Chi non beve con me…

Se non avete mai voluto ammettere la vostra natura di alcolisti (più o meno anonimi), sta per arrivare l’occasione buona per mettere in scena il vostro “coming out” e farci pure una bella figura: il merito è del Potus Culture di Gallarate, un locale che fin dal nome manifesta la sua vocazione alle bevute compulsive. Per tutto il prossimo mese, da domenica 1° aprile fino a martedì 1° maggio, nel bar di via Castelli si svolgerà la Potus Spritz League: un campionato molto particolare in cui vince chi beve di più (spritz, naturalmente). Tutti i drink ordinati verranno sommati in una speciale classifica individuale che premierà ogni settimana i fortunati vincitori con… ulteriori bevute gratis; alla fine del mese i migliori riceveranno altri ricchi premi, tra cui una t-shirt in edizione limitata. E visto che il locale è molto frequentato dai cestisti della zona, c’è anche una classifica a parte per sole squadre di basket. Magari di “culturale” non c’è molto, ma vale la pena di partecipare!

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Succede solo da “Mec” Donald’s

Ivan Puddu ci riprova. Nel 2010 aveva sfidato la più famosa multinazionale del fast food lanciando a Santa Maria Navarrese, un paesino dell’Ogliastra, il suo negozio di prodotti tipici con il nome “Mc Puddu’s“. Ovviamente quelli della Mc Donald’s non l’avevano presa bene, imponendo all’imprenditore di cambiare insegna, e altrettanto ovviamente la notizia non ha fatto altro che aumentare esponenzialmente la popolarità dell’esercizio, prima italianizzato in “De Puddu’s” e poi definitivamente rinominato “Mec Puddu’s“. Ora il furbo Ivan, che della vertenza, pur recitando la parte della vittima, è stato sostanzialmente il vincitore, ci riprova: il 9 marzo è stato inaugurato il nuovo Mec Puddu’s a Cagliari, in via Sassari 136. Non proprio un fast food, ma un indirizzo dove gustare i prodotti della gastronomia tradizionale sarda in poco tempo e a prezzi contenuti (6-8 euro). Insomma un’alternativa isolana al Mc Donald’s, sulla scia di quanto fatto in Piemonte dal M**Bun, anch’esso “censurato” dagli avvocati…

Assenze giustificate

Gravissima assenza quest’anno al Vinitaly di Verona, ma niente paura: non c’entrano la crisi e il crollo dei consumi, l’assenza in questione è la nostra! Dopo numerose edizioni siamo stati costretti a dare forfait e disertare l’appuntamento enologico più importante dell’anno, anche se c’è una valida motivazione: la scoprirete con il prossimo aggiornamento – davvero sorprendente – del nostro sito.
Nel frattempo, ci consoliamo con gli ottimi risultati ottenuti dalla fiera stessa (più di 80.000 visitatori nei primi due giorni, un record), ma soprattutto con quelli di una ricerca di mercato realizzata in collaborazione con Unicab e presentata proprio a Verona. L’argomento è il consumo di vino fuori casa e uno dei verdetti più sorprendenti è che i giovani sotto i 35 anni sono disposti non solo ad acquistarne di più (il 48,5% nei ristoranti, il 16,1% al bar e il 15,3% nelle enoteche) ma anche a pagarlo a prezzi sensibilmente più elevati: il 43,7% dei consumatori tra i 15 e i 34 anni spenderebbe fino a 30 euro per una bottiglia, mentre tra gli over 35 la percentuale scende al 22,9%. Altro dato interessante (per noi) riguarda l’incidenza del vino sul conto finale di una cena: al ristorante la bottiglia pesa per il 21,4%, al bar per il 30,6%, in entrambi i casi in netto calo rispetto al 2009.
I risultati completi della ricerca sono disponibili a questo link.

