Malto di Malta

30 marzo 2016

Tra i tanti eventi organizzati dal benemerito Enopub Il Barbaresco di Legnano, ve ne segnaliamo uno assolutamente da non perdere, se non altro per l’originalità del tema. L’appuntamento di venerdì 15 aprile alle 20.45 con il ciclo “A cena con il birraio” è infatti un’occasione più unica che rara per degustare la prima e unica birra artigianale dell’isola di Malta: quella del birrificio Lord Chambray, che sarà presente con il fondatore e aiuto-birraio Samuele D’Imperio. Se non bastasse, sappiate che la serata sarà presentata dal mito della divulgazione brassicola, Lorenzo Dabove detto Kuaska, e che prevederà la degustazione di 4 birre abbinate ad altrettanti piatti dal menu del locale: la blanche Blue Lagoon con la soppressata marchigiana all’arancia, la blonde Golden Bay con lasagne alle verdure di stagione, la English IPA San Blas con costine di agnello alla griglia e la stout Fungus Rock con pudding ai marron glacé e salsa di cioccolato. Il tutto ha un costo di 30 euro a persona. Che altro dire? Affrettatevi a prenotare contattando lo 0331-459630 o scrivendo una mail!

san_blas_test_det

 

Annunci

In Bocca al Lupo

22 marzo 2016

Che Tormaresca sia una delle cantine di riferimento per la Puglia e per tutto il Sud Italia non è certo una novità e neppure una sorpresa, visto che parliamo di una creatura dei Marchesi Antinori, forse la famiglia più longeva e più conosciuta nel mondo del vino. Non è facile però assistere a un evento come la degustazione verticale che si è svolta ieri sera a Milano presso l’enoteca N’Ombra de Vin, per vari motivi: la presenza di Renzo Cotarella, che di Antinori è l’amministratore delegato e l’enologo principe. La prestigiosissima collaborazione di Pietro Zito, chef degli “Antichi Sapori” di Andria, che ha offerto in assaggio la sua personale versione delle orecchiette con cime di rapa. Ma soprattutto l’eccellenza del Bocca di Lupo, l’Aglianico in purezza che costituisce il prodotto più pregiato della cantina delle Murge: ben 6 le annate in degustazione, dal primigenio 2001 al fresco 2012. L’annata migliore? A nostro personalissimo giudizio quella del 2004, perfetta per l’equilibrio tra i tannini e il legno. Ma il consiglio più corretto è senz’altro quello di provarle tutte… Per il momento, vi lasciamo con qualche immagine della serata.

Chi l’avrebbe detto undici anni fa che quel manipolo di birrai emergenti, alcuni anche un po’ scalcagnati, sarebbe stato alla base di un fenomeno di costume internazionale? Ai giorni nostri il Palalido, sede della storica prima edizione, purtroppo non c’è più e anche molti dei birrifici originari mancano all’appello, ma l’Italia Beer Festival che si apre oggi agli East End Studios di Milano è diventato un appuntamento di punta del settore birrario e continua a crescere di anno in anno. Lo dimostra se non altro il numero dei partecipanti: ben 40 birrifici da tutta Italia, tra cui alcuni nomi storici come Croce di Malto o Toccalmatto, ma anche parecchie delle nuove realtà emerse negli ultimi anni. Il festival inizia oggi alle 17 e continuerà fino al 20 marzo, con apertura venerdì fino alle due, sabato dalle 12 alle due di notte e domenica dalle 12 a mezzanotte: l’ingresso costa 8 euro, le singole degustazioni (da 10 o da 25 cl) sono come sempre a pagamento. Oltre 200 birre da assaggiare, banchetti di prodotti artigianali per pranzo e cena (dagli arrosticini agli hamburger), laboratori di degustazione gratuite e concerti tutte le sere: ce n’è davvero per tutti i gusti. Prosit!

