Il solito Tric Trac

Della pizzeria Montegrigna by Tric Trac a Legnano vi abbiamo parlato più volte, dedicandole anche una recensione completa qualche anno fa. Ma sicuramente meglio di noi ne parla l’amico Francesco Inguscio, che ha intervistato il titolare Bruno De Rosa per “La Provincia di Varese” dando vita a un pezzo talmente… stuzzicante da finire sull’homepage di Identità Golose. Non è una sorpresa: attivo da più di 40 anni, nell’ultimo decennio il locale legnanese ha davvero “svoltato”, acquisendo fama nazionale malgrado la sua totale riluttanza a qualsiasi forma di pubblicità. Non solo quella telematica via web e social network, ma anche quella più tradizionale, visto che la pizzeria è davvero difficile da trovare. De Rosa, del resto, non ne ha neppure bisogno: per gustare le sue straordinarie pizze preparate con 25 impasti diversi i clienti arrivano da ogni parte della Lombardia, e non solo. L’ultima notizia è di pochi giorni fa: il Montegrigna è stato inserito anche in Where to Eat Pizza, guida alle migliori pizzerie di tutto il mondo (ben 1.705) stilata dal giornalista newyorkese Daniel Young. La presentazione della guida – tra mille polemiche, che vi risparmiamo – si terrà martedì 7 giugno alle 15.30 a Milano, al ristorante Alice.

schermata-2016-05-22-alle-161924-copia

 

Annunci

Fagiolini felici

Ristoranti a misura di bambino: sembra un’ovvietà, eppure i genitori “militanti” sanno molto bene quanto sia difficile trovare un locale davvero preparato ad accogliere i più piccoli, offrendo menu e servizi adeguati per far sentire a proprio agio madri, padri e figli (e possibilmente anche il resto della clientela). Da oggi è un po’ meno difficile grazie a Happy Beans, il sito lanciato da Roberta Bianchi e Oriana Davini – manco a dirlo: due mamme! – che si propone appunto come guida ai ristoranti children-friendly di tutta Italia. Per il momento le città coperte sono soltanto Milano Firenze, ma il database promette di estendersi presto anche a Roma, Napoli, Venezia ed eventualmente ad altre città, con l’aiuto di “ambasciatori” volontari. Il sito è davvero facile e intuitivo, oltre che graficamente piacevole: una volta selezionata la città, si possono filtrare i locali in base ai servizi disponibili, come menu speciali per bambini, disponibilità di seggioloni o zone animazione, o semplicemente navigare sulla mappa. Ogni scheda riporta una sintetica recensione del ristorante, le icone dei servizi attivi e una o più foto.

Che altro aggiungere? In bocca al lupo alle webmaster, con l’augurio che i piccoli “fagioli felici” crescano bene trasformandosi presto in Locuste voraci!

happybeans

Uscita obbligatoria

Per parlare della presentazione della guida Fuoricasello tenutasi oggi a Palazzo Isimbardi, sede della Provincia di Milano, la cosa migliore è iniziare dalla fine. Perché è alla fine che i fortunati presenti si sono potuti deliziare con un buffet d’eccezione: star assoluta lo straordinario cotechino con lenticchie che Giovanni Re, patron del ristorante Campo delle Stelle di Vanzago, ha preparato utilizzando la materia prima fornita dal macellaio Pasquale Pippa. Ma oltre al cibo c’erano altri validi motivi per assistere all’evento: se non altro la curiosità per un fenomeno editoriale nato dal nulla che in otto anni è arrivato a vendere più di 600mila copie. “Per noi è un sogno essere qui oggi – ha detto Giovanni Longo, creatore della guida insieme ai fratelli Osvaldo e Paola – ce l’abbiamo fatta grazie a un network di oltre 100 segnalatori in tutta Italia, molto più interessanti degli ispettori della guida”. Ospiti di lusso il presidente della Provincia Guido Podestà (che utilizzerà il volume della casa editrice legnanese come strenna natalizia) e Bruno Pizzul, celebre telecronista sportivo nonché viaggiatore autostradale molto atipico, visto che non possiede la patente. “Sono uno dei più grandi tagliatori di cotica e cotechino esistenti” ha svelato Pizzul agli attoniti spettatori, aggiungendo poi che “questa guida dà anche un’indicazione di vita: è un invito a rallentare e fermarsi per sfuggire alla frenesia”.Presto vi parleremo naturalmente anche del libro in sé, che raccoglie 735 ristoranti con la comune caratteristica di trovarsi a pochi chilometri dall’uscita di autostrade e superstrade: per ora vi diciamo che il volume costa 20 euro e può essere acquistato anche on line su www.fuoricasello.it.

