Contadini non per caso

30 settembre 2011

Partiamo da lontano: avete mai visto un “centro commerciale naturale”? Se la risposta è no, andate a Sadali, in provincia di Cagliari, dove negozi e imprese si sono riuniti in un’associazione unica nel suo genere, chiamata Su Stangu, per promuovere i cibi genuini e i prodotti del territorio. Questa stessa rete dà vita, da oggi a domenica 2 ottobre, a un evento a sua volta innovativo come S’Incungia: un nome che evoca antiche abitudini, dato che nella tradizione contadina identifica il momento in cui si chiude la stagione di raccolta, tracciando un bilancio dell’anno trascorso e preparando le provviste per l’inverno imminente. In questo caso, però, si va ben oltre la semplice festa di paese: a Sadali, nell’arco dei tre giorni della manifestazione, sfileranno chef internazionali, esperti di Slow Food, artisti e poeti da tutta la Sardegna e non solo. Tra gli appuntamenti più attesi i pranzi e le cene di Cucine Aperte, un estroso mix tra le specialità sarde e quelle internazioniali, e il convegno “Alimentazione e biodiversità“, domenica alle 10.30. Programma completo anche su Facebook.

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Una porchetta per amico

26 settembre 2011

Poggio Bustone è un paesino di poco più di duemila abitanti in provincia di Rieti, ma tutta Italia ha un buon motivo per conoscerlo: è la città di Lucio Battisti, uno degli interpreti più amati nella storia della nostra musica leggera. Pochissimi sanno invece che, negli stessi anni dei primi vagiti del Lucio nazionale, Poggio Bustone dava i natali anche a una manifestazione benemerita come la Sagra della Porchetta, che quest’anno taglia il traguardo della sessantunesima edizione. I due eventi non sono del tutto scollegati, visto che domenica 2 ottobre la manifestazione si svolgerà proprio nel parco pubblico “I giardini di Marzo”, ovviamente dedicato a una delle più note canzoni di Battisti. Il programma è molto semplice: si comincia alle 9 del mattino con stand gastronomici, mostra mercato di prodotti tipici e le note della banda cittadina. Alle 9.30 degustazione di porchetta nella sala medioevale del Palazzo comunale, e dalle 12.30, con l’apertura del ristorante, si possono gustare anche mezze maniche all’amatriciana, patate di Leonessa e pizzola di Morro Reatino.
Come direbbe Battisti: “Cosa voglio di più?”.

C’est fini!

23 settembre 2011

Ebbene sì, la nostra lunga vacanza francese è terminata: sembra ieri, e invece sono già trascorsi più di tre mesi da quando la nostra Reginetta varcava per la prima volta le Alpi per deliziarci con i suoi reportage fotografici e far assaggiare qualche prelibatezza da gourmet anche a chi a Parigi non ci ha mai messo piede. La malinconia è dunque ben giustificata, ma c’è ancora una sorpresa…

…ebbene sì: prima di tornare definitivamente in Italia, anche dal punto di vista virtuale, la nostra inviata ci saluta con un’ultima perla. E’ proprio il caso di dirlo visto che ci troviamo a La perle de Saint Louis, pittoresco ristorantino nel cuore di Versailles, dotato di soli 12 coperti e a conduzione prettamente familiare. Il menu, a base di pesce fresco, varia di giorno in giorno a seconda degli arrivi; i piatti si preparano al momento e l’attesa è piuttosto lunga. Il gioco però vale la candela, per gustare ad esempio l’ottimo assiette nordique (prima foto) o il pesce bianco alla crema di champagne.

Non potevamo che chiudere con un dolce ed ecco, dunque, la splendida mousse au caramel: degno finale di un pasto ricco e anche proporzionalmente costoso, non sotto i 50 euro. Però il personale è molto attento e competente, la carta dei vini fornitissima e d’estate c’è la possibilità di cenare all’aperto. Insomma: ne vale la pena, così come pensiamo sia valsa la pena di seguire il nostro lungo viaggio alla scoperta della ristorazione francese. Se volete una riprova, visitate la pagina Le Coin de Stéphanie per assaporare nuovamente tutti gli arretrati…
Per il momento, au revoir!

Mamma, li francesi!

