Abbiamo parlato di Navigli e restiamo in tema presentando le benemerite iniziative di Viaggi in Corsivo, agenzia turistica che organizza una serie di itinerari alla scoperta della Milano che fu, quando il nome “Naviglio” indicava appunto un corso d’acqua navigabile. Il percorso che più ci interessa, però, non si svolge lungo la strada ma a tavola: ogni sabato, da settembre ad aprile, è infatti possibile partecipare all’iniziativa “Cena e cinema” al Ristorante San Pietro di Robecchetto con Induno, un tempo stazione di transito dei barconi che trasportavano merci in città. Qui, dopo una cena a base di prelibatezze locali (compreso il vino servito in scodella, come da tradizione), i visitatori avranno la possibilità di assistere alla proiezione del cortometraggio “Ona strada bagnada“, basato sui ricordi dell’ultimo barcaiolo attivo sui Navigli. La serata terminerà poi con un’esibizione di artisti locali che eseguiranno le più note canzoni in dialetto milanese. Il tutto a un costo di 40 euro a persona, ma con diverse possibilità di sconti per gruppi e coppie: per tutte le combinazioni consultare il sito ufficiale.

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Se non avete impegni per il prossimo 14 novembre, non pensate di andare a cenare all’Osteria Ma.Si. di Milano: la troverete chiusa, come avviene in occasione di tutti i derby tra Inter e Milan di cui i due titolari (suocero e genero) sono appassionati sostenitori. Visitatela però in qualsiasi altro giorno dell’anno, previa prenotazione, perché ne vale davvero la pena: pochi altri luoghi in città offrono lo stesso rapporto qualità-prezzo e un menu così aderente alla tradizione pugliese, in aggiunta alla contagiosa simpatia dei gestori. Altro indirizzo da tener presente in zona Navigli, ma prevedendo un budget più alto, è il ristorante Certe Notti, raffinata “filiazione” della più celebre Osteria del Gnocco Fritto: qui si mangia carne, in tutti i tagli e in tutte le quantità, ma c’è anche qualche ricercatezza in più all’insegna della sperimentazione. Per saperne di più, leggete la nostra recensione.

In Italia, si sa, si mangia bene ovunque, dalla prima all’ultima provincia. Tranne una: “Siamo forse gli ultimi in tutto il paese dal punto di vista enogastronomico” ammette Paolo Satta, titolare del caseificio Aristeo di Rancio Valcuvia e unico rappresentante della provincia di Varese al Salone del Gusto di Torino. Proprio così: una sola azienda (ci sarebbe per la verità anche l’ottimo Birrificio Orso Verde di Busto Arsizio, che però poco ha a che far con le tradizioni locali) per un territorio che conta quasi 900mila abitanti. Non può essere solo un problema di… gusti: “Avremmo tanto da fare e da dire – continua infatti Satta – ci sarebbero anche eccellenze gastronomiche da promuovere, il fatto è che non ci crediamo. Dovremmo prima di tutto essere consapevoli che mangiare bene non è solo un problema di salute, ma anche di stile di vita e di benessere in senso lato. Credo che allora nei ristoranti di Varese vedremmo tranquillamente comparire o ricomparire i nostri prodotti, che poi farebbero anche da volano dal punto di vista economico e turistico, cosa che attualmente ci manca del tutto”. E sì che il formaggio di capra è ricercatissimo, ma purtroppo l’azienda non è in grado di soddisfare la richiesta: “Il mercato c’è – dice il titolare di Aristeo, premiata fra l’altro per il miglior caprino italiano all’ultimo concorso tenutosi in Franciacorta – sia perché il prodotto ha grandi qualità dal punto di vista nutritivo, sia perché è stato riscoperto nella sua qualità: fino a qualche anno fa il formaggio di capra era fatto male, oggi è riconosciuto anche dai buongustai. Purtroppo stentiamo ancora ad avere una produzione di latte accettabile e a causa di questo limite perdiamo grandissime occasioni”.
Come sempre, il testo completo dell’intervista realizzata al Salone è disponibile sul nostro sito nella sezione Articoli.

