Tutte le strade portano a Olbia

Anche se non gode di una gran fama come località turistica, Olbia è un punto di passaggio obbligato per migliaia di turisti, dato che ospita il porto e l’aeroporto di riferimento per le più frequentate spiagge della Sardegna. E per chi attende di prendere un aereo (o ne è appena sceso!) non c’è nulla di meglio che concedersi un assaggio delle specialità locali: basta percorrere poco più di un chilometro per trovare il Villa Roma Caffè, una trattoria semplice e senza pretese ma ricca di belle sorprese culinarie. Trionfano ovviamente le cozze, la produzione più importante della città, ma in generale tutti i piatti sono tanto semplici quanto soddisfacenti, dagli spaghetti con arselle e vongole alla frittura mista. Porzioni abbondanti e prezzi assolutamente alla portata fanno del Villa Roma un locale da (ri)scoprire: per saperne di più non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

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L’ABC dell’Abruzzo

La caratteristica fondamentale della cucina dell’Abruzzo è quella di riunire, su una tavola imbandita, le due anime della regione: quella pastorale e quella marinara, che non potrebbero essere più diverse tra loro e che generano due tradizioni gastronomiche completamente separate. Chi visita Montesilvano, sul litorale nord di Pescara, ha la fortuna di assistere nel giro di pochi metri agli sviluppi di questa curiosa (ma gustosa!) contraddizione: proprio sul lungomare, a un isolato di distanza l’uno dall’altro, sorgono infatti due ristoranti antitetici come l’Abruzzorante e il Sapò. Il primo, rustico e familiare, incentra completamente la sua offerta sulla cucina di terra, con gli immancabili arrosticini come cavallo di battaglia, ma anche specialità come le pallotte cacio e ova o la pecora alla callara. Il secondo, più raffinato e pretenzioso, offre invece esclusivamente piatti di mare, dalle più classiche crudità di pesce agli spaghettoni ai frutti di mare: purtroppo la qualità è piuttosto altalenante e le recensioni online, forse anche per il vulcanico temperamento del gestore, non sono di grande aiuto.

Terminata questa breve escursione abruzzese, vi lasciamo con un breve riepilogo: in questa pagina troverete l’elenco di tutti gli indirizzi recensiti in provincia di Pescara.

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Buone novelle della Pescara

Tutto si può dire di Gabriele D’Annunzio, ma non che non amasse i piaceri della vita, tra cui anche la buona cucina. Se fosse ancora tra noi, il Vate sarebbe senza dubbio tra i primi estimatori del locale che oggi sorge a Pescara, proprio nella sua via natale che è poi la stessa di Ennio Flaiano, altro gigante della letteratura abruzzese. Parliamo della Taverna 58, un ristorante che sembra aver assorbito lo spirito istrionico, teatrale e trasgressivo del territorio in cui sorge, ma che al tempo stesso è riuscito negli anni a dare vita a un punto di vista originale e creativo sulla cucina abruzzese. Pennellate di fantasia e sapori tradizionali, dalle fregnacce al sugo alla pecora in tegame: un indirizzo da non perdere per nessun motivo. Meno sorprendente, ma altrettanto di qualità è un altro ristorante della zona oltre il fiume Pescara: l’Acquapazza, piccolo locale (non si va oltre i 40 coperti) tutto consacrato alla cucina di mare. Non c’è menu, non si serve caffè, non ci sono piatti che non siano a base di pesce, ma l’eponima rana pescatrice all’acqua pazza basta e avanza per emozionare!

