Ande e bevande

16 settembre 2016

Sarebbe buona regola non recensire un libro prima di averlo letto, ma le Locuste, si sa, amano trasgredire. E così, in attesa di sfogliare di persona “Divino Andino“, ci siamo già lasciati conquistare da questo racconto di un viaggio in quattro paesi del Sudamerica, per la precisione Perù, Bolivia, Argentina e Cile, guidato in sostanza da una sola bussola: il vino! Ovvio che il romanzo – perché di tale si tratta – di Francesco Antonelli ci abbia colpito soprattutto per motivi autobiografici: due anni fa, di questi tempi, anche noi pianificavamo un memorabile viaggio agli antipodi, annaffiato da parecchio Malbec e concluso con una significativa tappa a Mendoza… ma le analogie si fermano qua: il percorso di Antonelli, datato 2013, è durato ben quattro mesi e mezzo ed è coinciso con una radicale scelta di vita. Tornato in Italia, infatti, l’autore ha deciso di abbandonare il suo lavoro di informatico e aprire un’enoteca a Ravenna: lo potrete incontrare lì oppure, forse più facilmente, mercoledì 21 settembre alle 19 allo spazio Open di Milano (viale Monte Nero 8), dove si terrà la presentazione del libro. Per il momento accontentatevi della recensione, che troverete nella sezione Libri del nostro sito!

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Siamo ormai giunti alla fine del nostro tour virtuale dell’Argentina (quello reale, ahinoi, è terminato ormai più di due mesi orsono) ma, prima di tornare alle tavole di casa nostra, ci teniamo a lasciarvi con un finale pirotecnico. Le ultime due recensioni provengono da due località che non potrebbero essere più differenti tra loro: la prima è la sorprendente Mendoza, trasformata dal business del vino (ovviamente Malbec) in una frequentatissima e vivace meta turistica, dove abbondano i locali trendy e accattivanti di cui il Patancha è un perfetto esempio. L’altra, diametralmente opposta, è la cittadina di Vicuña Mackenna, sperduta nella pampa a 500 km dalla stessa Mendoza e altrettanti da Buenos Aires, eppure capace di sfornare un ristorante dal piglio sperimentale come il curioso Sabores.
Qui terminano – almeno per ora! – le nostre scorribande sudamericane, ma se volete ripassare l’argomento non possiamo che consigliarvi di consultare la nostra mini guida all’Argentina gastronomica e, naturalmente, di rileggere le nostre recensioni nella sezione Ristoranti del sito.
Hasta luego!

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Pro Locro

7 gennaio 2015

Ferie finite per tutti, anche per il blog. Non che le Locuste, in questo periodo, siano state con le mani in mano: le feste natalizie, come sempre, sono state caratterizzate dall’appuntamento con la nuova edizione di Ora ProSciutto, accolta da un grande successo di pubblico. E non sono mancate le occasioni per rimpinguare ulteriormente il nostro database di recensioni, con scorribande culinarie dalla Sardegna a Roma.

Parallelamente continuiamo però a erudirvi sul viaggio che, ormai due mesi orsono, ci ha portato nel cuore dell’Argentina: questa volta vi offriamo ben tre locali al prezzo di uno, tutti a Cordoba o negli immediati dintorni. Seguiteci nel modesto Bar San Carlos per immergervi nella tradizione delle griglierie popolari, o nell’ancor più piccolo La Candela per scoprire il locro, una specialità contadina povera ma sostanziosa. Infine vi porteremo nel pieno delle sierras cordobesi, sulle rive di un magnifico lago artificiale, per gustare le saporite trote del Portal del Lago. Può bastare? Forse sì, ma se avete perso l’orientamento, ecco tutti i ristoranti di Cordoba in una sola pagina!

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Los Cordobeses

20 dicembre 2014

Abbiamo già fatto notare come le città dell’Argentina appaiano decisamente “europee”, sia per l’aspetto esteriore sia per gli abitudini e i ritmi di vita dei loro abitanti. A chi proprio non riuscisse a fare a meno di un tocco di esotismo, si può consigliare di visitare Cordoba: la seconda città del paese, e probabilmente la più turbolenta e caotica (può anche capitare di ritrovarsi improvvisamente per una mezz’ora al buio a causa di uno dei frequenti blackout). Non stiamo certo parlando di Lima o Caracas, ma una visitina alla zona a nord del centro e, in particolare, al frequentato Mercado Norte può restituire una buona immagine di una città vitale e un po’ confusionaria. Proprio all’interno del mercato si trovano anche diversi ristorantini come La Cocina de Fazzio, specializzato in pesce e frutti di mare freschi: l’ideale per variare un po’ la dieta… Per il resto, invece, la carne alla griglia regna come sempre sovrana: ne è un esempio lo spartano ma economicissimo “fast food criollo” chiamato Campestre, nel quartiere di Nueva Cordoba. Nei prossimi giorni pubblicheremo altre recensioni dalla città argentina: le troverete a questo link!

