Saldi di inizio stagione

22 giugno 2015

Forse non tutti sanno che… fino al 31 ottobre a Milano è possibile mangiare in 24 ristoranti di alto livello a soli 25 euro! Questo incipit tipicamente estivo per segnalarvi Milano Restaurant Expo, iniziativa organizzata dal noto portale 2Spaghi insieme a Progetto Arca, DiscoRadio e Pet Award, e – come dice il nome – “figlia” della presenza in città dell’esposizione universale, alla quale bisogna pur dare qualche merito. In corso già dal 1° maggio, l’evento è in pratica un ideale proseguimento della Milano Restaurant Week organizzata negli scorsi anni: ognuno dei ristoranti partecipanti propone un menu fisso a 25 euro, composto da antipasto o primo, secondo con contorno, dessert e caffè (le bevande sono escluse). In alternativa, è possibile anche pranzare o cenare alla carta con uno sconto del 10%. Le prenotazioni possono essere effettuate direttamente sul sito ufficiale, per poi ricevere la conferma via SMS; per ogni menu prenotato, 1 euro sarà destinato in beneficenza alla Fondazione Progetto Arca. Tra i ristoranti partecipanti diversi protagonisti delle scorse edizioni, ma anche qualche interessante new entry come lo Skyline, con vista sui nuovi grattacieli meneghini, o il russo Podkova. Da provare!

milanorestaurantexpologo

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Beato te, contadino

12 giugno 2015

Tre giorni dedicati ai contadini di tutto il mondo a Milano: l’esperienza di EXPO 2015 nel capoluogo lombardo si chiuderà con Terra Madre Giovani, il grande evento organizzato da Slow Food dal 3 al 6 ottobre prossimi. L’idea è quella di riunire agricoltori da tutti i paesi del pianeta per un confronto diretto e senza precedenti sui temi del lavoro e della nutrizione, ma anche per condividere esperienze, storie e naturalmente sapori. La manifestazione è stata presentata oggi a Milano alla presenza di numerosi ospiti tra cui Lella Costa, una delle tante “VIP” che ha dato la disponibilità per ospitare i partecipanti al congresso, così come Adriano Celentano, Dario Fo, Ermanno Olmi e molti altri. Entusiasta il commento del patron di Slow Food Carlo Petrini: “I ragazzi che verranno a Milano sono il simbolo della modernità, sono loro che cambieranno il paradigma della nostra agricoltura: un’agricoltura che deve essere coscienza della bellezza, spiritualità, condivisione. Ecco, i giovani di Terra Madre daranno quell’enfasi che spesso manca alla nostra terra, troppo spesso trattata più come serva che come madre”. Sul sito ufficiale dell’evento è aperta una campagna di crowfunding per finanziare il viaggio dei partecipanti verso Milano; l’iniziativa è sostenuta anche dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

terramadregiovani

Magna Carta

29 aprile 2015

EXPO 2015 è alle porte, e per quanto sgradita possa essere la sua visita, non è una di quei seccatori che ci si può permettere di non far entrare fingendo di non essere in casa. Tanto vale, quindi, cercare il lato buono di questo evento mastodontico e disorganizzato, lasciando per un attimo da parte i disagi passeggeri e il malcostume purtroppo costante. Dalla parte del “buono” sta sicuramente la Carta di Milano, il documento presentato ieri nel capoluogo lombardo che si pone l’ambizioso obiettivo di “affermare il diritto al cibo come diritto umano fondamentale“. Redatta da un Tavolo di coordinamento presieduto dal ministro Maurizio Martina, a cui hanno partecipato tra gli altri ONU e FAO, la Carta è un sintetico documento di 16 pagine in cui sono contenuti assunti fondamentali, richieste e impegni sul tema del cibo, partendo da una situazione globale considerata “inaccettabile” per arrivare a un mondo in cui vengano superate le disuguaglianze alimentari e i problemi, sempre più pressanti, legati alla produzione e al reperimento delle risorse. Il testo della Carta è disponibile online e sempre sul sito ufficiale è possibile firmare il documento, assumendosi così alcuni impegni ben precisi (“consumare solo le quantità di cibo sufficienti al fabbisogno”, “adottare comportamenti responsabili e pratiche virtuose”) ma soprattutto chiedendo a imprese, governi e istituzioni di prendersi la loro parte di responsabilità. Forse non avrà effetti immediati e concreti, ma il documento costituirà senza dubbio una delle eredità tangibili e più positive di EXPO. Sperando che non resti tutto “sulla carta”.

