Depalmas d’oro

22 settembre 2017

Sembra incredibile dirlo parlando di una delle località turistiche più rinomate d’Italia, ma Stintino ha sempre avuto un rapporto ambivalente con il turismo: il minimo che si possa dire è che la gente del posto è piuttosto diffidente nei confronti degli “ospiti”, benché questi ultimi costituiscano da tempo la principale risorsa del paese, e questo spesso si traduce in un’accoglienza abbastanza fredda, ma soprattutto in scarsità di servizi e offerte economicamente poco vantaggiose. A maggior ragione bisogna andarci con i piedi di piombo quando si tratta di agriturismi, apparentemente fuori posto in quello che fin dalla sua fondazione è stato il più classico dei borghi di pescatori. Eppure l’Agriturismo Depalmas riesce a smentire in un colpo solo tutti i pregiudizi: con un menu che più tradizionale non si potrebbe – dai ravioli di ricotta al porcetto arrosto – il ristorante resta ampiamente al di sopra degli standard medi della zona, e offre cene davvero pantagrueliche a un prezzo onestissimo (35 euro tutto compreso). L’attenzione alla qualità è testimoniata anche da “dettagli” (si fa per dire) come il vino: non un semplice rosso della casa, ma il Cannonau delle cantine Sella & Mosca, non proprio le ultime arrivate. Insomma, promosso a pieni voti! Leggete la nostra recensione completa per saperne di più.

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Da Quintilio a… Quintilio

18 settembre 2017

Avere a disposizione un database di oltre 530 recensioni (più svariate decine di segnalazioni) implica generalmente due cose: la prima è essere molto invecchiati, la seconda è doversi di tanto in tanto “sacrificare” e tornare sul luogo del delitto per un aggiornamento. Questa settimana ve ne proponiamo ben tre, anche se il primo vince a mani basse: nel caso del Quintilio Ristobar di Alghero, infatti, l’aggiornamento è in realtà una revisione totale e completa, a partire dal nome. Quello che era un semplice chiosco sugli scogli si è trasformato in un elegante ristorante per cene romantiche a base di pesce, a prezzi che in un decennio sono più che raddoppiati: valeva la pena di tornarci? Rispondiamo di sì, perché la qualità delle materie prime è eccellente e il panorama – unico a rimanere immutato! – assolutamente straordinario. Per saperne di più non vi resta che leggere la nostra recensione, e a questo punto concedetevi anche un “ripasso”: l’Enopub Il Barbaresco di Legnano, che di cambiamenti così radicali non ne ha mai conosciuti, meritava comunque un’ulteriore visita e una conferma delle sue ben note qualità. Più che positivo anche il “test sul campo” dell’Agriturismo I Moresani di Casal Velino, nel cuore del Cilento: famosa per la produzione di Presìdi Slow Food come il Cacioricotta di pecora e l’oliva ammaccata, l’azienda ha dimostrato ottime doti anche nel campo della ristorazione.

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Come ben sanno i frequentatori abituali dell’isola, in Sardegna – malgrado l’ingannevole presenza del mare – non è per nulla facile né scontato trovare grandi ristoranti di pesce, anche se negli ultimi anni il trend sta un po’ cambiando. Per riuscire nell’impresa bisogna puntare sulle poche e ben selezionate località in cui la pesca è tradizione consolidata, oppure tentare la sorte con qualche isola felice che sta tentando di importare la cucina di mare in contesti radicalmente votati alla terra. A quest’ultima categoria appartiene sicuramente El Caballito de Mar, che nel pieno centro di Sassari (città agricola per eccellenza, non a caso abitata da “magnacauri“) è riuscito a creare un’oasi marinara di grande successo, grazie al suo trionfo di crudo ma anche a un’atmosfera semplice e raffinata e a una cucina a tratti creativa. Del primo gruppo fa parte invece il Gambero Ghiotto di Golfo Aranci, una delle poche località della costa nord-orientale della Sardegna a mantenersi “viva” anche nei mesi invernali: qui la qualità di ingredienti, preparazione e presentazione merita davvero un applauso, e i prezzi sono tutto sommato abbordabili. Infine, ennesima menzione per il “solito” Il Pesce d’Oro, che mantiene un livello costante negli anni e si conferma tra i migliori ristoranti di Alghero (se non il migliore in assoluto).

Per saperne di più, non perdete le nostre recensioni complete: a questo link trovate tutti i locali recensiti in Sardegna!

