L’isola dei (non) pescatori

Come ben sanno i frequentatori abituali dell’isola, in Sardegna – malgrado l’ingannevole presenza del mare – non è per nulla facile né scontato trovare grandi ristoranti di pesce, anche se negli ultimi anni il trend sta un po’ cambiando. Per riuscire nell’impresa bisogna puntare sulle poche e ben selezionate località in cui la pesca è tradizione consolidata, oppure tentare la sorte con qualche isola felice che sta tentando di importare la cucina di mare in contesti radicalmente votati alla terra. A quest’ultima categoria appartiene sicuramente El Caballito de Mar, che nel pieno centro di Sassari (città agricola per eccellenza, non a caso abitata da “magnacauri“) è riuscito a creare un’oasi marinara di grande successo, grazie al suo trionfo di crudo ma anche a un’atmosfera semplice e raffinata e a una cucina a tratti creativa. Del primo gruppo fa parte invece il Gambero Ghiotto di Golfo Aranci, una delle poche località della costa nord-orientale della Sardegna a mantenersi “viva” anche nei mesi invernali: qui la qualità di ingredienti, preparazione e presentazione merita davvero un applauso, e i prezzi sono tutto sommato abbordabili. Infine, ennesima menzione per il “solito” Il Pesce d’Oro, che mantiene un livello costante negli anni e si conferma tra i migliori ristoranti di Alghero (se non il migliore in assoluto).

Per saperne di più, non perdete le nostre recensioni complete: a questo link trovate tutti i locali recensiti in Sardegna!

20170408_143534

Annunci

Quando l’hamburger è sassarese

Hamburger gourmet, design moderno e accattivante, libri degli chef di grido, menu scritto su grandi lavagne alle pareti: l’ennesimo ristorantino cool di Milano? Ebbene no, ci troviamo a Sassari, a due passi dalla centralissima piazza d’Italia: e la formula adottata dal Bistrot di via Carlo Alberto, di recentissima apertura, si accoda sì alla moda del momento ma fa anche il suo per innovare, grazie a un tocco di creatività e all’utilizzo di ingredienti locali. Un esempio per tutti: il pane carasau al posto del panino, scelta azzeccata non solo perché rende il burger più leggero e digeribile, ma anche perché svolge egregiamente la funzione di… piatto di portata!

Il resto lo trovate nella nostra recensione completa, l’ultima del 2015 ma anche la prima che vi proponiamo nel 2016: cogliamo l’occasione per augurare a tutti un anno ricco di soddisfazioni, non solo gastronomiche!

WP_20151230_004

A Kent’Annos!

Sassari e dintorni la frase “A zent’anni” si pronuncia durante le feste, come augurio di lunga vita e prosperità. Quale modo migliore dunque, per celebrare lo storico scudetto appena conquistato dal basket sassarese, che recensire l’agriturismo Kent’Annos (versione in logudorese dello stesso augurio)? Nessuno, anche perché il locale in questione non è altro che il ristorante delle celeberrime Tenute Dettori, una delle aziende vinicole più apprezzate e più innovative di tutta la Sardegna. Riuscire a eguagliare la qualità di Vermentino e Cannonau della casa non è facile, ma la famiglia Dettori ci è riuscita in pieno, proponendo una cucina tradizionale di altissimo livello con soli prodotti da agricoltura biologica: per saperne di più non resta che leggere la nostra recensione completa. E già che ci siamo, parliamo anche dell’Osteria Macchiavello di Alghero, dove siamo tornati dopo oltre un decennio per riscoprire una formula sostanzialmente immutata, ma sempre valida nel risultato finale: anche qui siete invitati ad approfondire!

