Mistero buffet

“Cucina cinese, giapponese, italiana e brasiliana“: sempre più spesso capita di leggere questa apparentemente assurda dicitura associata alle insegne di ristoranti più o meno attraenti. Non saremo certo noi a magnificare questo modello di successo, ma neppure a bollarla come intollerabile abominio gastronomico: si è visto anche di peggio, in fondo. Anche perché a garantire la diffusione a macchia d’olio di questa tipologia di locali non è certo il carattere multietnico, ma piuttosto la formula “all you can eat” che immancabilmente li caratterizza: è noto che il buffet scatena gli istinti primordiali dell’umanità, e il fenomeno meriterebbe di essere studiato approfonditamente da un pool di psicologi… Sia quel che sia, a Castellanza l’orientaleggiante 168 Restaurant sta provando a rilanciare con questo metodo un locale che negli ultimi due anni aveva sperimentato tre diverse gestioni: gli auguriamo ogni bene, anche perché la qualità dei prodotti e delle preparazioni non è poi così infima. Gli aspetti davvero da migliorare sono altri, ad esempio l’atmosfera e il servizio, come potrete leggere nella nostra recensione completa.

Garden

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Dalla padella alla padella

Dieci anni di fritture sembrerebbero troppi persino per i fegati più allenati, ma ad Ascoli Piceno sono specialisti e ce l’hanno fatta: “10 in pastella!” è l’accattivante slogan della decima edizione di Fritto misto, la rassegna tutta dedicata a padelle e affini che si sta svolgendo proprio in questi giorni nella città marchigiana. Visto il prestigioso traguardo (e il calendario compiacente), gli organizzatori hanno deciso di fare le cose in grande: la manifestazione è iniziata già lo scorso 25 aprile e si concluderà solo domenica 4 maggio. Gli appuntamenti sono numerosissimi e non mancano gli ospiti di rilievo: oggi era il giorno di Moreno Cedroni, giovedì 1° maggio toccherà ad Aurelio Damiani e domenica a Errico Recanati, tutti chef di grande spessore del territorio delle Marche. Ma i protagonisti assoluti sono decisamente i cibi di strada, dagli arancini allo gnocco fritto, passando per panzerotti, supplì, baccalà e per le immancabili olive ascolane; non mancano le specialità dall’estero, in particolare dal Perù (come empanadas, picapollo e cachanga) ma anche da Grecia, Giappone, Medio Oriente e Spagna. Tutto questo si può gustare ogni giorno dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23 al Palafritto di piazza Arringo, dove si svolgeranno anche degustazioni di olio, vino e birra, un grande mercatino e persino laboratori di frittura per bambini. In più, per tutta la durata della manifestazione dieci ristoranti propongono menu a tema tutti incentrati sulla padella!

frittomisto

Signori, si spilla

Come tutte le buone birre si è fatta attendere, ma finalmente dopo una lunga e laboriosa operazione di “spillatura” possiamo gustarcela tutta: è l’Unibirra, erede della storica Università della Birra di Azzate (Varese), che finalmente riapre i battenti. Dopo l’improvvisa scomparsa del fondatore Franco Re, a dicembre del 2012 il locale che aveva formato tanti esperti birrari (e fatto innamorare del luppolo molti clienti) aveva chiuso i battenti: ora però, guidata dagli stessi collaboratori che animavano la vecchia gestione, l’Unibirra è pronta a riprendere l’attività a Calcinate del Pesce, sul lago di Varese, nelle vesti di pub, ristorante e beer shop con più di 400 birre artigianali in degustazione, ma anche di vera e propria scuola con corsi di formazione a vari livelli. Inutile dire che per gli appassionati della provincia di Varese, ma non solo, è una gran bella notizia: vale la pena di festeggiare stappando una buona bottiglia dalle 20 di mercoledì 30 aprile, nella nuova sede di via Duca degli Abruzzi 130. Per maggiori informazioni si può contattare l’indirizzo info@unibirra.it o visitare la pagina Facebook del locale.

unibirra

Ponte di Cavour

Le festività di Pasqua con i loro pranzi luculliani sono appena terminate, ma siamo sicuri che non saranno bastate a saziare il vostro appetito, così come il nostro. Per fortuna è in arrivo un altro “ponte”, per chi può permetterselo, e non mancano le occasioni per abbandonarsi nuovamente ai piaceri del buon mangiare. Per esempio visitando Cavour, cittadina piemontese nota ovviamente per il suo legame con uno dei protagonisti del Risorgimento, ma anche per alcune specialità gastronomiche di alto livello. Proprio qui si svolgerà da venerdì 25 a domenica 27 aprile la quindicesima edizione della rassegna Cavour, carne di razza Piemontese, aperta tutti i giorni dalle 8 alle 18 nel centro storico. Oltre alle bancarelle e al mercato di prodotti tipici, sarà a disposizione dei visitatori anche l’Ala del Gusto, dove ogni giorno dalle 11.30 alle 14.30 e dalle 18 alle 22 sarà possibile degustare i migliori tagli di carne in un menu variegato. Per la prima volta, inoltre, sarà possibile assaggiare la “pomina“, creativa polpetta che unisce i due prodotti tipici di Cavour: la carne e le mele! Previsti anche menu a tema in ristoranti e agriturismi e visite guidate alle cascine della zona.