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Le osterie di fuori porta

La vecchia canzone di Francesco Guccini che parlava di “osterie di fuori porta” non si riferiva certamente all’Osteria La Civichella, ma siamo sicuri che il cantore del vino e della convivialità bolognese apprezzerebbe senz’altro (se non l’ha già fatto) questo eccezionale locale nei pressi di Castel San Pietro Terme. Qui tutto è davvero come una volta, partendo dai tavolini di legno e dall’atmosfera familiare per arrivare al cibo: deliziosi salumi artigianali, robustissimi ravioli al ragù di salsiccia, e per chiudere un “unicum” come il prelibato budino di nonna Mariuccia. Sapori immutati nel tempo che si accompagnano a un rispetto quasi religioso della tradizione: d’altronde, in provincia di Bologna, le osterie sono una vera e propria istituzione! Per saperne di più vi rimandiamo come sempre alla nostra recensione completa.

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Sotto Capriano il tortello campa

Le trattorie, quelle di una volta: in senso letterale (il locale in questione esiste addirittura dal 1877!) e anche per la capacità di abbinare perfettamente la tradizione alla quotidianità. Stiamo parlando della trattoria La Pergolina, che a Fenili Belasi – piccola frazione di Capriano del Colle, in provincia di Brescia – è da sempre un punto di riferimento per buongustai e viaggiatori di passaggio, ma soprattutto per i lavoratori della zona. Per questo motivo non mancano le offerte speciali, come i menu di lavoro a soli 15 euro, e i menu degustazione. La specialità della casa, comunque, sono i piatti robusti e tradizionali: i superbi tortelli al Bagoss, i casoncelli, il brasato al cinghiale, e su prenotazione anche il tipico spiedo alla bresciana. Il tutto in porzioni decisamente soddisfacenti e accompagnato da buoni vini del territorio. Segnatevi l’indirizzo e consultate la nostra recensione completa!

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La porta della Valtellina

Gli indirizzi per mangiare bene a Bormio non mancano di certo, e di qualcuno di essi abbiamo già parlato in passato: ad esempio il famoso Al Filò o l’ottimo ristorante del Rezia Hotel. Ma se qualcuno (ipotesi piuttosto remota, lo riconosciamo) si ritrovasse a passare per caso dalla “Magnifica Terra” senza sapere assolutamente nulla della cucina valtellinese, non avremmo dubbi nell’indirizzarlo all’Agriturismo Rini: una vera e propria porta d’accesso alle specialità di Bormio, anche per la sua posizione proprio all’ingresso del paese. L’atmosfera da baita montana è l’ideale per una rapida ma soddisfacente panoramica su tutte le prelibatezze del luogo: bresaola, sciatt, pizzoccheri e gli ottimi formaggi ricavati dal latte delle oltre 60 mucche allevate nella stalla dell’agriturismo, per finire con un delizioso sorbetto al Braulio. Come primo impatto con la gastronomia della Valtellina, prima di sperimentare piatti più arditi, non è affatto male. Leggete la nostra recensione completa per saperne di più!

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Da Buenos Aires a Legnano

Divise dall’oceano ma unite dalla storia… e dalla griglia: sul legame tra Italia Argentina si sono scritti libri interi e non è il caso di tornarci sopra, anche perché ne abbiamo parlato diffusamente ai tempi del nostro viaggio nel paese delle pampas. Ed è proprio in virtù di quella splendida avventura se oggi possiamo parlare con cognizione di causa della cucina argentina e dare un giudizio decisamente positivo su La Parrilla (= la griglia, appunto), nuovo ristorante a due passi dalla stazione di Legnano, in provincia di Milano. Il menu, ovviamente incentrato sulla carne di manzo, è filologicamente perfetto: ci sono tutti i tagli più pregiati, dal lomo al bife ancho passando per il prelibato diaframma, le immancabili empanadas di antipasto, le migliori bottiglie di Malbec (da provare il Don Diego). Persino i dettagli sono curatissimi, come dimostrano la presenza del chimichurri – una gustosissima salsina per accompagnare la carne – e persino del liquore Legui. Qualche perplessità, semmai, la lasciano la non eccezionale offerta all you can eat e l’inconsueta illuminazione (o meglio, non illuminazione) della sala. Vi rimandiamo come di consueto alla nostra recensione completa per tutti i particolari!

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