Dulcis in fundo: concludiamo oggi la prima “infornata” del nostro reportage fotografico dalla Francia (sperando che non sia l’ultima!) e lo facciamo, com’è giusto che sia, con due dessert, che vi presentiamo nelle prossime immagini.

Questa volta in realtà non ci troviamo esattamente a Parigi, ma a Saint-Germain-en-Laye, qualche chilometro a ovest della capitale: per la precisione alla Crêperie Larcher, un vero e proprio tempio per gli amanti delle crêpes, preparate esclusivamente con farina di grano saraceno. Nella prima immagine potete vedere le galettes avec chevre et miel (formaggio di capra e miele), mentre nella seconda spazio a un’esorbitante galette dolce con pera e cioccolato. Il menu, ispirato alla tradizione bretone, propone circa una trentina di farciture differenti, sia per le crêpes salate, sia per quelle dolci. Da leccarsi i baffi!

Restate sintonizzati per ulteriori novità da Parigi e ricordate che potete rivedere tutte le foto finora pubblicate nella sezione Le Coin de Stéphanie del nostro sito!

Verità riVelate

27 giugno 2011

Non molti al di fuori di Varese conoscono la pittoresca e accogliente frazione di Velate, ma quei pochi non si perdono certamente l’appuntamento più gustoso dell’anno: la tradizionale Cotechinata che si è svolta nello scorso weekend, sabato sera e soprattutto domenica per tutta la giornata. Protagonista assoluto il cotechino in tutte le sue forme, ma non sono mancati altri piatti prelibati. Siamo andati sul posto e abbiamo recensito la sagra (con la collaborazione di VareseNews) per la nostra sezione Sagre di una Volta. Gustatevela!

Le occasioni per prelibate degustazioni non mancano neppure in Italia, ma la nostra inviata oltralpe scalpita e allora le concediamo lo spazio che si merita: oggi in offerta speciale tre immagini al prezzo di due, direttamente da Parigi (e dalle immediate vicinanze).

Le due foto qui sopra vengono dallo stesso ristorante: Le Louchébem, che si autodefinisce “la più antica rosticceria di Les Halles”, un quartiere storico di Parigi. Il nome del ristorante significa “il macellaio” in argot (gergo parigino), e in effetti la specialità della casa è la carne alla griglia, ma nel menu si trovano anche le lumache (escargots) e il petto d’anatra arrosto (magret de canard). Altro piatto tipico è il pied de cochon, piedino di maiale impanato o arrosto. Prezzi medio-alti, sui 40 euro totali.

Qui abbiamo un’altra versione dello stesso piatto precedente, ovvero il magret d’anatra arrosto al cassis, questa volta accompagnato da verdure gratinate e da una buona bottiglia di Côtes de Blaye, uno dei più pregiati vini bordolesi. Il tutto è opera del ristorante Au Petit Marquis di Versailles, locale di ottima qualità e prezzi contenuti: circa 30 euro per un pasto completo.
Per ora ci fermiamo qua e vi ricordiamo che troverete il riassunto delle puntate precedenti sulla pagina Le Coin de Stéphanie del nostro sito (in fase di aggiornamento).

Il gusto della vittoria

22 giugno 2011

Ricordate il concorso EatOut Awards tra i locali della provincia di Varese, di cui avevamo dato notizia negli scorsi mesi? Bene, oggi il quotidiano on line VareseNews ci riprova e, dopo aver premiato i migliori fra colazioni, aperitivi, panini, pizze e cibi etnici del territorio, passa ora al cibo estivo per eccellenza: il gelato. Anche in questo caso c’è un intero blog dedicato all’iniziativa (sempre realizzato in collaborazione con il nostro Navigatore Capo); si può votare in due categorie, la migliore gelateria della provincia e il gusto più buono o più originale. Venerdì 24 giugno termina la prima fase, in cui è possibile segnalare liberamente i locali prescelti; dalla settimana successiva si passa alle “eliminatorie” e poi alla finalissima tra i 10 migliori gelati varesini. Il premio finale naturalmente sarà attribuito in settembre, a fine estate…

Eppur si beve

21 giugno 2011

Due indizi fanno una prova? Forse no, ma intanto un altro evento arriva a rompere la quiete enogastronomica del varesotto, e l’artefice è sempre la Condotta Slow Food della Provincia di Varese (la cui esistenza è già di per sé un miracolo). Questa volta il merito va spartito con il birrificio Siebter Himmel di Carnago: puristi della birra artigianale che ospitano due serate speciali interamente dedicate alla bevanda di Gambrinus, giovedì 23 e giovedì 30 giugno. La particolarità sta nel fatto che le birre da degustare sono tutte lombarde, e due vengono dal territorio della provincia: nella prima serata si assaggeranno infatti le creazioni del Bi-Du di Olgiate Comasco e dell’Orso Verde di Busto Arsizio, mentre nella seconda occasione toccherà al Birrificio Italiano di Lurago Marinone (Como) e al Birrificio Lambrate di Milano. Il tutto accompagnato dai piatti a tema proposti dallo stesso locale di Carnago e dal Salumificio Bustese. Il costo delle serate è di 25 euro a persona, 40 per chi si prenota per entrambe. Informazioni allo 0331-1602020.

Paris est toujours Paris, e poco importa che lo stesso valga anche per San Donato Milanese. Un viaggio nella capitale francese ha sempre un sapore particolare, anzi tanti sapori, come confermano le avventure della nostra Reginetta che continua a inviarci le sue corrispondenze dalla Francia. Dove persino un’insalata può diventare un manicaretto prelibato.

