Chi ha paura del Lupo?

16 dicembre 2016

Come spesso ci accade, siamo noi ad arrivare in ritardo: la Cascina del Lupo di Busto Arsizio si è costruita la sua fama da anni, malgrado la posizione non certo favorevole, a un passo dall’ingresso dall’autostrada e dal carcere locale. Ma come dice il proverbio, meglio tardi che mai: eccoci dunque pronti a raccontarvi di un ristorante tutt’altro che banale, la cui ambientazione apparentemente rustica non deve ingannare. Nel menu, infatti, oltre ai piatti di carne alla griglia che l’hanno reso famoso a livello locale, spuntano anche preparazioni più originali ed elaborate: pappardelle con battuto di capriolo al Barbera e puntarelle, per fare un esempio, o filetto di tonno con belga scottata alla soia e arancia, per farne un altro. L’atmosfera è calda e accogliente, i prezzi non eccessivi (sui 40 euro per un pasto completo): insomma, ce n’è abbastanza per parlare di una bella sorpresa, anche se fuori tempo. Per saperne di più, vi rimandiamo come sempre alla nostra recensione completa!

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C’è birra e Byra

25 settembre 2015

Non tutte le birrerie riescono con la schiuma. Così si potrebbe adattare il vecchio adagio a un periodo in cui i locali a tema birrario spuntano come funghi, anche nel Varesotto e nell’Altomilanese, ma non sempre con risultati soddisfacenti. Le note positive vengono sicuramente dal Byra di Busto Arsizio, aperto fin da aprile ma inaugurato soltanto ieri nella sua sede di via Mazzini: un locale di concezione innovativa che si autodefinisce, a buona ragione, uno showroom di “cultura birraria”. Sul gigantesco bancone non c’è infatti spazio per altro che non sia la birra (24 spine suddivise per tipologia e metodo di spillatura) e anche la modalità d’acquisto è tutta particolare: si paga attraverso una tessera-punti che permette tre degustazioni al costo di 10 euro. In più, il locale diventerà sede privilegiata di corsi di formazione (a cui parteciperanno gli stessi dipendenti) e beershop sempre aperto per acquisti a tema: formula decisamente originale, che merita attenzione.

Parziale delusione è invece il Birrificio di Legnano, faraonico locale aperto all’interno di un vecchio complesso industriale rimodernato: la scenografia di interni ed esterni è davvero notevole, ma la sostanza non convince. Le birre artigianali in lista sono infatti poche e assai simili tra loro – troppo luppolate per il nostro gusto – e anche la cucina non offre nulla più dello standard. Intendiamoci, nulla di tragico, ma qualcosa di più era lecito attenderselo in un momento di grande attenzione per il fenomeno birra e con tanta concorrenza anche in loco.

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All’anima della Brianza

28 aprile 2015

Dopo la scorpacciata di hamburger che ci siamo fatti negli ultimi anni, assistendo impotenti (ma voraci) al revival della buona vecchia polpetta a stelle e strisce in rinnovata e più o meno veritiera veste gourmet, c’è ancora qualcosa che vale la pena di assaggiare in questo campo? Ebbene, la risposta e sì, anche se quello che per noi rappresenta una graditissima sorpresa è in realtà da tempo un luogo di culto per gli appassionati del genere. Stiamo parlando del Mystic Burger, nelle sue due incarnazioni di Carate Brianza e di Como: un fast food, certo, ma di alto livello gastronomico (gli ingredienti sono di primissima qualità) e soprattutto di geniale inventiva negli abbinamenti, che mirano a recuperare le ricette della tradizione. Non a caso i panini hanno nomi in dialetto come Ul Puse Bun e il locale si fregia dell’evocativo trademark Brianza Soul… Ma abbiamo già detto troppo: per saperne di più leggete la nostra recensione.

E già che ci siete, fate un salto anche al curioso bistrot Q.B. di Busto Arsizio: da fuori sembra un anonimo ufficio, ma dentro c’è un simpatico e minuscolo ristorante tutto incentrato su una cucina casalinga e senza fronzoli. Appena inaugurato, merita una sosta almeno per la pausa pranzo, in attesa di una recensione più strutturata.