cavourcarne

Il nuovo che avanza (piano)

Tempo di elezioni per molti e anche per Slow Food: dal 9 all’11 maggio la storica, e ultimamente anche molto criticata, associazione rinnoverà a Riva del Garda i propri vertici nazionali, con i voti dei delegati di tutte le Regioni italiane. Nell’attesa, si sono già tenuti i Congressi Regionali, tra cui anche quello di Milano che ha cambiato volto a Slow Food Lombardia: per il quadriennio 2014-2018 la presidente sarà Enrica Agosti, agricoltore a Manerbio e già fiduciaria della Condotta Bassa Bresciana. Gli altri membri del Comitato Esecutivo saranno Francesco Amonti, Emanuele Nitri, Carmelita Trentini e Paolo Bolzacchini. Il Comitato si è dotato anche di una serie di esperti destinati a seguire singoli progetti come Expo2015, Nutrire Milano e una serie di eventi nazionali, tra cui l’attesissimo Salone del Gusto. Nel complesso, la nuova dirigenza comprende rappresentanti di 12 diverse condotte della regione; fondamentale sarà il contributo del Comitato Scientifico in cui spiccano i nomi di Andrea Di Stefano (direttore di “Valori”), Vittorio Rinaldi, presidente di AltroMercato, e dell’agronomo Stefano Bocchi.

(foto ADNKronos)

agosti

I piaceri della carne

Ormai non passa giorno senza che compaiano sui muri campagne di pubblicità “progresso”, o che gli animalisti inscenino clamorose iniziative di protesta: quella contro il consumo di carne non è più una battaglia marginale né riservata a pochi fanatici, ma è arrivata a coinvolgere una buona fetta (ops) dell’opinione pubblica. Eppure, strano a dirsi, bistecche e hamburger non hanno mai avuto tanto successo in Italia, neppure nei favolosi anni Ottanta: fanno fortuna le catene di ristorazione interamente dedicate ai carnivori, da Roadhouse a Seven, e la stessa tendenza riguarda i locali più piccoli. Come ad esempio El Bechée, griglieria che sta avendo grande successo a Milano e che finalmente abbiamo avuto il piacere di visitare: nulla in comune con i grandi gruppi citati più sopra, se non la vocazione della carne, presentata in mille varianti (dalla tartare all’hamburger passando per costata e fiorentina) ma sempre con grande cura e qualità. Non a caso il nome del ristorante sta per “Il macellaio”. E i particolari fanno la differenza: l’arredamento in stile vintage e la presentazione del locale sono da applausi, la cantina pure, anche se il prezzo non è propriamente abbordabile. Leggete la nostra recensione completa per saperne di più!

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Nello specchio del bicchiere

Facciamo un tacito patto con gli organizzatori del Vinitaly: per quest’anno non parleremo, se non di sfuggita, di numeri e bilanci, di ospiti di prestigio, di sondaggi e ricerche e di tutte le comunicazioni “ufficiali” comunque facilmente reperibili in rete. Ma non citeremo nemmeno il cronico problema della difficoltà di connessione dati, o anche semplicemente telefonica, che da anni flagella la rassegna veronese, né altre piccole magagne organizzative: ricordatevene quando sarà il momento di distribuire gli accrediti per la prossima edizione… Sull’onda della nostra solita “toccata e fuga” a Verona, invece, abbiamo elaborato (dopo qualche giorno di necessaria “digestione”) alcune riflessioni pseudo-filosofiche sulle nuove tendenze imperanti nel mondo del vino, che il Vinitaly nel suo rutilante splendore non può fare a meno di ingigantire: l’internazionalizzazione, ovviamente, ma anche il boom del biologico e la riscoperta di vitigni tradizionali. Per saperne di più leggete il nostro reportage completo sul sito; se invece, com’è ben comprensibile, non ne avete nessuna voglia e siete disposti ad accontentarvi di qualche immagine esplicativa, ecco qua una veloce galleria di scatti dalla Fiera.

p.s. Almeno una parola vogliamo spenderla sul fatto che al Vinitaly sia stata affidata la realizzazione del Padiglione del Vino all’interno di Expo 2015: è una buona notizia ma, soprattutto, è una notizia, il che nell’immobilismo dell’evento milanese non fa certo male.

vinitaly2014