Ascolta un estratto dell’intervista

D’oh!

27 ottobre 2010

Anche se con netto ritardo ecco una segnalazione flash per il pomeriggio di oggi, mercoledì 27 ottobre: al Teatro Condominio di Gallarate, nell’ambito del festival Duemilalibri, lo chef Davide Oldani (creatore del ristorante “D’O” di San Pietro all’Olmo) presenta insieme a Paolo Marchi il suo ultimo libro “POP. La nuova grande cucina italiana. D’O, ricette e gioco di squadra“. Ingresso libero; chi si trovasse da quelle parti non perda l’appuntamento!

A fermarlo è intervenuta persino la Polizia, neanche fosse un pericoloso sobillatore: in realtà Giovanni Marino è “solo” il proprietario della più grande azienda biologica del Parco Nazionale del Vesuvio e con il suo striscione “No alle discariche” (poi rimosso) ha voluto attirare l’attenzione del pubblico del Salone del Gusto sul tema che occupa le prime pagine di tutti i giornali nelle ultime settimane. “Sono solidale con i cittadini di Terzigno e dei comuni limitrofi – ha detto – con gli operatori del turismo e della ristorazione, e naturalmente con tutti i produttori agricoli vesuviani che subiscono un durissimo colpo, un danno d’immagine che, se si aprirà la discarica, diventerà effettivo e permanente”. Con la mozzarella di bufala però è andata diversamente: “Noi campani abbiamo tali risorse che, anche se ce la mettiamo tutta per rovinarci da soli, a volte proprio non ce la facciamo. I prodotti del Vesuvio, però, non sono “forti” come la mozzarella e non sarà facile reagire. In ogni caso, noi aspiriamo a un modello di sviluppo in cui non ci siano le discariche nei Parchi Nazionali…”. Il no, tuttavia, non è una questione di principio: “Vogliamo una gestione normale del ciclo dei rifiuti: attualmente non funziona la raccolta differenziata, non c’è un impianto di compostaggio dell’umido, non funzionano gli impianti di smaltimento e a Terzigno ci finisce di tutto. Quella è una discarica illegale”.
L’intervista completa può essere consultata sul nostro sito nella sezione Articoli.

Ascolta un estratto dell’intervista

C’è un compleanno molto particolare da festeggiare sabato 23 ottobre: quello del ristorante “Il Santo Bevitore“, in via Aleardi 22 a Milano, che in occasione dell’anniversario della sua apertura offre a tutti i clienti un aperitivo-degustazione dalle 20 alle 22.30. Servizio “all you can eat” con 20 euro a testa, da non perdere. Sempre 20 euro, o anche meno, si spendono in un luogo simbolo della cultura “alternativa” milanese: il circolo Arci Bellezza, protagonista della nostra ultima recensione. Raccomandiamo di prenotare in anticipo! Infine, restando a sabato 23, altro appuntamento con musica e vino al Barbaresco di Legnano, dove sarà inaugurata al piano superiore la nuova Bottega del Barbaresco: per l’occasione saranno proposti in degustazione quattro vini (dal Refosco al Taurasi) “abbinati” ad altrettante esecuzioni in chiave jazz dei pezzi di Mina, Elisa, Pino Daniele e Fabrizio De Andrè, affidate al Fabio Buonarrota Trio. Anche qui, tanto per cambiare, il prezzo è di 20 euro a persona.

