Abbiamo fatto fermentare le impressioni, affinato in barrique le sensazioni e ora finalmente, dopo una settimana, siamo pronti: il nostro reportage dal Vinitaly 2015 è online! Lo abbiamo intitolato “La botte piena e il turista ubriaco” facendo riferimento a una delle principali critiche rivolte all’organizzazione, che si ripresenta invariabile ogni anno: quella sull’eccessiva presenza degli enoturisti di giornata che a tutto mirano fuorché alla degustazione. Ma è un discorso vecchio e tutto sommato non troppo interessante. Quello che conta sono i vini e dunque, come sempre, a conclusione dell’articolo troverete alcuni consigli per gli acquisti tratti dalla nostra breve e discutibile esperienza alla fiera di Verona.

Se tutto ciò non vi basta, sulla nostra pagina Facebook trovate anche alcune foto scattate durante la rassegna, e nella sezione Articoli del sito potete rileggere le cronache delle precedenti edizioni… tanto per certificare che “tutto scorre“, soprattutto il vino.

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Più avanti parleremo diffusamente del Vinitaly 2015, che abbiamo avuto la fortuna di visitare ieri. Per ora concedeteci soltanto una considerazione, sotto forma di appello.

Amico vignaiolo, la fiera di Verona è indubbiamente la più grande occasione dell’anno, se non della vita, per dare visibilità alla tua azienda e al tuo lavoro. Pensi davvero che per sfruttarla basti esporre quattro bottiglie sul bancone dello stand e chiedere al visitatore di turno: “Cosa vuole assaggiare?“. È una domanda a cui dovresti rispondere tu, non lui. Pensa alla fortuna che hai avuto a essere scelto, probabilmente per caso, tra migliaia di altri espositori: non puoi pretendere che l’occasionale visitatore sia perfettamente informato sulla tua produzione e le tue specialità. D’accordo, sei venuto in fiera per cercare business partner e non semplici consumatori, ma sarà poi vero? Oggi il passaparola, anche grazie a Internet, può avere più valore promozionale di un accordo commerciale. A maggior ragione, il tuo compito (ma anche il tuo desiderio) dovrebbe essere quello di conquistare il cliente, affascinarlo, convincerlo a sceglierti: sappiamo per esperienza che – nel settore del vino, ma non solo – ogni azienda ha una storia da raccontare, una peculiarità che la distingue da tutte le altre. Presentala, spiega le tue scelte, fai risaltare la tua originalità. Se riesci anche a essere brillante, meglio; se non sei un gran narratore, concentrati almeno sugli aspetti tecnici dell’uvaggio, della produzione, dell’invecchiamento, sui quali si suppone che tu sia ben informato. Non puoi limitarti ad aspettare domande che, inevitabilmente, saranno generiche e poco convinte; in questo modo il “winelover” di turno, già di per sé impaziente e vorace, ti abbandonerà subito e il tuo vino diventerà solo un’altra goccia nel mare…

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In attesa di visitare finalmente di persona il Vinitaly (ci saremo domani, nel giorno di chiusura della fiera) accogliamo con piacere alcuni dati che arrivano direttamente da Verona: una proiezione prevede che nel corso dell’evento saranno stappate 576.000 bottiglie di vino, per un totale di 2,8 tonnellate di tappi di sughero e 200mila tonnellate di vetro, e verranno utilizzati 130.000 bicchieri. Da parte nostra faremo il possibile per provarli tutti! Facezie a parte, statistiche ancora più interessanti sono quelle che arrivano dalla grande distribuzione, che nel primo bimestre dell’anno fa registrare una ripresa abbastanza solida nelle vendite di vino: 78 milioni i litri venduti, con un aumento dell’1,3% in volume rispetto all’anno precedente. Decisamente più confortante rispetto al 2014, che aveva visto le bottiglie da 75cl chiudere con una crescita dello 0,2% e quelle a denominazione d’origine controllata con un calo dello 0,7%. Molto ci si attende soprattutto dall’estero: sugli scaffali dei supermercati USA il 35% dei vini d’importazione sono italiani, su quelli tedeschi la quota è del 30%. La ricetta per migliorare ancora, secondo i partecipanti alla tavola rotonda organizzata a Verona, è chiara: comunicare meglio il prodotto-vino e puntare sulla qualità più che su sconti e promozioni. “Andando avanti così – dice Enrico Viglierchio, vicepresidente di Federvini – il consumatore non comprerà più nel regolare e sarà sempre in attesa della promozione di turno, e il valore del brand e la sua percezione da parte del consumatore saranno gradualmente erosi in modo irreversibile”.

