Parma d’oro

12 dicembre 2017

La storia del cibo, in tutto il mondo, è ricchissima di esempi dell’esportazione di piatti o modelli culinari, anzi possiamo dire che questo sia uno dei meccanismi fondamentali dell’evoluzione gastronomica: basti pensare alla diffusione nel mondo della pizza napoletana. Oggi il meccanismo si è alquanto affinato e si appoggia a strutturate catene di franchising, tanto che per le strade di Milano da anni è possibile imbattersi in rinomate focaccerie palermitane o in tipici ristoranti romani. Nella tipologia rientra naturalmente anche la Salsamenteria di Parma, che non corrisponde neppure a un locale “originale”, ma si ispira alla formula delle vecchie osterie emiliane: vino nella scodellapasta artigianale, succulenti salumi e un’atmosfera abbastanza rustica e spartana. Inevitabile che nel centro di Milano (o addirittura a Cannes Parigi, dove esistono due succursali) la cosa possa suonare un tantino artefatta; ma le materie prime sono quelle originali, dal prosciutto di Parma a specialità meno conosciute come strolghinomariola, e la qualità dei piatti vale un assaggio. Per saperne di più non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

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I piaceri della Carne

6 dicembre 2017

Potrà sembrarvi strano che il post su un ristorante di Milano chiamato Osteria della Carne si apra con un piatto di fregola sarda, ma è solo perché non ne conoscete il nome completo: i proprietari, Sedda & Faedda, sono di evidenti origini isolane e questo spiega perché il menu contenga anche diverse specialità provenienti dalla Sardegna, tra cui la stessa fregola, gli gnocchetti alla campidanese, le seadas e (su prenotazione) persino agnello e maialetto. Ovvio che il punto di forza della casa sia comunque la carne, dalla fiorentina all’ottima entrecote all’antica: perfette sia la cottura che la presentazione, e una menzione speciale alla fornitissima cantina. Insomma, una bella sorpresa in una zona – quella della stazione Centrale – non sempre propizia per chi ama la buona cucina. Se siete curiosi di approfondire, la recensione completa è a vostra disposizione!

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La brace nel mondo

30 novembre 2017

I ristoranti specializzati in carne alla griglia non si contano più, specialmente nell’Altomilanese: la bistecca è in fondo il piatto più ingannevolmente “facile” da preparare, ma dando un’occhiata più approfondita non è così semplice trovare il giusto mix tra qualità delle materie prime, preparazione e prezzi. Dalla Padella alla Brace, griglieria di Legnano con un bel tratto di storia già alle spalle, in questo senso è una garanzia: fiorentine, tagliate, costate e tagli più originali (da provare la “cube beef”) senza troppi ammennicoli e a prezzi tutto sommato abbordabili. Il problema sta semmai nel resto: tra antipasti, contorni, dolci e altri optional il conto finisce per alzarsi un po’ troppo. Ma il ristorante si fa perdonare con una cantina ottimamente selezionata e in generale, vista anche la posizione comoda, resta un indirizzo ideale per i carnivori della zona. Per saperne di più leggete la nostra recensione completa e, già che ci siete, fate un salto (virtuale) anche in un locale molto vicino, che alla griglia unisce piatti più elaborati e raffinati: il ristorante Cascina del Lupo di Busto Arsizio, del quale abbiamo pubblicato la recensione aggiornata.

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Sempre Alla Grande!

17 novembre 2017

Ci sono i ristoranti ottimi, pessimi, mediocri, eccezionali. E poi ci sono quei posti in cui sai che potrai trovare sempre rifugio, un porto sicuro per le serate di “emergenza” e i momenti di sconforto culinario: è un sollievo ritrovarli sempre uguali a se stessi, indefessi nel perpetuare una tradizione più o meno antica (in questo caso, quasi quarantennale). Così, quando siamo tornati dopo qualche anno dalla nostra prima visita all’Osteria Alla Grande di Baggio, storico borgo agricolo divenuto oggi un quartiere di Milano, ci siamo quasi commossi: vero, mancava qualche cavallo di battaglia della cucina come i mondeghili o il brasato, ma le incantevoli tagliatelle al ragù di Elena, gli involtini con polenta e l’atmosfera casalinga e goliardica del locale sono bastati e avanzati per una serata da ricordare. Soprattutto perché questa volta ci è toccata in sorte l’esibizione di un menestrello d’eccezione, abile nello spaziare dai canti da osteria a Lucio Battisti, fino ai classici della canzone milanese come “Porta Romana bella” o “Faceva il palo”… Insomma, il modo migliore per permettere anche agli “stranieri” di apprezzare il lato buono, spesso nascosto o addirittura invisibile, del capoluogo lombardo. Non vi resta che leggere la nostra recensione aggiornata per tutti i succosi dettagli!