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Buoni si diventa

13 novembre 2014

Cari amici, siamo tornati! Il nostro lungo viaggio in Sud America è giunto finalmente al termine: ci ripresentiamo con un carico infinito di recensioni e sapienza gastronomica, e alle spalle un’alimentazione carnivora da fare invidia a un giaguaro. Naturalmente nei prossimi giorni (settimane? mesi?) condivideremo con voi le nostre strabilianti scoperte latine: per il momento rientriamo nell’atmosfera “di casa nostra” segnalandovi un paio di eventi che hanno avuto luogo in nostra assenza. Tra questi l’interessante iniziativa di solidarietà “Aggiungi un piatto a tavola” messa in atto a Legnano da Bcc, Banco Alimentare e Avis: grazie a questa convenzione, ogni operazione effettuata dai soci Avis in una filiale dell’istituto bancario si tradurrà in un contributo economico per il Banco Alimentare, che lo utilizzerà per finanziare le mense dei poveri sul territorio. I primi 7000 piatti sono già stati distribuiti: niente male, vero? Altrettanto “buona”, seppure in un altro senso, la notizia che arriva da Busto Arsizio, dove il ristorante La Rava e la Fava, da noi più volte recensito, ha inaugurato la sua nuova sede in pieno centro, all’interno del cortile ben noto ai bustocchi per la presenza della storica Libreria Boragno. Se vi siete persi l’inaugurazione dello scorso 8 novembre, caratterizzata da una partecipazione oceanica, non preoccupatevi: il ristorante aprirà ufficialmente al pubblico sabato 15 e il tempo per assaggiarne i manicaretti non mancherà di certo!

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The real thing

3 aprile 2014

È noto che alcune tribù degli Indiani d’America, ma anche altre popolazioni arcaiche di tutti i continenti, credono che la fotografia abbia il potere di rubare l’anima alle persone. Sarà forse così anche per il cibo? Si direbbe di sì, almeno a giudicare dalla battaglia portata avanti dagli strenui avversari del food porn, rilanciata anche ieri dal dibattito “Verso EXPO 2015” svoltosi nel quadro del Busto Arsizio Film Festival. Purtroppo non abbiamo potuto partecipare all’incontro, che ha potuto contare sugli ospiti del calibro dello chef Filippo Lamantia e della direttrice de La Cucina Italiana, Anna Prandoni, con la quale abbiamo spesso (amichevolmente) polemizzato sull’argomento. Ci hanno incuriosito però i tweet sull’argomento di Marco Corso, tratti dal dibattito: “Fotografare il cibo prima di mangiarlo ci allontana dalla sua importanza – scrive il giornalista di VareseNews – perché se si fotografa prima di mangiare si perde il senso primario di cos’è un piatto”. Davvero la fotografia ha questo nefasto potere distruttivo? E perché allora non si dovrebbe allargare il discorso a qualunque oggetto fotografato, uomini e donne compresi? È chiaro che le foto catturano solo un aspetto della realtà, immobile ed esclusivamente legato al senso della vista, ma dopo oltre un secolo di cultura dell’immagine ci pare arduo mettere in discussione il concetto.

Forse il problema è che abbiamo in mente due diverse tipologie di fotografia: chi la critica pensa soprattutto a un approccio professionale, mirato alla ricerca estetica e un po’ anche alla spettacolarizzazione, ovviamente incompatibile con la consumazione in tempi brevi di un pasto. Noi, invece, immaginiamo (e mettiamo in pratica!) la fotografia del cibo come forma di documentazione istantanea e immediata, anche con mezzi amatoriali. Obiezione già precotta (ops): ma con una brutta foto si mortifica il piatto, rendendo un cattivo servizio al cibo e chi lo ha cucinato. Può anche darsi: anche in questo caso, però, non è la stessa cosa che accade immortalando un evento di attualità, o riprendendo magari maldestramente un avvenimento nel momento stesso in cui si verifica? Nel mondo reale, si chiama diritto di cronaca

(Foto da Comunicangolo)

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Una montagna di gusto

14 febbraio 2014

Riprende a Busto Arsizio il ciclo di “aperitivi regionali” organizzati dalla cooperativa Bontà EQUAlità Onlus con la collaborazione della Condotta Slow Food della provincia di Varese: ogni appuntamento è dedicato alle specialità di una zona d’Italia. Questa volta, però, si va oltre i confini delle singole regioni: sabato 15 febbraio l’aperitivo sarà incentrato sui “Sapori di montagna“, con delizie gastronomiche provenienti da Trentino e Alto Adige, ma anche dalla Lombardia. Qualche esempio? Pizzoccheri, canederli, polenta taragna, stinco alla tirolese, wurstel, e poi ancora puzzone di Moena, casera, speck, lonzino al ginepro, strudel di mele. Anche i vini naturalmente sono a tema: cosa c’è di meglio di un Marzemino o un Nosiola per brindare alle medaglie olimpiche dei nostri sportivi altoatesini? A tutti i partecipanti, inoltre, sarà offerto un bicchiere di vin brulé. Si comincia alle 18 presso la sede della Cooperativa in via Lonate 88: l’ingresso costa 9 euro a persona.