fuoricasello presentazione

La Repubblica delle forchette

È stata presentata ieri alla Feltrinelli Red di Milano la nuova edizione della guida “Ristoranti di Milano e dintorni“, sfornata come ogni anno (dal 2008, se non andiamo errati) dalla redazione locale de La Repubblica. Inutile dire che la presentazione, con Teresa Monestiroli e Giorgia Andreozzi, è stata anche un’occasione per magnificare il punto vendita nuovo di zecca inaugurato in settembre nel cuore della Milano che cambia (si trova in piazza Gae Aulenti, per intenderci proprio sotto il mastodontico grattacielo Unicredit). Del libro vi parleremo diffusamente più avanti, ma l’intenzione dichiarata dai curatori è chiarissima: “una guida di servizio e non di critica“, cioè un manuale che mira a raccogliere per quanto possibile tutti i locali di Milano senza fare distinzioni di merito. Anche se poi, inevitabilmente, emergono i “Ristoranti consigliati”… Va detto però che gli indirizzi segnalati sono ben 910, tra cui 140 etnici e 80 “botteghe del gusto”. Pregio: sintesi, comodità e – per quello che possiamo giudicare – trasparenza nei prezzi. Difetto che salta all’occhio: l’assenza di una mappa, in tempi di geolocalizzazione è un peccato mortale.

ristorepubblica

Sorrisi e formaggi

Colpo doppio per Slow Food, che incassa il successo dell’edizione 2013 di Cheese e ne approfitta per presentare anche la nuova edizione della sua celeberrima guida Osterie d’Italia. Andiamo con ordine: la biennale manifestazione di Bra dedicata ai formaggi di ogni ordine e grado si è chiusa lunedì 23 settembre con un bilancio positivo, come testimoniano i 250mila visitatori stimati. Certamente merito di un clima benevolo ma, dice il boss Roberto Burdese, anche del fatto che “molti casari, pastori e rivenditori si battono per un prodotto sano e per rilanciare il settore lattiero-caseario”. E infatti il progetto Salva un formaggio!, un censimento dei formaggi “in via d’estinzione” da salvare su un’ideale Arca del Gusto, ha riscosso un grande successo con oltre 250 prodotti proposti dal pubblico.

Quanto alla “Bibbia”, come ci piace chiamare affettuosamente la principale guida alla ristorazione edita da Slow Food, si presenta con alcune significative novità: le più evidenti sono i due simboli dell’Annaffiatoio, che identifica le osterie con un orto di proprietà, e dell’Insalatiera per i locali che propongono menu vegetariani. “È grazie a gente come voi – ha detto Carlin Petrini agli osti presenti – che questo nostro Paese sta in piedi: grazie a chi tiene in vita la memoria dei sapori, trasformando i beni della terra in piatti meravigliosi”. 232 le osterie “chiocciolate”, di cui 25 in Toscana e 23 in Piemonte o Veneto; le nuove segnalazioni rispetto allo scorso anno sono ben 153 per un totale di 926 pagine, al prezzo di 22 euro.

Cheese_20130923-134052

La retromarcia del Gambero

Siamo nell’autunno delle guide gastronomiche. In tutti i sensi. Non passa giorno senza che una delle storiche guide alla ristorazione, un tempo severi e intoccabili giudici dei templi dell’alta cucina, scateni qualche polemica devastante: nell’ultima tornata di pubblicazioni (ma attenzione, manca ancora la Michelin…) una buona dose di critiche le ha intascate I Ristoranti d’Italia de L’Espresso, tra l’altro ridicolizzata da Dissapore per la sua recensione della celebre Pergola di Heinz Beck. Nulla, però, in confronto al putiferio causato dal Gambero Rosso, che in un delirio di onnipotenza è riuscito persino a escludere la città di Napoli dal podio delle migliori pizzerie d’Italia. Le indignate proteste delle associazioni di categoria hanno spinto la casa editrice a un ancor più clamoroso dietrofront: il presidente Paolo Cuccia ha annunciato che sarà pubblicata una nuova guida delle pizzerie “con un posto d’onore riservato alla scuola napoletana”. Insomma, una toppa che rischia di essere peggiore del buco… Ma allora il tempo in cui la parola delle guide era legge è davvero finito? A difenderle ci prova Gigi Padovani, nota firma della Stampa di Torino: sarà pure di parte, ma la sua opinione merita sempre di essere ascoltata.

Il cibo che fa audience

Doveva essere la presentazione del pregevole volume Eat Parade di Bruno Gambacorta, tratto dall’omonima rubrica enogastronomica del Tg2, ma si è trasformato in un dibattito a 360 gradi sul mondo della cucina e dell’alimentazione in Italia: non poteva essere altrimenti, con ospiti del calibro del critico enogastronomico Antonio Paolini e del direttore della comunicazione di Slow Food, Valter Musso. Se avete il tempo, potete seguire l’intero panel “Eat Parade e il giornalismo eco-gastronomico” tenutosi il 29 aprile a Perugia, grazie alla registrazione resa disponibile dal Festival del Giornalismo; altrimenti accontentatevi del nostro reportage, che trovate naturalmente nella sezione “Guide“. Buona visione, lettura e appetito!