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Expoburger

6 marzo 2015

Non c’è possibile dubbio su quale sia la polemica della settimana in campo enogastronomico, e noi non vediamo l’ora di tuffarci a capofitto: parliamo ovviamente della contestatissima sponsorizzazione di EXPO 2015 da parte di McDonald’s. Sull’argomento si è già espresso praticamente chiunque e non è mancata una dura presa di posizione di Slow Food, a cui però molti – tra cui Dissapore – hanno risposto con una critica altrettanto sferzante. I fatti sono nel comunicato ufficiale di EXPO: Mc Donald’s sarà Official Sponsor della manifestazione milanese, e con l’occasione lancerà anche il progetto Fattore Futuro, che prevede il sostegno ai giovani agricoltori italiani nello sviluppo delle rispettive aziende, a patto che diventino fornitori di McDonald’s – o nella speranza di diventarlo, a seconda di come si vuole leggerla. Tornando alla sponsorizzazione: non siamo mai stati tra i moralisti che vorrebbero boicottare le multinazionali a prescindere da quanto siano “buoni, puliti e giusti” i progetti che esse sostengono. Qui, però, il problema è che McDonald’s non si limita a sponsorizzare, ma rivendica un ruolo attivo e da protagonista in Expo, dall’alto della sua esperienza nell’ “affrontare sul campo e in modo concreto le tematiche che saranno al centro del dibattito” (citiamo dal comunicato). L’idea, effettivamente, stride con la logica di un evento che avrebbe come obiettivo quello di “nutrire il pianeta“: cosa che il fast food a stelle e strisce ha senz’altro fatto per decenni, purtroppo però in modo non sostenibile né futuribile economicamente, e tantomeno dal punto di vista del benessere fisico. E quindi? Mangiamoci questo hamburger e cerchiamo di digerire l’ennesima pietra sulla credibilità di EXPO…

N.B. A far discutere c’è pure la scelta di Coca Cola come bevanda officale della manifestazione, ma non vogliamo certo esaurire tutte le polemiche in un giorno solo!

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Tre euro di bontà

17 febbraio 2015

L’ennesimo cooking contest per cavalcare la moda dei reality culinari? Non proprio: quello lanciato dalla Caritas Ambrosiana e da Scarp de’ tenis lo scorso 4 febbraio, a cento giorni dall’apertura di EXPO 2015, è un concorso con ben altro spirito e obiettivi. L’iniziativa Cucina con tre euro, infatti, nasce per sensibilizzare sul tema della fame nel mondo attraverso una campagna social: i “concorrenti” sono chiamati a preparare un piatto per almeno 4 persone utilizzando soltanto 3 euro, che in molti paesi del mondo costituiscono l’intero budget giornaliero per l’alimentazione di una famiglia media. La foto del piatto così realizzato dovrà poi essere postata su Facebook, entro il prossimo 15 aprile, con l’hashtag #cucinacon3euro e con il dettaglio di ingredienti e prezzi: le tre ricette più votate saranno premiate con un biglietto gratuito per Expo 2015 e le prime dieci saranno pubblicate sulla rivista Scarp de’ tenis che sarà diffusa in occasione dell’esposizione universale di Milano. Chi vuole cimentarsi?

