Tutti su per Terra

17 maggio 2016

Ammettiamolo: è dallo scorso dicembre, quando fu annunciato il clamoroso cambio di location (e di nome) di Terra Madre Salone del Gusto, che siamo tutti in trepidante attesa di dettagli sull’edizione 2016 del mega-evento biennale di Slow Food in programma a Torino dal 22 al 26 settembre. La presentazione ufficiale svoltasi questa mattina a Milano, tutto sommato, ha concesso pochino, svelando la presenza all’inaugurazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella (che, dopo aver fatto tappa al Vinitaly, sembra aver preso davvero a cuore il tema dell’enogastronomia) e snocciolando qualche numero: 800 espositori da 100 paesi, 5mila delegati della rete di Terra Madre da 160 nazioni, 128 eventi in programma tra cui 82 laboratori del gusto, 40 chef e 300 produttori. Gli organizzatori hanno rivendicato la scelta di uscire dalle mura del Lingotto per riversarsi nel centro di Torino: la location principale, aperta dalle 10 alle 19, sarà il Parco del Valentino, ma altri eventi saranno organizzati a Palazzo Reale, piazza Castello, via Roma e piazza San Carlo. “Questa è la scommessa, mettere in piedi tutta una serie di attività che rimarranno in città. I riflettori si accendono, poi si spengono ma non deve  andare dispersa la grande energia che l’evento crea ogni anno“: sono le parole di Carla Coccolo, responsabile eventi di Slow Food.

La novità che più interessa ai potenziali visitatori è però un’altra: l’apertura del sito ufficiale della manifestazione, online da oggi con tutte le notizie relative al Salone. Tra le altre cose sono disponibili una mappa completa delle location e il calendario interattivo degli eventi: le prenotazioni sono già aperte e consigliamo caldamente di non attendere troppo per riservare il proprio posto. Gli eventi su prenotazione sono gli unici a prevedere un biglietto d’ingresso: per il resto la manifestazione sarà a ingresso libero, altra grande novità di questa edizione. Sul sito sono inoltre disponibili vaste aree dedicate agli espositori e ai media e il modulo da scaricare per candidarsi come volontari.

Terra Madre - Cuochi

 

Mi casa es tu casa

1 marzo 2016

Ormai lo sapete tutti, anche perché è stato annunciato con un anno di anticipo: l’edizione 2016 del Salone del Gusto cambierà sede, spostandosi dal Lingotto alle vie del centro storico di Torino, e anche denominazione, adottando quella di Terra Madre Salone del Gusto. Non mutano però i valori della manifestazione, che dal 22 al 26 settembre vedrà convergere nel capoluogo piemontese i delegati di oltre 170 paesi del mondo, pronti a confrontarsi sui temi dell’alimentazione e della nutrizione. E proprio in questo senso Slow Food chiede un aiuto particolare a Torino e al Piemonte in termini di ospitalità: da oggi, infatti, è possibile candidarsi per accogliere un delegato di Terra Madre, scrivendo agli indirizzi mail ospitalitainfamiglia@comune.torino.it (per la città) o ospitalita@slowfood.it (per altre località). Un’idea già attuata con successo in passato, ma che in questo momento storico assume un significato particolare, come sottolinea il fondatore di Slow Food Carlo Petrini: “In un momento in cui l’ospitalità a livello europeo paga un dazio durissimo, è fondamentale ricordare come il nostro appuntamento abbia consolidato amicizie tra cittadini piemontesi e nomadi, artigiani, produttori, pescatori e contadini ospitati sin dal 2004: chi in tutto il mondo, parla di Torino e del Piemonte con gioia“. Alla presentazione dell’iniziativa, svoltasi questa mattina a Torino, erano presenti anche il presidente della Regione Sergio Chiamparino e il sindaco di Torino Piero Fassino. Nel corso del suo intervento, Petrini ha definito Terra Madre “un pezzo di diplomazia del nostro paese” e ha rivolto un invito a tutti i piemontesi: “Aprite il vostro cuore a quest’umanità, lasciatevi coinvolgere dal loro entusiasmo e dalla loro energia!

Nota a margine: sono aperte da oggi anche le iscrizioni per collaborare come volontari a Terra Madre Salone del Gusto. Chi fosse interessato può compilare il modulo online.

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Salone senza pareti

3 dicembre 2015

Il compleanno dei vent’anni va festeggiato in modo speciale. E non c’è dubbio che quella del 2016 sarà un’edizione rivoluzionaria per il Salone del Gusto, la grande manifestazione biennale dedicata da Slow Food ai temi del cibo e dell’alimentazione. Ad attirare l’attenzione basterebbe anche il cambio di nome: l’evento, infatti, si chiamerà Terra Madre Salone del Gusto e si terrà dal 22 al 26 settembre, in anticipo di un mese rispetto agli anni precedenti. Ma la vera, grande novità è un’altra: per la prima volta il Salone uscirà dagli spazi fieristici del Lingotto per catapultarsi all’aperto, lungo le vie del centro storico di Torino. Il Parco del Valentino, Palazzo Reale, il Teatro Carignano, il Circolo dei Lettori e la Reggia di Venaria ospiteranno dunque, grazie alla collaborazione con Regione Piemonte e Città di Torino, un appuntamento destinato ad aumentare esponenzialmente la propria visibilità e attirare l’attenzione del grande pubblico sui temi della nutrizione e della produzione sostenibile. Una sorta di EXPO in ritardo, si potrebbe dire maliziosamente…

Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e deus ex machina dell’evento, spiega così la storica svolta: “È tempo che Terra Madre Salone del Gusto vada incontro a molti più visitatori, che potranno così facilmente conoscere i progetti di Slow Food e della rete di Terra Madre nel mondo, incontrare i produttori, assaggiare ottimi cibi e scoprire modi di produrli rispettosi dell’ambiente e della giustizia sociale, assistere alle molte conferenze e partecipare agli appuntamenti pensati principalmente per le famiglie. Il tutto nella meravigliosa cornice offerta dalla bellissima Torino“.

Gambe in spalla, dunque… e in attesa dell’anno nuovo rileggete il nostro reportage dell’edizione 2012!

(foto dal sito www.osservatoriodelpaesaggio.org)

Paesaggio del Comune di  Torino (TO) – Parco del Valentino.

 

Bando alle ciance!

24 settembre 2015

Torino è una città dall’antichissima vocazione enogastronomica che, a suo grande merito, ha saputo conservare eccellenze e tradizioni del passato senza “tradirle”, malgrado il progressivo ammodernamento della città. Ha un innegabile fascino l’idea di passeggiare per il centro cittadino e, di punto in bianco, ritrovarsi immersi nell’atmosfera di una piola (la tipica osteria piemontese) esattamente com’era un secolo addietro. Poi, certo, Da Cianci bisogna trovare posto, e qui i problemi aumentano: il grazioso locale di largo 4 Marzo è sempre affollatissimo e, soprattutto, non accetta prenotazioni! Una volta seduti, comunque, le soddisfazioni non mancano, non soltanto per l’atmosfera (sedie e tavoli in legno, tovaglie di carta, vino sfuso…) ma anche per la cucina semplice e genuina: acciughe al verde, vitello tonnatotajarin al ragù e l’immancabile bunet attirano ogni tipo di pubblico, dai lavoratori in pausa pranzo a turisti e studenti. Per saperne di più, leggete la nostra recensione completa!

cianci

Dieci volte in Salone

9 giugno 2014

A Torino, come al solito, ci si muove con discreto anticipo: mancano ancora più di 4 mesi all’edizione 2014 del Salone del Gusto, ma già oggi Slow Food ha presentato al Lingotto il programma del celeberrimo evento biennale che, da qualche tempo, si è “fuso” con il congresso mondiale di Terra Madre. Quella che si svolgerà dal 23 al 27 ottobre sarà un’edizione importante per molti motivi, in primis perché si tratterà della numero 10 (la prima fu nel 1996) e coinciderà anche con il decimo anno di Terra Madre. Ma a tenere banco alla presentazione è soprattutto l’imminente EXPO 2015, di cui Slow Food sarà partner: “Le tematiche di cui si occuperà sono nate qui – rivendica il fondatore Carlo Petrini – avevamo capito tempo fa che questo sistema alimentare è malato, ma non dobbiamo limitarci a convivere con questa realtà, dobbiamo denunciarla. Parteciperemo all’Expo in maniera critica, chi vuol bene a questo evento non può stare zitto, ed è per questo che noi alziamo la voce andando controcorrente”.
Il neo-presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale, annuncia invece un Salone dedicato in particolare all’agricoltura familiare e lancia un’iniziativa molto speciale: “Portate il prodotto che volete salvare a Torino, sarà il prossimo passeggero dell’Arca del Gusto, il progetto di Slow Food che segnala i cibi in via di estinzione”. Tra le altre novità di quest’anno: un padiglione dedicato interamente alla didattica e all’educazione del gusto, la Fucina di Pane e Pizza, l’area Mixology (per diffondere la cultura dei cocktail) e la Scuola di Cucina per scoprire tutte le tappe della nascita di un piatto. Come sempre, la manifestazione sarà particolarmente attenta all’impatto ambientale, già ridotto del 65% rispetto al 2006.

salonedelgusto2014

 

