Non perdete il Filò

23 maggio 2017

Che il ristorante Al Filò fosse il migliore di Bormio lo sapevamo da tempo, ma solo per sentito dire; ora possiamo confermarlo per esperienza diretta e, perché no, estendere il giudizio anche a buona parte dell’Alta Valtellina. Vera e propria istituzione in questa splendida località turistica, il Filò riesce nella rara impresa di conciliare i piatti tradizionali – eccezionali ma alla lunga un po’ monotoni – con la creatività e la raffinatezza di un menu assai vario e sorprendente. E l’atmosfera, grazie alle cantine in pietra di una stalla risalente al ‘600, fa la sua parte. Il tutto ha un prezzo (45-50 euro per un pasto completo) ma ne vale decisamente la pena, sia per chi ama sperimentare sia per  chi preferisce rifugiarsi nei grandi classici come i pizzoccheri e la grigliata “bastonata”, qui al loro meglio. Per tutto il resto leggete la nostra recensione completa!

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Sorpresa Pasqualon

22 maggio 2017

Il centro storico di Pesaro non può che rievocare, per noi Locuste, uno dei più entusiasmanti ricordi della nostra carriera, legato a quell’Antica Osteria La Guercia che costituì una delle nostre primissime tappe culinarie. Confrontarsi con questo vero e proprio mito fondante non è impresa facile, ma pochi passi più in là ci prova l’Osteria Pasqualon, che per sua fortuna ha scelto tutt’altra strada: ambiente alla mano e cucina essenziale, con un buon assortimento di pizze e carne alla griglia, ma anche una certa cura per i dettagli. A fare la fortuna del ristorante sono in particolare le porzioni abbondantissime, davvero a misura di Locusta; bisogna ammettere però che, pur in un contesto senza pretese, la presentazione dei piatti è davvero curata e la selezione di prodotti locali (dalle carni ai salumi, passando per vini, birre e grappe) è particolarmente apprezzabile. Insomma, senza andare a scomodare inarrivabili termini di paragone, una meta validissima per una breve sosta ristoratrice. Non vi resta che leggere la nostra recensione completa per maggiori dettagli!

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I poeti della piadina

19 maggio 2017

La pubblicità televisiva ha sicuramente molte colpe ma anche qualche piccolo merito: tra questi, quello di aver fatto conoscere al grande pubblico il poeta Tonino Guerra e il suo incantevole borgo, Santarcangelo di Romagna. Quel “piccolo mondo antico” oggi è una vera e propria attrazione turistica, una sorta di museo a cielo aperto di cui naturalmente fa parte a pieno titolo anche il cibo: l’Osteria La Sangiovesa, che da Guerra era assiduamente frequentata, è una tappa obbligata non soltanto per gustare le prelibatezze locali, ma anche per ammirare il suo repertorio di ceramiche e utensili d’epoca e le straordinarie cantine scavate nel tufo. Qui, comunque, ci concentriamo essenzialmente sull’aspetto mangereccio, e anche su quello c’è parecchio da dire: eccezionali piadine preparate nei fornelli “a vista” all’interno del ristorante, salumi di qualità prodotti nelle vicine tenute di proprietà, e poi ancora gnocchi di ricottaconigliopiccione, la deliziosa zuppa inglese… Insomma, un perfetto bignami della cucina romagnola, anche se i prezzi non sono proprio da osteria. Per saperne di più non resta che leggere la nostra recensione completa!

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Il richiamo del Gusto

5 maggio 2017

Le scorribande delle Locuste al Crotto da Gusto sono cominciate nel lontano 2003 (anche se per qualcuno di noi la prima visita si perde nella notte dei tempi): possiamo calcolare quindi, approssimativamente, almeno una quarantina di “missioni” ai Monti di Gottro. Bene: sembra incredibile, ma in questa lunga avventura non ci è mai capitato neppure una volta di incontrare una giornata di maltempo. Evidentemente lassù qualcuno ci ama… o forse vuole eliminarci più rapidamente possibile. Così anche sabato 29 aprile, nonostante la nevicata del giorno prima, il nostro annuale raduno al Crotto si è svolto in un clima paradisiaco: sole, temperatura mite, panorama incantevole. Non che importasse molto: la giornata, come al solito, è trascorsa tra una mestolata di polenta oncia e un nefasto brindisi con GT, questa volta arricchito dalla sorprendente presenza di un Chianti che ha sostituito almeno in parte l’usuale Barbera. I nostri eroi, come sempre, si sono difesi alla grande, anche per onorare i promessi sposi seduti alla loro tavola con due addii al celibato degni di questo nome; e la cucina del Crotto (malgrado la colpevole assenza dei pizzoccheri) continua a essere una garanzia. Come sempre, se volete farvi un’idea della giornata potete visitare la galleria fotografica in continuo aggiornamento sulla nostra pagina Facebook oppure sulla pagina dedicata al Crotto. E al prossimo pranzo non potete mancare!

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