Proteggere il mare da inquinamento e sfruttamento selvaggio fa bene anche ai pescatori: detta così sembra un’ovvietà alla Massimo Catalano, e invece ci sono voluti decenni per accorgersene e iniziare finalmente a tutelare le aree da cui dipendono interi settori della nostra economia. Così l’apparente non-notizia emersa nel corso dell’ultima edizione di Slow Fish, svoltasi dal 14 al 17 maggio a Genova, finisce per essere una grande sorpresa: tenere pulito il mare conviene. Lo dicono i numeri: le aree protette producono molto di più delle aree di pesca normali, con un rapporto di 5 a 1, e delle 180.000 imprese che gravitano intorno al settore della pesca in Italia, il 29% lavorano proprio nelle zone tutelate, dove incidono per l’8% sul panorama economico (contro il 3% a livello globale). In queste zone la pesca è più sostenibile e dà luogo a una produzione molto più varia e di maggiore qualità: il risultato è che dal 2011 al 2013 il valore aggiunto prodotto all’interno delle aree protette è diminuito solo dello 0,6%, nonostante la crisi, mentre nel resto dell’Italia la variazione negativa è stata dell’1,8%. In questo senso si vedono anche i primi risultati del progetto FishMPABlue, curato da Federparchi, che si concentra su 31 aree di 5 paesi del Mediterraneo con un investimento complessivo di mezzo milione di euro. Una strategia win-win che tutela l’ecosistema del mare, rilancia l’economia, protegge le risorse comuni e offre evidenti garanzie ai consumatori finali.

slowfish

Versaci un’altra pinta

3 ottobre 2014

Francamente non sappiamo dirvi se ci sono ancora posti disponibili, ma siamo tranquilli così: il nostro lo abbiamo riservato molto tempo fa… Stiamo parlando del nuovo appuntamento con le cene birrarie all’Enopub gastronomico Il Barbaresco di Legnano, che questa volta avrà come protagonista un birrificio meno conosciuto degli illustri predecessori: il Maltus Faber, che come suggerisce il nome “deandreiano” arriva direttamente da Genova. La formula è la stessa dei precedenti incontri: il mastro birraio Massimo Versaci (un nome, una vocazione) illustrerà quattro dei suoi prodotti più pregiati abbinati ad altrettanti piatti a tema preparati dagli esperti cuochi del locale legnanese. In particolare il menu prevede sformato di patate e fagiolini con prosciutto cotto abbinato alla Bianca, fettuccine in salsa di noci con l’Ambrata, fricassea di pollo alla ligure insieme alla Triple e per finire bonèt alla piemontese abbinato alla Imperial. Ma il vero valore aggiunto della serata (che ha un costo di 28 euro, ridotti a 26 per i soci Slow Food) è la possibilità di scambiare due chiacchiere dal vivo con il birraio e apprendere dalla sua viva voce i “segreti” della produzione… Per chi volesse partecipare, tutte le informazioni utili sono sul sito del locale. Tutti gli altri attendano il nostro reportage!

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E pensare che questa edizione di Terroir Vino non si sarebbe neppure dovuta tenere: lo aveva annunciato lo scorso anno il deus ex machina Filippo Ronco, alle prese con problemi organizzativi e forse con un po’ di legittima stanchezza. Passato il momento di sconforto la macchina è però ripartita, e l’ormai celebre manifestazione organizzata dal portale TigullioVino non soltanto non lascia, ma addirittura raddoppia: per festeggiare l’atteso decennale, la rassegna di Genova quest’anno durerà due giorni, domenica 15 e lunedì 16 giugno. I presupposti restano comunque sempre gli stessi: “L’incontro tra il vino, le persone e il web” è non a caso, da anni, il claim dell’iniziativa, che vuole portare i 120 espositori – rigorosamente selezionati – e gli oltre 600 vini in degustazione a contatto diretto con il pubblico, approfondendo la tematica del legame con il territorio che tanto sta a cuore agli organizzatori (nomen omen). Come al solito, tanti gli appuntamenti collaterali: la Vinix Unplugged Unconference del lunedì mattina che metterà a confronto esperti di enologia e di interazione online; il Garage Wine Contest per vignaioli dilettanti; il Baratto Wine Day per scambiare tra visitatori le bottiglie delle rispettive cantine; le Degustazioni dal Basso per raccontare i vini in modo conviviale e accessibile. Apertura per tutti domenica 15 giugno dalle 10 alle 19.30, mentre lunedì dalle 14 alle 19.30 l’appuntamento è rivolto soprattutto agli operatori. La manifestazione si svolge come sempre ai Magazzini del Cotone, nel porto antico di Genova; il biglietto d’ingresso costa 20 euro.

