Nella Tana del Vate

19 luglio 2017

Croce e delizia di vacanzieri italiani e stranieri, il Lago di Garda nella stagione estiva può essere un paradiso in virtù degli splendidi panorami e del clima mite, ma anche tramutarsi in un inferno di imbottigliamenti e disagi, ivi compresa la scelta del ristorante (evitando le trappole per turisti). Ma nella cittadina di Toscolano Maderno spunta a sorpresa, a due passi dal Vittoriale degli Italiani, la trattoria La Tana, e il contrasto non potrebbe essere più netto: tanto è sfarzosa e roboante la residenza di Gabriele D’Annunzio, quanto nascosto e anonimo questo piccolo ristorante. L’apparenza però, come spesso accade, inganna: la cucina del locale riesce ad abbinare le classiche materie prime locali – tra cui domina il pesce di lago – a ingredienti ricercati e preparazioni raffinate, mantenendosi su prezzi decisamente contenuti. Così, tra un tortello alla formagella di Tremosine e un coregone alla griglia, viene quasi da pensare ai favolosi piatti della cuoca che il Vate aveva soprannominato “Suor Intingola“… Lasciando da parte le magnificenze letterarie e tornando a qualcosa di molto più modesto, vi consigliamo di leggere la nostra recensione completa per saperne di più!

20170715_140110

Restiamo di Sasso

13 luglio 2017

A un tiro di… sasso da Rovereto ci sono Nogaredo e la piccola frazione di Sasso, facilmente raggiungibili anche dall’autostrada A22. Bastano pochi tornanti per assicurarsi una veduta panoramica eccezionale sull’intera Vallagarina e, soprattutto, i manicaretti della Locanda D&D Maso Sasso: che non è, nonostante le premesse, una rustica baita, ma un raffinato ristorante che offre piatti sofisticati per palati fini, anche se basati sui prodotti tipici della zona. I prezzi, ahinoi, sono altini (oltre 50 euro per un pasto completo), ma ne vale decisamente la pena, sia per la splendida location, sia per la perfezione di alcune preparazioni, dagli gnocchetti di ricotta e ortiche al delicatissimo salmerino di montagna. E poi la selezione di vini, locali ma non solo, è davvero da applausi. Volete saperne di più? La nostra recensione vi aspetta!

20170630_203216

Speck delle mie brame

11 luglio 2017

La tradizione gastronomica del Trentino è ricchissima e consolidata: dalla carne salada ai formaggi (Vezzena su tutti), passando per le specialità “importate” dal vicino Alto Adige come speck canederli, le prelibatezze tipiche non mancano certamente. Diversi sono però i modi per interpretare questa tradizione, e lo dimostrano due dei migliori ristoranti di Rovereto: classico e un po’ vecchio stile il San Colombano, punto di riferimento “istituzionale” per i turisti che si avventurano in Vallagarina, moderna e più raffinata la centralissima Osteria del Pettirosso, che strizza l’occhio ai visitatori del vicinissimo museo Mart. I piatti sono grossomodo gli stessi, ma presentati e serviti in modo diverso: l’impressione è che l’osteria abbia una marcia in più, non solo per le oltre 500 etichette di vino presenti in cantina (di cui fino a 40 al giorno disponibili al bicchiere) ma anche per la capacità di coniugare qualità e semplicità. Sublimi, in particolare, i taglieri di salumi formaggi locali (ma non solo). D’altra parte anche il San Colombano ha molte frecce al suo arco, con piatti saporiti e genuini come gli straccetti ai finferli con polenta di Storo. Un consiglio? Provateli entrambi e fate la vostra scelta, o perlomeno leggete le nostre recensioni!

