Come ben sanno i frequentatori abituali dell’isola, in Sardegna – malgrado l’ingannevole presenza del mare – non è per nulla facile né scontato trovare grandi ristoranti di pesce, anche se negli ultimi anni il trend sta un po’ cambiando. Per riuscire nell’impresa bisogna puntare sulle poche e ben selezionate località in cui la pesca è tradizione consolidata, oppure tentare la sorte con qualche isola felice che sta tentando di importare la cucina di mare in contesti radicalmente votati alla terra. A quest’ultima categoria appartiene sicuramente El Caballito de Mar, che nel pieno centro di Sassari (città agricola per eccellenza, non a caso abitata da “magnacauri“) è riuscito a creare un’oasi marinara di grande successo, grazie al suo trionfo di crudo ma anche a un’atmosfera semplice e raffinata e a una cucina a tratti creativa. Del primo gruppo fa parte invece il Gambero Ghiotto di Golfo Aranci, una delle poche località della costa nord-orientale della Sardegna a mantenersi “viva” anche nei mesi invernali: qui la qualità di ingredienti, preparazione e presentazione merita davvero un applauso, e i prezzi sono tutto sommato abbordabili. Infine, ennesima menzione per il “solito” Il Pesce d’Oro, che mantiene un livello costante negli anni e si conferma tra i migliori ristoranti di Alghero (se non il migliore in assoluto).

Per saperne di più, non perdete le nostre recensioni complete: a questo link trovate tutti i locali recensiti in Sardegna!

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Mangiare pesce a Milano salvaguardando al tempo stesso la qualità e il portafoglio: un rompicapo di difficilissima soluzione. Per fortuna resistono negli anni alcuni indirizzi, magari fuori dalle rotte più battute, che continuano a coniugare l’alto livello delle materie prime con un conto finale, se non proprio economico, quantomeno non tale da strapparsi i capelli (per chi li ha). Certo, a qualcosa bisogna rinunciare sul piano dell’atmosfera: il ristorante La Sirenella, con il suo arredamento un po’ old style e le sue salette chiassose, non è il posto ideale per una cenetta a lume di candela. Ma glielo si perdona ben presto, grazie soprattutto alla straordinaria carrellata di antipasti che la cucina può permettersi di mandare in scena: frutti di mare crudigamberiscampi, deliziosi carpacci, pesci e molluschi fritti e gratinati, gianchettipolpo e chi più ne ha, più ne metta. Un’abbondanza tale da far passare sotto silenzio anche la varietà di primi e secondi, che pure meritano ben più di un assaggio. Insomma, il posto giusto per chi sente la nostalgia del mare… Per saperne di più, leggete la nostra recensione completa!

Una rotonda sul mare

14 luglio 2016

Se non vi trovate già dalle parti di San Benedetto del Tronto, dove purtroppo non siamo nemmeno noi, avete probabilmente sbagliato qualcosa: già dallo scorso 8 luglio, l’amena cittadina sul litorale marchigiano si è trasformata in un vero e proprio tempio del pesce di mare, grazie alla nuova edizione di Anghiò, l’attesissimo festival del pesce azzurro. Avete però tempo per rimediare: la manifestazione continuerà fino a domenica 17 luglio con una serie interminabile di appuntamenti golosi. Ogni giorno dalle 18 alle 23 il “Palazzurro”, alla Rotonda Giorgini, ospita un eccezionale percorso di degustazione con piatti preparati da chef locali e nazionali: frittura di paranza e cozze, ma anche pietanze più elaborate come spaghetti alle alici e tartufo o alletterato con marmellata di cipolle rosse. Il biglietto d’ingresso a 15 euro comprende anche 15 ticket per le degustazioni. Ma non è finita: i visitatori possono contare anche sulla Spalm Beach, per degustare direttamente sulla spiaggia, e sui vini dell’Enoteca delle Marche. Per chi cerca bocconi più sostanziosi c’è l’Aperifish a 7 euro oppure le vere e proprie cene di 50 sfumature di azzurro, dove ogni sera gli chef si alternano per preparare golosi menu a 20 e 35 euro. Che aspettate? Chi dorme non piglia pesci!

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Bella Zio!

