Mozzarella in salone

Nel nuovo Centro Agroalimentare di Salerno è cominciato ieri il settimo Salone Internazionale della Mozzarella e della Dieta Mediterranea, dedicato al prodotto alimentare principe della Campania. Un prodotto troppo spesso al centro di scandali e polemiche, anche recenti, che prova il rilancio con una manifestazione in grande stile: una delle chiavi di lettura è la tutela delle produzioni locali più originali, come la mitica Zizzona di Battipaglia (nella foto). Il Salone è aperto fino a domenica 2 dicembre con i seguenti orari: venerdì dalle 18 alle 24, sabato e domenica dalle 10 alle 24. In programma, tra l’altro, la presentazione del libro “Un p@sto al sole” di Patrizio Rispo e il relativo show cooking (sabato sera), e soprattutto, domenica alle 19, il Campionato del mondo dei mangiatori di mozzarella. L’ingresso è gratuito. Parallelamente, nella vicina Paestum, si svolgono le visite guidate del ciclo Le vie della mozzarella: caseifici, aziende agricole, cantine e musei per scoprire la storia di un prodotto senza eguali.

mozzarella

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Ma è un canto brasileiro

Jazz a Sassari, ma questa volta il mitico Paolo Fresu non c’entra. Il programma della rassegna “(To) be in jazz“, ogni domenica alle 11 dal 2 al 23 dicembre a Palazzo di Città, si concentra sulla musica brasiliana e, quello che più ci interessa, sul… vino: i concerti in calendario, infatti, saranno accompagnati da degustazioni di vini di alcune delle più importanti cantine sarde, come Sella&Mosca, Cantine di SantadiTenute Delogu e Gostolai, e di prodotti tipici del territorio (formaggi e salumi in primis). Sul palco, invece, il duo Bate Boca, il chitarrista Beppe Fornaroli, il progetto “Tre” e infine Roberto&Eduardo Taufic, tutti impegnati a rileggere la tradizione musicale brasiliana, da Chico Buarque a Milton Nascimento. A latere, in programma anche una rassegna di film a tema. Prezzi: 8 euro per i concerti-aperitivo (20 l’abbonamento), 5 per i film. Un brindisi!

A colpi di cassoeula

Un mese di lista d’attesa per trovare posto, se siete fortunati: una cena alla Trattoria Corona di Buscate richiede una certa pazienza, ma possiamo assicurarvi che non andrà sprecata. La leggenda vuole che qui, dispersi nelle nebbie dell’Altomilanese, si mangi la miglior cassoeula dell’intera regione: valutare la veridicità di questa affermazione richiederebbe un confronto assai difficile, anche perché per molti lombardi si tratta del piatto “fatto in casa” per eccellenza. Una cosa è certa: a distanza di quattro anni dalla nostra ultima visita il locale si è dato una rinfrescata, rinnovando un po’ gli arredi, ma la qualità non si è certo abbassata. Leggete la nostra recensione aggiornata: avrete tempo per prepararvi psicologicamente, e quasi altrettanto per digerire…

Diario di Borgo

Spiagge, locali notturni e divertimenti sfrenati: Rimini non è solo questo e le Locuste lo sanno bene, viste le belle esperienze culinarie del passato. La benemerita Osteria dë Börg, uno dei migliori indirizzi della città, è instancabile promotrice di eventi e rassegne a carattere gastronomico, e mette lo zampino anche in quella al via questa sera: Un Borgo da Bere, rassegna di degustazioni vinicole in 10 locali del Borgo San Giuliano, antico quartiere di pescatori da tempo in fase di riqualificazione. Ogni giovedì, fino al 20 dicembre, verranno proposti aperitivi a tema enologico: si comincia proprio stasera, 22 novembre, con “Il giromondo di bollicine” (dal Prosecco allo champagne), per poi continuare il 29 novembre e il 6 dicembre con rossi e bianchi internazionali, il 13 dicembre con diverse varietà di Sangiovese e il 20 dicembre con Nebbiolo, Sassella e Moscato.
Approfittiamo intanto dell’occasione per segnalarvi che abbiamo pubblicato (per i nostalgici…) nuove foto del Salone del Gusto dello scorso ottobre, mentre su Facebook uno dei nostri fan – con i dovuti tempi di recupero – ha pubblicato alcune belle immagini dell’ultimo pranzo stagionale al Crotto da Gusto: buona visione!

Resistere, resistere, resistere (e bere)

La “resistenza” e la protesta sociale, negli strani giorni che viviamo, possono assumere i contorni più inaspettati: persino quelli di una fiera vinicola. Non è uno scherzo né una provocazione, perché La Terra Trema nasce – sotto l’egida di un anarchico del vino, e non solo, come Luigi Veronelli – per rappresentare vignaioli e produttori indipendenti, e promuovere l’idea di un’agricoltura di qualità, legata alla tutela del suolo e del lavoro. A certificare le buone intenzioni degli organizzatori, del resto, basterebbe la sede scelta: lo storico centro sociale Leoncavallo di via Watteau a Milano. Per questa edizione, la sesta, sono quasi 100 i vignaioli “duri e puri” partecipanti, per circa 700 etichette in degustazione; gli stand saranno aperti venerdì 23 e sabato 24 novembre dalle 15 alle 22, domenica 25 dalle 13 alle 20, al prezzo di 8 euro (calice e catalogo compresi). Al termine della manifestazione sarà attribuito, in base ai voti dei visitatori, il premio Roncola d’Oro. Ma non c’è solo vino: tutte le sere (a cominciare da giovedì 22) cene a filiera diretta, ossia con prodotti “a chilometro zero”, e poi dibattiti, incontri, proiezioni e spettacoli musicali dalle 22 a tarda notte.

Dovunque è Legnano

Esageriamo? Ma sì: Legnano capitale d’Italia, almeno di quella del vino. Per tre giorni la cittadina del milanese ha modo di far parlare di sé grazie all’evento organizzato dall’enopub Il Barbaresco, che ripropone per il secondo anno di fila la riuscita rassegna Barbavino. In programma tre “percorsi degustativi” tra i vini di tutte le regioni, uno per ciascuna serata del weekend: venerdì 16 novembre dalle 19 all’1 in scena cinque cantine di Liguria, Sardegna, Veneto, Puglia e Romagna, sabato 17 tocca a Umbria, Friuli, Abruzzo, Piemonte e Trentino e domenica 18  (stavolta dalle 18 a mezzanotte) è la volta di Toscana, Emilia e Sicilia. L’ingresso ha un costo di 12 euro a persona comprensivi di calice di degustazione e tracolla portabicchiere. Insieme al vino, salumi e formaggi tipici dei territori rappresentati. Ma non è finita: ogni sera il locale legnanese proporrà anche 5 differenti menu da tre portate, ciascuno abbinato ai vini di uno dei produttori presenti.

I dispiaceri della carne

Sempre sulla scorta dell’ultimo Salone del Gusto, continua fonte di ispirazione, vi proponiamo un documentario inquietante che però non dovrebbe mancare nella videoteca di nessun appassionato di gastronomia. A Torino lo abbiamo visto in pochissimi, ma LoveMEATender (titolo da Oscar) merita una diffusione ben maggiore per i temi trattati e l’approccio utilizzato. Non preoccupatevi: non si corre il rischio di diventare vegetariani, ma certo il film stimola una seria riflessione sulle logiche produttive del settore alimentare e, soprattutto, sulla pratica dell’allevamento intensivo. Leggere la nostra recensione per credere!