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Non solo panettone

25 novembre 2016

Si approssima un weekend ricchissimo di appuntamenti gastronomici, e visto il clima da tregenda non resta che tuffarsi a capofitto nel cibo (possibilmente al coperto). A un mese dalle feste, si comincia a sentire profumo di dolci natalizi e in particolare di panettone: allo spazio MegaWatt di Milano il fine settimana sarà tutto dedicato a Re Panettone, la festa del dolce milanese per eccellenza, con più di 40 espositori che presenteranno le loro creazioni. Apertura sabato 26 novembre dalle 10 alle 20 e domenica 27 dalle 10 alle 19, ingresso gratis con registrazione. La manifestazione sarà poi replicata a Napoli sabato 3 e domenica 4 dicembre. Aria di festa anche in provincia e precisamente a Rho, che sabato e domenica ospita Arte Panettone: l’appuntamento è nella storica Villa Burba per degustare non soltanto panettoni (al prezzo speciale di 20 € al kg per tutti gli espositori), ma anche gelati, liquori e grappe. Cambiamo completamente genere e trasferiamoci in Sardegna: a Seneghe, in provincia di Oristano, sabato 26 e domenica 27 si svolge Prentzas Apertas, ovvero la festa dell’olio nuovo. Per l’occasione tutti i frantoi cittadini saranno aperti per visite e degustazioni e nelle piazze del paese si potranno degustare olio e altri prodotti tipici. Infine l’immancabile vino: il prossimo weekend è quello del Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti organizzato dalla FIVI alla fiera di Piacenza, con 421 vignaioli ospiti. Apertura sabato dalle 11.30 alle 19.30 e domenica dalle 11 alle 19: biglietto a 15 euro per la singola giornata e 25 euro per i due giorni.

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Qualcuno è Imperfetto

8 settembre 2016

Siate tutto, ma non perfetti!” esorta un cartello all’ingresso di un piccolo locale di Castelsardo, scenografica cittadella a picco sul mare invasa negli ultimi anni da un esercito di turisti, in particolare stranieri. La vocazione “alternativa” della trattoria L’Imperfetto è evidente fin dal nome, anche rispetto ai tantissimi locali più o meno tipici che la affiancano: qui si possono trovare, oltre alle consuete grigliate e fritture, piatti particolari come il pane zichi con vongole e finocchietto e sperimentazioni gustose come il gattuccio al Cannonau. Peccato che il ristorante applichi troppo alla lettera le sue regole, finendo per essere… imperfetto anche nella gestione: il famigerato “doppio turno” a cena si può anche accettare, ma sicuramente far attendere i clienti per oltre un’ora all’ingresso non è l’ideale, soprattutto se di per sé il servizio non brilla per rapidità. Migliorabile dunque, ma merita un’altra possibilità: leggete la recensione completa per saperne di più. E già che ci siete, date un’occhiata anche ad altri aggiornamenti dalla Sardegna: quelli sull’agriturismo S’Incantu di Putifigari e sui ristoranti Il Pesce d’Oro e Macchiavello di Alghero!

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Non solo Ichnusa

5 aprile 2016

La dura legge del marketing: per la stragrande maggioranza del pubblico (anche isolano, temiamo) oggi Ichnusa, più che l’antico nome greco della Sardegna, è il marchio di una celebre birra. Tanto nota e capillarmente diffusa da dover specificare che, nella regione d’Italia in cui il consumo di birra pro capite è più elevato, le alternative artigianali esistono eccome. Gli appassionati del genere conoscono già approfonditamente alcune realtà locali, tra cui spicca sicuramente il Birrificio Barley di Maracalagonis; più giovane e meno famoso, ma degno di attenzione, il Birrificio di Cagliari, che sotto la guida di Marco Secchi ha dato vita anche al primo brewpub del capoluogo.

Questa sera (martedì 5 aprile) anche i bevitori “continentali” avranno l’occasione di studiare l’argomento grazie all’appuntamento organizzato dal Baladin Milano per il ciclo “In salotto con il birraio“. A partire dalle 21 nel locale di via Solferino sarà possibile degustare tre dei caratteristici prodotti del birrificio, tutti caratterizzati dal sapiente uso di ingredienti locali: la blanche Figu Morisca al fico d’India, la saison Meli Marigosu al miele di corbezzolo e la smoked Mutta Affumiada alle bacche di mirto. Il tutto, come sempre, accompagnato dalla presentazione dello stesso birraio.