10 novembre 2015

Frutti di mare freschi, pescato del giorno, oceanici piatti di fritto misto, il tutto a 10 euro per portata. Siamo sul litorale pugliese o siciliano? No, alla periferia di Milano, a pochi passi dall’ingresso autostradale di viale Certosa. Sembra incredibile, ma la friggitoria di Zio Ninì è davvero in grado di proporre quotidianamente queste e altre prelibatezze di mare senza costringere i buongustai meneghini a svuotare il portafoglio: non a caso, da qualche mese a questa parte trovare posto nel piccolo locale di via Tibullo è sempre più difficile (e prenotare potrebbe rivelarsi un’impresa). Il locale sarà anche spartano e senza pretese, ma l’arredamento è curato, la formula riuscitissima e soprattutto il rapporto qualità-prezzo invidiabile: quale altro locale in città può proporre cannolicchi e fasolari, ma anche ricci di mare e ricciola, a queste condizioni? Se lo conoscete fateci un fischio, nel frattempo godetevi la nostra recensione completa!

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How much is the fish?

10 giugno 2015

Il quarto e penultimo appuntamento con la rassegna cinematografica Food Fighters, giovedì 11 giugno a partire dalle 20 al Cinema Beltrade di Milano, affronta un argomento decisamente “spinoso”: quello del pesce di mare. Risorsa, come si sa, in rapidissimo esaurimento, in particolare per quanto riguarda alcune specie: il pregiato tonno del Mediterraneo è una di queste, a causa dello sfruttamento intensivo operato dalle grandi multinazionali. Il documentario “The last catch“, del regista tedesco Markus CM Schmidt, racconta la lotta contro questo spopolamento da parte di due pescatori, padre e figlio: una storia di “resistenza alimentare“, insomma, come tutte quelle che hanno animato il festival organizzato dall’associazione ceCINEpas, in conclusione il prossimo 9 luglio con il film “Blood into wine”. In sala, in occasione della proiezione, saranno presenti Mauro Fumagalli dell’associazione La Casa dei Pesci e due assessori del comune di Marano Lagunare (Udine) con un pescatore del luogo.  Come sempre, la proiezione – che avrà inizio alle 21.30 circa – sarà preceduta da una degustazione: ovviamente il menu prevede pescato del giorno accompagnato da vino naturale del Podere Ranieri e birra artigianale del Birrificio Gambolò. Il costo del biglietto è di 6,50 euro (degustazione esclusa).

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Il trailer del film:

The Last Catch Trailer from Niko Schabel on Vimeo.

La filosofia giapponese, almeno nelle sue declinazioni più note, ci insegna che la via per l’illuminazione passa attraverso la riflessione; e il principio resta validissimo anche in campo alimentare. Proprio per riflettere sul consumo sostenibile e sulla protezione delle specie marine l’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi, in collaborazione con Greenpeace Milano e con l’Istituto per gli Studi sul Mare, ha organizzato la rassegna gastronomica Yamato-Maru: un termine che si può tradurre come “il peschereccio della cultura tradizionale” e che vuole richiamare il recupero dello spirito più autentico della cucina giapponese, legata al consumo di pesci poco noti e a un’attività di pesca a basso impatto ambientale. Nulla di più lontano dallo standardizzato sushi, dunque, nelle cinque cene a tema organizzate in altrettanti ristoranti di Milano: le prime tre si sono già tenute in ottobre e novembre, la quarta avrà luogo domani (martedì 3 dicembre) al ristorante Zero di corso Magenta con un menu a base di sardine (30 euro a persona). Il ciclo si chiuderà poi il 20 e il 21 gennaio al ristorante Osaka di corso Garibaldi, con piatti incentrati sui calamari (4o euro). Per maggiori informazioni e per approfondire i temi della stagionalità e della sostenibilità della pesca, ecco la presentazione dell’iniziativa.

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Genova, per te

10 maggio 2013

Come si fa a parlare di alimentazione, o di qualsiasi altra cosa, oggi a Genova? Il giorno dopo il tragico incidente che ha ferito il capoluogo ligure, non poteva che essere in tono minore l’apertura di Slow Fish, la grande fiera internazionale dei prodotti del mare lanciata da Slow Food proprio nel cuore del Porto Antico; sono stati annullati, per rispetto verso le vittime, la cerimonia di inaugurazione di giovedì 9 maggio e tutti gli eventi musicali in programma. Tuttavia, la manifestazione è partita regolarmente ed è giusto che sia così: è nel mare (e nella pesca, e nel territorio) che Genova deve trovare le risorse per ripartire. Ecco perché sono importanti i workshop con le scuole di tutta Italia, i Laboratori dell’acqua, la “Pesca al tesoro”, con l’obiettivo di raccontare anche ai più giovani l’importanza dell’alimentazione di qualità. L’ingresso è gratuito, oggi e domani dalle 11 alle 23, domenica 12 maggio dalle 11 alle 21; all’interno, tra l’altro, degustazioni guidate, Master of Food, l’Enoteca e il Bistrot dell’Alleanza.

