Magna Carta

EXPO 2015 è alle porte, e per quanto sgradita possa essere la sua visita, non è una di quei seccatori che ci si può permettere di non far entrare fingendo di non essere in casa. Tanto vale, quindi, cercare il lato buono di questo evento mastodontico e disorganizzato, lasciando per un attimo da parte i disagi passeggeri e il malcostume purtroppo costante. Dalla parte del “buono” sta sicuramente la Carta di Milano, il documento presentato ieri nel capoluogo lombardo che si pone l’ambizioso obiettivo di “affermare il diritto al cibo come diritto umano fondamentale“. Redatta da un Tavolo di coordinamento presieduto dal ministro Maurizio Martina, a cui hanno partecipato tra gli altri ONU e FAO, la Carta è un sintetico documento di 16 pagine in cui sono contenuti assunti fondamentali, richieste e impegni sul tema del cibo, partendo da una situazione globale considerata “inaccettabile” per arrivare a un mondo in cui vengano superate le disuguaglianze alimentari e i problemi, sempre più pressanti, legati alla produzione e al reperimento delle risorse. Il testo della Carta è disponibile online e sempre sul sito ufficiale è possibile firmare il documento, assumendosi così alcuni impegni ben precisi (“consumare solo le quantità di cibo sufficienti al fabbisogno”, “adottare comportamenti responsabili e pratiche virtuose”) ma soprattutto chiedendo a imprese, governi e istituzioni di prendersi la loro parte di responsabilità. Forse non avrà effetti immediati e concreti, ma il documento costituirà senza dubbio una delle eredità tangibili e più positive di EXPO. Sperando che non resti tutto “sulla carta”.

cartadimilano

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All’anima della Brianza

Dopo la scorpacciata di hamburger che ci siamo fatti negli ultimi anni, assistendo impotenti (ma voraci) al revival della buona vecchia polpetta a stelle e strisce in rinnovata e più o meno veritiera veste gourmet, c’è ancora qualcosa che vale la pena di assaggiare in questo campo? Ebbene, la risposta e sì, anche se quello che per noi rappresenta una graditissima sorpresa è in realtà da tempo un luogo di culto per gli appassionati del genere. Stiamo parlando del Mystic Burger, nelle sue due incarnazioni di Carate Brianza e di Como: un fast food, certo, ma di alto livello gastronomico (gli ingredienti sono di primissima qualità) e soprattutto di geniale inventiva negli abbinamenti, che mirano a recuperare le ricette della tradizione. Non a caso i panini hanno nomi in dialetto come Ul Puse Bun e il locale si fregia dell’evocativo trademark Brianza Soul… Ma abbiamo già detto troppo: per saperne di più leggete la nostra recensione.

E già che ci siete, fate un salto anche al curioso bistrot Q.B. di Busto Arsizio: da fuori sembra un anonimo ufficio, ma dentro c’è un simpatico e minuscolo ristorante tutto incentrato su una cucina casalinga e senza fronzoli. Appena inaugurato, merita una sosta almeno per la pausa pranzo, in attesa di una recensione più strutturata.

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Fagiolini felici

Ristoranti a misura di bambino: sembra un’ovvietà, eppure i genitori “militanti” sanno molto bene quanto sia difficile trovare un locale davvero preparato ad accogliere i più piccoli, offrendo menu e servizi adeguati per far sentire a proprio agio madri, padri e figli (e possibilmente anche il resto della clientela). Da oggi è un po’ meno difficile grazie a Happy Beans, il sito lanciato da Roberta Bianchi e Oriana Davini – manco a dirlo: due mamme! – che si propone appunto come guida ai ristoranti children-friendly di tutta Italia. Per il momento le città coperte sono soltanto Milano Firenze, ma il database promette di estendersi presto anche a Roma, Napoli, Venezia ed eventualmente ad altre città, con l’aiuto di “ambasciatori” volontari. Il sito è davvero facile e intuitivo, oltre che graficamente piacevole: una volta selezionata la città, si possono filtrare i locali in base ai servizi disponibili, come menu speciali per bambini, disponibilità di seggioloni o zone animazione, o semplicemente navigare sulla mappa. Ogni scheda riporta una sintetica recensione del ristorante, le icone dei servizi attivi e una o più foto.

