I puntini sulle i

30 settembre 2016

Non chiamatela “bresaola” per nessun motivo: quello che si celebrerà domenica 2 ottobre nelle strade e nelle piazze di Chiavenna è il Dì de la Brisaola, e la differenza non è soltanto di carattere linguistico. La brisaola, rispetto alla cugina della Valtellina, è ricavata da diversi tagli di manzo, ha forma più irregolare e generalmente un sapore più marcato, e gli abitanti della Valchiavenna ne sono gelosissimi. La quinta edizione dell’evento si terrà domenica dalle 11 alle 18 e prevederà un itinerario attraverso il centro storico alla scoperta dei prodotti di tutti gli artigiani locali, accompagnato da percorsi didattici, laboratori musicali e dallo show delle Guggen Band provenienti dalla vicina Svizzera. Tra gli altri appuntamenti in programma, un interessante show cooking a cura di Daniele Reponi, che preparerà il panino espresso gourmet alla brisaola e al violino di capra. Sabato 1° ottobre un gustoso anticipo per bambini con il Villaggio Mangioco.
L’occasione è interessante anche per gli appassionati di sport: nel fine settimana, infatti, la cittadina lombarda ospiterà il secondo Trofeo “Città di Chiavenna” di pallavolo femminile, con squadre di primo piano come Busto Arsizio, Novara, Monza e i campioni d’Italia di Conegliano. Domenica dalle 15.30 le due finali al PalaMaloggia.

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La legge del Mercato

28 settembre 2016

“E allora, com’è andata a Torino?”. Vediamola così: quando si cambia strada, seppure lentamente come si conviene a Slow Food, ci sarà sempre chi dirà che forse, tutto sommato, era meglio prima. Questa volta, almeno in parte, siamo noi: perché dell’edizione di Terra Madre Salone del Gusto chiusa il 26 settembre, dopo cinque giorni da record, non proprio tutto ci è piaciuto. La nuova e rivoluzionaria formula che ha portato il Salone nelle piazze e nei parchi della città, infatti, rischia di svuotare un po’ la manifestazione dai suoi significati più profondi, trasformandola in un mercato a cielo aperto un po’ riduttivo, benché gigantesco e affascinante. Ma la versione 2016 del mega-evento biennale non sarà certamente ricordata per questo: nella memoria resteranno il numero esorbitante dei visitatori (non ci stupiremmo se venisse superato il milione di presenze), l’invasione di Torino da parte di oltre 7000 delegati da tutto il mondo, i sapori e i profumi delle cucine di 143 paesi. Qualche riflessione in più nel nostro reportage, che troverete nella sezione Articoli del sito!

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Scatta l’ora delle lumache

23 settembre 2016

Ci aspetta un weekend da lumache, e non solo grazie alle chiocciole di Slow Food che hanno invaso Torino per Terra Madre Salone del Gusto. Anche Cherasco, provincia di Cuneo, luogo sacro per gli amanti delle lumache, si prepara a ospitare un doppio evento internazionale da non perdere: il 45° Incontro internazionale di elicicoltura (l’allevamento delle lumache, appunto) e, parallelamente, il Festival della Lumaca in Cucina, da venerdì 23 a lunedì 26 settembre. Quattro giorni di incontri, degustazioni, assaggi e spettacoli dedicati alla lumaca Helix, con tanti appuntamenti di spessore: venerdì alle 20 i “Cuochi della lumaca” si sfidano in una kermesse gastronomica con un menu da 8 portate, al prezzo speciale di 24 euro a persona. Tutti i giorni dalle 20 a mezzanotte, e la domenica anche dalle 12 alle 16, il padiglione gastronomico offre un menu da leccarsi i baffi: frittura di lumache con valerianaspiedini di lumache vignaiolegnocchetti al ragù di lumache e molto altro. E come se non bastasse, nella giornata di domenica sono previsti anche un aperitivo a base di patè di lumache e una merenda con frittata di lumache. Se non riusciste a passare da Cherasco nel fine settimana, comunque, non disperate: la rassegna gastronomica della lumaca continua in 12 ristoranti della zona fino al 27 novembre.

