La battaglia della birra

A Legnano sono ore di grande fibrillazione: per chi non lo sapesse, domenica 1° giugno è il giorno del Palio, la manifestazione che commemora ogni anno la storica battaglia in cui la Lega delle città lombarde sconfisse il Barbarossa. Ma noi siamo molto più interessati a un’altra “disfida”, sempre legnanese: la Festa della Birra Artigianale, che da questa sera (venerdì 30 maggio) fino a domenica 1° giugno trasformerà l’enopub Il Barbaresco in un luogo di culto per homebrewers e appassionati. Per tre sere di fila, dalle 18 alle 2 di notte, nel locale di via Novara sarà infatti possibile assaggiare ben 13 birre artigianali alla spina provenienti da alcuni dei più noti birrifici italiani (Extraomnes, Birrificio Rurale, Montegioco, Birrificio del Ducato) e dagli emergenti The Wall e La Tresca, accompagnati dalle consuete specialità culinarie. Tutto qui? Assolutamente no: la vera chicca è la presenza per tre sere di fila del mitologico Kuaska, massimo esperto birrario italiano, che presenterà quattro laboratori esclusivi, ciascuno incentrato sul dialogo con uno dei quattro mastri birrai ospiti (Lorenzo Guarino, Giovanni Campari, Riccardo Franzosi e Luigi “Schigi” D’Amelio). La partecipazione ai laboratori può essere prenotata con una mail all’indirizzo legnano@barbarescoenopub.it o direttamente sul posto, presentandosi con il dovuto anticipo! Il calendario completo delle iniziative è disponibile sulla pagina Facebook dell’evento.

festa della birra artigianale

 

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Gente di un’altra pasta

Difficile raccapezzarsi nella marea di eventi enogastronomici che affollano l’ultimo weekend lungo di maggio (o il primo di giugno, che dir si voglia). Le occasioni, da un capo all’altro dell’Italia, sono davvero infinite: per oggi scegliamo l’originalità e vi segnaliamo Come il maggio sui maccheroni, il festival che si svolge da oggi (giovedì 29 maggio) fino a lunedì 2 giugno nel cortile della Basilica di Santa Chiara a Napoli. L’idea è vincente: riscoprire le origini della supremazia partenopea nella pasta, che risalgono al 1600. E, per farlo, saranno ricostruiti non soltanto i menu d’epoca, con antiche ricette e piatti introvabili, ma anche costumi, musiche e spettacoli, grazie alla collaborazione di attori e figuranti. L’offerta culinaria, che cambia di giorno in giorno, propone pietanze che già dal nome fanno venire l’acquolina in bocca come la minestra mmaritata, gli spaghetti caso, ova e pepe, la salsiccia di nero cu ‘e patane, l’immancabile “pizza figliata“, ma anche i “cibi di strada” come il caciocavallo impiccato. In più, laboratori, show cooking, degustazioni e persino un concorso per il miglior ragù: in palio un weekend nel Cilento o 20 kg di pasta. Apertura giovedì e venerdì dalle 18 a mezzanotte, sabato, domenica e lunedì dalle 11 a mezzanotte.

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Le vie dei Chianti

Da sempre una delle zone più à la page di Milano, negli ultimi anni il quartiere di Brera ha assunto una dimensione sempre più itinerante, proponendosi come meta principe della movida tra ristoranti, bar, botteghe e angoli caratteristici. Azzeccatissima appare dunque la scelta di ambientare proprio qui un evento “nomade” per sua natura come il Brera Expo Wine Tour, che inizia oggi, martedì 27 maggio, nel capoluogo lombardo, per protrarsi fino a giovedì 29. Di cosa si tratta? Presto detto: tre giorni di eventi, assaggi e show cooking nei negozi del quartiere che aderiscono all’iniziativa, facilmente riconoscibili per l’esposizione di una brillante luce rossa. Rossa come il Chianti, protagonista assoluto della rassegna insieme ai formaggi francesi Paysan Breton (che disporranno anche di un punto distribuzione sul sagrato della chiesa di San Marco). Un coupon, reperibile negli stessi negozi o scaricabile dalla pagina Facebook dell’evento, dà diritto a partecipare alle degustazioni gratuite; in più sono previsti un incontro con la nutrizionista Daniela Morandi, una visita guidata alle bellezze di Brera e persino una caccia al tesoro. Maggiori dettagli su Informacibo.

brera expo

Aprite!

