Luci accese in Galeria

27 giugno 2013

La tentazione di intitolare il post “Galeria degli orrori” era forte, ma sarebbe stata davvero una mossa ingiusta nei confronti di questo frequentato ristorante dell’estrema periferia di Milano che, come molti locali concittadini, ha tanti difetti ma anche qualche pregio. I primi risiedono soprattutto in qualche vezzo/vizio tipico della ristorazione meneghina, come la definizione di “Antica Trattoria” (di antico, in realtà, ci sono solo le mura, quelle di una vecchia falegnameria), l’articolo davanti al nome dei piatti, l’atmosfera tutta virata sul vintage. Però ci sono anche gli aspetti positivi, come il tentativo di recupero – questo sì genuino – di una tradizione milanese di musica e cabaret, e un menu con piatti storici come ossobuco e risotto, mondeghili, cotoletta, persino la polenta uncia e il “cartoccio di bucce”. Qualche problema in più lo danno i prezzi, soprattutto quelli degli antipasti. Leggete la nostra recensione completa e dateci la vostra opinione sul ristorante!

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Accostinatevi

26 giugno 2013

Chi ci ha seguito anche saltuariamente nel corso dei nostri 10 anni di vita non può non ricordare (con l’inevitabile acquolina in bocca) le costine dell’Accademia, protagoniste in ogni mese di settembre della leggendaria sagra di Coarezza per Strada. Bene, tenetevi forte: quest’anno l’eccezionale specialità dei maestri varesini potrà essere degustata anche in “trasferta”, per la precisione al Parco Castello di Legnano, dove sabato 29 giugno si ripeterà l’appuntamento con la Sagra della Costina organizzata da Ares Onlus. Per tutta la giornata, a partire dalle 11, sulla maxi-griglia dell’Accademia cuoceranno le prelibate carni che ben conosciamo: nel 2012 si arrivò addirittura a superare il quintale. La sagra sarà anche un’occasione per raccogliere fondi a favore dell’associazione Ares, che opera con progetti di sostegno in Kenya e Sud Sudan. Non mancate! (In caso di pioggia l’evento sarà rinviato alla settimana successiva.)
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Giardini di delizie

24 giugno 2013

Vi dovremmo un resoconto dell’incontro “Dalla Cucina Italiana a Social Gusto” tenutosi ieri a Varese, pregevolmente condotto da Silvia Giovannini, che ha visto tra l’altro anche la partecipazione del nostro Navigatore Capo. Per fortuna, non serve: Anna Prandoni, direttore de La Cucina Italiana, con ammirevole capacità di sintesi ha già scattato la miglior fotografia possibile dell’evento. Ci limitiamo ad aggiungere che il dibattito ha visto rappresentato (pur con una schiacciante preponderanza di genere femminile, altro che quote rosa…) ogni anello della catena alimentare dei foodblogger: c’è chi intervista i produttori, chi acquista gli ingredienti, chi cucina le pietanze, chi le fotografa, chi le descrive. E naturalmente chi le mangia, come le Locuste. Ovvio che anche la visione dell’universo 2.0 sia differente per ogni soggetto: di spunti interessanti ne sono emersi tanti, su alcuni (per esempio l’ossessione delle fotografie ai piatti) torneremo di certo.

Per fortuna, comunque, a Social Gusto non si è soltanto parlato: tra le tante occasioni per rinfrancare lo spirito vogliamo segnalare – senza far torto a nessuno – l’incontro con il giovane chef stellato Enrico Bartolini (dell’Hotel Devero) e con il suo risotto alle rape rosse e salsa al gorgonzola. Oppure il Lingotto del Mergozzo (a base di salmone selvaggio), direttamente dal Piccolo Lago di Verbania, chef Marco Sacco. E naturalmente, dulcis in fundo, il tiramisù messo in campo dalle due “foodblogger mancate” in una gara culinaria molto particolare… le aspettiamo adesso alla Conchiglia di Legnano per un confronto ad alto livello!

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Sono un tipo antisociale

21 giugno 2013

Anche se “sulle scatole vi sta tutta la gente”, come al primo Guccini, e il solo pensiero di partecipare a un evento “sociale” vi fa rabbrividire, abbiamo comunque delle buone ragioni che potrebbero convincervi a raggiungere il centro storico di Varese, sabato 22 e domenica 23 giugno, per la prima edizione di Social Gusto. Eccone alcune:

– visiterete i magnifici Giardini Estensi che, tra le altre cose, pullulano di angoli tranquilli e isolati;

– per i bambini c’è uno specifico spazio curato da Marco Chef. Quindi non ne troverete in giro;

– potrete dire di aver mangiato da Ilario Vinciguerra spendendo solo 12 euro (quelli del biglietto d’ingresso, che comprende anche una degustazione);

– assaggerete la trota al cartoccio di Davide Brovelli evitando i terrificanti ingorghi del lungolago;