 

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Torino capitale

21 settembre 2016

Finalmente ci siamo: se ne è parlato per quasi un anno, ma adesso Torino è davvero pronta a ospitare l’edizione 2016 di Terra Madre Salone del Gusto, l’evento biennale di Slow Food che riunisce migliaia di lavoratori del settore alimentare da tutto il mondo, mette in mostra il meglio dell’enogastronomia dei cinque continenti e, di fatto, costituisce il più grande convegno globale sul tema della nutrizione. Quest’anno la manifestazione promette scintille anche perché, come è ormai arcinoto, per la prima volta il teatro del Salone saranno le vie del centro storico di Torino: il Parco del Valentino ospiterà il grande mercato con vista sul Po, le attività educative e il Forum di Terra Madre, mentre via Roma piazza San Carlo accoglieranno i prodotti dei quasi 500 Presìdi Slow Food. A Palazzo Reale avranno sede l’Enoteca e i Laboratori del Gusto, e l’antistante Piazzetta Reale si animerà con i food truck e i piatti dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi; il teatro Carignano ospiterà conferenze e presentazioni. E poi ancora: scuole di cucina al Lingotto, Maestri del Gusto in piazzale Valdo Fusi, gelati per tutti i gusti in via Po, cucine di strada nella zona dei Murazzi… insomma, una vera e propria festa del mangiar bene che coinvolgerà senza soluzione di continuità l’intera città, da giovedì 22lunedì 26 settembre. Il giorno dell’inaugurazione ufficiale sarà venerdì 23, quando il teatro Carignano ospiterà la cerimonia di apertura di Terra Madre (ore 18), alla presenza del Presidente della Repubblica; poco dopo, alle 19, dall’Arco del Valentino partirà la grande parata che condurrà oltre 7000 contadini, produttori, chef e attivisti da 143 paesi fino a piazza Carlo Alberto, tra musica, canti, suoni e naturalmente sapori da tutto il mondo. L’elenco completo delle decine di appuntamenti in programma è disponibile sul sito ufficiale dell’evento; per tutto il resto, ci vediamo a Torino!

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Due Buoi dei paesi tuoi

19 settembre 2016

Andrea Ribaldone torna a casa: da oggi – lunedì 19 settembre – fino a domenica 2 ottobre lo chef di origini milanesi, ma da anni trasferitosi ad Alessandria, sarà protagonista all’Eataly Milano Smeraldo con un temporary restaurant incentrato sulle specialità del suo ristorante I Due Buoi (una stella Michelin). Un’occasione più unica che rara per assaggiare i piatti di Ribaldone a prezzi tutto sommato più che competitivi: da 10 a 18 euro a piatto oppure un intero menu degustazione a 45 euro. La carta sarà differente per le due settimane di apertura del ristorante: dal 26 settembre si potranno assaggiare tra l’altro gli agnolotti di manzo fassone “Ricordo di un viaggio in Giappone“, uno dei piatti che hanno reso celebre lo chef. In calendario anche due eventi speciali: domenica 25 settembre uno showcooking con degustazione di altri due cavalli di battaglia di Ribaldone, il risotto al bianco e nero di seppia e lo spaghetto Milano con riso roma. Domenica 2 ottobre alle 20, invece, un grande concerto jazz di chiusura organizzato da Red Note.

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Ande e bevande

16 settembre 2016

Sarebbe buona regola non recensire un libro prima di averlo letto, ma le Locuste, si sa, amano trasgredire. E così, in attesa di sfogliare di persona “Divino Andino“, ci siamo già lasciati conquistare da questo racconto di un viaggio in quattro paesi del Sudamerica, per la precisione Perù, Bolivia, Argentina e Cile, guidato in sostanza da una sola bussola: il vino! Ovvio che il romanzo – perché di tale si tratta – di Francesco Antonelli ci abbia colpito soprattutto per motivi autobiografici: due anni fa, di questi tempi, anche noi pianificavamo un memorabile viaggio agli antipodi, annaffiato da parecchio Malbec e concluso con una significativa tappa a Mendoza… ma le analogie si fermano qua: il percorso di Antonelli, datato 2013, è durato ben quattro mesi e mezzo ed è coinciso con una radicale scelta di vita. Tornato in Italia, infatti, l’autore ha deciso di abbandonare il suo lavoro di informatico e aprire un’enoteca a Ravenna: lo potrete incontrare lì oppure, forse più facilmente, mercoledì 21 settembre alle 19 allo spazio Open di Milano (viale Monte Nero 8), dove si terrà la presentazione del libro. Per il momento accontentatevi della recensione, che troverete nella sezione Libri del nostro sito!

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SIP SIP Urrà!