Diciamo la verità: qualche volta, in passato, è capitato che Cantine Aperte ci abbia deluso. Per mancanza di organizzazione, di coordinamento tra i partecipanti e di informazioni sull’evento. Ma se non fosse per l’idea lanciata ormai più di vent’anni fa (era il 1993) dal Movimento Turismo del Vino, non avremmo mai imparato a fare gli “enoturisti” e forse mai ci sarebbe passata per la mente la possibilità di andare direttamente in cantina a fare la nostra spesa enologica, con notevole risparmio economico e arricchimento culturale (e annessi rischi per la patente). Dunque, lunga vita a Cantine Aperte, che torna domenica 25 maggio con una nuova edizione in tutte le regioni d’Italia: il succo è uguale per tutti – apertura per l’intera giornata, degustazioni libere o a pagamento, visite guidate e acquisto di prodotti – ma ognuno ha declinato la giornata a modo suo. Il Veneto, ad esempio, ha creato l’hashtag #winestory per raccogliere i “ricordi di vino” dei visitatori, mentre in Molise protagonista sarà la musica con il concorso #suonodabere. L’Abruzzo punta invece sulla solidarietà: acquistando un calice e una tracolla a 5 euro si avrà diritto a due degustazioni in ogni cantina visitata, e i fondi raccolti saranno devoluti all’Associazione Italiana contro le Leucemie. In Trentino, infine, il tema della giornata è “Vedi cosa bevi” e i viaggiatori più pigri – o prudenti – potranno affidarsi all’Enobus per gli spostamenti.
L’elenco completo degli eventi in programma è pubblicato sul sito ufficiale del Movimento Turismo del Vino.

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Fieno in Cascina

Il nome di San Pietro all’Olmo vi dice qualcosa? Se siete appassionati di gastronomia e ristorazione, sicuramente sì: la piccola frazione di Cornaredo, in provincia di Milano, è la casa del celebre chef Davide Oldani e del suo D’O. Ma è anche, tutto sommato, un placido paesino di campagna con le sue cascine (ormai in gran parte abbandonate) e la sua cucina ruspante. Mettiamoci l’anima in pace: i due mondi probabilmente non si incontreranno mai, e forse va bene così. Perché la Cascina Carla è un posto per chi non bada troppo al sottile, tra porzioni generose di tagliatelle all’anatra e stinchi di maiale, e bottiglie di vino che si avvicendano a ritmo sostenuto. Nulla di culinariamente indimenticabile, ma la location giusta per una serata in compagnia, meglio se chiassosa! Leggete la nostra recensione completa per saperne di più…

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La rivincita dei nerds

Ebbene sì, torniamo a rivangare l’annosa diatriba sulle foto di cibo. “Ancora??” diranno i nostri piccoli lettori. Ma, a parte il gusto della polemica, c’è un altro validissimo motivo: la notizia che arriva da Londra, dove un furbo ristoratore ha trovato il modo per farsi pubblicità gratuita con un’iniziativa senza precedenti. Al Bird’s Eye (per inciso, è anche il nome di una tecnica fotografica…) i maniaci del food porn hanno infatti la possibilità di mangiare gratis: basta scattare una foto al piatto ordinato, caricarla su Instagram con l’hashtag #birdseyeinspiration e il gioco è fatto, il prezzo della pietanza sarà scalato dal conto. Idea geniale che, perlomeno, dissiperà ogni dubbio sul galateo degli smartphone a tavola… chissà se valgono anche le fotografie ai piatti vuoti, come nella nostra proposta di #afterfoodselfie. Comunque, in attesa che la formula vincente approdi anche in Italia, se volete testarne personalmente l’efficacia tenete presente che il Bird’s Eye è un pop-up restaurant, ossia uno dei ristoranti temporanei tanto in voga nella capitale britannica (e che quasi tutti i quotidiani e siti italiani ne riportano il nome in modo errato, ma questa è un’altra storia).

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It’s EVOlution, baby!

Ci sono ristoranti che senti spesso nominare, che magari scruti con curiosità quando per caso ci passi davanti, ma in cui a conti fatti non penseresti mai di entrare. Non tanto per i prezzi, decisamente alti ma accettabili per il panorama di Milano, quanto perché la loro atmosfera raffinata, chic e apparentemente un po’ troppo “fredda” inibisce gli entusiasmi e incute un po’ di timore. Ecco, se ha un difetto l’EVO, creatura prediletta di Marco Avella, è proprio questo; e dobbiamo ringraziare la benemerita Milano Restaurant Week per averci permesso di lasciare i pregiudizi alle spalle e visitare finalmente questo vero e proprio tempio dell’olio extravergine. Già, perché tutto, nella cucina dell’EVO, è legato in qualche modo all’olio, che non a caso è il primo a comparire in tavola, con abbondante pane e scodellina per la degustazione. Non che il resto del menu (e della cantina) sia meno interessante: ve ne parliamo nella nostra recensione completa, che certamente non vorrete perdervi!

p.s. domani, sabato 17 maggio, si celebra la quarta edizione dello Slow Food Day. Non abbiamo tempo di approfondire troppo, ma sappiate che sul sito ufficiale troverete l’elenco di più di 300 appuntamenti da seguire in tutta Italia!

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