Che altro aggiungere? In bocca al lupo alle webmaster, con l’augurio che i piccoli “fagioli felici” crescano bene trasformandosi presto in Locuste voraci!

happybeans

Andate a farvi friggere

Arancini, panzerotti, olive ascolane, supplì, empanadas, pizza fritta, baccalà, mozzarella in carrozza, involtini primavera, fiori di zucchine, fish & chips, tempura… sono solo alcuni dei protagonisti che compongono lo straordinario “cast” di Fritto misto all’italiana, il festival della frittura che debutta venerdì 24 aprile ad Ascoli Piceno, per proseguire fino a domenica 3 maggio. Quest’anno gli organizzatori hanno fatto le cose davvero in grande e per tutti i giorni della manifestazione, dalle 12 alle 15  e dalle 18 alle 22.30, al Palafritto di Piazza Arringo proporranno ogni sorta di specialità dall’Italia e dal mondo (Perù, Inghilterra, Grecia, Giappone): la card per l’ingresso costa 12 euro. Ma il programma dell’evento è molto più ricco: l’Enoteca delle Marche e il Birrificio Il Mastio offriranno ampio sollievo agli assetati, insieme alle degustazioni di Piceno Open, mentre cooking show e laboratori appagheranno anche la vista dei visitatori. Per i piccoli aspiranti chef da non perdere il test “Cucina la tua oliva“; in calendario anche presentazioni e degustazioni guidate. L’elenco completo degli eventi è disponibile sul sito ufficiale.

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Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della mobilità

Ci sarebbe stato già abbastanza da dire sulla nuova app ufficiale di Slow Food (e Lavazza), presentata oggi alla Cascina Cuccagna di Milano con tanto di ospiti eccellenti come Oscar Farinetti, anche se Carlin Petrini non avesse approfittato del suo lancio per una vera e propria dichiarazione di guerra: “Slow Food Planet vuole essere il Comitato di liberazione da TripAdvisor! Non ne posso più di un sistema che distrugge molte aziende oneste con informazioni spesso fasulle. Noi mettiamo la faccia nelle nostre segnalazioni, che vengono dalla nostra rete e dalle nostre persone”. Sì, perché la app della chiocciola è rigorosamente unilaterale e unidirezionale, controcorrente rispetto alla stragrande maggioranza dei competitor: “Un’applicazione innovativa perché non interattiva“, come dice sfiorando il paradosso Giuseppe Di Piazza, responsabile di Corriere Innovazione. Le proposte di Slow Food non si possono commentare o votare: bisogna fidarsi, anche se, aggiunge Petrini, “l’interazione c’è, basta segnalare le cose che non funzionano e noi correggeremo”.

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L’applicazione, disponibile per iOS e Android sul sito ufficiale, è in pratica una guida virtuale geolocalizzata, che mostra all’utente tutti i locali consigliati da Slow Food nella zona: non soltanto ristoranti e osterie ma anche negozi e rivenditori selezionati, bar, pasticcerie e soprattutto caffè (dando un senso alla collaborazione con Lavazza). Ogni scheda è fornita di dati completi sull’esercizio e anche di gallerie di immagini, grande novità per il mondo Slow. Il download della app è gratuito e comprende l’accesso a un’area a scelta (ad es. Milano o Torino), mentre tutte le altre aree sono in vendita a partire da 1,99 euro. Ma le ambizioni di Slow Food Planet non si fermano certo all’Italia: già oggi il database copre 22 nazioni tra cui Brasile, Macao, Singapore, per un totale di 96 aree e 12.500 segnalazioni. E l’obiettivo dichiarato è quello di arrivare a una mappatura completa del mondo entro il 2018. Insomma, Slow Food è arrivata un po’ troppo lentamente al dunque – come del resto è nel suo DNA – ma adesso non vuole perdere tempo…