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Come forse avrete saputo, pochi giorni fa si è rinnovato per l’ennesima volta il rito del Crotto da Gusto: sabato 4 novembre siamo stati ospiti del nostro locale-totem, alle pendici dei Monti di Gottro, per dare l’ultimo assaggio prima della chiusura invernale. Pochi ma ben selezionati i partecipanti, che hanno potuto godere di un menu molto speciale: oltre alle consuete prelibatezze, come i cannelloni e la celestiale polenta oncia, sono tornati per l’occasione anche i pizzoccheri e nientemeno che le quaglie, alla seconda apparizione nella decennale storia delle nostre visite. Inutile dire che non sono mancati i GT a base di Barbera ma anche di Chianti, un’apprezzata novità degli ultimi anni (con conseguenze nefaste). Questa volta però il brindisi più importante è stato dedicato all’artefice di tutti i capolavori fin qui descritti: la signora Giulia, consorte del fondatore e regina della cucina, che il giorno prima della nostra ascesa al Crotto ha compiuto la bellezza di 91 anni! A lei vanno il nostro eterno ringraziamento e i nostri migliori auguri di una lunga permanenza ai fornelli. Per il momento salutiamo il Crotto fino a primavera, ma non temete: le occasioni per rimpinzarsi non mancheranno… E chi volesse prepararsi per tempo può sempre consultare la nostra recensione completa!

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E vieni in una Piedigrotta

24 ottobre 2017

Ci sono locali talmente radicati nel sentire collettivo che si tende a darli per scontati, e quasi a dimenticarsi della loro esistenza. Per esempio, a Varese, chi dice “pizza” dice inevitabilmente La Piedigrotta, fin dal lontano 1974 un luogo di culto per gli amanti della specialità napoletana per eccellenza. L’impeccabile riproposizione delle ricette della tradizione partenopea e l’utilizzo di materie prime di elevata qualità sono ovviamente due punti di forza, ma la vera mossa geniale è stata un’altra: l’invenzione delle “pizze scomposte“, servite in tavola con uno o più ingredienti a parte (mozzarella di bufala intera o bocconcini, ma anche stracciatellaburrata e persino acciughe e pomodorini). Una possibilità di personalizzazione che forse stuzzica più il gusto estetico di quello gastronomico, ma tant’è: il successo è straordinario e prolungato nel tempo, e il locale sempre pieno (indispensabile prenotare). Il tutto si completa con una buona offerta di cucina mediterranea e dolci di livello: da visitare, anche per riscoprire il centro storcio di Varese!

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Salto in fungo

20 ottobre 2017

Con il colpevole ritardo a cui siete ormai avvezzi, siamo finalmente pronti a riferirvi di un altro gustosissimo evento organizzato dagli amici della Confraternita dei Grass: la Grande Cena dei Funghi, a cui siamo onorati di aver partecipato ormai due settimane orsono. Il sontuoso menu di svariate portate, ovviamente tutte a base di funghi porcini, ci ha dato modo di sollazzare i nostri stomaci ma anche di scoprire una nuova meta culinaria oltremodo interessante: l’Antica Trattoria Bellaria, rustico e accogliente locale di Rivergaro, ai piedi delle colline piacentine. Oltre ai funghi, la cucina offre un campionario completo di tutte le grandi specialità locali: pisarei e fasö, piccola di cavallo, salumi (stagionati direttamente in cantina) con torta fritta o chisulén, e chi più ne ha più ne metta. Eccellente anche la selezione dei vini, tutti provenienti da cantine locali, tra i quali dominano ovviamente GutturnioOrtrugo. Merita davvero una visita! Vi rimandiamo alla nostra recensione completa per tutte le informazioni del caso.

