Pietre miliari

Ci sono ristoranti che nel corso degli anni riescono a trasformarsi in irrinunciabili punti fermi mentre il mondo intorno a loro cambia vertiginosamente: è il caso dell’Osteria Le Pietre Cavate, una vera e propria istituzione in zona corso Sempione a Milano. Questo locale aperto da più di quarant’anni, di chiara ispirazione toscana, ha però arricchito il suo menu con diversi piatti a base di pesce, fino a diventare uno degli ultimi esemplari di ristorante “per tutte le stagioni“, una specie ormai in via di estinzione. La specialità della casa resta comunque la carne alla brace, in particolare fiorentinafiletto; il resto lo fanno l’atmosfera calda e la non banale attenzione al cliente. Per saperne di più, non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

20180215_211444

Annunci

Il grande fritto

Se la tentacolare metropoli (si fa per dire) che risponde al nome di Milano ha un pregio culinario, è indubbiamente la varietà: in città è rappresentato qualsiasi tipo di cucina, italiana o internazionale, e in caso di necessità è possibile soddisfarvi anche il desiderio gastronomico più inconsueto. Se per esempio vi venisse voglia di fritto misto alla piemontese… ebbene sì: cercando attentamente, e prenotando con un certo anticipo, potete togliervi lo sfizio alla Trattoria Aurora, un locale di stampo antico che tra l’altro oggi appare come una mosca bianca nel contesto modaiolo e stylish di via Savona. Il servizio impeccabile e la cornice in stile liberty rendono ancora più piacevole un’esperienza che è da consigliare solo agli stomaci forti: cotoletterognonianimellecervella, e ancora piedini, cuore, fegato, filetto, persino gamberi e rane, si susseguono senza tregua per almeno 15 portate, fino ad arrivare al dessert (naturalmente fritto), per chi ci riesce. Il tutto all’insegna della qualità e anche della leggerezza, compatibilmente con l’abbondanza delle porzioni! Ma oltre al fritto, il ristorante ha molte altre frecce al suo arco: per scoprirle, leggete la nostra recensione completa.

20180125_220843

David diventa Golia

Sull’impero di David Ranucci magari a volte il sole tramonta, ma di sicuro quando accade nessuno corre il rischio di soffrire la fame. Dai tempi della leggendaria osteria Giulio Pane e Ojo il ristoratore laziale, che ama definirsi “oste da cent’anni”, si è espanso – è il caso di dirlo – a macchia d’olio fino a conquistare buona parte del quartiere di Porta Roma a Milano: prima è arrivato il locale gemello Abbottega e poi, a distanza di qualche anno, l’ampia e accogliente trattoria Casa Tua, sempre nel raggio di pochi metri. Le sfumature regionali dei tre ristoranti sono leggermente differenti (a Casa Tua siamo sul confine tra Lazio e Toscana), ma la formula è assolutamente identica: piatti semplici e tradizionali, arredamento vintage e spartano, porzioni molto abbondanti. In effetti, il menu offre una notevole varietà di classici della cucina toscana, come ribollitacacciucco, ma anche di quella laziale, vedi i bombolotti alla gricia; e pure i secondi, tutti di carne, sono nella scia della gastronomia tipica locale. Peccato che l’idea, ormai imitata da chiunque e non solo a Milano, alla fine rischi di mostrare un po’ la corda, e che la qualità dei piatti non sempre soddisfi le aspettative. Per saperne di più, non vi resta che affidarvi alla nostra recensione completa!

20180111_213112

A passo di lumaca

Quando si parla di cibo, l’effetto sorpresa è spesso purtroppo un fenomeno negativo, nel senso che il ristorante non risponde alle aspettative del cliente in termini di qualità, servizio o prezzi. Ci sono però anche i casi contrari e sono quelli che danno più soddisfazione: nella non troppo ampia casistica possiamo senz’altro inserire la Trattoria Podazzera di Vigevano, in provincia di Pavia. Un locale che dall’esterno si presenta come un fabbricato anonimo (un’ex cascinale) e con una sospetta insegna gialla al neon, ma che nasconde in realtà un piccolo gioiello: un ristorante dall’atmosfera tranquilla e raccolta, dall’originale arredamento vintage, e soprattutto focalizzato sulla cucina di qualità, nel rispetto della tradizione lombarda (ma non solo). L’oca, specialità della vicina Mortara, è uno dei cavalli di battaglia del locale, sotto forma di salumi, di sugo per le tagliatelle artigianali o di prelibata scaloppa di fegato; ma ci sono anche altre prelibatezze, a partire dalle lumache trifolate e dal poco conosciuto figadej, un insaccato di interiora di maiale che si fregia della denominazione De.Co. Non vi resta che consultare la nostra recensione completa per maggiori informazioni… Nel frattempo cogliamo l’occasione per augurare buon Natale e buone feste a tutti!

