Pietre miliari

Ci sono ristoranti che nel corso degli anni riescono a trasformarsi in irrinunciabili punti fermi mentre il mondo intorno a loro cambia vertiginosamente: è il caso dell’Osteria Le Pietre Cavate, una vera e propria istituzione in zona corso Sempione a Milano. Questo locale aperto da più di quarant’anni, di chiara ispirazione toscana, ha però arricchito il suo menu con diversi piatti a base di pesce, fino a diventare uno degli ultimi esemplari di ristorante “per tutte le stagioni“, una specie ormai in via di estinzione. La specialità della casa resta comunque la carne alla brace, in particolare fiorentinafiletto; il resto lo fanno l’atmosfera calda e la non banale attenzione al cliente. Per saperne di più, non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

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Il grande fritto

Se la tentacolare metropoli (si fa per dire) che risponde al nome di Milano ha un pregio culinario, è indubbiamente la varietà: in città è rappresentato qualsiasi tipo di cucina, italiana o internazionale, e in caso di necessità è possibile soddisfarvi anche il desiderio gastronomico più inconsueto. Se per esempio vi venisse voglia di fritto misto alla piemontese… ebbene sì: cercando attentamente, e prenotando con un certo anticipo, potete togliervi lo sfizio alla Trattoria Aurora, un locale di stampo antico che tra l’altro oggi appare come una mosca bianca nel contesto modaiolo e stylish di via Savona. Il servizio impeccabile e la cornice in stile liberty rendono ancora più piacevole un’esperienza che è da consigliare solo agli stomaci forti: cotoletterognonianimellecervella, e ancora piedini, cuore, fegato, filetto, persino gamberi e rane, si susseguono senza tregua per almeno 15 portate, fino ad arrivare al dessert (naturalmente fritto), per chi ci riesce. Il tutto all’insegna della qualità e anche della leggerezza, compatibilmente con l’abbondanza delle porzioni! Ma oltre al fritto, il ristorante ha molte altre frecce al suo arco: per scoprirle, leggete la nostra recensione completa.

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David diventa Golia

Sull’impero di David Ranucci magari a volte il sole tramonta, ma di sicuro quando accade nessuno corre il rischio di soffrire la fame. Dai tempi della leggendaria osteria Giulio Pane e Ojo il ristoratore laziale, che ama definirsi “oste da cent’anni”, si è espanso – è il caso di dirlo – a macchia d’olio fino a conquistare buona parte del quartiere di Porta Roma a Milano: prima è arrivato il locale gemello Abbottega e poi, a distanza di qualche anno, l’ampia e accogliente trattoria Casa Tua, sempre nel raggio di pochi metri. Le sfumature regionali dei tre ristoranti sono leggermente differenti (a Casa Tua siamo sul confine tra Lazio e Toscana), ma la formula è assolutamente identica: piatti semplici e tradizionali, arredamento vintage e spartano, porzioni molto abbondanti. In effetti, il menu offre una notevole varietà di classici della cucina toscana, come ribollitacacciucco, ma anche di quella laziale, vedi i bombolotti alla gricia; e pure i secondi, tutti di carne, sono nella scia della gastronomia tipica locale. Peccato che l’idea, ormai imitata da chiunque e non solo a Milano, alla fine rischi di mostrare un po’ la corda, e che la qualità dei piatti non sempre soddisfi le aspettative. Per saperne di più, non vi resta che affidarvi alla nostra recensione completa!

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Parma d’oro

La storia del cibo, in tutto il mondo, è ricchissima di esempi dell’esportazione di piatti o modelli culinari, anzi possiamo dire che questo sia uno dei meccanismi fondamentali dell’evoluzione gastronomica: basti pensare alla diffusione nel mondo della pizza napoletana. Oggi il meccanismo si è alquanto affinato e si appoggia a strutturate catene di franchising, tanto che per le strade di Milano da anni è possibile imbattersi in rinomate focaccerie palermitane o in tipici ristoranti romani. Nella tipologia rientra naturalmente anche la Salsamenteria di Parma, che non corrisponde neppure a un locale “originale”, ma si ispira alla formula delle vecchie osterie emiliane: vino nella scodellapasta artigianale, succulenti salumi e un’atmosfera abbastanza rustica e spartana. Inevitabile che nel centro di Milano (o addirittura a Cannes Parigi, dove esistono due succursali) la cosa possa suonare un tantino artefatta; ma le materie prime sono quelle originali, dal prosciutto di Parma a specialità meno conosciute come strolghinomariola, e la qualità dei piatti vale un assaggio. Per saperne di più non vi resta che leggere la nostra recensione completa!

