Scurdammece ‘o passito

Dopo un buon pasto che c’è di meglio di un bicchiere di passito, magari in abbinamento con il dessert? Da oggi a Volta Mantovana ci si possono concedere entrambe le soddisfazioni: è aperta dalle 16 di venerdì, e fino a lunedì 2 maggio, la nuova edizione della Mostra Nazionale dei Vini Passiti e da Meditazione, con più di 100 aziende partecipanti per un totale di circa 140 etichette italiane ed europee. La manifestazione, che si svolge nella scenografica cornice di Palazzo Gonzaga, quest’anno apre le sue porte fino a tarda notte: venerdì e sabato gli stand espositivi chiuderanno a mezzanotte, domenica alle 20, mentre lunedì la chiusura è prevista per le 16. Il biglietto d’ingresso costa 5 euro a persona e dà diritto alla visita della mostra-mercato, ma anche a partecipare alle degustazioni guidate e agli abbinamenti con formaggi, cioccolato e sigari. Per l’occasione diversi ristoranti della zona mettono a disposizione un menu convenzionato al prezzo di 25 euro tutto compreso; e per chi ama l’attività fisica c’è anche la possibilità di seguire il campionissimo Francesco Moser nella sua pedalata tra le colline di sabato mattina, naturalmente con arrivo a Palazzo per un brindisi finale…

Annunci

Il lavoro debilita

Festa nazionale e per l’occasione anche domenica, per la disperazione di chi si augurava un po’ di riposo: quest’anno anche il 1° maggio regala ben poche soddisfazioni ai lavoratori. Per consolarsi ci si può predisporre alla 1° Mangio, ovvero la quindicesima edizione della Magnalonga della Valle dei Laghi: una camminata non competitiva che si svolge tra Lasino e Cavedine, nel cuore del Trentino, e che naturalmente comporta anche sostanziose degustazioni di prodotti tipici. Si parte domenica mattina, dalle 10.30 alle 12, e si percorrono circa 10 km tra laghi e incantevoli paesaggi montani: 8 le soste previste, ciascuna in coincidenza con una portata del pranzo. Dal caffè d’orzo alla grappa, passando per mela in camicia, formai miz e luganeghe, uova sode, canederli al sugo, polenta, salsiccia e fagioli e la tipica “tortina de fregoloti”; a metà strada c’è spazio persino per una degustazione di acqua aromatica. L’iscrizione costa 20 euro per gli adulti, 15 per i ragazzi fino a 18 anni, e può essere effettuata on line o direttamente alla partenza, fino all’esaurimento dei 1000 posti disponibili.

Sorpresa!

Pasqua gustosa per tutti gli amici delle Locuste: vi regaliamo ben due recensioni direttamente dalla Sicilia, quelle della Locanda degli Abbatazzi di Acireale e del ristorante Cutilisci di Catania. Attenzione, questa volta niente trattorie rustiche: il primo è un locale di fascia medio-alta, caratterizzato dall’eleganza e dalla cura nella presentazione dei piatti, ma anche da una straordinaria qualità delle materie prime. Leggete la nostra recensione completa per conoscere i suoi punti di forza. Il secondo, invece, è l’originale creazione di uno chef palermitano (nemo propheta in patria) che, in riva all’incantevole spiaggetta da cui prende il nome, ha puntato tutto sui cibi naturali e biologici, con risultati sorprendenti. Peccato solo per le porzioni un po’ ridotte, ma tutto il resto merita una promozione: ancora una volta, tutti i dettagli nella nostra recensione.

Capretto espiatorio

La Pasquetta incombe e non può che essere, come sempre, nel segno del mangiar bene. Per questo vi suggeriamo una capatina in Veneto, a Selva di Montebello Vicentino, dove si celebra per il quarantaduesimo anno di fila la Festa dei Vini DOC Gambellara: concerti e spettacoli iniziano già dal sabato, ma è lunedì 25 aprile che la manifestazione dà il suo meglio con il tradizionale pranzo a base di capretto, a partire dalle 12.30, nel teatro tenda. La giornata prosegue poi con giochi, spettacoli e soprattutto degustazioni dei vini più importanti del territorio: il Gambellara classico e il Recioto di Gambellara. Buona Pasqu(ett)a a tutti!

Un vulcano in cucina

La notizia del fine settimana: le Locuste sono diventate fan del Cavaliere. Non quello a cui state pensando, bensì il Cavalier Nino Mannino, da sempre deus ex machina della Trattoria Casalinga di Catania: un locale che ci ha talmente impressionato da entrare direttamente al decimo posto della nostra Eat Parade. Per conoscere le ragioni di questa “investitura” vi toccherà, ancora una volta, leggere la nostra recensione. Per il momento vi basterà sapere che Nino ci ha conquistato con il suo inconfondibile sarcasmo siculo e le sue teorie razziali sui rapporti tra italiani, siciliani e… svizzeri: una lezione di vita che non dimenticheremo! Seguiteci nei prossimi giorni per altre gustosissime novità dalla Trinacria.

Il formaggio è risorto

Del Montébore abbiamo già parlato in passato, ma l’argomento val bene una “rimasticatura”: questo straordinario formaggio piemontese è famoso per essere stato salvato per il rotto della cuffia dall’estinzione. Nel 1999, dopo decenni di totale oblio, Slow Food rintracciò l’ultima depositaria della tecnica di produzione del Montébore e riscoprì un’antichissima prelibatezza. E quale miglior periodo della Pasqua per festeggiare la “resurrezione” di un formaggio? Proprio il Lunedì dell’Angelo, 25 aprile, si celebra dunque la decima edizione della Pasquetta del Montébore, naturalmente all’Agriturismo Vallenostra di Mongiardino Ligure, in provincia di Alessandria; diciamo “naturalmente” perché per molto tempo l’omonima Cooperativa è stata l’unica in Italia (e dunque al mondo) a produrre il Montébore, oggi affiancata da altre realtà della zona e da uno specifico Consorzio. Il programma della giornata: dalle 12 in poi merenda sui prati con menu alla carta self-service, seguito da musica dal vivo e visite al caseificio. I piatti, tra cui polenta con fonduta al Montébore e taglieri di formaggi, avranno prezzi compresi tra i 4 e gli 8 euro; molte le iniziative per i bambini, tra cui l’apprezzato servizio di “asini babysitter”. Meglio prenotare, ovviamente sul sito ufficiale dell’agriturismo.

Cibus fugit

Tendenze e controtendenze: parlavamo proprio qualche giorno fa della scelta del Vinitaly, che punta a concentrarsi sui visitatori “business”. Ebbene il Cibus, storica fiera dell’alimentazione di Parma, va esattamente nella direzione opposta e da oggi si apre per la prima volta al grande pubblico con la prima edizione di Cibus Tour. Fino a domenica 17 aprile la fiera di Parma sarà aperta dalle 11 alle 23 a prezzi popolari (biglietto giornaliero a 5 euro) per presentare ai visitatori le eccellenze della gastronomia italiana: regnano, naturalmente, formaggi e insaccati, ma non mancano cooking show, degustazioni guidate, ristoranti regionali e convegni a tema. Una buona parte del fascino della tre giorni parmense deriva dall’evento gemello Po(r)co ma buono, oltre 2500 mq interamente dedicati al maiale e alla filiera dei prodotti suini: anche qui, laboratori del gusto, percorsi educativi, degustazione di carni e salumi e di oltre 600 vini con una speciale attenzione ai Lambruschi. Anche se ci hanno portato via la griffe “scusate se è po(r)co”, li perdoniamo…