A volte ritornano!

Potremmo parlarvi degli oltre 30 affamati commensali che si sono affollati al tavolo per la riapertura estiva del Crotto da Gusto; potremmo descrivervi la solita pioggia di GT che ha annaffiato il pranzo, lasciando come al solito qualche vittima sul terreno; potremmo raccontarvi dell’ennesima indigestione di polenta oncia o di valorosi nuovi arrivati che sono stati visti addirittura cimentarsi con la scarpetta nel burro. Ma questa volta il nostro annuale raduno sui Monti di Gottro è stato soprattutto l’occasione per un grande ritorno: dopo ben 10 anni di assenza e svariate avventure africane, è infatti rientrato nel gruppo nientemeno che il Mastro Coppiere! Bentornato e, ovviamente, a presto per le prossime missioni…

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Una cotta per il mosto

Da diverso tempo non partecipavamo alle benemerite cene birrarie organizzate dall’enopub Il Barbaresco di Legnano, un ciclo di incontri di grande successo alla cui inaugurazione avevamo partecipato ben 4 anni orsono. Se siamo tornati sul luogo del delitto il merito è tutto del giovane ma già premiatissimo Birrificio Sagrin di Calamandrana (Asti), che ci ha incuriosito con le sue creazioni originali e, alla prova dei fatti, non ha certo deluso le attese. I due titolari BeppeBilly, al secolo Giuseppe Luci e Matteo Billia, con cui abbiamo avuto la fortuna di dividere il tavolo, dimostrano notevoli capacità di coinvolgere il pubblico interpretando i ruoli del “poliziotto buono e poliziotto cattivo“: pragmatico e dissacratorio il primo, filosofico e tecnico il secondo. Ma a garantire il successo del birrificio non sono certo – o almeno non soltanto – le doti affabulatorie dei suoi proprietari.

20180323_203550 Il Birrificio Sagrin è noto soprattutto per essere tra i principali artefici della diffusione dell’IGA, uno stile birrario tutto italiano: la sigla sta per Italian Grape Ale, e identifica la birra prodotta con l’aggiunta di mosto di vino. In assenza però di un qualsivoglia disciplinare, la definizione è del tutto vaga: per farla breve, ognuno fa a suo modo, dai pionieri del birrificio Barley in poi. La scelta del Sagrin è stata quella di utilizzare una percentuale di mosto molto limitata (tra il 5% e il 10%) e di aggiungerlo direttamente in fermentazione, realizzando così prodotti che devono molto al vino per aromaticità ed equilibrio, ma che al tempo stesso conservano una fortissima identità birraria. A questo poi si aggiunge la collaborazione con aziende vinicole di grande affidabilità come Dogliotti 1870 e Valfaccenda, che assicurano la fornitura di mosto di qualità.

Arriviamo così alla cena dello scorso 23 marzo, aperta da due birre che con lo stile IGA non hanno nulla a che fare, ma che testimoniano perfettamente l’originalitàcreatività del birrificio. La prima è la “piccante” Bacialè, una sfiziosa saison leggermente speziata con aromi che stupiscono anche per l’azzardato mix Nord-Sud: menta di Pancalieri e scorza di limoni di Sorrento. Perfetto anche l’abbinamento: mozzarella di bufala, zucchine alla menta e un godurioso crostino agli agrumi. Come primo piatto, i più classici maccheroncini all’amatriciana sono stati invece accompagnati dalla T.Malefica, una triple “mascherata”: tutte le caratteristiche dello stile belga, ma con in più almeno due mesi di fermentazione in bottiglia, che le conferiscono un caratteristico aroma. Birra ingannevolmente beverina ma dalla non indifferente gradazione alcolica, a cui si deve la denominazione (e per carità di patria sorvoliamo sul significato della “T”).

Entriamo finalmente nel regno delle IGA con le restanti due portate: la prima vede protagonista la famosa Roè, recentemente premiata con la medaglia di bronzo al Bruxelles Beer Challenge. Si tratta di una birra prodotta con mosto di uve Arneis, e in tal senso non lascia dubbi il marcatissimo profumo floreale: il gusto è delicato ma anche profondo, con una nota amara non indifferente. Essenziale, quest’ultima, per premiare un abbinamento in apparenza molto osé, quello con l’agnello arrosto ai cipollotti borettani: pare impossibile, ma la Roè è perfetta per temperare il sapore selvatico della carne ovina. Meno azzeccato, invece, l’ultimo abbinamento: la ciambella con mandorle, canditi e zabaione è deliziosa, ma il contrasto con l’esuberante Samos risulta eccessivo. Dolcezza e acidità finiscono per annullarsi a vicenda, lasciando la bocca praticamente neutra. Ciò nonostante, la IGA realizzata con mosto di uve Moscato lascia il segno: fresca e fruttata (ma per nulla dolce), la birra si fa apprezzare anche come aperitivo.