Gusto di Lombardia

20 ottobre 2010

Il grande giorno è quasi arrivato: domani a Torino si apre l’ottava edizione del Salone del Gusto, e per tutti i dettagli vi rimandiamo alla presentazione che abbiamo pubblicato nella sezione Articoli del nostro sito. Per il momento abbandoniamoci a un po’ di campanilismo ricordando le iniziative organizzate dalla sezione Lombardia di Slow Food in occasione dell’evento: gli espositori della regione (quest’anno, infatti, gli stand saranno suddivisi in base alla zona di provenienza) saranno 37, con una decisa prevalenza di salumifici e caseifici, anche se non mancheranno prodotti più originali come le mostarde cremonesi e i dolci di “Passion Cocoa”, a Rho. Solo due rappresentanti della provincia di Varese, tradizionalmente purtroppo refrattaria alla cultura gastronomica: Aristeo, formaggeria della Valcuvia, e il veterano birrificio L’Orso Verde di Busto Arsizio. Debuttano in questa edizione anche due nuovi Presìdi Slow Food lombardi, ancora una volta due formaggi: l’Agrì di Valtorta e lo Stracchino all’antica delle Valli Orobiche, che si aggiungono a prelibatezze come il Violino di Capra e il Bagoss di Bagolino. Tra i Laboratori del Gusto (prenotazioni già chiuse, ma c’è sempre la speranza di trovare un last minute) da non perdere “Grana grossa con le mostarde”, venerdì alle 13, e “Nutrire la città: Milano”, domenica alle 13, sulla rivalorizzazione del Parco Agricolo Sud. Fuori salone, al ristorante Guido Pollenzo di Bra, non mancherà neppure un appuntamento culinario con lo chef Davide Oldani.

Andamento lento

19 ottobre 2010

Si fa spasmodica l’attesa per il grande evento dell’anno, il Salone del Gusto 2010; ma prima ancora dell’inaugurazione, in programma giovedì 21 ottobre al Lingotto, Torino ospiterà un altro appuntamento chiave per gli appassionati di gastronomia e (soprattutto) enologia. L’ultima nata in casa Slow Food, la guida ai vini Slow Wine, sarà infatti presentata al pubblico e alla stampa mercoledì 20 ottobre alle 10 presso il PalaOlimpico di corso Sebastopoli. Presenti i curatori Giancarlo Gariglio e Fabio Giavedoni, ma anche il gotha di Slow Food: il presidente Carlo Petrini, il numero uno italiano Roberto Burdese e il direttore editoriale Marco Bolasco, insieme alle autorità locali. Dalle 15 alle 20, alla Reggia di Venaria Reale, si svolgerà poi la degustazione (a pagamento) dei vini delle 160 aziende insiginite della Chiocciola. Grande curiosità per la nuova guida che promette di rivoluzionare il metodo di giudizio dei vini, abolendo i punteggi e assegnando ampio spazio alla storia delle cantine e all’analisi dei territori di riferimento. 1850 cantine e 8400 vini recensiti per un volume che sarà in vendita al prezzo di 24 euro.

E’ passato oltre un mese dal nostro ritorno e finalmente chiudiamo i conti con il LocusTour 2010, pubblicando le ultime due recensioni dagli USA. Ci abbiamo messo un po’ di tempo, lo ammettiamo, ma perlomeno speriamo di aver fornito un panorama abbastanza esaustivo, e non così desolante come ci si sarebbe potuto aspettare, della cucina a stelle e strisce. Tra breve torneremo a occuparci di ristoranti nostrani (ne abbiamo già diversi in lista d’attesa), per il momento ecco a voi gli ultimi due locali statunitensi, entrambi da Laguna Beach: The Greeter’s Corner Restaurant, che meriterebbe una visita più che altro per la curiosa statua del “Salutatore Ufficiale” che campeggia al suo ingresso, e soprattutto la House of Big Fish, ristorante dal menu chilometrico in cui non è inusuale vedersi recapitare un secchio pieno di pesce e patatine fritte…

Una bistecca alta due dita

15 ottobre 2010

“…e una montagna di patatine fritte”, come avrebbe detto Tex Willer. Un menu che più classico non si potrebbe, ma a dispetto delle apparenze non così facile da reperire negli USA (soprattutto per quanto riguarda la prima parte) e tantomeno particolarmente economico. Se però ci si sposta nel cuore dell’Arizona, dove tra una città e l’altra ci sono 60 miglia e un ristorante può permettersi di avere come indirizzo “Route 66“, il discorso cambia: qui la cultura carnivora è davvero dominante, e il manzo alla griglia una religione. Godetevi a tal proposito la nostra recensione della storica Rod’s Steak House di Williams (aperta dal 1946), accompagnata da quella sul Collin’s Irish Pub di Flagstaff.