Lost in the supermarket

Il consumo alimentare sta cambiando, non è una novità, e la grande distribuzione cerca faticosamente di adeguarsi. Se ne è parlato anche all’ultimo Salone del Gusto di Torino, con protagonisti del calibro di Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly. Fra i tanti temi toccati emergono alcune strategie comuni: valorizzare e pubblicizzare meglio le caratteristiche di prodotti e produttori, esportare le eccellenze italiane anche all’estero, adeguarsi anche a prezzi più alti in cambio di una migliore qualità. Scoprite di più sull’interessante dibattito del Lingotto e non dimenticate di leggere anche il nostro reportage dal Salone!

 

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Un Salone a tutta birra

Nel momento in cui scriviamo queste righe, l’edizione 2012 del Salone del Gusto e Terra Madre non si è ancora conclusa: se siete a Torino, avete ancora circa due ore e mezza per assaporarlo (non è mai troppo tardi). Per questo, o forse perché non abbiamo avuto il tempo di scriverlo, attendiamo ancora a pubblicare il nostro reportage dalla più grande manifestazione dedicata al settore alimentare; la più grande e la più visitata di sempre, possiamo dirlo con ragionevole certezza. Qualche appunto sparso: 1) La nuova formula in abbinamento con Terra Madre moltiplica all’infinito le opportunità di assaggio e scoperta di nuovi sapori, troppo per le capacità di un singolo essere umano; 2) Sarà che siamo nell’epoca dell’immagine, ma poter vedere con i propri occhi un alimento e la sua preparazione è spesso ancora più importante che mangiarlo; 3) Se l’esplosione di birre artigianali in Italia e nel mondo continuerà a questo ritmo, tra due anni bisognerà proporre una fusione con l’Oktoberfest…

Non andiamo oltre per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che su Facebook troverete  una rassegna delle migliori foto della manifestazione: dal cacciucco alle danze coreane, passando per i maiali di plastica, è davvero un bel vedere.

Va’, maiale

Ok, lo sappiamo: il Salone del Gusto incombe e da domani ci immergeremo a pieno ritmo nell’atmosfera del festival torinese, di cui abbiamo già raccontato qualcosa nella nostra presentazione (pubblicata anche su VareseNews). Crediamo però che sia opportuno concedere uno spiraglio anche a quei pochi che della kermesse di Slow Food non vogliono neppure sentire parlare: anche per loro, nei prossimi giorni, non mancheranno le occasioni di cedere alla gola. Uno degli eventi più invitanti è “Il Maiale in Tavola… dalla testa… alla coda“, la fiera agroalimentare organizzata da Va Pensiero Viaggi a Busseto, la città di Giuseppe Verdi, nel parmense. La prima “puntata” della manifestazione si tiene sabato 27 e domenica 28 ottobre nel centro storico della località emiliana: da sabato pomeriggio saranno aperti gli stand enogastronomici con prelibati prodotti locali, mentre il clou è previsto domenica alle 15 con la degustazione gratuita del Monsignore, un maxi cotechino da un quintale. La manifestazione tornerà poi a Busseto sabato 1° e domenica 2 dicembre, questa volta all’insegna del Magrone, speciale insaccato realizzato con ritagli di culatello, e del concorso per il cudghèn pù bon (il cotechino più buono).

Talkin’ about a revolution

L’abbiamo aspettato per due anni, ma finalmente il momento è arrivato: tra meno di tre giorni prende il via al Lingotto di Torino la nuova edizione del Salone Internazionale del Gusto, la più grande e completa manifestazione dedicata alle eccellenze gastronomiche, quest’anno per la prima volta in completo abbinamento con Terra Madre. Il che significa che gli incontri delle comunità del cibo di tutto il mondo (agricoltori, allevatori, pescatori…) saranno aperti al pubblico, ma anche che i produttori stessi avranno a disposizione stand dedicati per presentare la loro attività. L’obiettivo è esplicito fin dallo slogan: dimostrare che attraverso l’alimentazione si può cambiare il mondo, inculcando definitivamente nel pubblico (atteso anche stavolta oltre le 200mila unità) il concetto che mangiare è un atto sociale, economico e, perché no, anche politico. Ma siccome dai massimi sistemi si può passare facilmente alle nozioni più terra-terra – la scelta del termine non è casuale – ecco la nostra presentazione in cui troverete ogni possibile informazione, o quasi, sul Salone. E poi naturalmente continuate a seguirci per leggere le nostre corrispondenze da Torino…