Vittoria fuori casa

Il mistero del sito scomparso pare essersi risolto: ieri ne avevano parlato in molti, tra cui anche noi, oggi finalmente Vinitaly.com è tornato on line, e meno male, visto che mancano meno di tre giorni al via della rassegna di Verona. Dove si parlerà, tra l’altro, del consumo di vini al ristorante, in netto calo negli ultimi anni, forse per via della crisi o delle pesanti restrizioni imposte dal codice della strada. “La riduzione delle liste dei vini – dice però Franz Botré, direttore di Spirito diVino – è da imputare anche alla scarsa professionalità di alcuni ristoratori, che conoscono poco e male la materia e si fanno guidare dai consigli, sempre interessati, degli agenti di commercio”. Se ne discuterà anche al Vinitaly in una serie di workshop coordinati da Marco Gatti, tra lunedì 26 e mercoledì 28 marzo.
Sempre “fuori casa” arrivano però anche grandi soddisfazioni per il vino italiano, che conquista una quota del 24,3% del mercato mondiale: il dato, che presenta un incremento del 2,5% rispetto all’anno precedente, è contenuto in una ricerca presentata dall’Oiv a Parigi, che conferma anche il primo posto dell’Italia tra i paesi esportatori.

Where is Vinitaly?

Ci tocca davvero scrivere il solito post di riepilogo sul Vinitaly, parlandovi dell’esorbitante numero di visitatori da tutto il mondo, delle nuove date della fiera (da domenica 25 a mercoledì 28 marzo), dell’aumento dei prezzi e delle dichiarazioni ottimistiche degli organizzatori? No. Per fortuna, quest’anno, gli organizzatori della kermesse di Verona hanno pensato davvero a tutto e ci permettono di uscire dalla solita routine con un vero e proprio coup de théâtre. Guardate, infatti, cosa appare nel browser digitando, a meno di quattro giorni dall’inizio della manifestazione enologica più seguita al mondo, l’indirizzo del sito ufficiale www.vinitaly.com:

Diciamo subito che il dominio .it, per fortuna, è ancora attivo e funzionante. Però sui motori di ricerca il .com è il primo, se non unico, risultato della lista. Resta quindi il mistero sulle ragioni di questo improvviso black out: attacco hacker? Svista clamorosa? O semplicemente il primo di aprile che si avvicina?

Si taglia con un grissino?

Diciamo la verità al supermercato spesso il consumatore fa la figura del tonno, cadendo vittima di scatolette con indicazioni troppo generiche e dal contenuto incerto. Il tonno in scatola può anche essere un prodotto di alto livello, ma nella sua versione da grande distribuzione si presta sicuramente a contaminazioni più o meno consapevoli: per questo Greenpeace ha commissionato un’indagine sulla sua filiera di produzione, non a caso intitolata “Tonno in Trappola“. I risultati sono parzialmente soddisfacenti, nel senso che molti dei marchi esaminati si impegnano a esporre in etichetta, entro il 2012, indicazioni precise sul luogo di provenienza della materia prima e sui metodi di pesca utilizzati; le prime in classifica sono Asdomar, che offre in assoluto il prodotto più “sostenibile, e Mareblu, che ha appena annunciato una serie di misure per salvaguardare le ricchezze del mare. Rio Mare, il tonno più venduto in Italia, è terzo in graduatoria ma resta sotto accusa per non essersi impegnato a eliminare totalmente i metodi di pesca distruttivi (per ora solo il 45% dei prodotti sono certificati in questo senso): per questo la stessa Greenpeace ha lanciato una petizione da firmare on line e inviare all’azienda.

Brindisi tra titani

Avete sempre sognato una degustazione di birra (e cucina) con i due più grandi esperti nazionali del tema, impegnati in un serrato confronto a colpi di boccale? Bene, la possibilità di provare questa ebbrezza – è proprio il caso di dirlo – l’avrete sabato 31 marzo all’enopub Il Barbaresco di Legnano: ai tavoli del locale si siederanno nientemeno che Luigi “Schigi” D’Amelio e Lorenzo “Kuaska” Dabove, le massime autorità italiane in campo birrario. Saranno loro i protagonisti dell’incontro-degustazione “Il supplente diventa insegnante di ruolo (quando la birra supera il vino)”, sesto appuntamento con il ciclo Birra e Cibo: i due “maestri” hanno selezionato 8 birre da abbinare al menu della serata, composto da carne salada con verdurine in carpione, crespelle agli asparagi, ricotta e guanciale, arrostino di maiale alle mele e mousse al cioccolato fondente. Il tutto ha un costo decisamente abbordabile: 30 euro a persona. Per informazioni e prenotazioni contattare la mail labottega@barbarescoenopub.it o il numero 0331-455907.

(Foto dal sito www.kuaska.it)