– potrete ubriacarvi con il seminario sulle birre di Nicola Grande (sabato dalle 15 alle 16) dimenticandovi di tutti coloro che vi circondano;

– acquisterete i biglietti direttamente online su Ploonge, senza fastidiosi contatti umani;

– vi vendicherete degli chef che avete sempre odiato non votando i loro piatti su www.socialgusto.it;

– domenica alle 17 assisterete al dibattito “Dalla Cucina Italiana a Social Gusto“, moderato da Silvia Giovannini e con ospiti del calibro di Anna Prandoni, Laura Pantaleo Lucchetti, Samanta Cornaviera, Cinzia Tosini, Jenny Maggioni, Rosy Battaglia (e, diciamolo sottovoce, anche il nostro Navigatore Capo). Siamo d’accordo, un po’ troppa gente. Ma perlomeno è gratis!

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Artusi e costumi

20 giugno 2013

Pellegrino Artusi lo conoscono, o dovrebbero conoscerlo, tutti coloro che si occupano di cibo e di cucina: la sua augusta figura segna naturalmente l’inizio della storia dei ricettari, con il celeberrimo “La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene“, ma in un certo senso anche quella delle recensioni gastronomiche, visto che l’autore decise di mise all’opera d0po aver cenato con un minestrone assai scadente in una trattoria livornese. La sua città natale, Forlimpopoli, lo celebra ogni anno con la Festa Artusiana: sabato 22 giugno inizia la diciassettesima edizione, che si concluderà domenica 30 giugno dopo otto giorni fittissimi di eventi, dibattiti, convegni, spettacoli, ma soprattutto occasioni per degustare cibi di qualità. L’elenco degli eventi in programma è letteralmente sterminato: c’è naturalmente la consegna del Premio Artusi, ci sono la Biblioteca Artusiana liberamente consultabile tutti i giorni e la Scuola di Cucina, ma soprattutto 60 ristoranti aperti per l’occasione tra le vie della cittadina in provincia di Forlì e Cesena. Limitandoci alla giornata dell’inaugurazione, segnaliamo ad esempio alle 19 l’ “APP-eritivo” dedicato alla cucina “felliniana” e alle 20, in piazza Artusi, l’appuntamento con le Città dei Sapori, San Mauro Pascoli e Polesella, con tanto di degustazione di riso alla cacciatora. L’elenco completo degli eventi è comunque disponibile sul sito ufficiale.

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Vacca che bevuta!

18 giugno 2013

Il nome è già più che esplicito: “Buttiamola in Vacca” non poteva certo essere un evento per palati fini, e infatti non lo è. Sabato 22 e domenica 23 giugno il campo sportivo di Inarzo, nei pressi del Lago di Varese, si trasformerà in un paradiso per gli amanti di calcio, birra e salamelle: al torneo di calcio a 7 con otto squadre partecipanti, che mette in palio cene, aperitivi e buoni spesa in esercizi locali, si affiancheranno infatti uno stand gastronomico sempre aperto dal pomeriggio del sabato alla sera di domenica, e la peculiare area “Drink Pink“, in cui sarà possibile dissetarsi a base di vino rosato. C’è anche il “tiro alla Panda” (chi centra il bagagliaio dell’auto con una pallonata vince prestigiosi premi) ma, a essere onesti, l’evento che ci ha ispirato di più è il Tournament of Golata: sostanzialmente si tratta di un torneo uno contro uno, a eliminazione diretta, di bevute di birra “giù tutto”, senza lasciarne una goccia e soprattutto spaccando il bicchiere sul bancone al termine della trincata! I veri appassionati non possono mancare…

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Locuste in cattedra

14 giugno 2013

Dobbiamo tentare in qualche modo di dissimulare l’imbarazzo, ma questa volta è davvero dura. I fatti sono chiari: domenica 23 giugno il nostro Navigatore Capo, in rappresentanza delle Locuste, sarà su un palco (o su qualcosa di molto simile) a parlare di cibo. La prima domanda che sorge spontanea è: perché??? Fortunamente – o forse è ancora peggio – il panel “Dalla Cucina Italiana a Social Gusto” sarà animato anche da una serie di esperti veri: tanto per cominciare la neo-direttrice de “La Cucina Italiana”, Anna Prandoni, e poi le giornaliste e blogger Rosy Battaglia, Samanta Abalush Cornaviera, Laura Pantaleo Lucchetti, Jenny Maggioni. Il tutto con inizio alle 17 al teatro tenda dei Giardini Estensi di Varese, nell’ambito di Social Gusto, l’evento che per due giorni (sabato 22 e domenica 23, appunto) porterà nella “Città Giardino” le creazioni di 10 chef del territorio. In programma – oltre al nostro imperdibile dibattito – degustazioni, seminari e convegni. L’ingresso costa 12 euro ed è comprensivo di un assaggio; gli altri piatti sono in vendita a 6 euro l’uno.