La retromarcia del Gambero

Siamo nell’autunno delle guide gastronomiche. In tutti i sensi. Non passa giorno senza che una delle storiche guide alla ristorazione, un tempo severi e intoccabili giudici dei templi dell’alta cucina, scateni qualche polemica devastante: nell’ultima tornata di pubblicazioni (ma attenzione, manca ancora la Michelin…) una buona dose di critiche le ha intascate I Ristoranti d’Italia de L’Espresso, tra l’altro ridicolizzata da Dissapore per la sua recensione della celebre Pergola di Heinz Beck. Nulla, però, in confronto al putiferio causato dal Gambero Rosso, che in un delirio di onnipotenza è riuscito persino a escludere la città di Napoli dal podio delle migliori pizzerie d’Italia. Le indignate proteste delle associazioni di categoria hanno spinto la casa editrice a un ancor più clamoroso dietrofront: il presidente Paolo Cuccia ha annunciato che sarà pubblicata una nuova guida delle pizzerie “con un posto d’onore riservato alla scuola napoletana”. Insomma, una toppa che rischia di essere peggiore del buco… Ma allora il tempo in cui la parola delle guide era legge è davvero finito? A difenderle ci prova Gigi Padovani, nota firma della Stampa di Torino: sarà pure di parte, ma la sua opinione merita sempre di essere ascoltata.

Quant’è bella la tigella

Si fanno scoperte curiose per le vie di Milano: da un’insospettabile e periferica traversa di viale Corsica può sbucare all’improvviso il Tigella’s, locale di chiara ispirazione modenese mescolata con un’indole da fast food. Si mangiano, ovviamente, tigelle e gnocco fritto in quantità davvero industriale, accompagnate da salumi, formaggi e condimenti vari. Malgrado l’arredamento essenziale e i prezzi decisamente bassi, c’è una certa attenzione alla qualità: leggete la nostra recensione per saperne di più.

Intanto, dal lato opposto della città, ci arriva una segnalazione di tutt’altro tenore: in via Solferino ha aperto i battenti Pisacco, ristorante raffinato e trendy che ha l’ambizione di coniugare cucina alta e popolare, con la supervisione dello chef Andrea Berton (ex Trussardi alla Scala). Ci riuscirà? In attesa di una recensione, un nostro… inviato ha scattato qualche foto ai piatti più interessanti: godetevele e, se potete, aiutateci con la vostra opinione!

Very slow food

Nebbia e pioggia non rendono particolarmente attraente la provincia di Pavia nella stagione autunnale, ma a Cilavegna c’è comunque chi aspetta con ansia questo periodo dell’anno. Con buone ragioni, perché è proprio qui che tra ottobre e novembre si organizza la Festa alla Lumaca. “Alla” e non “della” perché la lumaca ha ben poco da festeggiare, dato che finisce in padella in tutte le salse: sotto forma di fonduta di lumache, insalata di lumache, barchetta di lumache con mousse di prosciutto, paté di fegato di lumache, e ancora tagliolini con ragù di lumache, lumache in umido con polenta, spiedini di lumache con crema di porri. Un menu da leccarsi (lentamente) i baffi, che sarà servito in un doppio appuntamento: domenica 21 ottobre e domenica 11 novembre, sempre alle 12.30, presso il Palazzo Aurora. I posti disponibili sono 100 per incontro: per informazioni e prenotazioni (rispettivamente entro il 18 ottobre e l’8 novembre) rivolgersi ad Amedeo Percivalle ai numeri 333-4789985 o 334-5700663 .