Attendiamo la prossima occasione per degustare le altre creazioni del Sagrin, tra cui la Monfrà con mosto di Barbera: a quanto pare trovarle in giro non è facilissimo, ma chi si trovasse in zona può rivolgersi direttamente al Barbaresco. Prosit!

 

 

Prosciuttiamo?

Sentite anche voi quell’atmosfera speciale? Quel particolare spirito che pervade i cuori, quella sensazione di gioia e di affetto, quel dolce e familiare profumo nell’aria? Ebbene sì, it’s that time of the year again: sta arrivando il tempo di Ora ProSciutto! L’appuntamento con la famigerata e immarcescibile festa di fine anno per le Locuste e i loro aficionados è già fissato: quest’anno l’evento si terrà mercoledì 27 dicembre, sempre nella consueta location della House of The Living Hams di Gallarate. L’origine della ricorrenza si perde ormai nella notte dei tempi, così come del resto la data di nascita di molti dei partecipanti: per fortuna le nuove leve tengono alta la bandiera dei divoratori di suini, e la tradizione può rinnovarsi ogni anno malgrado gli acciacchi e gli impedimenti logistici. L’obiettivo di fondo è sostanzialmente invariato: assaltare a mano armata un incolpevole prosciutto – che quest’anno, ghiotta anticipazione, tornerà a essere un genuino San Daniele della premiata salumeria Coradazzi – fino a consumarne quanto più possibile, con degno accompagnamento di formaggi, antipasti e snack vari, frutta secca, dolci natalizi, lychees e altre leccornie di contorno. Il tutto, naturalmente, annaffiato da fiumi di vino e allietato dalla visione di alcuni capolavori del grande schermo. Insomma, inutile dilungarsi oltre: chi ha vissuto almeno una volta l’esperienza sa cosa lo aspetta, tutti gli altri possono consultare la pagina dedicata per un breve riassunto fotografico delle edizioni precedenti, oppure presentarsi direttamente alla porta il 27 dicembre, ricordando solo di contribuire con un piccolo obolo e – soprattutto – una congrua donazione vinicola. Che dire di più? Ora ProSciutto 2017 vi aspetta!

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La Palma d’Olio

Nel presepe, le palme ci sono sempre state. Ma sarà così anche quest’anno? La domanda è lecita, se si tiene conto della psicosi scatenatasi a carico del famigerato olio di palma. Un prodotto entrato per decenni nelle nostre case nel più totale disinteresse, salvo poi essere demonizzato nel giro di pochi mesi. Ben più preoccupante del problema dell’olio di palma, ammesso che ce ne sia uno, è il modo in cui è stato affrontato: ossia con l’ormai consueta arma della disinformazione che, in molti casi consapevolmente, ha mescolato una opinabile ma legittima battaglia ambientalista contro l’abuso delle foreste (e anche lo sfruttamento del lavoro minorile) a un’assai più dubbia polemica nutrizionale basata sui presunti effetti tossici del suddetto olio. I grandi gruppi alimentari, come si sa, hanno reagito in modo molto diverso: alcuni, come ad esempio Barilla e in particolare Mulino Bianco, affermano di aver completamente rimosso l’ingrediente dai propri prodotti, enfatizzando la scelta con evidenti scritte “senza olio di palma” sulle confezioni. All’estremo opposto, Ferrero ha rivendicato la decisione di utilizzare l’olio di palma nei suoi prodotti più famosi, tra cui la Nutella, con un brillante ma discusso spot pubblicitario. E ci sono anche catene della grande distribuzione, come Coop, che hanno ritirato dagli scaffali tutti i prodotti a proprio marchio contenenti olio di palma. Chi ha ragione? Nessuno: l’importante è comprendere (e c’è da dire che sempre più consumatori lo stanno facendo) che si tratta semplicemente, in tutti questi casi, di strategie di marketing più o meno riuscite.