20 settembre 2011

160.000 persone che si spostano dalla Francia all’Italia possono far pensare a una recrudescenza dell’invasione napoleonica, ma per fortuna le cose non stanno così (almeno per il momento): i “cugini” d’Oltralpe sono venuti in pace, anche se molto, molto affamati. Questa imponente massa di visitatori si è infatti riversata nello scorso weekend a Bra per la nuova edizione di Cheese!, la manifestazione dedicata da Slow Food a formaggi e latticini, che quest’anno aveva come ospite d’eccezione proprio la Francia. La cittadina piemontese ha accolto senza scomporsi i “gastroturisti”, che hanno potuto apprezzare non soltanto i prodotti di casa propria, ma anche quelli locali: grande successo per i nuovi Presìdi Slow Food, come il caciocavallo di Cimìna (Reggio Calabria) del quale sono stati consumati ben 6 quintali, o il formaggio d’alpeggio di Mavrovo Reka, in Macedonia.
Oggi, a chiusura della manifestazione, sono stati premiati i Locali del Buon Formaggio, scelti in tutta Italia tra osterie, ristoranti e negozi; prima della cerimonia, sono state messe all’asta a scopo benefico tre annate speciali (1996, 1997 e 1998) di bitto storico. Il ricavato, oltre 5000 euro, andrà a finanziare il progetto Mille Orti per l’Africa.

A caccia di funghi

19 settembre 2011

Il clima improvvisamente più rigido e l’arrivo delle prime piogge ci fanno ricordare che sta per arrivare la stagione dei funghi, protagonisti per tutto l’autunno di una serie di appuntamenti mangerecci. Uno dei più prestigiosi ha già preso il via nello scorso fine settimana: è la Fiera del Fungo di Borgotaro, in provincia di Parma, che proseguirà sabato 24 e domenica 25 settembre con un fitto calendario di eventi. Gli stand aprono i battenti sabato alle 9, ma oltre ad assaggi e degustazioni sono in programma anche passeggiate e visite guidate, concerti di fisarmonica, una mostra di coltelli e persino una gara di cross country. Per di più, l’iniziativa “A tavola col fungo” consente di gustare menu a tema in più di venti ristoranti convenzionati. Tutte le informazioni sull’evento anche su Facebook.

Un po’ di malinconia affiora inevitabile nello scrivere queste righe: il nostro viaggio tra i colori e i sapori della cucina francese sta per terminare, e anche chi ha potuto “assaggiare” soltanto con gli occhi le specialità transalpine difficilmente potrà reprimere un sussulto di nostalgia. Ma bando ai sentimentalismi e partiamo alla scoperta degli ultimi (o quasi) ristoranti nei dintorni di Parigi…

Ci troviamo ancora una volta a Versailles, precisamente a Le Resto du Roy: nome non casuale perché il piccolissimo locale, con appena 16 coperti all’interno e una trentina all’esterno, gode di una splendida vista sulla reggia. Il prezzo è medio-alto, tra i 40 e i 50 euro, ma il ristorante merita una visita, meglio se all’aperto per godersi il panorama. Il menu è molto limitato, ma i piatti sono ben curati, sia nella presentazione che nell’esecuzione: nella foto il filet de boeuf Chateaubriand poele (in padella) con cipolle al vino rosso, accompagnato da un bicchiere di Crozes-Hermitage delle cantine Guigol.

Cambiamo ristorante ma restiamo in tema “regale”, visto che ci trasferiamo a Le Potager du Roy, sempre a Versailles. In questo caso, per la verità, sembra di fare davvero un salto indietro ai tempi del Re Sole: tappezzeria stile Settecento, sedie in velluto rosso, moquette, posate stile argenteria della nonna e clientela di età media decisamente elevata… Atmosfera a parte, però, la cucina è decisamente casalinga e di qualità, anche se a prezzi medio-alti, tra i 40 e i 50 euro. Il ristretto menu (3 antipasti e 4 pietanze) comprende tra l’altro l’ottimo jou de porc confit et lentilles (guancia di maiale su un letto di lenticchie), il filetto di agnello con verdure e i sorbetti della casa, presentati nel piatto con un foglio di zucchero cristallizzato. Unica pecca è il vino: non c’è la possibilità di ordinare al bicchiere e, se si insiste sull’argomento, si rischia di ottenere un liquido ai limiti della bevibilità…
Per oggi abbiamo concluso, e in attesa dell’ultima puntata del nostro viaggio non dimenticate di visitare la pagina Le Coin de Stéphanie con l’archivio delle tappe precedenti!