IBF_HEADER

Lo ha twittato con grande risalto anche Carlo Cracco: “Un grande momento per la cucina italiana“. Si riferiva alla firma del Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione all’Estero della Cucina Italiana di Alta Qualità, stipulato – con tutte le maiuscole – martedì 15 marzo dai Ministri degli Affari Esteri, delle Politiche agricole e dell’Istruzione. Di cosa si tratta esattamente? Il protocollo mira, secondo il Governo, a “valorizzare le eccellenze enogastronomiche italiane” con una serie di iniziative all’estero che nel prossimo biennio coinvolgeranno in particolare sei paesi: USA, Giappone, Cina, Russia, Emirati Arabi Uniti e Brasile, insomma i sei più attraenti partner commerciali, per farla semplice. In questi paesi sarà organizzata a novembre una Settimana della cucina italiana e verranno realizzate master class per promuovere la dieta mediterranea e il cibo italiano; previste inoltre borse di studio per chef Under 30 e giornate dedicate alla nostra cucina in occasione di eventi internazionali come le Olimpiadi di Rio 2016. Il tutto con la partecipazione attiva di alcuni chef – lo stesso Cracco, ma anche Davide ScabinCristina BowermanFulvio Pierangelini e molti altri erano presenti alla Farnesina – che ricopriranno il ruolo di “ambasciatori del gusto”.

Qualche dubbio è legittimo: chi stabilisce quale sia la cucina di “alta qualità”? I grandi chef saranno davvero ambasciatori del cibo italiano o non piuttosto di se stessi? E promuovere star della ristorazione da 40 euro a piatto è davvero il modo migliore per salvare dalla contraffazione i nostri prodotti alimentari? Idee da approfondire, anche se ad avvalorare l’iniziativa governativa va detto che il protocollo è solo una delle iniziative previste nel quadro del Food Act: un progetto che ha obiettivi ambiziosi come il “potenziamento della distribuzione del vero Made in Italy” e la certificazione della cucina italiana. Attendiamo dunque ulteriori provvedimenti su questi fronti; intanto, per chi fosse interessato, il testo completo del protocollo è qui.

protocollo

Due giornate fiorentine

14 marzo 2016

In due giorni a Firenze si possono fare tante cose: tra le principali c’è, naturalmente, un veloce ma soddisfacente excursus delle più gustose realtà enogastromiche della città! Innanzitutto vi tranquillizziamo: il capoluogo toscano resta una certezza per gli amanti del mangiare e del bere bene, grazie anche al contributo di alcuni capisaldi immortali. La Trattoria Mario, a ormai 12 anni dalla nostra prima visita, resta un punto fermo per gli amanti della bistecca alla fiorentina; e non è da meno il Ristorante del Fagioli, ritrovo prediletto non solo dagli amanti della carne ma anche da quelli di primi e dolci di qualità. Tra le novità, segnaliamo soprattutto l’osteria-tripperia Il Magazzino, dove le antiche tradizioni della trippa e del lampredotto rivivono grazie a una cucina interessante e creativa. Più semplice ma non per questo avara di sorprese la proposta della decentrata Taverna degli Artisti, locale ottimo per una sosta veloce. Per un buon bicchiere di vino accompagnato da aperitivi stuzzicanti, infine, niente di meglio della piccola ma gettonatissima enoteca Le volpi e l’uva!

Per saperne di più vi invitiamo naturalmente a leggere le nostre recensioni complete: a questo indirizzo trovate un elenco completo dei ristoranti da noi visitati a Firenze. Buon appetito…

WP_20160308_12_58_54_Pro

Libertà di forchetta

10 marzo 2016

Anno da record per Identità Golose: la dodicesima edizione del congresso di alta cucina, tenutasi a Milano dal 6 all’8 marzo scorsi, è stata a detta degli organizzatori quella di maggior successo in termini di numero di visitatori e di ospiti presenti. Non male, soprattutto perché da qualche anno il festival milanese mira a superare lo status di lussuosa passerella degli chef più celebrati per trasformarsi in un luogo di riflessione sulla ristorazione e, perché no, sui suoi risvolti culturali e socio-economici. In questo senso il tema “La forza della libertà“, declinato da star come Carlo CraccoMassimo BotturaNiko Romito ma anche da outsider di lusso (Paolo LoprioreCesare Battisti), ha colto nel segno. Più che soddisfatto il patron Paolo Marchi, che si lancia in un paragone calcistico: “I campioni del pallone rimangono impressi nella memoria, ma passano: passa Van Basten, passa Ronaldo, passa Ibra. Ma il Milan resta, l’Inter resta. Sono realtà strutturate, salde, che fanno da riferimento stabile. Ecco, penso che quest’anno Identità Golose abbia dimostrato di aver raggiunto tale grado di solidità: tantissimi vi si riconoscono, è uno strumento affermato per dare visibilità alla cucina italiana. Non siamo estemporanei, continuiamo a creare nuovi contenuti, ossia nuovi campioni“.