12 settembre 2016

Scusi, è la SIP“? Da oggi potrebbe non essere solo una battuta nostalgica per vecchi abbonati: SIP è infatti il nome della birra vincitrice della nuova edizione di Malto Gradimento, il concorso per homebrewers indetto ogni anno da VareseNews e terminato ieri al lungolago della Schiranna nel corso della festa Anche Io. L’etichetta non ha nulla a che fare con la telefonia: SIP sta per “Session IPA” e quindi inserisce la creatura di Nicolò Binda, originario di Malgesso, in un’ormai consolidata tendenza internazionale del mercato birrario, quella che premia appunto lo stile India Pale Ale. Binda si è assicurato anche il quarto posto con la seconda bottiglia presentata, quella di Bigus 9, e grazie al suo successo potrà contare sul sostegno del birrificio The Wall di Venegono Inferiore per produrre e commercializzare la sua birra. Al secondo posto si è piazzato il vincitore dello scorso anno, Stefano Zanon, con la quadrupel Gemini, mentre la medaglia di bronzo è andata a Luca Soffiantini e Gianluca Salina con la schwarz Maltallica. Per la classifica completa è possibile consultare l’omonimo blog: qui ci preme sottolineare soprattutto il crescente successo del concorso, nato nell’ormai lontano 2011 con la complicità del nostro Navigatore Capo, e arrivato a coinvolgere tutta la provincia con ben 42 birre iscritte e una giuria composta da sei esperti del territorio. Complimenti e… prosit!

Una Coarezza in un pugno

9 settembre 2016

Anche quest’anno Coarezza, la piccola frazione di Somma Lombardo in riva al Ticino, si prepara ai suoi tre giorni di celebrità: merito dei maestri dell’Accademia della Costina, che  come sempre animeranno la festa di Coarezza per Strada organizzata dalla Pro Loco. Detta così può sembrare una banalità, ma i fan sanno bene cosa li aspetta: da oggi – venerdì 9 – fino a domenica 11 settembre il campo sportivo del paese sarà letteralmente invaso da centinaia di appassionati delle succulente costine, preparate sulla griglia più lunga d’Europa e vendute a peso (13 euro al kg, questo almeno il prezzo della scorsa edizione) al termine di una lunga ed estenuante coda. Ne vale la pena? La risposta è inequivocabilmente sì: l’Accademia vi farà dimenticare in breve qualsiasi altra costina che abbiate mai assaggiato. E quest’anno il menu prevede un piatto in più: l’amatriciana solidale, il cui ricavato (5 euro a piatto) sarà destinato interamente alla Protezione Civile. La cucina è aperta venerdì dalle 18 alle 23.30, sabato e domenica dalle 11 alle 14.30 e dalle 18 alle 23.30: il consiglio, come al solito, è quello di arrivare con largo anticipo e se possibile evitare la giornata di domenica, in cui le prelibate costine tendono ad esaurirsi!

Per foto e curiosità sulle scorse edizioni ecco la nostra recensione. Buon appetito!

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Qualcuno è Imperfetto

8 settembre 2016

Siate tutto, ma non perfetti!” esorta un cartello all’ingresso di un piccolo locale di Castelsardo, scenografica cittadella a picco sul mare invasa negli ultimi anni da un esercito di turisti, in particolare stranieri. La vocazione “alternativa” della trattoria L’Imperfetto è evidente fin dal nome, anche rispetto ai tantissimi locali più o meno tipici che la affiancano: qui si possono trovare, oltre alle consuete grigliate e fritture, piatti particolari come il pane zichi con vongole e finocchietto e sperimentazioni gustose come il gattuccio al Cannonau. Peccato che il ristorante applichi troppo alla lettera le sue regole, finendo per essere… imperfetto anche nella gestione: il famigerato “doppio turno” a cena si può anche accettare, ma sicuramente far attendere i clienti per oltre un’ora all’ingresso non è l’ideale, soprattutto se di per sé il servizio non brilla per rapidità. Migliorabile dunque, ma merita un’altra possibilità: leggete la recensione completa per saperne di più. E già che ci siete, date un’occhiata anche ad altri aggiornamenti dalla Sardegna: quelli sull’agriturismo S’Incantu di Putifigari e sui ristoranti Il Pesce d’Oro e Macchiavello di Alghero!

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Le delizie dei Quartieri

5 settembre 2016

Chiudiamo il nostro breve tour gastronomico di Napoli con una piccola incursione nei Quartieri Spagnoli, anche se a pochi passi dalla modaiola via Toledo. Uno dei locali più noti della zona si chiama appunto Hosteria Toledo e offre ai suoi visitatori un perfetto “bigino” della cucina partenopea: tanto filologico da rischiare di sembrare scontato, dato che i piatti napoletani sono ormai diventati la base dei menu dei ristoranti italiani di mezzo mondo. Così impepata di cozze, spaghetti aglio e olio, risotto alla pescatora, calamari fritti eccetera sono diventati anonimi piatti da pizzeria, mentre qui, assaggiati nella loro versione più verace, godono di dignità (e di gusto!) ben diversa. Da non perdere, ad esempio, le straordinarie linguine al limone e gamberi. La posizione invidiabile del ristorante, a due passi dalle principali attrattive turistiche, e il servizio rapidissimo e cortese fanno il resto: leggete la recensione completa per saperne di più!

E per chiudere il cerchio, vi lasciamo con una panoramica dei ristoranti recensiti a Napoli. Buona lettura!

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