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Sempre più in malto

20 marzo 2015

Se siete dei veri appassionati, probabilmente non leggerete questo post: sarete già fuori dai cancelli dello Spazio 90 agli East End Studios di Milano (via Mecenate 90), dove oggi alle 17 inizia l’Italia Beer Festival. Un anniversario importante, perché la manifestazione che più ha contribuito a far conoscere la birra artigianale agli italiani (o almeno ai milanesi) tocca quest’anno la sua decima edizione. Fa sorridere pensare a quanto tutto sia cambiato dal 2005 a oggi: il mondo birrario, l’attenzione dei media, noi stessi. L’unica cosa rimasta uguale è il sito della manifestazione, anzi forse si può registrare un peggioramento con l’apertura di questa pagina (non sappiamo se ufficiale o meno). Ma al di là dei dettagli, l’IBF resta sempre la miglior occasione per degustare le birre di 36 espositori da tutta Italia, concedendosi magari anche uno snack offerto da uno dei tanti stand gastronomici e partecipando, se si è prenotato per tempo, a un laboratorio organizzato dall’Associazione Degustatori Birra. Il festival è aperto oggi, venerdì 17 marzo, dalle 17 alle 2, sabato dalle 12 alle 2 e domenica dalle 12 a mezzanotte; l’ingresso costa 8 euro al giorno, a cui bisogna poi aggiungere i gettoni da 1 euro per le degustazioni (un gettone per 10 cl, due gettoni per 25 cl). Disponibili anche mini-abbonamenti da 14 o 18 euro.

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Quelli che aspettano

17 marzo 2015

Meno 5 al via: inutile negarlo, il Vinitaly quest’anno ha rischiato di coglierci di sorpresa, arrivando in anticipo rispetto alle abitudini. Il tradizionale appuntamento di aprile con la fiera enologica più importante del mondo è stato infatti spostato a marzo per “allontanarlo” da EXPO 2015, in cui proprio Vinitaly si occuperà della gestione del padiglione dedicato al vino. A ricordarci la scadenza ci pensano comunque i tanti eventi collaterali pianificati in attesa della manifestazione vera e propria, che si terrà da domenica 22 a mercoledì 25 marzo: già lunedì è iniziato il primo corso di specializzazione sul vino italiano organizzato da Vinitaly International Academy, mentre giovedì 19 marzo si svolgerà il Concorso Internazionale Packaging (quest’anno aperto anche a distillati, liquori e olio d’oliva) che premierà le bottiglie esteticamente più accattivanti. Da venerdì 20 cominciano gli appuntamenti fuorisalone con Vinitaly and the City nel centro storico di Verona, e sabato 21 marzo alla Gran Guardia va in scena la degustazione OperaWine, organizzata da Vinitaly e Wine Spectator. In serata la consegna del Premio Internazionale Vinitaly e del Premio Communicator of the Year. Intanto per la quarantanovesima edizione si prospettano ancora numeri da record: più di 4000 espositori, 91mila metri quadrati di superficie, 150mila visitatori attesi. Tra le novità più apprezzate (sicuramente anche da noi, ma crediamo anche da molti altri) le convenzioni con Trenitalia e Meridiana per proporre biglietti a prezzo scontato a chi raggiunge Verona in treno o in aereo.

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Innocenti evasioni

12 marzo 2015

Come ogni anno arrivano anche tanti spunti di carattere enogastronomico da Fa’ la cosa giusta, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, organizzata a Milano da Terre di Mezzo. La manifestazione, in programma a Fieramilanocity da venerdì 13 a domenica 15 marzo, quest’anno ospiterà tra l’altro il primo raduno nazionale di Freedhome, il marchio scelto per riunire 10 cooperative che si occupano di mettere in commercio prodotti alimentari realizzati dai detenuti di altrettante carceri italiane. Ognuna di loro avrà il proprio stand (segnaliamo, se non altro per i nomi, “Dolci evasioni” e “Banda biscotti”), ma insieme gestiranno uno dei cinque punti di ristoro all’interno della fiera.

Tra gli altri eventi in programma, da non perdere il dibattito di sabato 14 marzo alle 10 su Le nuove frontiere dell’acqua: interverrà tra gli altri Davide Oldani, per esplorare il rapporto tra ristoranti stellati e sostenibilità. La fiera si può visitare venerdì dalle 9 alle 21, sabato dalle 9 alle 22 e domenica dalle 10 alle 20; si accede acquistando il catalogo a 7 euro oppure il libro fiera a 10 euro.

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Fighting for food

10 marzo 2015

Resistere, resistere, resistere: in tempi duri come i nostri il celebre appello è facilmente applicabile al settore del cibo e della nutrizione, viste anche le ultime poco rassicuranti notizie sulle “contaminazioni” di eventi globali come EXPO 2015. Per questo l’associazione Cecinepas Milano e il Cinema Beltrade si sono inventati il festival “Food Fighters – Cinema e cibo resistenti“, un titolo che non ha bisogno di ulteriori specificazioni: da marzo a luglio, una volta al mese, saranno proiettati nel cinema milanese 5 documentari a tema enogastronomico, tutti legati dal tema comune della “resistenza” alle logiche commerciali delle multinazionali e all’economia globale. Ogni appuntamento sarà accompagnato da una degustazione a tema e da un incontro con autori o protagonisti del film. Si comincia giovedì 19 marzo alle 21.30 (ma il bistrot è aperto dalle 20) con “Barolo Boys – The movie” di Paolo Casalis e Tiziano Gaia, la storia dei piccoli produttori che partendo dalle Langhe hanno conquistato il mercato del vino negli anni Ottanta. Gli altri titoli della rassegna sono “Capo e Croce” di Paolo Carboni e Marco Antonio Pani, “Just Eat It” di Grant Baldwin, “The Last Catch” di Markus CM Schmidt e “Blood into Wine” di Ryan Page e Christopher Pomerenke. Per maggiori informazioni, consultare la pagina dell’evento su Facebook.