cucinacontreeuro

Come se ci fosse un domani

12 febbraio 2015

Contraddizione: forse è questa la parola chiave per capire Identità Golose, il congresso ideato da Paolo Marchi che ogni anno fa gridare allo scandalo per il suo snobismo autocelebrativo e l’eccessiva spettacolarizzazione della cucina, ma al tempo stesso propone spunti di riflessione unici nel loro genere. Quest’anno il festival, che si è tenuto a Milano dall’8 al 10 febbraio, ha riscosso uno straordinario successo di pubblico – l’imminenza di EXPO ha senz’altro inciso – ma soprattutto ha prestato il fianco a discussioni approfondite sul futuro della cucina e del ruolo dello chef: non a caso, tra i temi più toccati c’è stato quello della “gastronomia sostenibile“, con il recupero di scarti e avanzi come tendenza portante nel 2015. Il tutto sponsorizzato da multinazionali e colossi dell’alimentazione, giusto per non farsi mancare nulla… Per conoscere le nostre impressioni, anche sull’evento gemello Milano Food & Wine Festival, leggete il reportage completo che troverete nella sezione Articoli del sito.

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Con il cibo non si mangia?

2 febbraio 2015

Abbiamo spesso esternato su questo blog le nostre perplessità nei confronti di EXPO 2015, e continuiamo a nutrirne parecchie, ma quando mancano ormai poche settimane al via vale la pena anche di segnalare qualche buona notizia collegata alla faraonica manifestazione che si terrà a Milano dal 1° maggio al 31 ottobre. Una di queste è stata annunciata dal Comune di Milano, che insieme a MyChef mette a disposizione cento nuovi posti di lavoro (alcuni a tempo indeterminato, altri temporanei) nel mondo della ristorazione. Tra marzo e ottobre 2015 chi supererà le selezioni organizzate dal Centro di Formazione Fleming – limitate a disoccupati e inoccupati – potrà partecipare a un percorso formativo di 30 ore settimanali, composto da lezioni teoriche e pratiche e da uno stage in aeroporti e ristoranti MyChef; in questo periodo, gli stagisti saranno retribuiti con un contributo di 480 euro al mese più 100 euro in buoni pasto. Ma, soprattutto, al termine del tirocinio, MyChef proporrà a tutti un posto di lavoro all’interno delle proprie strutture: per la precisione, 70 posti da barista-banconista, 15 da cameriere o maître di sala e 15 da aiuto cuoco. Per ulteriori informazioni è possibile rivolgersi ai numeri 02-88441460 e 02-88441461 tutti i giorni dalle 8.30 alle 15.30, oppure scrivere all’indirizzo mail PLO.Fleming@comune.milano.it.

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Cose dell’altro mondo

13 gennaio 2015

Comunque vadano a finire le controverse vicende di EXPO 2015, una cosa buona l’ha fatta la manifestazione che invaderà Milano a partire dal prossimo maggio: ha fatto sì che nel capoluogo lombardo si cominciasse a parlare di cibo considerandolo solo come cibo e non come elemento di design, marketing o lifestyle. E, come i milanesi sanno, non è cosa da poco. Un valido esempio di ciò che andiamo affermando sono gli incontri gastronomici in programma proprio in questi giorni all’Expo Gate (che, è bene sottolineare, non è uno scandalo giudiziario ma uno spazio permanente in largo Cairoli): dieci appuntamenti a ingresso libero, iniziati ieri e in programma fino a venerdì 16 gennaio, per scoprire la cucina internazionale a Milano. I paesi rappresentati sono Giappone, Perù, Cina, India, Brasile, Egitto, Tunisia, Mali, Congo e Vietnam; l’idea è stimolante perché a proporre i loro piatti tipici, con show cooking e assaggi, saranno proprio i ristoratori stranieri che lavorano a Milano, senz’altro interessati a promuovere la propria cucina e mettersi a disposizione del pubblico per domande e curiosità. Gli incontri si svolgono ogni giorno dalle 13 alle 14 e dalle 18.30 alle 19.30 e sono organizzati in collaborazione con Identità Golose. Qui il calendario completo.

