Se fai come Simone…

Ogni tanto serve un test per la vecchia “regola del Crotto”: se il ristorante è difficile da raggiungere, molto probabilmente ne vale la pena. Un principio confermato anche nel caso dell’Agriturismo Da Simone di Calolziocorte, che per la verità non è poi così lontano dalla civiltà (anzi, si trova a pochissimi chilometri da Lecco) ma per essere trovato, nascosto com’è tra boschi e tornanti, richiede comunque una buona dose di fortuna. Gli sforzi sarebbero ripagati anche soltanto dall’eccezionale veduta sul Lago di Como e sui dintorni, ma c’è di più: casonsei e polenta, cinghiale e pizzoccheri, insomma tutte le prelibatezze che un amante della cucina montanara non può farsi mancare. Anche a costo di mettere a dura prova la digestione. Ecco la nostra recensione completa per saperne di più!

simone

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Una risata vi sazierà

L’idea è tanto semplice quanto suggestiva: foodblogger invitati a una cena molto speciale, preparata dallo chef Marco Bovio (“La Crusa dal Ga“), a patto di parlare dell’evento sui mezzi a loro disposizione. Marketing? Sì, ma benefico: l’iniziativa fa parte del progetto Fatti una Risata, ideato dall’associazione Quelli del Sabato che da anni è attiva nella formazione e nella valorizzazione dei lavoratori diversamente abili. E la cena sarà un’occasione per promuovere “la crescita di una solidarietà sociale, basata non più sull’assistenzialismo ma sul coinvolgimento attivo dei diversamente abili nella società e nel mondo del lavoro”. Gli organizzatori si sono posti l’obiettivo di individuare, in 5 giorni, 5 foodblogger disposti a dare voce al progetto, e sono pienamente riusciti nell’intento: sabato 27 luglio a Bellinzago Novarese ci saranno tra gli altri David Marchiori di Panorama, ma anche L’ennesimo blog di cucinaFoodeskine. Buon appetito a tutti!

fattiunarisata

Chef in Trip

Abbiamo tutti ben presente la battaglia in corso ormai da anni tra i ristoratori e i servizi di recensioni on line come l’onnipresente Trip Advisor, e le prese di posizione sempre più feroci (o sarcastiche) degli chef contro gli anonimi “demolitori” dei loro piatti: ricordiamo, tanto per fare due esempi, le invettive di un focoso gestore viterbese o la provocazione di un noto locale di Ferrara. Al tempo stesso però è ormai evidente che l’intreccio tra i ristoranti e la rete, e i social network in particolare, sta diventando ineludibile: se ne è parlato per esempio alla Social Media Week milanese, o al più recente appuntamento con Social Gusto.
Il fatto nuovo è che sempre più operatori del settore stanno prendendo coscienza dell’importanza di un rapporto sereno e collaborativo con la rete, e anche le associazioni di categoria dicono la loro: tra queste la Confesercenti Bergamo, che ha lanciato la campagna “Fai sentire la tua voce” invitando i ristoranti della provincia a creare una propria finestra su Internet per tentare di governare il passaparola “virtuale”, anziché limitarsi a subirlo. La Confesercenti mette anche a disposizione uno sportello di consulenza agli imprenditori che vogliano affrontare i primi passi nella rete. “Non ha senso esporre cartelli “No Tripadvisor” – dice il presidente provinciale Roberto Amaddeo – occorre affrontare la realtà, capire le possibilità strategiche di informazione e pubblicità che ci sono dietro i social network. La paura delle critiche è perdente”. Come parte in causa, non possiamo ovviamente che essere d’accordo, ma ci sembra che ci sia abbastanza carne al fuoco per scatenare un bel dibattito…

V per Visintin

Vi avevamo parlato qualche tempo fa della curiosa presentazione “in maschera” dell’ultimo libro di Valerio M.Visintin, noto (e al tempo stesso ignoto) critico gastronomico del Corriere della Sera. Ora, nell’apposita sezione del nostro sito dedicata ai Libri, abbiamo pubblicato come promesso la recensione dello stesso libello, Osti sull’orlo di una crisi di nervi: una lettura che ci sentiremmo di consigliare a tutti anche solo per il suo potere catartico, visto che il volume costituisce prima di tutto un pot-pourri di frecciate e stroncature nei confronti di tutto quanto fa ristorazione in Italia e in particolare a Milano, campo d’azione dell’autore. Attenzione, però, non si tratta semplicemente dello spirito di cupio dissolvi tanto in voga negli ultimi tempi: Visintin indossa la “maschera di V” ma lo fa con impagabile ironia e con l’intento, più che di distruggere, di segnalare guasti e distorsioni del sistema. Insomma, leggete la nostra recensione e naturalmente il libro!

osti

Pesce da Marcello

Da un ristorante sulla spiaggia in genere non ci si attendono grandi cose, ma se la spiaggia è quella di Portonovo, perla della Riviera del Conero a due passi da Ancona, è meglio rivedere le proprie aspettative. Al rialzo. Da queste parti, infatti, il ristorante Il Laghetto (ma tutti lo conoscono come “Marcello”) si vanta da decenni di offrire non soltanto un’atmosfera inappuntabile, malgrado la clientela in bermuda e infradito, ma soprattutto una cucina di mare di prima qualità. Anche i prezzi per la verità sono fuori scala (primi sopra i 10 euro, per i secondi si superano i 20) ma Marcello ha parecchie frecce al suo arco per farsi perdonare, come i prelibati moscioli (rari mitili selvatici) o gli speciali ciavattoni allo scoglio. Leggete la nostra recensione completa per tutti i particolari… e dite la vostra!

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Per brevità chiamato Artista

Gabriele Galantara è uno dei più celebri disegnatori satirici e caricaturisti italiani, noto soprattutto per aver fondato alla fine dell’Ottocento la rivista “L’Asino“, che prosperò fino agli anni Venti del secolo successivo. Lo pseudonimo che aveva scelto per i suoi lavori era Ratalanga, il che la dice già lunga sul suo dissacrante senso dell’umorismo. Perché ne parliamo qui? Semplice: Galantara è ancora oggi il personaggio più celebre di Montelupone, splendido borgo medioevale della provincia di Macerata, e proprio a lui è dedicato il ristorante La Taverna dell’Artista (al cui interno sono esposte anche alcune opere originali del disegnatore). I motivi di interesse del locale, comunque, non finiscono qui: nell’enciclopedico menu trovano posto, a prezzi contenuti, un po’ tutti i grandi classici della cucina locale, dai vincisgrassi agli arrosticini di agnello, e anche piatti più originali come la tagliata di petto d’anatra all’arancia. Per saperne di più leggete la nostra recensione!

vincisgrassi

 

Stasera suona per noi

A Castelfidardo, patria della fisarmonica, anche i ristoranti non possono che ispirarsi al celebre strumento musicale, protagonista tra l’altro di un grande festival nel mese di luglio. La sorpresa è invece trovare, al timone dell’Osteria della Fisarmonica, due bresciane DOC come Laura Pola e la figlia Camilla; è però l’unico elemento “straniero” in un locale per il resto devoto al recupero dell’eccellente tradizione culinaria marchigiana, con una particolare predilezione per le carni (vitellone, agnello, oca, faraona). Anche la location è incantevole, ma d’altronde da queste parti è difficile sbagliare… Scoprite il resto leggendo la nostra recensione completa!

castelfidardo