Una cassa di Rurale

28 febbraio 2014

Ricorderete certamente la prima cena birraria organizzata un mese fa dall’enopub Il Barbaresco di Legnano, e se non la ricordate rinfrescatevi la memoria con il nostro reportage. Ve ne riparliamo perché questa sera, venerdì 28 febbraio, l’appuntamento si rinnova: stavolta il locale legnanese ospita Lorenzo Guarino, titolare del pluripremiato Birrificio Rurale, che presenterà in prima persona le sue creazioni abbinate a quattro piatti da leccarsi i baffi. Nel dettaglio: battuta di carne cruda con Seta Special, risotto giallo alla milanese con Reset, maialino da latte arrosto con Terzo Miglio e tiramisù fondente con Blackout, il tutto per 28 euro a persona. Non chiedeteci se ci sono ancora posti liberi, perché non lo sappiamo: piuttosto visitate la pagina dell’evento su Facebook o, meglio ancora, contattate il numero 0331-459630 per ulteriori informazioni. Dovesse andar male, non disperate: il 28 marzo tocca al birrificio Brewfist…

rurale

Tiriamocisù il morale

27 febbraio 2014

La notizia del giorno non ha purtroppo nulla di piacevole: a Treviso sta per chiudere i battenti dopo 76 anni di attività il ristorante “Alle Beccherie”, noto soprattutto per l’invenzione di uno dei dolci italiani più amati nel mondo, il tiramisù. E pensare che, nella nostra totale ignoranza, solo da pochi giorni avevamo scoperto l’origine trevigiana di questo celeberrimo dessert… Per addolcirvi un po’ la pillola, eccovi subito un altro indirizzo dove gustare un tiramisù coi fiocchi: basta uscire dal capoluogo e percorrere una ventina di chilometri fino a Nervesa della Battaglia, dove sorge il ristorante La Panoramica. E se il dolce – davvero ottimo – non ha nulla da invidiare all’originale, aspettate di assaggiare il resto: gnocchi di patate e zucca con radicchio e ricotta fumé, filetto di maiale al Carnia vecchio e funghi, per non parlare degli eccellenti vini della cantina Serafini & Vidotto… Leggete la nostra recensione completa e preparatevi all’acquolina in bocca!

tiramisu

 

Ti voglio bene Denzel

25 febbraio 2014

Nella città che ha dato la fama ai paninari, è forse inevitabile che i recensori si scatenano alla ricerca del miglior hamburger possibile: la rete pullula di classifiche, tra le più attendibili questa e quest’altra. Noi non siamo titolati a esprimere un giudizio, almeno per quanto riguarda Milano, ma un motivo ci deve essere se in tutte le graduatorie trova posto lo stesso ristorante; e il motivo non può essere solo il nome, anche se l’abbinamento tra l’insegna Denzel e l’indirizzo in via Washington è difficilmente migliorabile. Nonostante le apparenze, il locale non ha nulla di “ammerigano”: al contrario, è israeliano al cento per cento, e le specialità alla griglia si mescolano a prelibatezze mediorientali (rigorosamente kosher). E non ha nulla neppure del fast food, tantomeno il conto. Leggere la nostra recensione completa per credere.

denzel

Se siete fan di Federico Fellini oggi è il vostro giorno fortunato: correte a Rimini entro questa sera (venerdì 21 febbraio) e cominciate a pregustare la magica serata A tavola con Fellini, organizzata dal ristorante La Marianna. Un’occasione veramente imperdibile perché oltre a riproporre le ricette tradizionali di Maddalena, sorella del regista, la trattoria riminese offre l’opportunità di incontrare dal vivo l’adorata nipote di Federico, Francesca Fellini, che alla cucina di famiglia ha dedicato un libro. L’autrice presenterà personalmente tutti i piatti della serata a partire dalla “prefazione” dedicata all’antipasto più essenziale e genuino possibile: la rosetta con la mortadella. Seguiranno alicette agli agrumi, lumachine di mare, tagliatelle con vongoline dell’Adriatico, brodetto e mele alla crema, tutte pietanze amatissime dall’autore di 8 e 1/2 e Amarcord. Il menu completo costa 38 euro, bevande incluse, e comprende anche una copia del libro in omaggio ogni due partecipanti. Per informazioni e prenotazioni telefonare al numero 0541-22530.