20170629_134513

Stasera a casa del vino

6 luglio 2017

Che il vino sia una priorità, anche dal cibo, da queste parti lo dichiarano fin dal nome. E non potrebbe essere altrimenti, dato che la Casa del Vino della Vallagarina, al centro del piccolo abitato di Isera (Trentino), è nata una ventina d’anni fa per iniziativa di 30 produttori vinicoli di questa zona lungo il corso dell’Adige. Il suo obiettivo principale è la promozione di vini e distillati tipici, che certo non mancano sul territorio, e per questo motivo l’annesso ristorante si limita a offrire ogni giorno un menu fisso di 4 portate, modellato per valorizzare al meglio i vini proposti in abbinamento. Non che questo sminuisca in nessun modo l’offerta gastronomica del locale, eccellente sotto tutti i punti di vista: qualità (tutte le materie prime, dalla carne salada ai formaggi, provengono da piccoli produttori a km zero), servizio e prezzi, appena 30 euro per un pasto completo. Senza contare la splendida vista offerta dal giardino esterno su tutta la vallata. Insomma, un indirizzo da tenere bene a mente: per saperne di più, leggete la nostra recensione completa!

20170627_221608

Promesse da Marinaio

20 giugno 2017

La Puglia è da sempre terra di elezione per chi cerca un’ottima cucina di mare senza doversi svenare: non è quindi un caso che uno dei locali più convenienti di Milano, da questo punto di vista, sia proprio di ispirazione pugliese. Stiamo parlando della Trattoria Il Marinaio, uno dei locali che ha “sdoganato” il quartiere Isola prima che si trasformasse in un punto di riferimento della movida meneghina, e che oggi – visto il successo ottenuto – ha affiancato alla storica sede di via Civerchio una seconda location in via Pepe. Il servizio è spartano e qualche piatto un po’ standardizzato, ma il risultato finale è notevole: pesce alla griglia, frutti di mare, fritto misto e molto altro senza spendere più di 35-40 euro a persona. Inevitabile uno “smile” come quello emerso subliminalmente dalla nostra tovaglietta… Per saperne di più, leggete la recensione completa!

20170617_235336

I primati della Guinness

15 giugno 2017

Il binomio DublinoGuinness non è soltanto un luogo comune: impossibile visitare la capitale irlandese senza concedersi più di qualche pinta della stout più atipica e famosa del mondo, e una tappa al Guinness Storehouse (per quanto “disneyana”) è assolutamente imperdibile. In città la birra domina in tutti i sensi, scorrendo a fiumi nelle centinaia di pub che spuntano a ogni angolo di strada. Anche uscendo da questo circolo “vizioso”, a Dublino esiste però qualche alternativa gastronomica di discreto livello: nel cuore di Temple Bar, ad esempio, troviamo il frequentatissimo Elephant & Castle con le sue mitiche spicy chicken wings, e a pochi passi di distanza un’istituzione come O’Neill’s, antico pub trasformato in ristorante tipico, dove gustare piatti come irish stew e cosciotto di agnello alla menta. Un po’ più fuori dai circuiti turistici ci sono Beshoff’s, il tempio del fish and chips, e il moderno T.P Smiths. Per chi invece vuole concedersi un’esperienza nei veri e propri pub tradizionali (che servono anche cibo, quasi sempre fino alle 22) le alternative sono pressoché infinite: segnaliamo tra gli altri O’Sullivan’s, appena fuori dal caos di Temple Bar, e il classico The Quays, che invece si affaccia proprio sulla piazza principale del quartiere turistico. Giovani e nottambuli si possono dirigere sulla North Side del fiume Liffey al Grand Social; gli amanti di birre artigianali e vini d’importazione troveranno invece terreno fertile da Probus. Infine, non mancano le occasioni per i nostalgici dell’Italia: da Dolce Sicily è possibile gustare un vero cannolo siciliano e il Caffè Cagliostro offre persino l’aperitivo del venerdì sera!

20170608_131142

Non perdete il Filò

23 maggio 2017

Che il ristorante Al Filò fosse il migliore di Bormio lo sapevamo da tempo, ma solo per sentito dire; ora possiamo confermarlo per esperienza diretta e, perché no, estendere il giudizio anche a buona parte dell’Alta Valtellina. Vera e propria istituzione in questa splendida località turistica, il Filò riesce nella rara impresa di conciliare i piatti tradizionali – eccezionali ma alla lunga un po’ monotoni – con la creatività e la raffinatezza di un menu assai vario e sorprendente. E l’atmosfera, grazie alle cantine in pietra di una stalla risalente al ‘600, fa la sua parte. Il tutto ha un prezzo (45-50 euro per un pasto completo) ma ne vale decisamente la pena, sia per chi ama sperimentare sia per  chi preferisce rifugiarsi nei grandi classici come i pizzoccheri e la grigliata “bastonata”, qui al loro meglio. Per tutto il resto leggete la nostra recensione completa!