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Hamburger gourmet, design moderno e accattivante, libri degli chef di grido, menu scritto su grandi lavagne alle pareti: l’ennesimo ristorantino cool di Milano? Ebbene no, ci troviamo a Sassari, a due passi dalla centralissima piazza d’Italia: e la formula adottata dal Bistrot di via Carlo Alberto, di recentissima apertura, si accoda sì alla moda del momento ma fa anche il suo per innovare, grazie a un tocco di creatività e all’utilizzo di ingredienti locali. Un esempio per tutti: il pane carasau al posto del panino, scelta azzeccata non solo perché rende il burger più leggero e digeribile, ma anche perché svolge egregiamente la funzione di… piatto di portata!

Il resto lo trovate nella nostra recensione completa, l’ultima del 2015 ma anche la prima che vi proponiamo nel 2016: cogliamo l’occasione per augurare a tutti un anno ricco di soddisfazioni, non solo gastronomiche!

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Non è tutto Cannonau…

26 agosto 2015

Il Cannonau prodotto alle pendici del Gennargentu ha le stesse caratteristiche di quello che arriva dalla Nurra o dal Sulcis? Ovviamente no, ma per i meno esperti è difficile rendersene conto, a causa di una nomenclatura che rende ben poca giustizia alle diversità territoriali. Abbiamo avuto modo di approfondire l’argomento nel corso dell’estate, approfittando della squisita ospitalità della cantina Giuseppe Sedilesu, forse la più celebre e prestigiosa di Mamoiada. Questa  cittadina a pochi km da Nuoro, famosa per essere la patria dei mamuthones, fino a una ventina di anni fa non produceva neppure vino in bottiglia: le stesse cantine Sedilesu sono nate nel 1999. Oggi, però, i suoi Cannonau – dall’eccezionale Ballu Tundu al barricato Carnevale – sono esportati in tutto il mondo e le bottiglie più pregiate, come l’eponima riserva, sono vendute a 35 euro l’una. La cantina Sedilesu ha anche recuperato il semisconosciuto vitigno autoctono Granazza, traendone lo squisito bianco Perda Pintà, lasciato fermentare sulle bucce. Da questa ricchezza di famiglia, in unione di intenti con altri produttori, nasce l’idea di tutelare le specificità locali: come ben descritto da Luciano Pignataro, a Mamoiada sta nascendo un’associazione che mira prima di tutto a ottenere un riconoscimento geografico e un marchio specifico per identificare i vini locali. Per ora è mancato il sostegno della Regione: le istituzioni faranno ancora orecchie da mercante?

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Sardegna incantata

24 agosto 2015

Dopo la breve parentesi dello scorso giugno, siamo tornati in Sardegna per la consueta visita estiva e anche stavolta non mancano le suggestioni gastronomiche provenienti dall’isola. La più importante riguarda senza dubbio l’agriturismo S’Incantu, che siamo riusciti finalmente a visitare dopo anni di attesa: il ristorante di Putifigari, piccolo paese nelle vicinanze di Alghero, conferma di meritare la sua fama per qualità degli ingredienti e straordinaria abbondanza delle porzioni. Da rimarcare soprattutto il sapiente uso dei funghi porcini, un alimento non così usuale da queste parti: leggete la nostra recensione completa per saperne di più! Non perdete inoltre gli aggiornamenti sulla Trattoria Cavour di Alghero, che è tornata a ospitarci dopo quasi 6 anni di assenza: anche qui c’è una recensione per voi. Infine, cambiando totalmente costa e atmosfera, ecco le pizze e le “camicie” de Il Guscio: un affidabilissimo riferimento per i nottambuli di Baja Sardinia!

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A Kent’Annos!

3 luglio 2015

Sassari e dintorni la frase “A zent’anni” si pronuncia durante le feste, come augurio di lunga vita e prosperità. Quale modo migliore dunque, per celebrare lo storico scudetto appena conquistato dal basket sassarese, che recensire l’agriturismo Kent’Annos (versione in logudorese dello stesso augurio)? Nessuno, anche perché il locale in questione non è altro che il ristorante delle celeberrime Tenute Dettori, una delle aziende vinicole più apprezzate e più innovative di tutta la Sardegna. Riuscire a eguagliare la qualità di Vermentino e Cannonau della casa non è facile, ma la famiglia Dettori ci è riuscita in pieno, proponendo una cucina tradizionale di altissimo livello con soli prodotti da agricoltura biologica: per saperne di più non resta che leggere la nostra recensione completa. E già che ci siamo, parliamo anche dell’Osteria Macchiavello di Alghero, dove siamo tornati dopo oltre un decennio per riscoprire una formula sostanzialmente immutata, ma sempre valida nel risultato finale: anche qui siete invitati ad approfondire!

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