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Locuste per agnelli

12 dicembre 2014

Come promesso proseguiamo il nostro viaggio nella cucina argentina, spingendoci anche oggi fino alle lande estreme della Patagonia, nella cittadina di El Calafate. La particolarità di questa zona è che finalmente il manzo alla griglia abbandona la sua leadership nell’alimentazione di tutti i giorni… ma solo per lasciare spazio all’agnello, indiscusso protagonista della gastronomia locale. Agnelli allo spiedo fanno bella mostra di sé in metà delle vetrine della via principale, come quella della griglieria Mi Viejo, e si ritrovano in quasi tutti i piatti, anche in versione stufato o con salsa alla birra. Già, perché neppure da queste parti mancano le birrerie artigianali come la Chopen, che ai discreti prodotti della casa (ottima la Stout) abbina anche una cucina essenziale ma saporita. Giusto per avere un quadro completo della situazione, rileggete tutte le recensioni da El Calafate… ma fate in fretta, perché siamo già pronti a ripartire per altri lidi!

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Ghiaccio bollente

9 dicembre 2014

Ci si spinge fino a El Calafate, estrema punta Sud-Ovest della Patagonia, essenzialmente per due motivi: ammirare l’indimenticabile ghiacciaio Perito Moreno e scalare le ripide montagne sopra El Chalten. Ma le escursioni sono lunghe e faticose, il vento gelido e pungente, e dunque dopo qualche ora è più che naturale cercare un rifugio e un pasto caldo… Così nel giro di pochi anni El Calafate è diventata una meta turistica in vertiginosa espansione, tanto da attrarre lavoratori e imprenditori da ogni parte dell’Argentina; i maligni sussurrano sia anche per via delle cospicue commesse dirottate dalla “presidenta” Cristina Kirchner, originaria proprio di questi luoghi. Ma a proposito di politica, passiamo al mangiare: i ristoranti a El Calafate abbondano, e per una volta tutti concordano – Locuste comprese – nell’attribuire la palma del migliore all’eccentrico Pura Vida, con i suoi piatti tradizionali e al contempo originali. Si torna invece alla carne alla griglia con il Mako Fuegos y Vinos, tipico esempio delle “migrazioni” di cui si parlava sopra, dato che lo chef arriva direttamente dalla lontana Cordoba. Buona lettura!

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Amor porteño

1 dicembre 2014

Abbiamo stuzzicato fin troppo il vostro appetito parlandovi di succulente carni e discutibili bevande argentine: è tempo, finalmente, di passare alle recensioni. E siccome di carne al fuoco – per l’appunto – ce n’è fin troppa, eccoci a voi con la prima di una lunga serie di corrispondenze da oltreoceano: vi parliamo dell’Almacen y Restaurante Suipacha di Buenos Aires, forse non il miglior ristorante dell’Argentina ma sicuramente (neanche a farlo apposta) il luogo ideale per un primo approccio alla cucina amata dai porteñi, come vengono chiamati gli abitanti della capitale. In una caratteristica griglieria di inizio secolo, sapientemente riadattata e addobbata con arredamenti e insegne “vintage”, troviamo infatti un compendio pressoché completo delle prelibatezze locali: le celebri empanadas, l’immancabile “milanesa”, la birra Quilmes e soprattutto il manzo alla griglia in ogni sua variante. Per saperne di più leggete la nostra recensione completa: via col tango!

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La revancha del Fernet

27 novembre 2014

Bastano tre settimane di vacanza per capire un paese, le sue usanze e i suoi costumi (soprattutto alimentari)? Sicuramente no, ma per un italiano in Argentina il compito è molto più facile. Perché il paese sudamericano – ma non troppo – è in fondo un’Italia parallela, alimentata dalle decine di migliaia di immigrati giunti da oltreoceano nel corso degli anni. Tra i tantissimi “souvenir dall’Italia”, anche gastronomici, importati dai nostri antenati e parenti, il più sorprendente si trova senza dubbio nel bicchiere: chi lo avrebbe mai detto che il Fernet, da noi un ordinario amaro non troppo alla moda, dall’altra parte del mondo si sarebbe diffuso al punto da diventare una bevanda nazionale? Non stiamo esagerando: il Fernet Branca e le sue imitazioni, con immancabile accompagnamento di Coca Cola, si possono trovare persino tra le bancarelle dei venditori ambulanti, come ricordo dell’Argentina… Ma questa è solo una delle curiosità culinarie che abbiamo scoperto tra Buenos Aires e la Patagonia. Se volete conoscere le altre non vi resta che leggere il nostro reportage completo, aspettando le recensioni che arriveranno numerose nei prossimi giorni!

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Saludos amigos!

20 ottobre 2014

Cari amici, se negli ultimi tempi il blog vi ha lasciato un po’ a secco di post e notizie, non preoccupatevi: nelle prossime settimane sarà molto peggio! Infatti il Navigatore Capo, principale nonché (ahinoi) unico contributor di questo spazio, sta per involarsi verso l’Argentina per un lungo viaggio da cui, speriamo, tornerà carico di gustose recensioni carnivore. Il questo blog si prende dunque una pausa fino a metà novembre, ma non preoccupatevi: non vi lasciamo completamente soli. Sulla nostra pagina Facebook, a partire da domani, pubblicheremo infatti una ghiotta “retrospettiva” di alcuni tra i migliori ristoranti da noi visitati nel corso degli anni… Non perdetevela!

Hasta la vista!

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