20170513_222536

Sorpresa Pasqualon

22 maggio 2017

Il centro storico di Pesaro non può che rievocare, per noi Locuste, uno dei più entusiasmanti ricordi della nostra carriera, legato a quell’Antica Osteria La Guercia che costituì una delle nostre primissime tappe culinarie. Confrontarsi con questo vero e proprio mito fondante non è impresa facile, ma pochi passi più in là ci prova l’Osteria Pasqualon, che per sua fortuna ha scelto tutt’altra strada: ambiente alla mano e cucina essenziale, con un buon assortimento di pizze e carne alla griglia, ma anche una certa cura per i dettagli. A fare la fortuna del ristorante sono in particolare le porzioni abbondantissime, davvero a misura di Locusta; bisogna ammettere però che, pur in un contesto senza pretese, la presentazione dei piatti è davvero curata e la selezione di prodotti locali (dalle carni ai salumi, passando per vini, birre e grappe) è particolarmente apprezzabile. Insomma, senza andare a scomodare inarrivabili termini di paragone, una meta validissima per una breve sosta ristoratrice. Non vi resta che leggere la nostra recensione completa per maggiori dettagli!

20170507_214716

I poeti della piadina

19 maggio 2017

La pubblicità televisiva ha sicuramente molte colpe ma anche qualche piccolo merito: tra questi, quello di aver fatto conoscere al grande pubblico il poeta Tonino Guerra e il suo incantevole borgo, Santarcangelo di Romagna. Quel “piccolo mondo antico” oggi è una vera e propria attrazione turistica, una sorta di museo a cielo aperto di cui naturalmente fa parte a pieno titolo anche il cibo: l’Osteria La Sangiovesa, che da Guerra era assiduamente frequentata, è una tappa obbligata non soltanto per gustare le prelibatezze locali, ma anche per ammirare il suo repertorio di ceramiche e utensili d’epoca e le straordinarie cantine scavate nel tufo. Qui, comunque, ci concentriamo essenzialmente sull’aspetto mangereccio, e anche su quello c’è parecchio da dire: eccezionali piadine preparate nei fornelli “a vista” all’interno del ristorante, salumi di qualità prodotti nelle vicine tenute di proprietà, e poi ancora gnocchi di ricottaconigliopiccione, la deliziosa zuppa inglese… Insomma, un perfetto bignami della cucina romagnola, anche se i prezzi non sono proprio da osteria. Per saperne di più non resta che leggere la nostra recensione completa!

20170507_125539

Il richiamo del Gusto

5 maggio 2017

Le scorribande delle Locuste al Crotto da Gusto sono cominciate nel lontano 2003 (anche se per qualcuno di noi la prima visita si perde nella notte dei tempi): possiamo calcolare quindi, approssimativamente, almeno una quarantina di “missioni” ai Monti di Gottro. Bene: sembra incredibile, ma in questa lunga avventura non ci è mai capitato neppure una volta di incontrare una giornata di maltempo. Evidentemente lassù qualcuno ci ama… o forse vuole eliminarci più rapidamente possibile. Così anche sabato 29 aprile, nonostante la nevicata del giorno prima, il nostro annuale raduno al Crotto si è svolto in un clima paradisiaco: sole, temperatura mite, panorama incantevole. Non che importasse molto: la giornata, come al solito, è trascorsa tra una mestolata di polenta oncia e un nefasto brindisi con GT, questa volta arricchito dalla sorprendente presenza di un Chianti che ha sostituito almeno in parte l’usuale Barbera. I nostri eroi, come sempre, si sono difesi alla grande, anche per onorare i promessi sposi seduti alla loro tavola con due addii al celibato degni di questo nome; e la cucina del Crotto (malgrado la colpevole assenza dei pizzoccheri) continua a essere una garanzia. Come sempre, se volete farvi un’idea della giornata potete visitare la galleria fotografica in continuo aggiornamento sulla nostra pagina Facebook oppure sulla pagina dedicata al Crotto. E al prossimo pranzo non potete mancare!

IMG-20170430-WA0018