Malto di Malta

Tra i tanti eventi organizzati dal benemerito Enopub Il Barbaresco di Legnano, ve ne segnaliamo uno assolutamente da non perdere, se non altro per l’originalità del tema. L’appuntamento di venerdì 15 aprile alle 20.45 con il ciclo “A cena con il birraio” è infatti un’occasione più unica che rara per degustare la prima e unica birra artigianale dell’isola di Malta: quella del birrificio Lord Chambray, che sarà presente con il fondatore e aiuto-birraio Samuele D’Imperio. Se non bastasse, sappiate che la serata sarà presentata dal mito della divulgazione brassicola, Lorenzo Dabove detto Kuaska, e che prevederà la degustazione di 4 birre abbinate ad altrettanti piatti dal menu del locale: la blanche Blue Lagoon con la soppressata marchigiana all’arancia, la blonde Golden Bay con lasagne alle verdure di stagione, la English IPA San Blas con costine di agnello alla griglia e la stout Fungus Rock con pudding ai marron glacé e salsa di cioccolato. Il tutto ha un costo di 30 euro a persona. Che altro dire? Affrettatevi a prenotare contattando lo 0331-459630 o scrivendo una mail!

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In Bocca al Lupo

Che Tormaresca sia una delle cantine di riferimento per la Puglia e per tutto il Sud Italia non è certo una novità e neppure una sorpresa, visto che parliamo di una creatura dei Marchesi Antinori, forse la famiglia più longeva e più conosciuta nel mondo del vino. Non è facile però assistere a un evento come la degustazione verticale che si è svolta ieri sera a Milano presso l’enoteca N’Ombra de Vin, per vari motivi: la presenza di Renzo Cotarella, che di Antinori è l’amministratore delegato e l’enologo principe. La prestigiosissima collaborazione di Pietro Zito, chef degli “Antichi Sapori” di Andria, che ha offerto in assaggio la sua personale versione delle orecchiette con cime di rapa. Ma soprattutto l’eccellenza del Bocca di Lupo, l’Aglianico in purezza che costituisce il prodotto più pregiato della cantina delle Murge: ben 6 le annate in degustazione, dal primigenio 2001 al fresco 2012. L’annata migliore? A nostro personalissimo giudizio quella del 2004, perfetta per l’equilibrio tra i tannini e il legno. Ma il consiglio più corretto è senz’altro quello di provarle tutte… Per il momento, vi lasciamo con qualche immagine della serata.

Quaranta bottiglie di birra sul mur

Chi l’avrebbe detto undici anni fa che quel manipolo di birrai emergenti, alcuni anche un po’ scalcagnati, sarebbe stato alla base di un fenomeno di costume internazionale? Ai giorni nostri il Palalido, sede della storica prima edizione, purtroppo non c’è più e anche molti dei birrifici originari mancano all’appello, ma l’Italia Beer Festival che si apre oggi agli East End Studios di Milano è diventato un appuntamento di punta del settore birrario e continua a crescere di anno in anno. Lo dimostra se non altro il numero dei partecipanti: ben 40 birrifici da tutta Italia, tra cui alcuni nomi storici come Croce di Malto o Toccalmatto, ma anche parecchie delle nuove realtà emerse negli ultimi anni. Il festival inizia oggi alle 17 e continuerà fino al 20 marzo, con apertura venerdì fino alle due, sabato dalle 12 alle due di notte e domenica dalle 12 a mezzanotte: l’ingresso costa 8 euro, le singole degustazioni (da 10 o da 25 cl) sono come sempre a pagamento. Oltre 200 birre da assaggiare, banchetti di prodotti artigianali per pranzo e cena (dagli arrosticini agli hamburger), laboratori di degustazione gratuite e concerti tutte le sere: ce n’è davvero per tutti i gusti. Prosit!

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Ambasciator non porta penne?

Lo ha twittato con grande risalto anche Carlo Cracco: “Un grande momento per la cucina italiana“. Si riferiva alla firma del Protocollo d’Intesa per la Valorizzazione all’Estero della Cucina Italiana di Alta Qualità, stipulato – con tutte le maiuscole – martedì 15 marzo dai Ministri degli Affari Esteri, delle Politiche agricole e dell’Istruzione. Di cosa si tratta esattamente? Il protocollo mira, secondo il Governo, a “valorizzare le eccellenze enogastronomiche italiane” con una serie di iniziative all’estero che nel prossimo biennio coinvolgeranno in particolare sei paesi: USA, Giappone, Cina, Russia, Emirati Arabi Uniti e Brasile, insomma i sei più attraenti partner commerciali, per farla semplice. In questi paesi sarà organizzata a novembre una Settimana della cucina italiana e verranno realizzate master class per promuovere la dieta mediterranea e il cibo italiano; previste inoltre borse di studio per chef Under 30 e giornate dedicate alla nostra cucina in occasione di eventi internazionali come le Olimpiadi di Rio 2016. Il tutto con la partecipazione attiva di alcuni chef – lo stesso Cracco, ma anche Davide ScabinCristina BowermanFulvio Pierangelini e molti altri erano presenti alla Farnesina – che ricopriranno il ruolo di “ambasciatori del gusto”.

