I cuochi all’Inferno

30 gennaio 2013

Secondo un famoso motto di spirito, all’Inferno i cuochi sarebbero inglesi, mentre in Paradiso, ovviamente, francesi: un luogo comune, con tutte le eccezioni del caso, ma di fatto nessuno mai si sognerebbe di mettere in dubbio l’eccellenza culinaria dei cugini d’Oltralpe. Eppure basta ribaltare la prospettiva, cambiando epoca e soprattutto punto di vista, e il discorso cambia: per alcuni viaggiatori britannici dell’Ottocento i manicaretti francesi erano vere e proprie porcherie, per non parlare delle indegne abitudini alimentari di tedeschi, spagnoli e – pensate un po’ – italiani… È solo una delle scoperte che si fanno leggendo I sapori del viaggio, piccola antologia di 37 brani (quasi tutti di autori inglesi del XIX secolo) che narrano le peripezie di “turisti” alle prese con pietanze per loro particolarmente esotiche o con abitudini alimentari inconsuete. Un’interessante rassegna di usi e costumi a tavola, ma anche uno spunto di riflessione sull’aleatorietà dei pregiudizi nei confronti del “diverso”. Scoprite il resto leggendo la recensione del libro… e se volete un’opinione più aggiornata sui ristoranti francesi, consultate la nostra mappa!

saporiviaggio

Per chi non lo sapesse: il Barone Birra era lo pseudonimo assunto da Homer Simpson in una puntata della celeberrima serie animata di Matt Groening, in cui la cittadina di Springfield era funestata dal ritorno del proibizionismo anti-alcool. Ora sostituite “Springfield” con “Legnano” e avrete un quadro non troppo lontano dalla realtà: nella cittadina in provincia di Milano, infatti, dall’inizio del 2013 è in vigore un’ordinanza del sindaco Alberto Centinaio che vieta a due esercizi commerciali del centro storico la vendita di alcolici, se non accompagnati da un acquisto di alimentari per un valore almeno equivalente. Il provvedimento, secondo l’amministrazione, si motiva con la necessità di evitare gli “assembramenti” di persone in stato di ubriachezza e gli “atti vandalici” che si sarebbero susseguiti negli ultimi tempi nelle aree della città. In caso di violazioni, i negozi coinvolti rischiano la chiusura coatta.
Al di là della palese iniquità della norma – il Comune di Legnano ci aveva già provato nel 2009, con la precedente giunta, scontrandosi però con il “niet” della Corte Costituzionale – e soprassedendo anche sull’assurdità dell’equivalenza di prezzo cibo-alcool, la questione che ci tocca più da vicino è un’altra: ancora una volta siamo di fronte a un tentativo di irregimentare le abitudini di consumo, un altro esempio della nefasta tendenza che porta le autorità ad arrogarsi il diritto di decidere per il “bene” del cittadino. Entrando in palese contraddizione con se stesse e dimenticando che il proibizionismo, nella storia, ha sempre sortito effetti contrari a quelli voluti. Chiedere informazioni al Barone Birra, appunto…

La piadina è protetta

25 gennaio 2013

Ne avevamo parlato più di un anno fa, adesso un aggiornamento è doveroso: la piadina romagnola dal 21 gennaio ha il suo disciplinare Igp, come sancisce l’apposito decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Risolta, a quanto pare, la diatriba tra riminesi e ravennati: la “vera” piadina potrà infatti essere di due tipologie, quella romagnola più spessa (4-8 mm), rigida e friabile, quella di Rimini più larga, morbida e sottile. Per ottenere l’Indicazione Geografica Protetta, inoltre, la piadina dovrà essere prodotta nel territorio delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna o Bologna, utilizzando come ingredienti soltanto acqua, farina, sale, grassi e lievito e, ovviamente, senza conservanti o additivi artificiali. Coinvolte una quarantina aziende con un fatturato di circa 100 milioni di euro all’anno.
A suo tempo, la decisione di dotare la piadina di un disciplinare Igp aveva scatenato non poche polemiche soprattutto in seno a Slow Food, i cui rappresentanti ritenevano che le nuove norme proteggessero le grandi realtà industriali più che i piccoli produttori. La situazione sarà cambiata?