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I piaceri della Carne

Potrà sembrarvi strano che il post su un ristorante di Milano chiamato Osteria della Carne si apra con un piatto di fregola sarda, ma è solo perché non ne conoscete il nome completo: i proprietari, Sedda & Faedda, sono di evidenti origini isolane e questo spiega perché il menu contenga anche diverse specialità provenienti dalla Sardegna, tra cui la stessa fregola, gli gnocchetti alla campidanese, le seadas e (su prenotazione) persino agnello e maialetto. Ovvio che il punto di forza della casa sia comunque la carne, dalla fiorentina all’ottima entrecote all’antica: perfette sia la cottura che la presentazione, e una menzione speciale alla fornitissima cantina. Insomma, una bella sorpresa in una zona – quella della stazione Centrale – non sempre propizia per chi ama la buona cucina. Se siete curiosi di approfondire, la recensione completa è a vostra disposizione!

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La brace nel mondo

I ristoranti specializzati in carne alla griglia non si contano più, specialmente nell’Altomilanese: la bistecca è in fondo il piatto più ingannevolmente “facile” da preparare, ma dando un’occhiata più approfondita non è così semplice trovare il giusto mix tra qualità delle materie prime, preparazione e prezzi. Dalla Padella alla Brace, griglieria di Legnano con un bel tratto di storia già alle spalle, in questo senso è una garanzia: fiorentine, tagliate, costate e tagli più originali (da provare la “cube beef”) senza troppi ammennicoli e a prezzi tutto sommato abbordabili. Il problema sta semmai nel resto: tra antipasti, contorni, dolci e altri optional il conto finisce per alzarsi un po’ troppo. Ma il ristorante si fa perdonare con una cantina ottimamente selezionata e in generale, vista anche la posizione comoda, resta un indirizzo ideale per i carnivori della zona. Per saperne di più leggete la nostra recensione completa e, già che ci siete, fate un salto (virtuale) anche in un locale molto vicino, che alla griglia unisce piatti più elaborati e raffinati: il ristorante Cascina del Lupo di Busto Arsizio, del quale abbiamo pubblicato la recensione aggiornata.

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Sempre Alla Grande!

Ci sono i ristoranti ottimi, pessimi, mediocri, eccezionali. E poi ci sono quei posti in cui sai che potrai trovare sempre rifugio, un porto sicuro per le serate di “emergenza” e i momenti di sconforto culinario: è un sollievo ritrovarli sempre uguali a se stessi, indefessi nel perpetuare una tradizione più o meno antica (in questo caso, quasi quarantennale). Così, quando siamo tornati dopo qualche anno dalla nostra prima visita all’Osteria Alla Grande di Baggio, storico borgo agricolo divenuto oggi un quartiere di Milano, ci siamo quasi commossi: vero, mancava qualche cavallo di battaglia della cucina come i mondeghili o il brasato, ma le incantevoli tagliatelle al ragù di Elena, gli involtini con polenta e l’atmosfera casalinga e goliardica del locale sono bastati e avanzati per una serata da ricordare. Soprattutto perché questa volta ci è toccata in sorte l’esibizione di un menestrello d’eccezione, abile nello spaziare dai canti da osteria a Lucio Battisti, fino ai classici della canzone milanese come “Porta Romana bella” o “Faceva il palo”… Insomma, il modo migliore per permettere anche agli “stranieri” di apprezzare il lato buono, spesso nascosto o addirittura invisibile, del capoluogo lombardo. Non vi resta che leggere la nostra recensione aggiornata per tutti i succosi dettagli!

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