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Depalmas d’oro

22 settembre 2017

Sembra incredibile dirlo parlando di una delle località turistiche più rinomate d’Italia, ma Stintino ha sempre avuto un rapporto ambivalente con il turismo: il minimo che si possa dire è che la gente del posto è piuttosto diffidente nei confronti degli “ospiti”, benché questi ultimi costituiscano da tempo la principale risorsa del paese, e questo spesso si traduce in un’accoglienza abbastanza fredda, ma soprattutto in scarsità di servizi e offerte economicamente poco vantaggiose. A maggior ragione bisogna andarci con i piedi di piombo quando si tratta di agriturismi, apparentemente fuori posto in quello che fin dalla sua fondazione è stato il più classico dei borghi di pescatori. Eppure l’Agriturismo Depalmas riesce a smentire in un colpo solo tutti i pregiudizi: con un menu che più tradizionale non si potrebbe – dai ravioli di ricotta al porcetto arrosto – il ristorante resta ampiamente al di sopra degli standard medi della zona, e offre cene davvero pantagrueliche a un prezzo onestissimo (35 euro tutto compreso). L’attenzione alla qualità è testimoniata anche da “dettagli” (si fa per dire) come il vino: non un semplice rosso della casa, ma il Cannonau delle cantine Sella & Mosca, non proprio le ultime arrivate. Insomma, promosso a pieni voti! Leggete la nostra recensione completa per saperne di più.

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Da Quintilio a… Quintilio

18 settembre 2017

Avere a disposizione un database di oltre 530 recensioni (più svariate decine di segnalazioni) implica generalmente due cose: la prima è essere molto invecchiati, la seconda è doversi di tanto in tanto “sacrificare” e tornare sul luogo del delitto per un aggiornamento. Questa settimana ve ne proponiamo ben tre, anche se il primo vince a mani basse: nel caso del Quintilio Ristobar di Alghero, infatti, l’aggiornamento è in realtà una revisione totale e completa, a partire dal nome. Quello che era un semplice chiosco sugli scogli si è trasformato in un elegante ristorante per cene romantiche a base di pesce, a prezzi che in un decennio sono più che raddoppiati: valeva la pena di tornarci? Rispondiamo di sì, perché la qualità delle materie prime è eccellente e il panorama – unico a rimanere immutato! – assolutamente straordinario. Per saperne di più non vi resta che leggere la nostra recensione, e a questo punto concedetevi anche un “ripasso”: l’Enopub Il Barbaresco di Legnano, che di cambiamenti così radicali non ne ha mai conosciuti, meritava comunque un’ulteriore visita e una conferma delle sue ben note qualità. Più che positivo anche il “test sul campo” dell’Agriturismo I Moresani di Casal Velino, nel cuore del Cilento: famosa per la produzione di Presìdi Slow Food come il Cacioricotta di pecora e l’oliva ammaccata, l’azienda ha dimostrato ottime doti anche nel campo della ristorazione.

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Quattro per Crotto

14 settembre 2017

Ormai non ci sembra più il caso di ripeterci: il territorio a nord del Lago di Como, ai confini con la Svizzera, è la patria dei crotti, e chi ancora non sapesse cosa sono vada subito a studiare! I crotti più celebri sono senza dubbio quelli di Chiavenna, ma anche altre località si difendono bene: tra queste Stazzona, all’estremità settentrionale del Lago di Como. Il piccolo centro lariano può contare su appena abitanti ma anche su numerosi crotti, quattro dei quali concentrati nel giro di pochi metri lungo l’angusta via Vanzonico, e persino su un’apposita sagra che si svolge nel mese di agosto. Proprio a Stazzona siamo tornati, a quasi un decennio dalla nostra precedente visita, per gustare nuovamente le prelibatezze del Crotto Isidoro: nutrivamo ben pochi dubbi sul fatto che tutto fosse rimasto esattamente inalterato rispetto al 2008, ma anche al 1980 o al 1950, e in effetti la realtà non ha tradito le attese. La nostra recensione aggiornata vi parlerà di grandi tavolate all’aperto, atmosfere conviviali, splendidi panorami e soprattutto porzioni pantagrueliche di polenta, formaggi, salumi e costine (vero fiore all’occhiello di questo crotto). A livello di qualità ci sono certamente proposte migliori, ma per chi cerca un’abbuffata di piatti robusti e genuini l’affare è fatto!

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