fellini

In casa c’è più gusto

18 febbraio 2014

La scorsa settimana siamo tornati per ben due volte sul luogo del delitto: sul nostro sito potrete leggere gli aggiornamenti di due recensioni abbastanza fresche, quelle della Cascina Barcella di Robecco sul Naviglio (dove abbiamo festeggiato il compleanno della nostra Responsabile del Controllo Qualità) e del Bistrot Chez Nous, il minuscolo locale di Battuda in cui abbiamo gustato un delizioso menu a base di tartufo. Oggi però vi parliamo di una novità assoluta nel nostro database: il ristorante Sapori di Casa, un’oasi di tranquillità nel quartiere Isola di Milano. Nulla di eccezionale, intendiamoci: un locale alla mano e senza pretese (una rarità per il capoluogo lombardo) in cui assaggiare piatti semplici e abbondante carne alla brace. A voi la nostra recensione completa!

saporidicasa

Una montagna di gusto

14 febbraio 2014

Riprende a Busto Arsizio il ciclo di “aperitivi regionali” organizzati dalla cooperativa Bontà EQUAlità Onlus con la collaborazione della Condotta Slow Food della provincia di Varese: ogni appuntamento è dedicato alle specialità di una zona d’Italia. Questa volta, però, si va oltre i confini delle singole regioni: sabato 15 febbraio l’aperitivo sarà incentrato sui “Sapori di montagna“, con delizie gastronomiche provenienti da Trentino e Alto Adige, ma anche dalla Lombardia. Qualche esempio? Pizzoccheri, canederli, polenta taragna, stinco alla tirolese, wurstel, e poi ancora puzzone di Moena, casera, speck, lonzino al ginepro, strudel di mele. Anche i vini naturalmente sono a tema: cosa c’è di meglio di un Marzemino o un Nosiola per brindare alle medaglie olimpiche dei nostri sportivi altoatesini? A tutti i partecipanti, inoltre, sarà offerto un bicchiere di vin brulé. Si comincia alle 18 presso la sede della Cooperativa in via Lonate 88: l’ingresso costa 9 euro a persona.

canederli

 

Dieci anni di Identità

13 febbraio 2014

Volete sapere com’è andata l’edizione 2014 dell’attesissimo festival Identità Golose, organizzato come ogni anno a Milano da Paolo Marchi? Fareste meglio a non chiederlo a noi, che per ragioni di tempo e di agenda abbiamo assistito solo a una piccola parte degli eventi e degli incontri in programma. Del resto, la rete è piena delle variegate reazioni suggerite a critici e appassionati da questa altolocata kermesse: si va dal deliquio al disgusto (imperdibile come al solito il post di Valerio Visintin). Se proprio ci tenete ad avere anche il nostro punto di vista, eccovi un succinto – ma non abbastanza – reportage: scoprirete che in Italia aprire un ristorante è “impossibile” e che il “km zero” è stato sostituito dal “km buono”, ma godrete anche della compagnia di creature scabrose come l’Ucelut, la pasta nuda e il lumanzianu (speriamo di averlo scritto correttamente). Se invece alle parole preferite le immagini, ecco una selezione di foto da Identità Golose e dal contemporaneo Milano Food & Wine Festival. Alla prossima edizione!