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La maschera e il volto

13 giugno 2013

A forza di rendersi irriconoscibile, Valerio M.Visintin (la M sta per Massimo) rischia di diventare inconfondibile: quale altro autore, per non dire critico gastronomico, si presenta al tavolo di una sua presentazione bardato con passamontagna e occhiali da sole? Subcomandante Marcos a parte, s’intende. Non contento, in occasione dell’uscita del suo nuovo libro “Osti sull’orlo di una crisi di nervi” per i tipi di Terre di Mezzo, Visintin ha fatto ricorso a un espediente ancora più teatrale: nella prima parte dell’evento svoltosi ieri al Parco Sempione di Milano, a salire sul palco è stato in realtà un “sosia”, l’amico Aldo Palaoro, sostituito poi con un vero e proprio colpo di scena dal vero autore. Aggiungeteci gli svariati relatori chiamati a tessere, o meno, le lodi dell’opera (da Alberto Schieppati ad Anna Prandoni della Cucina Italiana, passando per la foodblogger meglio nota come Singerfood) e scoprirete, se mai ce ne fosse bisogno, che anonimato e narcisismo – con un pizzico di istrionismo – non sono affatto una contraddizione in termini. Del resto, tra i vari temi sollevati nel corso della presentazione e ricorrenti anche nel libro, l’anonimato è uno dei più stuzzicanti. Visintin ha indubbiamente ragione quando sostiene la tesi secondo cui l’amicizia o anche la semplice conoscenza con ristoratori e cuochi mina irrevocabilmente la “purezza” del recensore; d’altro canto si potrebbe ribattere che il mestiere di giornalista, non solo enogastronomico, è in qualche modo sempre in bilico tra la vicinanza all’oggetto del proprio lavoro e le possibili “contaminazioni” dall’esterno. Anche a questa obiezione, comunque, c’è risposta nel libro, di cui vi parleremo in seguito: ovviamente bene, vista la maglietta omaggio che ci è stata consegnata…

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Tutto fa brodetto

12 giugno 2013

Il brodetto è uno dei piatti più tipici della cucina italiana, ma anche uno di quelli che sembrano fatti apposta per dividere i popoli: praticamente ogni paese della costa adriatica dall’Abruzzo alla Romagna, con propaggini fino in Veneto, ne prepara una sua versione (che naturalmente considera l’unica corretta). Il brodetto di Porto Recanati, però, è davvero inconfondibile: nella cittadina in provincia di Macerata si prepara infatti una versione “bianca” di questa pietanza, priva di pomodoro e caratterizzata invece dalla presenza di zafferano selvatico, che le conferisce un colore giallognolo. Anche sul pesce ci sono precise regole da rispettare: ne vanno utilizzate ben undici varietà, dalla gallinella all’immancabile San Pietro. Se questa descrizione vi ha fatto venire l’acquolina in bocca, niente paura: potrete gustare l’appetitoso piatto da sabato 15 a sabato 22 giugno in occasione della Settimana del Brodetto, organizzata da Comune e Pro Loco della cittadina marchigiana. Tutti i giorni 24 ristoranti locali (nell’immagine l’elenco completo) proporranno menu a base di brodetto a 20 euro bevande escluse: da non perdere!

Polemiche da passeggio

10 giugno 2013

Toglietemi tutto, ma non il gelato: sono bastate poche ore di “coprifuoco” per far esplodere la polemica a Milano sulla contestata ordinanza del Comune che vieta, in alcune zone “delicate” della città, la vendita di prodotti alimentari da asporto (era già così per pizza e kebab, ora tocca appunto anche al gelato) dalla mezzanotte in poi. Le cose sono già arrivate a tal punto da dedicare un’intera seduta della Giunta alla questione: sembra una… freddura, ma così non è. Premettiamo che sulla vicenda si è fatta parecchia confusione anche con secondi fini politici, scatenando i commentatori su Twitter, dai più “illustri” ai più ironici; e vi risparmiamo pure le consuete considerazioni filosofiche su quanto sia assurda la pretesa di regolamentare in ogni minimo aspetto della vita dei cittadini, pretendendo di imporre minuziose regole persino sulle abitudini di consumo. Il sindaco Pisapia ha dichiarato di amare il gelato alla follia (sarà un nuovo gusto?) e preannunciato una rivisitazione della norma, e va bene. Almeno una constatazione di ordine pratico, però, bisogna pur farla: invece di subissare di divieti le zone della “movida” – quindi quelle in cui il commercio e l’artigianato funzionano – e abbandonare all’anarchia (si fa per dire) il resto della città, non sarebbe forse meglio fare il contrario, individuando aree precise e ben delimitate dove concentrare tutte le attività del popolo della (mezza)notte? Così si fa in tutte le metropoli del resto del mondo, per esempio in quella Berlino a cui il primo cittadino sostiene di ispirarsi, e dove peraltro, a quanto risulta, non esistono limiti alla libertà di leccata.

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