Qualche dubbio è legittimo: chi stabilisce quale sia la cucina di “alta qualità”? I grandi chef saranno davvero ambasciatori del cibo italiano o non piuttosto di se stessi? E promuovere star della ristorazione da 40 euro a piatto è davvero il modo migliore per salvare dalla contraffazione i nostri prodotti alimentari? Idee da approfondire, anche se ad avvalorare l’iniziativa governativa va detto che il protocollo è solo una delle iniziative previste nel quadro del Food Act: un progetto che ha obiettivi ambiziosi come il “potenziamento della distribuzione del vero Made in Italy” e la certificazione della cucina italiana. Attendiamo dunque ulteriori provvedimenti su questi fronti; intanto, per chi fosse interessato, il testo completo del protocollo è qui.

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Due giornate fiorentine

In due giorni a Firenze si possono fare tante cose: tra le principali c’è, naturalmente, un veloce ma soddisfacente excursus delle più gustose realtà enogastromiche della città! Innanzitutto vi tranquillizziamo: il capoluogo toscano resta una certezza per gli amanti del mangiare e del bere bene, grazie anche al contributo di alcuni capisaldi immortali. La Trattoria Mario, a ormai 12 anni dalla nostra prima visita, resta un punto fermo per gli amanti della bistecca alla fiorentina; e non è da meno il Ristorante del Fagioli, ritrovo prediletto non solo dagli amanti della carne ma anche da quelli di primi e dolci di qualità. Tra le novità, segnaliamo soprattutto l’osteria-tripperia Il Magazzino, dove le antiche tradizioni della trippa e del lampredotto rivivono grazie a una cucina interessante e creativa. Più semplice ma non per questo avara di sorprese la proposta della decentrata Taverna degli Artisti, locale ottimo per una sosta veloce. Per un buon bicchiere di vino accompagnato da aperitivi stuzzicanti, infine, niente di meglio della piccola ma gettonatissima enoteca Le volpi e l’uva!

Per saperne di più vi invitiamo naturalmente a leggere le nostre recensioni complete: a questo indirizzo trovate un elenco completo dei ristoranti da noi visitati a Firenze. Buon appetito…

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Libertà di forchetta

Anno da record per Identità Golose: la dodicesima edizione del congresso di alta cucina, tenutasi a Milano dal 6 all’8 marzo scorsi, è stata a detta degli organizzatori quella di maggior successo in termini di numero di visitatori e di ospiti presenti. Non male, soprattutto perché da qualche anno il festival milanese mira a superare lo status di lussuosa passerella degli chef più celebrati per trasformarsi in un luogo di riflessione sulla ristorazione e, perché no, sui suoi risvolti culturali e socio-economici. In questo senso il tema “La forza della libertà“, declinato da star come Carlo CraccoMassimo BotturaNiko Romito ma anche da outsider di lusso (Paolo LoprioreCesare Battisti), ha colto nel segno. Più che soddisfatto il patron Paolo Marchi, che si lancia in un paragone calcistico: “I campioni del pallone rimangono impressi nella memoria, ma passano: passa Van Basten, passa Ronaldo, passa Ibra. Ma il Milan resta, l’Inter resta. Sono realtà strutturate, salde, che fanno da riferimento stabile. Ecco, penso che quest’anno Identità Golose abbia dimostrato di aver raggiunto tale grado di solidità: tantissimi vi si riconoscono, è uno strumento affermato per dare visibilità alla cucina italiana. Non siamo estemporanei, continuiamo a creare nuovi contenuti, ossia nuovi campioni“.

Tra le novità di questa edizione ha raccolto unanimi consensi la Scuola di Identità Golose, un nuovo format realizzato in collaborazione con L’Arte del Convivio e strutturato in una serie di vere e proprie lezioni tenute da chef e degustatori. Molto bene anche l’area dedicata al vino, sgravata dal peso dell'”evento parallelo” degli scorsi anni e gestita direttamente dal Merano Wine Festival; e riusciti anche i nuovi cicli di incontri dedicati al formaggio, allo champagne, al caffè. Qualche visitatore lamenta un po’ di inevitabile confusione, ma bisogna dare atto agli organizzatori di aver provato a limitare il caos, soprattutto con il nuovo sistema di accessi controllati alle sale tramite QR-code.

Nella sezione Articoli del nostro sito potete trovare una ricca galleria di immagini della giornata di lunedì 7 marzo. Buona visione!

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L’oca dalle uova d’oro

Cari lettori, siamo in debito con voi: dobbiamo ancora relazionarvi su alcune giornate di passione gastronomica, partendo da un gustoso viaggio a Firenze per arrivare all’edizione 2016 di Identità Golose. Prima, però, spazio a una recensione fresca fresca, direttamente dalla Lomellina: quella dell’agriturismo La Gambarina di Mortara. Una città universalmente nota per la sua dedizione all’allevamento dell’oca e alle relative specialità culinarie, apprezzate fin dal Medioevo: il locale in questione non fa eccezione, come si può intuire dal recinto strapieno di oche starnazzanti che accoglie i visitatori prima ancora dell’ingresso. Gli squisiti prodotti locali, dal salame al prosciutto d’oca passando per il patè di fegato, compongono un menu tanto semplice quanto riuscito a prezzi davvero bassi (30 euro per un pasto completo): se si è fortunati, si possono anche acquistare uova d’oca a chilometro zero. Per maggiori informazioni leggete la nostra recensione completa. Ma attenzione: l’agriturismo è aperto solo nei weekend!

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