Ecco un piatto che gli amanti della cucina transalpina conoscono bene: la tartare, per la precisione 300 grammi di tartare di bovino di razza Charolaise, tagliata al coltello, perfettamente condita e con contorno di patatine fritte. A servirla è l’XXL Café di Versailles, che si caratterizza per l’eccezionale qualità della carne e ha nella poco fornita carta dei vini la sua unica pecca. Prezzo medio intorno ai 30 euro.

L’immagine farà forse inorridire i puristi e di parigino ha soltanto la guida Lonely Planet, eppure è stata scattata in un luogo simbolo della capitale come il Café de Flore di boulevard Saint Germain. Qualità e varietà del cibo non sono un granché, ma i prezzi sono bassi (20 euro) e soprattutto da queste parti sono passate celebrità come Pablo Picasso… merita dunque una sosta per la sua storia più che per motivi gastronomici.
Vi aspettiamo per la prossima puntata e vi ricordiamo che chi avesse perso qualche aggiornamento può comodamente ritrovarlo sul nostro sito, nella sezione Le Coin de Stéphanie.

Continua la serie delle corrispondenze da Parigi, giusto per stimolare un po’ d’acquolina in bocca ai nostri lettori. Questa volta vi proponiamo due piatti a base di carne tipici della cucina francese.

Qui sopra potete vedere un prelibato stufato di agnello alle sette erbe, proveniente direttamente da Versailles: il ristorante è Le Chien Qui Fume, e oltre che per la sua cucina si fa apprezzare anche per un’eccelsa carta dei vini. Il prezzo medio di un pasto completo si aggira sui 30-35 euro.

Nella seconda foto un grande classico della gastronomia francese: il confit de canard, ovvero una coscia d’anatra caramellata dopo una lunga cottura. Ottima e abbondante, così come il puré della casa. Il tutto alla brasserie di Rue de la Roquette, naturalmente a Parigi.
A presto con nuove prelibatezze fotografiche!

Scrivi come mangi

16 giugno 2011

Sabato 18 giugno si celebra lo Slow Food Day, ed è una prima volta assoluta: sembra strano, ma a dispetto di tutti gli eventi organizzati quotidianamente dalla più grande associazione mondiale dedicata all’enogastronomia, nessuno aveva ancora pensato a una ricorrenza dal sapore “globale”. Lacuna colmata in occasione dei 25 anni di Slow Food: tutte le Condotte locali festeggeranno con dibattiti, incontri, degustazioni incentrati naturalmente sul cibo e sul consumo sostenibile. Impossibile riassumere l’intero calendario della giornata, disponibile sul sito dell’evento: tra le manifestazioni più interessanti, il giro in barca Penisola Slow Coast to Coast intorno alla Penisola Sorrentina, il festival letterario Leggere con Gusto a Sciacca e il brindisi che per un giorno unirà Cremona e Auckland, in Nuova Zelanda.
A Milano, oltre al consueto Mercato della Terra, è in programma un convegno molto particolare: Non mangiamoci le parole, ovvero una riflessione sulle modalità con cui i mezzi di informazione affrontano l’argomento “cibo”. Se ne parla dalle 10 alle 12.30 nella sede del Cral in via Bezzecca 24: intervengono, fra gli altri, il Presidente dell’Ordine dei giornalisti Letizia Gonzales e il numero uno di Slow Food, Roberto Burdese.

Il momento di mantenere una delle nostre promesse più impegnative è arrivato: vi avevamo adescato vagheggiando l’idea di sublimi recensioni da Parigi ed ecco, finalmente, la prima puntata del reportage fotografico realizzato dalla nostra inviata, ormai meglio nota come Petite Reine de Versailles. Lo pubblicheremo “a rate” accompagnandolo con brevi commenti, ma non preoccupatevi: nel caso perdeste qualche puntata potrete recuperarlo nell’apposita sezione che metteremo a breve on line sul nostro sito.
Nel frattempo, iniziamo con i primi due succulenti piatti:

Nella foto sopra, potete ammirare una robusta porzione di moules marinières, ovvero cozze alla marinara con patatine fritte: sono quelle del ristorante Leon de Bruxelles di Parigi, un franchising con diverse location nella capitale. Il menu è alquanto semplice: soltanto cozze, in 15 differenti varietà, e una minima offerta di carni. Prezzo sui 20-30 euro complessivi. Malgrado l’ispirazione belga, il locale difetta un po’ nella lista delle birre.

La seconda immagine si riferisce invece al Restaurant Hippopotamus, nei prezzi di Place de la Bastille: anche qui un locale informale ed economico (20-30 euro per un pasto completo) ma in grado di presentare piatti di carne ottimi per cottura e abbondanza delle porzioni. Nello specifico potete “gustare” spiedini di manzo con salsa bearnaise, funghi e fagiolini alla cipolla.
À la prochaine!

Amici DiVini

14 giugno 2011

Mentre i postumi dell’avventura genovese a Terroir Vino si fanno sentire, proviamo a rimettere faticosamente insieme i confusi ricordi di una giornata alla kermesse di Genova. Una manifestazione unica nel suo genere, non tanto per la formula (anche se la possibilità di acquistare in loco è apprezzatissima) né per i nomi dei produttori presenti, ma per l’atmosfera che vi si respira: la sensazione è quella di essere di fronte a un gruppo di amici, accomunati non soltanto dalla passione per il vino, ma anche da interessi, stili di vita, esperienze personali. Ad un evento del genere, alieno da ogni formalismo, persino un critico come Paolo Massobrio può presentarsi agli stand senza essere riconosciuto (forse perché privo del celebre papillon…). In attesa del consueto e organico reportage, accontentatevi di qualche foto sulla nostra pagina di Facebook!