La semplicità al potere

23 gennaio 2013

Vi piacerebbe mangiare tra le immacolate mura di un convento, immersi in un’atmosfera di quiete? Per farlo basta andare… nel pieno centro di Milano: è questo lo spirito che anima il Refettorio Simplicitas di via dell’Orso, il non plus ultra dello chic in un mondo che ha ribaltato i suoi ideali nel giro di pochi anni, scegliendo la frugalità (apparente) come valore fondante. Al netto delle mode, c’è una sostanza interessante: piatti genuini e robusti, menu a prezzi contenuti e la possibilità di chiedere il bis! Per saperne di più leggete la nostra recensione

refettorio

Pagine da divorare

21 gennaio 2013

Assodato che l’alimentazione fa parte in tutto e per tutto della nostra cultura, si può dire viceversa che la cultura è alimentazione? Noi pensiamo di sì: in fondo anche leggere è un modo di nutrirsi. Se avete un amico amante della buona tavola (non necessariamente una Locusta!), dunque, non è così improbabile che abbia anche una passione per la letteratura; in ogni caso, lo fareste contento regalandogli “Leggere di gusto“, interessante cofanetto pubblicato da Sellerio che raccoglie quattro volumi molto diversi tra loro. Si va dal racconto all’autobiografia, dal fondamentale saggio “Fisiologia del gusto” di Anthelme Brillat-Savarin (“Dimmi quel che mangi e ti dirò chi sei”, tanto per intenderci) al sublime “Trattato di culinaria per donne tristi“, che merita davvero una lettura. Scoprite di più leggendo la nostra recensione e, magari, fatevi un giro nella nostra sezione dedicata ai libri: la maggior parte dei titoli sono un po’ datati, ma potreste ancora trovare qualcosa di vostro “gusto”…

leggere di gusto

Appesi a un grappolo

18 gennaio 2013

Ne abbiamo già parlato in altre sedi, ma repetita iuvant perché l’evento ha dell’eccezionale: se domenica 20 gennaio sarete dalle parti di Vicenza, non fatevi scappare la Prima del Torcolato nella cittadina di Breganze. Non tanto per la cerimonia in sé, che si ripete ogni anno e prevede la prima spremitura delle uve Vespaiola in un antico torchio del 1930, quanto perché quest’anno gli ingegnosi organizzatori cercheranno di battere un record davvero scenografico: quello della treccia d’uva più lunga del mondo, da appendere al campanile della Parrocchiale di Breganze (il secondo più alto del Veneto)! Naturalmente, l’idea della treccia non è inventata di sana pianta, ma si ispira all’abitudine di attorcigliare i grappoli freschi a uno spago per farli appassire e produrre il pregiato vino dolce oggetto della festa. Tante anche le iniziative collaterali, tra cui le visite guidate alle storiche cantine della città e il concorso per il miglior abbinamento tra Torcolato e formaggi: appuntamento in piazza Mazzini dalle 14.30 in poi.

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Coppetta del Mondo

16 gennaio 2013

L’acronimo SIGEP è abbastanza facile da sciogliere: Salone Internazionale della GElateria e Pasticceria artigianali. Per fortuna ci si è fermati qua, altrimenti per parlare della storica manifestazione che si tiene ogni anno a Rimini ci vorrebbe uno scioglilingua: con gli anni, l’attesissimo festival romagnolo che si svolgerà da sabato 19 a mercoledì 23 gennaio (9.30-18.30) ha inglobato i più importanti eventi relativi alla panificazione, al caffè, al cioccolato, alla pizza e ai dolci; come se non bastasse, da quest’anno la fiera – giunta alla sua ventiquattresima edizione – incorpora anche A.B. Tech Expo, salone delle tecnologia e prodotti per panificazione, pasticceria e dolciario, la cosiddetta “Arte Bianca”. Insomma, un mega evento da sedici padiglioni e 120.000 persone, anche se esclusivamente operatori (il biglietto costa 31 euro a persona). Moltissimi, come di consueto, gli eventi in programma: tra i più attesi c’è il Gelato d’Oro, competizione dalla quale usciranno i componenti della squadra italiana che parteciperà alla Coppa del Mondo di Gelateria, in calendario sempre al SIGEP nel 2014. Da non perdere anche il Campionato Mondiale di Pasticceria Juniores, il concorso The Star of Sugar per artisti dello zucchero e la Golden Bread Cup, affascinante competizione tra cinque nazioni incentrata sulla produzione del pane tradizionale.