Hai voluto la bicicletta?

15 settembre 2011

Mangiar bene è un po’ come andare in bici: una volta imparato, non si dimentica più come si fa. E le due passioni si possono anche coniugare, per esempio con la Mangia, Bevi e Bici, uno degli appuntamenti gastronomici più interessanti del prossimo fine settimana: domenica 18 settembre i cicloturisti di tutta la provincia di Varese, e non solo, si ritroveranno a Ispra per la partenza della pedalata non competitiva. Il circuito si snoda per 31 chilometri tra le colline e il Lago Maggiore: per completarlo ci sono 5 ore di tempo, che non sono poi molte se si considera che lungo il percorso ci sono ben dodici punti di sosta dove assaporare i deliziosi prodotti tipici della zona. Iscrizioni fino a domani alle 12, il costo è di 25 euro per gli adulti e 15 euro per i ragazzi under 15.
Cogliamo l’occasione per ricordarvi che venerdì 16 settembre prende il via anche Cheese!, la manifestazione biennale dedicata da Slow Food al mondo dei formaggi: per chi non potesse recarsi a Bra, la pagina Facebook dell’associazione sarà aggiornata in tempo reale con notizie, foto e video fino a lunedì 19.

Promesse da birraio

15 settembre 2011

Non sarà un evento di rilevanza internazionale, ma l’inaugurazione di un nuovo locale interamente dedicato alla birra la dobbiamo pur segnalare. Il posto, bisogna dirlo, promette bene: si chiama B-Good – Birra e gusto italiano e apre i battenti questa sera, giovedì 15 settembre, in piazza dei Bersaglieri (meglio nota come piazza Mercato). Per valutarlo, naturalmente, aspettiamo di conoscere il menu e, soprattutto, la lista delle birre da assaggiare; per il momento un premio all’idea!

La nostra carrellata tra i ristoranti francesi riprende oggi con un servizio monografico su un noto locale di Versailles che, per la verità, non sembra meritare del tutto questo omaggio. Ma si sa, la vita del cronista è fatta anche di piccole delusioni… e quindi andiamo a documentare questa nuova esperienza culinaria della nostra Reginetta.

Il locale in questione è Le Boeuf à la Mode, che si è guadagnato la fama di ristorante gourmand ma, in realtà, gode di una frequentazione soprattutto turistica. Gli avventori sono attirati con la promessa di una cucina tradizionale e in effetti non mancano i piatti-totem della gastronomia francese: terrine maison, escargot, entrecote, foie de veau, magret de canard (petto d’anatra al miele, nella prima foto) e supreme de volaille (petto di pollo, seconda foto). Forse più originale la millefoglie di pomodoro alla tapenade (una salsa provenzale a base di olive, capperi e acciughe), nella terza foto; ma il servizio è distaccato e poco attento e la qualità dei piatti, spesso freddi e non troppo saporiti, non è certo migliore.

Va meglio con i dolci, anche perché il ristorante propone l’accattivante (anche se poco francese) formula “eat as much as you can” per quanto riguarda i dessert: ecco quindi l’ile flottante (foto in alto) e il riz au lait caramelisé (riso al latte). Il prezzo totale va dai 30 ai 40 euro.Nel complesso, però, il gioco non vale la candela e la qualità della cucina transalpina è meglio cercarla altrove… L’appuntamento, quindi, è alla prossima puntata, e ricordate che troverete tutti gli aggiornamenti precedenti nella pagina Le Coin de Stéphanie!

Doppietta blaugrana

12 settembre 2011

Non parliamo di calcio – almeno per ora – ma delle ultime due recensioni inserite nel nostro sito: entrambe riguardano ovviamente Barcellona e mettono in luce due anime opposte, ma complementari, della ristorazione cittadina. Da una parte c’è il Bar Celta Pulperia, apparentemente un’impresentabile bettola dispersa tra i vicoli del centro e in realtà luogo ideale per assaggiare alcune delle più gustose tapas della zona; dall’altra il Madrid-Barcellona, che strizza l’occhio ai turisti con il suo look raffinato ma al tempo stesso attira gli spagnoli, segno inequivocabile di qualità. Godeteveli entrambi e teneteli presente anche per eventuali trasferte calcistiche!