poche centinaia di metri fuori dall’autostrada per regalarsi ben altre soddisfazioni gastronomiche. Se per esempio state percorrendo la A1 tra Firenze e Roma, potrebbe essere una buona idea uscire ad Attigliano per una sosta all’Hotel Rosanna: il piccolo albergo, di recente costruzione, ospita al suo interno un ristorante senza pretese che mette a disposizione dei clienti piatti semplici e genuini a prezzi davvero abbordabili. Leggete la nostra ultima recensione per saperne di più.

Potevamo iniziare il 2011 senza un omaggio alla nostra vecchia conoscenza Luca Zaia? Ci mancherebbe! Prendiamo spunto da questa interessante riflessione di Andrea Murari per citare l’ennesima “perla” dell’ineffabile governatore del Veneto, noto per aver tenuto a battesimo il famigerato panino Mc Italy (quando era ministro) ma anche l’ancor più raccapricciante “vino senza alcool“, oltre che per la sua conversione sulla via di Damasco, o forse sarebbe meglio dire di Conegliano, in materia di guida al volante. L’ex enfant prodige della Lega Nord ormai riesce persino a suscitare simpatia, per esempio quando si fa pescare a Capodanno in un ristorante cinese di Padova, il Wok-Sushi, suscitando l’indignazione dei ristoratori veneti che si sentono traditi dal loro presidente. Una polemica che francamente non meriterebbe neppure un secondo di attenzione, se non fosse che Zaia si è sentito in dovere di rispondere, rivendicando addirittura i presunti meriti acquisiti: “Nessuno, come chi scrive, ha bastonato i prodotti etnici”! Insomma un triste scambio di battute tra interlocutori di vedute assai ristrette, tanto da non concepire neppure la possibilità di apprezzare, al tempo stesso, le tradizioni culinarie locali e quelle di altri paesi. Senza bisogno di doversi giustificare.

(Foto da “Il Mattino di Padova“)