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Expoburger

6 marzo 2015

Non c’è possibile dubbio su quale sia la polemica della settimana in campo enogastronomico, e noi non vediamo l’ora di tuffarci a capofitto: parliamo ovviamente della contestatissima sponsorizzazione di EXPO 2015 da parte di McDonald’s. Sull’argomento si è già espresso praticamente chiunque e non è mancata una dura presa di posizione di Slow Food, a cui però molti – tra cui Dissapore – hanno risposto con una critica altrettanto sferzante. I fatti sono nel comunicato ufficiale di EXPO: Mc Donald’s sarà Official Sponsor della manifestazione milanese, e con l’occasione lancerà anche il progetto Fattore Futuro, che prevede il sostegno ai giovani agricoltori italiani nello sviluppo delle rispettive aziende, a patto che diventino fornitori di McDonald’s – o nella speranza di diventarlo, a seconda di come si vuole leggerla. Tornando alla sponsorizzazione: non siamo mai stati tra i moralisti che vorrebbero boicottare le multinazionali a prescindere da quanto siano “buoni, puliti e giusti” i progetti che esse sostengono. Qui, però, il problema è che McDonald’s non si limita a sponsorizzare, ma rivendica un ruolo attivo e da protagonista in Expo, dall’alto della sua esperienza nell’ “affrontare sul campo e in modo concreto le tematiche che saranno al centro del dibattito” (citiamo dal comunicato). L’idea, effettivamente, stride con la logica di un evento che avrebbe come obiettivo quello di “nutrire il pianeta“: cosa che il fast food a stelle e strisce ha senz’altro fatto per decenni, purtroppo però in modo non sostenibile né futuribile economicamente, e tantomeno dal punto di vista del benessere fisico. E quindi? Mangiamoci questo hamburger e cerchiamo di digerire l’ennesima pietra sulla credibilità di EXPO…

N.B. A far discutere c’è pure la scelta di Coca Cola come bevanda officale della manifestazione, ma non vogliamo certo esaurire tutte le polemiche in un giorno solo!

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Il grande Freddy

4 marzo 2015

La domanda è una sola: ma qualcuno, alla fine, le famigerate costine del Freddy’s BBQ Joint le ha davvero mangiate? No, perché della brillantissima operazione di marketing di Sky Atlantic, che per sponsorizzare la terza serie della popolarissima serie House of Cards ha ben pensato di trasformare lo storico chiosco delle “luride” di viale Argonne a Milano in una succursale dell’immaginario ristorantino di Washington, hanno parlato un po’ tutti. Ma noi, che sul posto abbiamo provato ad andarci, non siamo riusciti ad avere la meglio sulla chilometrica fila di appassionati né tantomeno ad assaggiare le famigerate costine, offerte in omaggio (ma con la minacciosa avvertenza “fino ad esaurimento scorte“) a chiunque acquistasse un panino. E la maggior parte dei commenti che ci sono arrivati sono dello stesso tenore. Quindi lanciamo un appello: chi fosse riuscito a sfamarsi da Freddy batta un colpo!

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Snack my bitch up!

3 marzo 2015

Amanti del cibo spazzatura, preparatevi a nuove sfide. Com’è ormai noto, i supermercati di tutto il mondo traboccano di prodotti partoriti dalla fantasia di qualche mente malata, snack dalle forme e dai gusti impensabili, incredibili e indigeribili: ebbene, da oggi c’è chi è pronto ad assaggiarli per voi, varcando anche l’ultima frontiera della degustazione. In fatto di stoicismo Alessandro Fedeli, il creatore del progetto Snack Estremi, non ha nulla da invidiare al Morgan Spurlock di Super Size Me: a intervalli regolari il suo apparato digerente viene sottoposto a indicibili torture, e sulla sua pagina Facebook potete vederlo impegnato nella “Caramel Challenge” o ingerire – e recensire – i famigerati biscotti Collon. Peccato che manchi ancora una sezione arretrati, ma possiamo assicurarvi che in passato sono già state toccate vette di alta gastronomia… e siamo sicuri che l’iniziativa risorverà altre grandi sorprese!

(Nota: ebbene sì, si tratta di una spudorata marchetta. In cambio Alessandro ci ha promesso un rifornimento vitalizio di Beef Jerky Chocolate Bar).

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