(Foto di Gabriella Opaz dal sito www.terroirvino.it)

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Genova, per te

10 maggio 2013

Come si fa a parlare di alimentazione, o di qualsiasi altra cosa, oggi a Genova? Il giorno dopo il tragico incidente che ha ferito il capoluogo ligure, non poteva che essere in tono minore l’apertura di Slow Fish, la grande fiera internazionale dei prodotti del mare lanciata da Slow Food proprio nel cuore del Porto Antico; sono stati annullati, per rispetto verso le vittime, la cerimonia di inaugurazione di giovedì 9 maggio e tutti gli eventi musicali in programma. Tuttavia, la manifestazione è partita regolarmente ed è giusto che sia così: è nel mare (e nella pesca, e nel territorio) che Genova deve trovare le risorse per ripartire. Ecco perché sono importanti i workshop con le scuole di tutta Italia, i Laboratori dell’acqua, la “Pesca al tesoro”, con l’obiettivo di raccontare anche ai più giovani l’importanza dell’alimentazione di qualità. L’ingresso è gratuito, oggi e domani dalle 11 alle 23, domenica 12 maggio dalle 11 alle 21; all’interno, tra l’altro, degustazioni guidate, Master of Food, l’Enoteca e il Bistrot dell’Alleanza.

SlowFish

“Ridare dignità a chi decide di ritornare alla terra e al mare, offrendo speranze per il futuro”: parole forti quelle usate da Carlin Petrini per presentare la prossima edizione di Slow Fish, la fiera del mondo ittico che si svolgerà al Porto Antico di Genova da giovedì 9 a domenica 12 maggio sotto l’oculata “regia” di Slow Food e della Regione Liguria. Si riparte insomma dai pescatori e dai contadini, professioni che nonostante le difficoltà economiche tornano a essere appetibili dopo anni di “sonnolenza”; si riparte dalla sostenibilità e dal rispetto del territorio, ma anche dal “diritto al piacere” dei consumatori,  a dieci anni dalla nascita di Sapore di Mare, primo embrione della manifestazione. Un altro cavallo di battaglia dell’associazione piemontese, la biodiversità, è tra i presupposti dell’evento: “Nel Mediterraneo le specie di pesci commestibili sono 300 – ricorda il presidente del Comitato Scientifico, Silvio Greco – ma noi ne catturiamo solo una decina, mettendo sotto stress un delicato equilibrio e rinunciando a un’ampia varietà di gusti”. Tra le novità dell’edizione 2013, oltre alla location, anche il ciclo di incontri Fish&Chef con 16 grandi  nomi della ristorazione italiana e internazionale, e il Bistrot dell’Alleanza, dove i cuochi di tutto il mondo proporranno piatti basati sui Presìdi Slow Food. Ultima nota non di poco conto: l’ingresso per il pubblico è gratuito, ma è già possibile riservare i posti per gli eventi su prenotazione.

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L’assedio di Genova

12 giugno 2012

Siamo in attesa di formulare in modo compiuto le nostre impressioni sulla nuova edizione di Terroir Vino, tenutasi ieri a Genova: come al solito, non ci siamo ancora completamente ripresi. La nostra è stata una toccata e fuga, più che sufficiente però per assaporare decine di straordinari vini e darci allo shopping sfrenato, non senza essere passati dalle “forche caudine” dell’immancabile Cascina I Carpini che, come al solito, ci ha regalato primizie enologiche e bombe alcoliche… Un paio di considerazioni flash: grandissimo successo di pubblico (anche negli orari dedicati ai soli operatori), particolarmente apprezzati gli stand dei produttori stranieri da Georgia, Francia, Ungheria e Slovenia. E degno di attenzione il progetto Opol, guidato dall’azienda agricola Togni-Rebaioli, per salvare le vigne della Valle Camonica: ne riparleremo.