Ci manca il vermouth

29 ottobre 2013

Che il vermouth sia nato a Torino lo sanno – più o meno – anche i sassi: fu il distillatore Antonio Benedetto Carpano a inventarlo nel 1786.  Ma adesso che il celeberrimo vino liquoroso è diventato una delle bevande più note al mondo, ingrediente principe di cocktail e aperitivi, il legame con il capoluogo piemontese si è oggettivamente un po’ perso. Prova a ravvivarlo proprio in questi giorni un marchio storico della distilleria torinese, quello del Vermouth Anselmo: il capostipite Carlo aprì a fine Ottocento un laboratorio artigianale che in breve si trasformò in una vera e propria fabbrica, in attività fino alla Seconda Guerra Mondiale. Mercoledì 30 ottobre alle 18 il Vermouth Anselmo rinasce in via Belfiore 14, nel pieno centro della città, sotto forma di laboratorio con mescita e ristorante, ispirato agli anni Trenta nel look e nello stile. Due, per ora, le ricette utilizzate: vermouth rosso da cocktail e vermouth da meditazione (la base è sempre il Moscato di Canelli). Vedremo se nascerà da qui la moda della “vermuteria“…

anselmo

Lost in the supermarket

31 ottobre 2012

Il consumo alimentare sta cambiando, non è una novità, e la grande distribuzione cerca faticosamente di adeguarsi. Se ne è parlato anche all’ultimo Salone del Gusto di Torino, con protagonisti del calibro di Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly. Fra i tanti temi toccati emergono alcune strategie comuni: valorizzare e pubblicizzare meglio le caratteristiche di prodotti e produttori, esportare le eccellenze italiane anche all’estero, adeguarsi anche a prezzi più alti in cambio di una migliore qualità. Scoprite di più sull’interessante dibattito del Lingotto e non dimenticate di leggere anche il nostro reportage dal Salone!

 

Un Salone a tutta birra

29 ottobre 2012

Nel momento in cui scriviamo queste righe, l’edizione 2012 del Salone del Gusto e Terra Madre non si è ancora conclusa: se siete a Torino, avete ancora circa due ore e mezza per assaporarlo (non è mai troppo tardi). Per questo, o forse perché non abbiamo avuto il tempo di scriverlo, attendiamo ancora a pubblicare il nostro reportage dalla più grande manifestazione dedicata al settore alimentare; la più grande e la più visitata di sempre, possiamo dirlo con ragionevole certezza. Qualche appunto sparso: 1) La nuova formula in abbinamento con Terra Madre moltiplica all’infinito le opportunità di assaggio e scoperta di nuovi sapori, troppo per le capacità di un singolo essere umano; 2) Sarà che siamo nell’epoca dell’immagine, ma poter vedere con i propri occhi un alimento e la sua preparazione è spesso ancora più importante che mangiarlo; 3) Se l’esplosione di birre artigianali in Italia e nel mondo continuerà a questo ritmo, tra due anni bisognerà proporre una fusione con l’Oktoberfest…

Non andiamo oltre per non rovinarvi la sorpresa, ma sappiate che su Facebook troverete  una rassegna delle migliori foto della manifestazione: dal cacciucco alle danze coreane, passando per i maiali di plastica, è davvero un bel vedere.

L’abbiamo aspettato per due anni, ma finalmente il momento è arrivato: tra meno di tre giorni prende il via al Lingotto di Torino la nuova edizione del Salone Internazionale del Gusto, la più grande e completa manifestazione dedicata alle eccellenze gastronomiche, quest’anno per la prima volta in completo abbinamento con Terra Madre. Il che significa che gli incontri delle comunità del cibo di tutto il mondo (agricoltori, allevatori, pescatori…) saranno aperti al pubblico, ma anche che i produttori stessi avranno a disposizione stand dedicati per presentare la loro attività. L’obiettivo è esplicito fin dallo slogan: dimostrare che attraverso l’alimentazione si può cambiare il mondo, inculcando definitivamente nel pubblico (atteso anche stavolta oltre le 200mila unità) il concetto che mangiare è un atto sociale, economico e, perché no, anche politico. Ma siccome dai massimi sistemi si può passare facilmente alle nozioni più terra-terra – la scelta del termine non è casuale – ecco la nostra presentazione in cui troverete ogni possibile informazione, o quasi, sul Salone. E poi naturalmente continuate a seguirci per leggere le nostre corrispondenze da Torino…

Una Madre contro la crisi

28 settembre 2012

Non è più una notizia il fatto che il Lingotto di Torino, dal 25 al 29 ottobre, ospiterà la nuova edizione del Salone del Gusto; non è una notizia, dato che ve l’abbiamo anticipato in tutte le salse, neppure il fatto che le Locuste saranno presenti con un’ampia delegazione. Forse però vale la pena di ribadire che per la prima volta il Salone e Terra Madre sono organizzati come un evento unico: non certo un ridimensionamento legato alla crisi economica, ma anzi un tentativo di suggerire nuove soluzioni per superarla. “Al Salone del Gusto – ha detto il “boss” di Slow Food, Carlo Petrini, nella presentazione ufficiale tenutasi il 27 settembre – toccherete con mano la passione con cui le comunità portano avanti i loro progetti, e sarete contagiati dal loro entusiasmo. Sono convinto che il ritorno alla terra sarà una delle risposte fondamentali per uscire dalla crisi”. Importante anche l’intervento di Claudia Porchietto, assessore regionale al lavoro: “Il turismo enogastronomico continua a crescere, si attesta sui 5 miliardi di euro di fatturato e crea migliaia di opportunità di lavoro. Dobbiamo trovare proprio in esempi come questo la forza di innovare e aprire il nostro tessuto produttivo in modo moderno e dinamico”.