kentannos

Il sesto Sensos

Quando ci si imbatte in un personaggio come Pinuccio Chessa, non si può che inchinarsi davanti al talento di un artista a tutto tondo. Nel vero senso della parola: l’ex vigile del fuoco di Usini, a pochi km da Sassari, è scultore, pittore e da qualche tempo proprietario del bizzarro ristorante Sensos, proprio nel suo paese natale. La fantasia e l’imprevedibilità che Pinuccio mette nei suoi quadri, in bella mostra alle pareti, sono evidentemente le stesse che riversa in cucina: di volta in volta il menu cambia in relazione agli ingredienti disponibili, ma soprattutto all’estro dell’autore. Non tutto è perfetto, ma la cordialità del titolare fa sentire chiunque a casa, anche perché il locale non è più grande di una comune sala da pranzo! Leggete la nostra recensione completa per saperne di più…

sensos

Tapas alla sassarese

Uno dei più grossi crucci del nostro Navigatore Capo, in quanto originario di Sassari, è sempre stato quello di non trovare un ristorante da consigliare ai visitatori della sua città natale. La vera cucina sassarese, tutta incentrata su interiora, piedini d’agnello, lumache e altri piatti ostici per i palati poco flessibili, difficilmente può essere approcciata senza l’accompagnamento di uno “sherpa” del luogo; e d’altra parte le alternative in città non sono trascendentali, se si eccettua qualche interessante esperimento come La Vela Latina. Ora, finalmente, c’è un indirizzo da passare ai turisti che si trovino a passare dal capoluogo: è quello della Taberna Santona, curioso ristorantino sorto proprio nel bel mezzo del centro, che propone una riuscita fusione tra piatti sardi, nazionali e persino internazionali. Il tutto con una formula innovativa basata sulle tapas spagnole: ogni piatto può essere gustato sia in versione completa, sia come “assaggio” a soli 4 euro. Per sapere di più su questo locale di recentissima apertura non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

santona

Ciucciati la lumaca

Ebbene sì, anche noi stiamo per andare in vacanza concedendoci (e concedendovi) qualche giorno di tregua estiva. Ma visto che la nostra meta, ormai consueta, è la Sardegna, vogliamo lasciarvi con un paio di utili consigli dal sapore isolano. Molti conoscono già la Sagra de Is Culurgionis, che quest’anno festeggia la sua ventesima edizione: sabato 3 e domenica 4 agosto il paese di Sadali, in provincia di Cagliari, dedicherà l’annuale tributo alla tipica pasta ripiena di ricotta (o pecorino), patate e menta. Si mangia in piazza sabato sera dalle 20.15, domenica dalle 12.30 e dalle 20, ma in programma ci sono anche passeggiate ecologiche, laboratori per adulti e bambini, spettacoli musicali e di artisti di strada. Non tutti invece sanno cosa sia la ciogghitta, eppure a Sassari è considerata uno dei simboli della città, tanto da essere stata in corsa per diventare la mascotte della locale squadra di basket: si tratta semplicemente della traduzione del termine “lumachina”, amatissima dai sassaresi e protagonista di uno degli avvenimenti gastronomici più curiosi dell’estate, la Ciogghitta d’Oro. Non è una semplice sagra ma una vera e propria gara, e non basta nemmeno strafogarsi di lumache: è necessario padroneggiare al meglio la tecnica della “succiaddura di ciogga minudda”, insomma saper succhiare le lumachine direttamente dal guscio più velocemente possibile! Nel video qui sotto, un momento della scorsa edizione. Alla spettacolare disfida si potrà assistere martedì 6 agosto a partire dalle 19 in piazza Santa Caterina (ingresso gratuito); già da oggi e fino a martedì, a Palazzo dell’Insinuazione, è aperta la mostra “La ciogghitta nella cultura sassarese dal Medioevo all’eta contemporanea”.

ciogghitta

Ma è un canto brasileiro

Jazz a Sassari, ma questa volta il mitico Paolo Fresu non c’entra. Il programma della rassegna “(To) be in jazz“, ogni domenica alle 11 dal 2 al 23 dicembre a Palazzo di Città, si concentra sulla musica brasiliana e, quello che più ci interessa, sul… vino: i concerti in calendario, infatti, saranno accompagnati da degustazioni di vini di alcune delle più importanti cantine sarde, come Sella&Mosca, Cantine di SantadiTenute Delogu e Gostolai, e di prodotti tipici del territorio (formaggi e salumi in primis). Sul palco, invece, il duo Bate Boca, il chitarrista Beppe Fornaroli, il progetto “Tre” e infine Roberto&Eduardo Taufic, tutti impegnati a rileggere la tradizione musicale brasiliana, da Chico Buarque a Milton Nascimento. A latere, in programma anche una rassegna di film a tema. Prezzi: 8 euro per i concerti-aperitivo (20 l’abbonamento), 5 per i film. Un brindisi!