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Adotta un prosciutto

12 novembre 2013

Ci stiamo ancora riprendendo dalle fatiche dell’ultimo pranzo “non ufficiale” al Crotto da Gusto (arrivederci a primavera!) ma il nostro sguardo, e soprattutto il nostro stomaco, sono già proiettati verso il futuro. Come ogni anno il clima natalizio è per le Locuste sinonimo di Ora ProSciutto, l’ormai celeberrima festa enogastronomica che si è trasformata in un appuntamento fisso dei giorni pre-Capodanno. Negli anni l’evento ha dovuto più volte cambiare sede e purtroppo anche quest’anno, giusto per non farci mancare nulla, siamo alle prese con problemi organizzativi: non che ci manchino i generi di prima necessità (il prosciutto è già pronto in un luogo sicuro…) né tantomeno le bocche da sfamare, quello che invece latita è il supporto logistico. In pratica siamo alla ricerca di uno spazio in grado di ospitare dalle 40 alle 50 persone, possibilmente nelle serate di sabato 28 o domenica 29 dicembre e nella zona di Busto Arsizio/Legnano o dintorni, ma siamo aperti anche a soluzioni alternative. Ovviamente la location prescelta dovrà essere in grado di accogliere cibi e bevande in abbondanza (da evitare arredi rinascimentali e tappeti pregiati!) ma non c’è necessità di attrezzature particolari, se non un po’ di pazienza da parte dei vicini!

Ci rivolgiamo ai nostri seguaci più affezionati  e non solo: se vi viene in mente una possibile soluzione, non esitate a contattarci ai soliti recapiti web o all’indirizzo info@locuste.org. Ve ne saremo eternamente grati e sapremo come ripagarvi! Intanto, per ingannare l’attesa, gustatevi qualche  foto delle scorse edizioni…

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Aggiungi un Busto a tavola

8 febbraio 2013

Pur essendo salita quasi sempre agli onori della cronaca per vicende assai poco edificanti (con una preoccupante escalation negli ultimi mesi), Busto Arsizio ha anche qualche eccellenza da vantare: non tanto nella ristorazione quanto nel nuoto e negli sport acquatici. Cosa c’entra con l’argomento del nostro blog? C’entra, perché Giorgio Neposteri, il presidente dell’associazione sportiva Busto Nuoto, dal 2011 è anche proprietario del ristorante Al Büsti Grandi, vera e propria impresa familiare visto che ai fornelli c’è il nipote Luca. Il nome richiama il toponimo dialettale della città, e la cucina dovrebbe a sua volta valorizzare la tradizione gastronomica locale, anche se da questo punto di vista il legame sembra fin troppo blando: di “tipico”, in lista, c’è soltanto il risotto alla luganega… In compenso ai tavoli si notano tanti bustocchi DOC, segno che la formula è gradita. Leggete le nostre impressioni nella recensione completa e non dimenticate di lasciare la vostra opinione!

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Lardo di Arnad, zuppa valpellinese, torcetti di Saint Vincent: sono solo alcune delle specialità valdostane che si potranno degustare sabato 2 febbraio a Busto Arsizio, a partire dalle 18, in occasione del nuovo appuntamento con il ciclo di aperitivi dedicato alle regioni italiane dalla cooperativa Bontà EQUAlità Onlus e dalla condotta Slow Food della provincia di Varese. “I sapori della Valle d’Aosta” è il titolo dell’evento, nel corso del quale sarà possibile assaggiare anche delizie come carbonata con polenta, fonduta e crostini, gnocchi alla “bava” (salsa a base di fontina e grana). Non mancheranno salumi, dalla motzetta al boudin,  formaggi e dolci, tra cui il famoso “blanc manger” e il sorbetto al fiordilatte e Genepy. Il tutto accompagnato dagli ottimi vini valdostani dell’azienda Les Crêtes. La quota di partecipazione all’aperitivo, che si svolgerà presso la sede della cooperativa in via per Lonate 88, è di 7 euro a persona, bevande escluse.

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APParecchiate la tavola

5 dicembre 2012

Gastronomicamente parlando non sarà (non è) la zona più fertile d’Italia, ma negli ultimi anni la provincia di Varese – ormai prossima, ironia della sorte, alla scomparsa – ha sviluppato perlomeno una certa consapevolezza rispetto alle sue ricchezze culinarie e alle tradizioni troppo spesso perdute per strada. Questo processo è avvenuto con particolare forza a Busto Arsizio, e non solo grazie alle generazioni più in là con gli anni: da oggi, anche i possessori di smartphone hanno a disposizione una app per imparare a conoscere e preparare i piatti del territorio. Si chiama Cucina Bustocca, è stata sviluppata dal programmatore Loris Marini e patrocinata dall’associazione Ardito Borgo e dal Comune di Busto Arsizio; per ora è disponibile (gratuitamente) solo per Android, ma in breve tempo dovrebbe comparire anche nell’App Store per essere utilizzata anche su iPhone e iPad. All’interno le ricette della polenta e bruscitt, della rustisciàna e di altri piatti tipici della zona. Per maggiori informazioni si può visitare il sito www.bustigrandi.it.

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