Tra le novità di questa edizione ha raccolto unanimi consensi la Scuola di Identità Golose, un nuovo format realizzato in collaborazione con L’Arte del Convivio e strutturato in una serie di vere e proprie lezioni tenute da chef e degustatori. Molto bene anche l’area dedicata al vino, sgravata dal peso dell'”evento parallelo” degli scorsi anni e gestita direttamente dal Merano Wine Festival; e riusciti anche i nuovi cicli di incontri dedicati al formaggio, allo champagne, al caffè. Qualche visitatore lamenta un po’ di inevitabile confusione, ma bisogna dare atto agli organizzatori di aver provato a limitare il caos, soprattutto con il nuovo sistema di accessi controllati alle sale tramite QR-code.

Nella sezione Articoli del nostro sito potete trovare una ricca galleria di immagini della giornata di lunedì 7 marzo. Buona visione!

IMG_9895

Cari lettori, siamo in debito con voi: dobbiamo ancora relazionarvi su alcune giornate di passione gastronomica, partendo da un gustoso viaggio a Firenze per arrivare all’edizione 2016 di Identità Golose. Prima, però, spazio a una recensione fresca fresca, direttamente dalla Lomellina: quella dell’agriturismo La Gambarina di Mortara. Una città universalmente nota per la sua dedizione all’allevamento dell’oca e alle relative specialità culinarie, apprezzate fin dal Medioevo: il locale in questione non fa eccezione, come si può intuire dal recinto strapieno di oche starnazzanti che accoglie i visitatori prima ancora dell’ingresso. Gli squisiti prodotti locali, dal salame al prosciutto d’oca passando per il patè di fegato, compongono un menu tanto semplice quanto riuscito a prezzi davvero bassi (30 euro per un pasto completo): se si è fortunati, si possono anche acquistare uova d’oca a chilometro zero. Per maggiori informazioni leggete la nostra recensione completa. Ma attenzione: l’agriturismo è aperto solo nei weekend!

gambarina

Non si sono risparmiati neppure quest’anno gli organizzatori di Identità Golose, il congresso internazionale di cucina ideato da Paolo Marchi: è decisamente impegnativo il tema della dodicesima edizione, che andrà in scena da domenica 6 a martedì 8 marzo al Mi-Co di Milano. “La forza della libertà“: parole importanti che rivendicano da una parte il diritto alla creatività e all’innovazione degli chef, veri protagonisti dell’evento, e dall’altra la necessità di continuare a incontrarsi e condividere diversi punti di vista anche in un momento storico che mette a dura prova gli scambi culturali tra popoli e nazioni. Non a caso Identità Golose è stato tra gli organizzatori di “Pace a Tavola“, rassegna che ha coinvolto sei ristoranti di cucina kosher e araba in nome del dialogo interreligioso. Più “leggero”, ma non meno invitante il piatto simbolo del congresso: la coloratissima trippa decorata “To bee or not to bee” creata da Cristina Bowerman della Glass Hostaria di Roma.

Impossibile, come ogni anno, ricapitolare i grandi nomi che presenzieranno nel corso delle tre giornate: da Carlo Cracco allo spagnolo Ricard Camarena, passando per Massimo BotturaDavide ScabinJosean AlijaDavide Oldani e molti altri. Attesissime anche le rassegne “parallele” che approfondiranno tematiche specifiche: Identità di Gelato, di Formaggio, di Champagne, di Caffè, di Pane e Panettone, di Pizza, di Pasta e di Mare. Ancora una volta, inoltre, Identità Golose ospiterà il Premio Birra Moretti Grand Cru e il concorso S.Pellegrino Young Chef. Le note dolenti riguardano anche questa volta il biglietto d’ingresso, che costa caro: da 50 euro per la mezza giornata a 490 per il pacchetto completo.