20171218_222324

Prosciuttiamo?

Sentite anche voi quell’atmosfera speciale? Quel particolare spirito che pervade i cuori, quella sensazione di gioia e di affetto, quel dolce e familiare profumo nell’aria? Ebbene sì, it’s that time of the year again: sta arrivando il tempo di Ora ProSciutto! L’appuntamento con la famigerata e immarcescibile festa di fine anno per le Locuste e i loro aficionados è già fissato: quest’anno l’evento si terrà mercoledì 27 dicembre, sempre nella consueta location della House of The Living Hams di Gallarate. L’origine della ricorrenza si perde ormai nella notte dei tempi, così come del resto la data di nascita di molti dei partecipanti: per fortuna le nuove leve tengono alta la bandiera dei divoratori di suini, e la tradizione può rinnovarsi ogni anno malgrado gli acciacchi e gli impedimenti logistici. L’obiettivo di fondo è sostanzialmente invariato: assaltare a mano armata un incolpevole prosciutto – che quest’anno, ghiotta anticipazione, tornerà a essere un genuino San Daniele della premiata salumeria Coradazzi – fino a consumarne quanto più possibile, con degno accompagnamento di formaggi, antipasti e snack vari, frutta secca, dolci natalizi, lychees e altre leccornie di contorno. Il tutto, naturalmente, annaffiato da fiumi di vino e allietato dalla visione di alcuni capolavori del grande schermo. Insomma, inutile dilungarsi oltre: chi ha vissuto almeno una volta l’esperienza sa cosa lo aspetta, tutti gli altri possono consultare la pagina dedicata per un breve riassunto fotografico delle edizioni precedenti, oppure presentarsi direttamente alla porta il 27 dicembre, ricordando solo di contribuire con un piccolo obolo e – soprattutto – una congrua donazione vinicola. Che dire di più? Ora ProSciutto 2017 vi aspetta!

20161228_202504

Parma d’oro

La storia del cibo, in tutto il mondo, è ricchissima di esempi dell’esportazione di piatti o modelli culinari, anzi possiamo dire che questo sia uno dei meccanismi fondamentali dell’evoluzione gastronomica: basti pensare alla diffusione nel mondo della pizza napoletana. Oggi il meccanismo si è alquanto affinato e si appoggia a strutturate catene di franchising, tanto che per le strade di Milano da anni è possibile imbattersi in rinomate focaccerie palermitane o in tipici ristoranti romani. Nella tipologia rientra naturalmente anche la Salsamenteria di Parma, che non corrisponde neppure a un locale “originale”, ma si ispira alla formula delle vecchie osterie emiliane: vino nella scodellapasta artigianale, succulenti salumi e un’atmosfera abbastanza rustica e spartana. Inevitabile che nel centro di Milano (o addirittura a Cannes Parigi, dove esistono due succursali) la cosa possa suonare un tantino artefatta; ma le materie prime sono quelle originali, dal prosciutto di Parma a specialità meno conosciute come strolghinomariola, e la qualità dei piatti vale un assaggio. Per saperne di più non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

20171202_204422

I piaceri della Carne

Potrà sembrarvi strano che il post su un ristorante di Milano chiamato Osteria della Carne si apra con un piatto di fregola sarda, ma è solo perché non ne conoscete il nome completo: i proprietari, Sedda & Faedda, sono di evidenti origini isolane e questo spiega perché il menu contenga anche diverse specialità provenienti dalla Sardegna, tra cui la stessa fregola, gli gnocchetti alla campidanese, le seadas e (su prenotazione) persino agnello e maialetto. Ovvio che il punto di forza della casa sia comunque la carne, dalla fiorentina all’ottima entrecote all’antica: perfette sia la cottura che la presentazione, e una menzione speciale alla fornitissima cantina. Insomma, una bella sorpresa in una zona – quella della stazione Centrale – non sempre propizia per chi ama la buona cucina. Se siete curiosi di approfondire, la recensione completa è a vostra disposizione!

20171130_213010