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Post scriptum importanti: sabato 18 aprile si celebra in tutta Italia lo Slow Food Day, dedicato al cibo “buono, pulito e giusto”. Centinaia gli eventi in tutte le regioni: a Milano, in particolare, il Mercato della Terra alla Fabbrica del Vapore ospiterà dalle 9 alle 14 degustazioni, laboratori e incontri a tema. Dal 3 al 6 ottobre, subito dopo EXPO, sempre il capoluogo lombardo accoglierà invece un’edizione speciale di Terra Madre, interamente dedicata ai giovani contadini e produttori sotto i 40 anni provenienti da tutti i paesi del mondo. L’iniziativa sarà sostenuta tramite crowdfunding per finanziare i trasferimenti, mentre per l’alloggio Petrini invita i milanesi a dimostrare la loro ospitalità offrendo camere e letti agli ospiti internazionali.

Oh, ma siete Fuori?

Fino a non molti anni fa, i camioncini dei venditori ambulanti di cibo erano chiamati con nomi evocativi come “il lurido” o “lo zozzone” e per il sentire comune entravano probabilmente tra le tre cose più grezze e popolari immaginabili dall’uomo. Ma è bastato dar loro un nome in inglese e oggi i food truck, ripuliti per l’occasione, sbarcano nel contesto dell’evento più chic e stiloso d’Italia, la Milano Design Week. Potrebbe sembrare assurdo se non si sapesse che il Fuorisalone, per molti milanesi, è più che altro una sequenza di eventi in cui cercare di gozzovigliare gratuitamente, il più delle volte senza successo. Tanto per istituzionalizzare la pratica, quest’anno si è deciso di dare vita a Eat Urban: un vero e proprio festival del cibo di strada che da oggi, martedì 14 aprile, fino a domenica 19 animerà il rinnovato spazio di Zona Santambrogio, in via San Vittore 49. La “scusa” è la mostra DoUtDesign, dedicata a giovani designer attivi nel campo del food; il menu è ricchissimo, a partire dagli hamburger di chianina de La Toraia per proseguire con arancini, focaccia e mortadella, fritto misto abruzzese, frico friulano, abbondante vino. Da non perdere.

Il sempre utile portale 2Spaghi ci guida a tutti gli altri eventi culinari del Fuorisalone: tra i più interessanti c’è la presentazione del sushi made in Italy, che combina design nipponico e materie prime italiane, al Dolly Bar di via Vittorio Veneto.

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Bombe di birra

Previsioni meteo nefaste per i prossimi giorni: su Milano e dintorni sta per abbattersi un ciclone di birra artigianale. Non c’è definizione più adeguata, infatti, per due eventi che gli appassionati del settore brassicolo devono fare di tutto per non perdersi: il primo è la serata di giovedì 9 aprile all’enopub Il Barbaresco di Legnano, che vedrà ospite nientemeno che Lorenzo “Kuaska” Dabove, universalmente considerato il massimo esperto birrario italiano. In questa occasione a Kuaska sarà lasciata carta bianca per un incontro letteralmente a 360 gradi: musica, recitazione e persino assaggi di trenette al pesto e insalata di riso… direttamente dal frigorifero di casa Dabove! Il clou del programma, naturalmente, è la degustazione di birre: Iris di Cantillon, La Mummia del birrificio Montegioco, Gueuze Tilquin e Clausthaler. La serata è aperta a tutti, al prezzo di 35 euro a persona; per informazioni e prenotazioni contattare lo 0331-459630 o l’indirizzo legnano@barbarescoenopub.it. L’appuntamento fa parte di un ciclo di tre incontri a tema: il 16 aprile sarà ospite del locale legnanese il mitico Luigi “Schigi” D’Amelio, mastro birraio di Extraomnes, mentre il 23 aprile toccherà al vate della birra artigianale Teo Musso.

Ma non finisce qui: come accennato, nel fine settimana è in programma un altro evento da segnare in calendario per gli amanti del luppolo. Parliamo dell’incontro con Jeppe Jarnit-Bjergsø, meglio noto come creatore del marchio Evil Twin: il mastro birraio danese trapiantato a New York, tra i più premiati a livello internazionale, è in Italia per una serie di degustazioni pubbliche e domenica 12 aprile sarà allo Sloan Square di piazzale Cadorna a Milano. Imperdibile!

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