identità

Farinetti al prezzemolo

12 febbraio 2014

Sarà il gran parlare che si fa – finalmente – di alimentazione o il nuovo corso politico che avanza: sta di fatto che Oscar Farinetti è ormai l’uomo ovunque. Letteralmente: puoi incontrarlo la mattina ad annunciare al Circolo della Stampa di Milano il contestatissimo FICO, enorme polo agroalimentare in progetto a Bologna (chi non l’avesse ancora fatto legga il velenoso articolo del Fatto Quotidiano), e poi ritrovarlo la sera a Identità Golose, intento a presentare il suo ultimo libro “Storie di coraggio“, un viaggio alla scoperta di 12 grandi del vino italiano. Il Vate di Eataly liquida così le contestazioni: “Bisogna smettere di lamentarsi e non fare gli anti ma i pro“. Una battuta tranchant caratteristica del personaggio, che non disdegna le prese di posizione discutibili: i puristi della piccola agricoltura, per esempio, non apprezzeranno il suo giudizio sui grandi marchi come Barilla, Ferrero o Mutti, “prodotti di altissima qualità che sono orgoglioso di vendere nei miei negozi”. Ma Farinetti è un fiume in piena e di spunti di riflessione, come sempre, ne sforna a dozzine: “Bisogna pensare locale e agire globale, il contrario di quello che ci dicevano studiando Economia. Il vino? Nei prossimi anni dovrà essere il motore di tutte le esportazioni italiane nel mondo, e la sfida non è aumentare la produzione, ma il livello dei prezzi”. La crisi non è un problema, anzi: “Per i giovani è un grandissimo colpo di culo essere nati in un periodo così. Non trovare lavoro ti obbliga a fare impresa, e da questo l’Italia risorgerà. Bisogna investire sull’agricoltura, non solo sulle materie prime, ma sulla filiera completa”. Il tema più ricorrente nelle domande degli intervistatori è però ovviamente la politica, e anche qui l’Oscar nazionale ha una sentenza fulminante: “Sono ottimista, nel nostro futuro c’è la crescita. Cresceremo se avremo gente in gamba che ci guida, ma cresceremo anche con questi qua, perché i numeri ci obbligano!”.

farinetti

Si dice che Napoleone Bonaparte preferisse i generali fortunati a quelli bravi. Di certo fortunato lo era lui stesso, se consideriamo tutti gli ottimi ristoranti in cui si trova traccia del suo passaggio… Uno, celeberrimo, è a Berlino, un altro lo abbiamo scoperto recentemente a Rio Saliceto, provincia di Reggio Emilia, in località Osteriola (e già il toponimo dice tutto). Per la verità il condottiero francese, durante la Campagna d’Italia del 1796, aveva probabilmente motivazioni diverse da quelle culinarie per fermarsi da queste parti, ma non sottilizziamo: oggi quest’angolo di Pianura Padana è noto soprattutto per le prelibatezze dell’Osteria sul Naviglio, un locale all’antica e un po’ rustico nel quale passare un paio d’ore all’insegna della cucina emiliana. Regna sovrano lo gnocco fritto (sì, lo sappiamo: si dovrebbe dire “il”), ma anche primi e dolci si fanno apprezzare, e i modi burberi dei gestori fanno parte dello spettacolo! Scoprite di più leggendo la nostra recensione completa

riosaliceto

Stappa stappa dai

7 febbraio 2014

Ci risiamo: Milano perde il pelo ma non il vizio. E continua a proporci ristorantini alla moda, tanto bianchi e minimalisti che – viene da pensare – starebbero molto meglio vuoti, anziché invasi da sciami di clienti affamati. Per fortuna l’aspetto non è tutto e il Cavabusción, oltre che per il simpatico nome dialettale (“cavatappi”, per chi non lo sapesse), si distingue anche per qualche aspetto più strettamente gastronomico: piatti rielaborati intelligentemente e senza strafare, presentazione curata, vini selezionati con perizia. Al momento del conto si ricade nel vortice cittadino, d’accordo, ma per fortuna non si arriva ai livelli “apprezzati” altrove. La nostra recensione completa entra nel dettaglio di pietanze e invenzioni, voi segnatevi questo indirizzo.

cavabuscion