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The real thing

3 aprile 2014

È noto che alcune tribù degli Indiani d’America, ma anche altre popolazioni arcaiche di tutti i continenti, credono che la fotografia abbia il potere di rubare l’anima alle persone. Sarà forse così anche per il cibo? Si direbbe di sì, almeno a giudicare dalla battaglia portata avanti dagli strenui avversari del food porn, rilanciata anche ieri dal dibattito “Verso EXPO 2015” svoltosi nel quadro del Busto Arsizio Film Festival. Purtroppo non abbiamo potuto partecipare all’incontro, che ha potuto contare sugli ospiti del calibro dello chef Filippo Lamantia e della direttrice de La Cucina Italiana, Anna Prandoni, con la quale abbiamo spesso (amichevolmente) polemizzato sull’argomento. Ci hanno incuriosito però i tweet sull’argomento di Marco Corso, tratti dal dibattito: “Fotografare il cibo prima di mangiarlo ci allontana dalla sua importanza – scrive il giornalista di VareseNews – perché se si fotografa prima di mangiare si perde il senso primario di cos’è un piatto”. Davvero la fotografia ha questo nefasto potere distruttivo? E perché allora non si dovrebbe allargare il discorso a qualunque oggetto fotografato, uomini e donne compresi? È chiaro che le foto catturano solo un aspetto della realtà, immobile ed esclusivamente legato al senso della vista, ma dopo oltre un secolo di cultura dell’immagine ci pare arduo mettere in discussione il concetto.

Forse il problema è che abbiamo in mente due diverse tipologie di fotografia: chi la critica pensa soprattutto a un approccio professionale, mirato alla ricerca estetica e un po’ anche alla spettacolarizzazione, ovviamente incompatibile con la consumazione in tempi brevi di un pasto. Noi, invece, immaginiamo (e mettiamo in pratica!) la fotografia del cibo come forma di documentazione istantanea e immediata, anche con mezzi amatoriali. Obiezione già precotta (ops): ma con una brutta foto si mortifica il piatto, rendendo un cattivo servizio al cibo e chi lo ha cucinato. Può anche darsi: anche in questo caso, però, non è la stessa cosa che accade immortalando un evento di attualità, o riprendendo magari maldestramente un avvenimento nel momento stesso in cui si verifica? Nel mondo reale, si chiama diritto di cronaca

(Foto da Comunicangolo)

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Prendetevi per la Gola

30 gennaio 2014

Che vi piaccia o no (e se siete qui probabilmente non vi dispiace), il momento di mettersi a parlare di alimentazione è arrivato. Proprio su questo tema verterà infatti l’appuntamento dell’anno prossimo con Expo 2015, che – anche se la cosa sembra ancora incredibile ai più – sarà ospitata proprio dall’Italia e in particolare da Milano. La città, a nostro modesto avviso, è ancora ben lungi dall’essere pronta, ma piccoli pezzi del puzzle cominciano ad andare al loro posto. Si sa già, ad esempio, che durante l’esposizione universale la Triennale ospiterà la mostra “Art & Food” di Germano Celant, sul tema del rapporto tra arti e cibo; nell’attesa, già questa sera (giovedì 30 gennaio, alle 18.30) sarà inaugurata negli stessi spazi un’altra mostra, “Gola. Arte e scienza del gusto“, prodotta dalla Fondazione Marino Golinelli e ovviamente patrocinata da Expo. Il progetto si compone di cinque sezioni: “I sensi del gusto”, “Buono da pensare”, “I segreti dei cibi-spazzatura”, “La ricostruzione del gusto” e “I dilemmi dell’onnivoro” (vi ricorda qualcosa?) e coinvolge anche artisti di fama internazionale come Marina Abramovic o Ernesto Neto. Per visitare la mostra c’è tempo fino al 12 marzo, tutti i giorni escluso il lunedì dalle 10.30 alle 20.30 e il giovedì fino alle 23; il biglietto costa dai 5,50 agli 8 euro.

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