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Thanks for all the fish

7 giugno 2012

La pesca: una delle risorse fondamentali dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, ma anche un’attività in crisi, sia dal punto di vista economico, sia per le sue ricadute sull’ambiente. Se ne parla da venerdì 8 a domenica 10 giugno nell’ambito di Slow Sea Land, evento organizzato da Slow Food e dalla Regione Sicilia nella splendida casbah di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. Nell’occasione si svolgeranno a Mazara, tra l’altro, il Forum della Pesca per il Mediterraneo, con rappresentanti di Egitto, Libia, Malta, Tunisia e Turchia, e il Consiglio internazionale di Slow Food, l’ultimo prima del Salone del Gusto di ottobre. Ma Slow Sea Land è anche un appuntamento per i semplici visitatori che amano il buon gusto: tutte le sere dalle 17 e fino a mezzanotte (la domenica fino alle 22) è aperto il Mercato con una trentina di espositori che porteranno a Mazara pesci, crostacei e molluschi, ma non solo. In evidenza l’area dedicata ai Presìdi Slow Food (dal cappero di Salina alla manna delle Madonie), le Cucine di Strada e 6 appuntamenti con i Laboratori del Gusto.

Non succede spesso che, alla fine di una manifestazione, l’ente organizzatore parli esplicitamente di un calo dei visitatori. Lo ha fatto lunedì 30 maggio a Genova Roberto Burdese, presidente di Slow Food, in occasione della conferenza di chiusura di Slow Fish: quest’anno “solo” 40.000 persone hanno presenziato alla kermesse dedicata ai prodotti e alla cultura del mare, contro le 55.000 dello scorso anno. Una diminuzione dovuta allo spostamento della manifestazione da aprile a giugno, ma anche alla crisi economica che ha colpito la quinta edizione dell’evento. “Abbiamo avuto un pubblico numericamente inferiore – ha aggiunto Burdese – ma senz’altro di qualità e informato, come dimostrano la grande affluenza alle degustazioni guidate, le vendite di testi alla Libreria del Mare, il successo dei percorsi didattici”.
Nel corso di Slow Fish sono stati diffusi anche i risultati di un‘indagine Ismea sul consumo del pesce in Italia: nel 2010 gli acquisti di pesce fresco sono calati del 5,7%, in corrispondenza con aumenti dei prezzi del 4% e in controtendenza con le preferenze dichiarate. Gli italiani, insomma, amano il pesce fresco ma non lo comprano, perché costa troppo. La soluzione? Secondo gli chef, come Luca Collami, bisogna riscoprire specie alternative e poco considerate. L’indagine completa è scaricabile qui.

Lento come un pesce

27 maggio 2011

Purtroppo non ci troviamo di persona a Genova, come avremmo voluto, ma vi segnaliamo ugualmente una delle manifestazioni gastronomiche più interessanti del globo terracqueo, soprattutto acqueo. Parliamo della quinta edizione di Slow Fish, manifestazione biennale dedicata al mondo della pesca e degli ecosistemi acquatici, in corso da oggi fino a lunedì 30 maggio alla Fiera del capoluogo ligure. Una grande occasione per riscoprire il rapporto tra l’uomo e il mare, con un “focus” sulla figura del pescatore: da non perdere, in questo senso, lo spazio dedicato agli Incontri con il PescAutore, dove è possibile incontrare vecchi e nuovi rappresentanti di un mestiere che purtroppo tende a diventare sempre più difficile e precario. Per i visitatori, Slow Fish è aperta venerdì, sabato e domenica dalle 11 alle 23, lunedì dalle 11 alle 20; il biglietto d’ingresso costa 7 euro, che si riducono a 5 per under 22 e over 65. A parte gli eventi su prenotazione, come i Laboratori del Gusto e il Teatro del Gusto, è possibile visitare liberamente tutta la fiera, dal grande mercato del pesce al piano superiore del padiglione B agli stand dei Presìdi Slow Food e delle Comunità del cibo, passando per i succulenti piatti delle Osterie del mare. Per chi non potrà essere a Genova è possibile anche seguire la manifestazione “in diretta” tramite Facebook e Twitter.