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Fonduta e mangiata

14 gennaio 2013

Una fonduta per ottocento persone: non è la divisione effettuata da un ristoratore particolarmente avaro ma, al contrario, il tentativo di battere un record mondiale, portato a termine lo scorso sabato 12 gennaio alla stazione di Zurigo. Nell’occasione sono stati consumati 200 chili di formaggio cucinati in altrettanti caquelon, le tipiche pentole in terracotta necessarie per la preparazione del più popolare tra i piatti svizzeri. Per la verità non esiste nessun precedente primato relativo alla singolare specialità, ma gli organizzatori sperano di riuscire a entrare nel Guinness… Due dettagli non irrilevanti: la partecipazione al pranzo è costata 30 franchi svizzeri a persona, circa 25 euro, e soprattutto lo sponsor dell’evento, una nota marca di infusi, ha imposto il blasfemo abbinamento con il tè al posto del tradizionale vino. Gli svizzeri, pacifisti come sempre, si sono adeguati senza eccessive proteste.

Foto: Keystone

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La Cucina Italiana PRO, nuovo web magazine dello storico mensile culinario (a cui, approfittando dell’occasione, diamo il benvenuto su questi schermi), pubblica un reportage che raccoglie una serie di interessanti infografiche sul tema, di grande attualità, del rapporto tra cibo, viaggi e social. Che informazioni condividono, come e dove lo fanno i sempre più diffusi “nerd” del buon gusto? Tra i dati più curiosi ci sono quelli sulle fotografie a tema gastronomico (vedi immagine sotto): i cibi più immortalati sono dolci e dessert (18,3%), seguiti da verdure (17,8%) e polli o tacchini. La carne bovina e suina è solo al quarto posto. Il 72% delle foto si riferisce a uno dei pasti principali, nella maggior parte dei casi la cena; quanto alle motivazioni, il 25% condivide le immagini del proprio cibo per arricchire il proprio “diario” on line, il 22% per documentare le sue creazioni culinarie, l’8% le allega alla recensione o al commento su un ristorante.Molto stimolante anche l’indagine che rivela le abitudini di consumo dei pasti del pubblico (americano): mentre mangia, il 29% dei consumatori è connesso a Facebook o Twitter, il 32% utilizza uno smartphone o un cellulare, il 40% cerca on line informazioni sul cibo che sta mangiando. Alienazione sì, dunque, ma con risvolti non sempre negativi.

Food-Sharing

Canünsèi e mezzo

9 gennaio 2013

Il nome tradotto (approssimativamente) in italiano è casoncelli, ma a Castelcovati, in provincia di Brescia, preferiscono utilizzare il dialetto per definire questo prelibato piatto della tradizione: i Canünsèi de Sant’Antone, protagonisti dell’omonima sagra organizzata dal Comune e dalla parrocchia di Sant’Antonio Abate. Le tipiche mezzalune di pasta all’uovo – così dice la ricetta bresciana, a differenza di quella bergamasca – ripieni di pane, parmigiano e carne di manzo o maiale si potranno degustare per quasi due settimane: celebrazioni e presentazioni ufficiali a parte, la festa vera e propria inizia venerdì 11 gennaio con la “Canünselada” in oratorio e presso numerosi ristoranti della zona (dalle 19), e si conclude domenica 20 gennaio. In mezzo pranzi, cene, degustazioni e tante altre iniziative: mostre fotografiche, tornei sportivi, il rito della benedizione degli animali e persino un annullo filatelico speciale. Il programma completo è disponibile sul sito del Comune di Castelcovati.

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