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Ed è per questo che per augurarvi buon Natalebuone feste scegliamo uno spot che con l’olio di palma non ha nulla a che fare, ma è un esempio di come si possa giocare abilmente con le “mode” alimentari per promuovere le proprie creazioni: ecco a voi la più recente campagna del Panettone Motta!

Un dirigibile di birra

Questa sera, martedì 6 dicembre, gli amanti della birra hanno appuntamento con… un dirigibile: l’antiquato ma efficace mezzo di trasporto è il simbolo del Birrificio Argo, grande protagonista della serata organizzata dal Baladin Milano per il ciclo “Birraio in Salotto“. Nome e iconografia non sono casuali: se nella mitologia greca Argo era la nave di Giasone lanciata alla ricerca del Vello d’Oro, il dirigibile partito dalla provincia di Parma vola alla scoperta di nuovi sapori, ingredienti e ricette per birre sempre più innovative. O almeno così racconta Stefano Di Stefano, il birraio che questa sera dalle 21 presenterà in via Solferino tre delle sue creazioni: la irish stout Aran, la Fresh Out con luppolo fresco e la cream ale Terzo Tempo, che resterà poi come ospite al Baladin per tutto il mese. La degustazione, come sempre, è gratuita; si consiglia però di prenotare il tavolo telefonando allo 02-6597758.

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Fotografi (non) si nasce

Fotografia e cibo: un’annosa querelle che si arricchisce di un nuovo capitolo? Questa volta no, perché sul valore artistico degli scatti “d’autore” crediamo che nessuno sia disposto a sindacare, anche quando davanti all’obiettivo ci sono piatti succulenti. Il cibo sarà infatti il grande protagonista della rassegna Foodgraphia in programma a Milano, a Palazzo Senato, dal 18 al 28 gennaio 2017, anche se la “messa a fuoco” della manifestazione sarà sulla cosiddetta Food Art in quanto tale, più che sul contenuto. L’esposizione collettiva raccoglierà del resto non soltanto fotografie, ma anche dipintiillustrazioniinstallazioni, selezionate attraverso un bando pubblico e abbinate alla mostra fotografica “Food Colors” di 16 autori di ShootFood, agenzia specializzata in immagini di food. Il bando di partecipazione, rivolto ad artisti italiani e internazionali dai 20 anni in su, è disponibile online: è possibile iscriversi fino al 30 dicembre. L’opening della rassegna avverrà mercoledì 18 gennaio dalle 18 alle 21.

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Non solo panettone

Si approssima un weekend ricchissimo di appuntamenti gastronomici, e visto il clima da tregenda non resta che tuffarsi a capofitto nel cibo (possibilmente al coperto). A un mese dalle feste, si comincia a sentire profumo di dolci natalizi e in particolare di panettone: allo spazio MegaWatt di Milano il fine settimana sarà tutto dedicato a Re Panettone, la festa del dolce milanese per eccellenza, con più di 40 espositori che presenteranno le loro creazioni. Apertura sabato 26 novembre dalle 10 alle 20 e domenica 27 dalle 10 alle 19, ingresso gratis con registrazione. La manifestazione sarà poi replicata a Napoli sabato 3 e domenica 4 dicembre. Aria di festa anche in provincia e precisamente a Rho, che sabato e domenica ospita Arte Panettone: l’appuntamento è nella storica Villa Burba per degustare non soltanto panettoni (al prezzo speciale di 20 € al kg per tutti gli espositori), ma anche gelati, liquori e grappe. Cambiamo completamente genere e trasferiamoci in Sardegna: a Seneghe, in provincia di Oristano, sabato 26 e domenica 27 si svolge Prentzas Apertas, ovvero la festa dell’olio nuovo. Per l’occasione tutti i frantoi cittadini saranno aperti per visite e degustazioni e nelle piazze del paese si potranno degustare olio e altri prodotti tipici. Infine l’immancabile vino: il prossimo weekend è quello del Mercato dei vini dei vignaioli indipendenti organizzato dalla FIVI alla fiera di Piacenza, con 421 vignaioli ospiti. Apertura sabato dalle 11.30 alle 19.30 e domenica dalle 11 alle 19: biglietto a 15 euro per la singola giornata e 25 euro per i due giorni.

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