2 Locandina

50 mesciture di rosso

3 marzo 2016

…ma anche di bianco e rosato, s’intende. Quella che sta per arrivare è la cinquantesima edizione di Vinitaly, la più celebre fiera enologica del mondo, e a Verona stanno facendo le cose in grande per costruire un evento che lasci il segno. La prima novità è il ritorno alla tradizionale collocazione nel calendario: la manifestazione si svolgerà infatti da domenica 10 mercoledì 13 aprile, mentre nel 2015 era stata anticipata a marzo per non interferire con EXPO. Si conferma intanto la tendenza verso la “professionalizzazione” dell’evento: quest’anno il biglietto costerà ben 80 euro al giorno (contro i 60 dello scorso anno e i 50 dell’edizione precedente), ridotti a 75 per l’acquisto online. Un chiaro tentativo di dissuadere i visitatori occasionali per lasciare spazio agli operatori del settore. Che accorreranno anche quest’anno in massa, in particolare dall’estero: aumentano infatti gli spazi destinati ai vini stranieri, presenti in forze da 16 diversi paesi. Nel padiglione Vininternational sarà protagonista la Spagna con 18 cantine, che porteranno in degustazione più di 20 vini Dop; gli espositori spagnoli parteciperanno anche all’iniziativa b2b Taste and buy. Ma a Verona, nel padiglione internazionale e tra i vini biologici di Vinitalybio, ci saranno tra le altre anche aziende francesi, rumene, slovene, croate, australiane e, per la prima volta, cinesi. Da non perdere, infine, le degustazioni della Vinitaly International Academy dedicate al Pinot Grigio francese e ai vini di Georgia e Cina; martedì 12 aprile appuntamento speciale con Jean-Claude Berrouet, uno dei più importanti enologi al mondo, che presenterà otto dei migliori vini al mondo.

vinitaly2016

 

 

 

Mi casa es tu casa

1 marzo 2016

Ormai lo sapete tutti, anche perché è stato annunciato con un anno di anticipo: l’edizione 2016 del Salone del Gusto cambierà sede, spostandosi dal Lingotto alle vie del centro storico di Torino, e anche denominazione, adottando quella di Terra Madre Salone del Gusto. Non mutano però i valori della manifestazione, che dal 22 al 26 settembre vedrà convergere nel capoluogo piemontese i delegati di oltre 170 paesi del mondo, pronti a confrontarsi sui temi dell’alimentazione e della nutrizione. E proprio in questo senso Slow Food chiede un aiuto particolare a Torino e al Piemonte in termini di ospitalità: da oggi, infatti, è possibile candidarsi per accogliere un delegato di Terra Madre, scrivendo agli indirizzi mail ospitalitainfamiglia@comune.torino.it (per la città) o ospitalita@slowfood.it (per altre località). Un’idea già attuata con successo in passato, ma che in questo momento storico assume un significato particolare, come sottolinea il fondatore di Slow Food Carlo Petrini: “In un momento in cui l’ospitalità a livello europeo paga un dazio durissimo, è fondamentale ricordare come il nostro appuntamento abbia consolidato amicizie tra cittadini piemontesi e nomadi, artigiani, produttori, pescatori e contadini ospitati sin dal 2004: chi in tutto il mondo, parla di Torino e del Piemonte con gioia“. Alla presentazione dell’iniziativa, svoltasi questa mattina a Torino, erano presenti anche il presidente della Regione Sergio Chiamparino e il sindaco di Torino Piero Fassino. Nel corso del suo intervento, Petrini ha definito Terra Madre “un pezzo di diplomazia del nostro paese” e ha rivolto un invito a tutti i piemontesi: “Aprite il vostro cuore a quest’umanità, lasciatevi coinvolgere dal loro entusiasmo e dalla loro energia!

Nota a margine: sono aperte da oggi anche le iscrizioni per collaborare come volontari a Terra Madre Salone del Gusto. Chi fosse interessato può compilare il modulo online.

unnamed