Aspettando il reportage completo, vi segnaliamo una meritevole iniziativa che nulla ha a che fare con il vino: fino a settembre, ogni mercoledì i locali recensiti dalla guida Osterie d’Italia di Slow Food devolveranno un euro per ogni coperto realizzato alle popolazioni colpite dai recenti terremoti. Una ragione in più per concedersi un pranzo o una cena di qualità, anche in settimana…

Amici DiVini

14 giugno 2011

Mentre i postumi dell’avventura genovese a Terroir Vino si fanno sentire, proviamo a rimettere faticosamente insieme i confusi ricordi di una giornata alla kermesse di Genova. Una manifestazione unica nel suo genere, non tanto per la formula (anche se la possibilità di acquistare in loco è apprezzatissima) né per i nomi dei produttori presenti, ma per l’atmosfera che vi si respira: la sensazione è quella di essere di fronte a un gruppo di amici, accomunati non soltanto dalla passione per il vino, ma anche da interessi, stili di vita, esperienze personali. Ad un evento del genere, alieno da ogni formalismo, persino un critico come Paolo Massobrio può presentarsi agli stand senza essere riconosciuto (forse perché privo del celebre papillon…). In attesa del consueto e organico reportage, accontentatevi di qualche foto sulla nostra pagina di Facebook!

Non succede spesso che, alla fine di una manifestazione, l’ente organizzatore parli esplicitamente di un calo dei visitatori. Lo ha fatto lunedì 30 maggio a Genova Roberto Burdese, presidente di Slow Food, in occasione della conferenza di chiusura di Slow Fish: quest’anno “solo” 40.000 persone hanno presenziato alla kermesse dedicata ai prodotti e alla cultura del mare, contro le 55.000 dello scorso anno. Una diminuzione dovuta allo spostamento della manifestazione da aprile a giugno, ma anche alla crisi economica che ha colpito la quinta edizione dell’evento. “Abbiamo avuto un pubblico numericamente inferiore – ha aggiunto Burdese – ma senz’altro di qualità e informato, come dimostrano la grande affluenza alle degustazioni guidate, le vendite di testi alla Libreria del Mare, il successo dei percorsi didattici”.
Nel corso di Slow Fish sono stati diffusi anche i risultati di un‘indagine Ismea sul consumo del pesce in Italia: nel 2010 gli acquisti di pesce fresco sono calati del 5,7%, in corrispondenza con aumenti dei prezzi del 4% e in controtendenza con le preferenze dichiarate. Gli italiani, insomma, amano il pesce fresco ma non lo comprano, perché costa troppo. La soluzione? Secondo gli chef, come Luca Collami, bisogna riscoprire specie alternative e poco considerate. L’indagine completa è scaricabile qui.

Lento come un pesce

27 maggio 2011

Purtroppo non ci troviamo di persona a Genova, come avremmo voluto, ma vi segnaliamo ugualmente una delle manifestazioni gastronomiche più interessanti del globo terracqueo, soprattutto acqueo. Parliamo della quinta edizione di Slow Fish, manifestazione biennale dedicata al mondo della pesca e degli ecosistemi acquatici, in corso da oggi fino a lunedì 30 maggio alla Fiera del capoluogo ligure. Una grande occasione per riscoprire il rapporto tra l’uomo e il mare, con un “focus” sulla figura del pescatore: da non perdere, in questo senso, lo spazio dedicato agli Incontri con il PescAutore, dove è possibile incontrare vecchi e nuovi rappresentanti di un mestiere che purtroppo tende a diventare sempre più difficile e precario. Per i visitatori, Slow Fish è aperta venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 23, lunedì dalle 11 alle 20; il biglietto d’ingresso costa 7 euro, che si riducono a 5 per under 22 e over 65. A parte gli eventi su prenotazione, come i Laboratori del Gusto e il Teatro del Gusto, è possibile visitare liberamente tutta la fiera, dal grande mercato del pesce al piano superiore del padiglione B agli stand dei Presìdi Slow Food e delle Comunità del cibo, passando per i succulenti piatti delle Osterie del mare. Per chi non potrà essere a Genova è possibile anche seguire la manifestazione “in diretta” tramite Facebook e Twitter.

Acqua bella, acqua santa

14 dicembre 2010

Inevitabile pensare a Fabrizio De André e alla sua “creuza de mä” (che, per chi non lo sapesse, significa “mulattiera di mare”): a pochissimi chilometri c’è la Riviera ligure con le sue spiagge e il suo traffico, ma ad Acquasanta, piccola frazione di Mele (GE), sembra di stare in un altro mondo. Non solo per la presenza di un antico santuario, ancora oggi meta di pellegrinaggi (basta leggere i graffiti alle pareti) e delle relative acque termali, ma anche per il silenzio e la pace che vi si respira. E poi per le prelibatezze dell’Osteria dell’Acquasanta, fin troppo nascosta in mezzo al verde ma dotata di parecchi argomenti validi per attirare i visitatori: molti i piatti tradizionali da riscoprire, a cominciare dalle deliziose lasagnette al pesto fatte in casa. Stasera, invece, tappa milanese: dall’Acquasanta all’… Acquabella. Restate sintonizzati per la recensione!