Lo stai facendo giusto

Se siete a Milano o negli immediati dintorni non avete bisogno di particolari voli di fantasia per immaginare cosa fare nel weekend. Due sono gli eventi che dominano la scena meneghina: uno è Fa’ la cosa giusta, la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili che Terre di Mezzo organizza da ormai 10 anni a Fieramilanocity. La manifestazione è cresciuta fino a raggiungere nella scorsa edizione ben 72.000 visitatori e oltre 700 espositori, e da sempre dedica uno spazio significativo all’alimentazione, declinata in temi come la lotta agli sprechi e la riscoperta del “chilometro zero”: da segnalare la sezione Mangia come parli con oltre 140 produttori di agricoltura biologica e biodinamica, la Locanda di Fa’ la cosa giusta con piatti da tutto il mondo, i laboratori e gli show cooking tra cui il curioso “Schiscetta in barattolo” di Jacopo Manni e Lorenzo Buonomini. La fiera, iniziata oggi, continua fino a domenica 30 marzo ed è aperta sabato dalle 9 alle 22, domenica dalle 10 alle 20.

Sempre a Milano e sempre da oggi al 30 marzo l’imperdibile Italia Beer Festival, appuntamento tradizionale per gli amanti della birra artigianale ormai perfettamente ambientatosi nella location degli East End Studios di via Mecenate. Oltre 200 le birre in degustazione da 27 birrifici, più due ospiti dal Brasile (Bierland e Schorstein); in più, laboratori di degustazione e la premiazione del CIBA (Campionato Italiano delle Birre Artigianali). Si entra con 8 euro comprensivi di bicchiere da degustazione, mentre i singoli assaggi si comprano con i classici “gettoni”. Orari: venerdì dalle 17 alle 2, sabato dalle 12 alle 2, domenica dalle 12 a mezzanotte. Prosit!

falacosagiusta

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Il Sabatino del villaggio

In passato, come ben sapete, abbiamo avuto alcune esperienze non troppo felici con i coupon sconto, e altre che senza mezzi termini possiamo definire tragiche. Ma per un ristorante c’è un modo “giusto” di utilizzare questo innovativo strumento di marketing e promozione? Secondo noi, c’è: e consiste prima di tutto nel tentare di fidelizzare i clienti che arrivano allettati dalle offerte sconto, proponendo loro un menu limitato, d’accordo, ma che comunque faccia intuire le potenzialità del ristorante. Certo, molti non torneranno in ogni caso, ma chi deciderà di farlo avrà una buona ragione per passare parola ad amici e conoscenti. Almeno in parte, è questa la strada seguita dal ristorante Da Sabatino, storico locale di cucina toscana a Milano, che da alcuni anni ha cambiato sede e tentato di “riciclarsi” proponendo anche un vasto repertorio a base di pesce. Funziona? Ai posteri l’ardua sentenza: noi, intanto, vi offriamo la nostra recensione completa.

(Come potrete notare, stiamo ancora sperimentando più di qualche problema tecnico sul sito, specialmente per quanto riguarda recensioni e mappe: abbiate un po’ di pazienza, il lavoro è lungo e faticoso ma a breve saremo on line con un sito mooolto più… appetibile).

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Qui non si fa accredito

Il Vinitaly si avvicina – quest’anno la più celebre fiera enologica del mondo si terrà dal 6 al 9 aprile – e i media specialistici cominciano a entrare in agitazione: anzi, quasi in rivolta, almeno a giudicare dal polverone alzatosi negli ultimi giorni sul tema degli accrediti stampa. Ma c’è uno “scandalo accrediti” che riguarda la fiera di Verona? Sinceramente non ci è parso: a chi richiede di essere accreditato, l’ente organizzatore ha semplicemente chiesto (non imposto) di allegare uno o più articoli realizzati in passato sulla manifestazione, ventilando al contempo la possibilità di introdurre condizioni più restrittive per le prossime edizioni. E c’è anche chi elogia Veronafiere per aver finalmente allargato la procedura anche ai blogger. L’Aset (Associazione della stampa enogastroalimentare della Toscana) prima ha aperto il caso, poi di fatto lo ha sgonfiato con un intervento del presidente Stefano Tesi: fondamentalmente condivisibile, salvo per qualche passaggio involontariamente comico, come quando sostiene che il giornalista potrebbe tranquillamente farsi rimborsare il biglietto d’ingresso dal committente… Ci piacerebbe sapere con quali testate ha collaborato Tesi negli ultimi decenni. Ma il punto, alla fine, è un altro: è legittimo che gli organizzatori di un evento così seguito vogliano passare al setaccio il pubblico dei media, distinguendo chi sta davvero svolgendo il suo lavoro da chi mira soltanto allo scrocco selvaggio, oppure bisognerebbe spalancare le porte indiscriminatamente al grido di “l’importante è che se ne parli”? Prima di dare la vostra risposta, tenete presente che noi siamo stati accreditati anche quest’anno!

accredito vinitaly

Gli amici degli amici

Una cosa è certa: nessuno potrà accusare le Locuste di favoritismi. Infatti ci dimentichiamo regolarmente di segnalare le iniziative dell’amico Andrea Prandoni, che dal 2012 è al timone dell’eponimo AP Restaurant & Pizza in via Asti 5 a Castellanza; e sì che gli eventi non mancano, a partire dalle cene a tema alla scoperta dei “Sapori d’Italia” organizzate in collaborazione con InfiniteCordialità, dedicate ogni mese ai piatti tradizionali di una diversa regione. Questa volta, però, non potevamo proprio esimerci dal diffondere la notizia della serata in arrivo: venerdì 21 marzo il ristorante festeggia infatti i due anni dall’apertura, e lo fa con un menu dal sapore spagnolo a base di paella e sangria, al prezzo speciale di 25 euro a persona, con tanto di musica dal vivo e animazione. Prendetelo come un suggerimento disinteressato!

aprestaurant

 

15 piatti di celebrità

L’Expo 2015 è ancora lontana – sembra proprio che alla fine arriverà, incredibile ma vero – ma è un fatto incontrovertibile che la cultura dell’alimentazione, anzi del food, è già entrata prepotentemente nell’esperienza quotidiana di tutti noi. Detto così sarebbe un evento da festeggiare in grande stile, il problema è che c’è entrata nel solito modo distorto: attraverso la televisione, croce e delizia (ma soprattutto croce) del pubblico mondiale e in particolare italiano. Se ne sono accorti prima degli altri i pubblicitari: per esempio GroupM, uno dei principali centri media del nostro paese, che ha lanciato insieme a Mec la ricerca FoodFWD sull’uso dei media e della comunicazione nel mondo del cibo. Lo studio ha dato risultati che non definiremmo sorprendenti, ma che di sicuro impressionano: per esempio, il 20% degli intervistati ha dichiarato che le abitudini di consumo alimentare sono influenzati dai programmi televisivi. E dal punto di vista degli inserzionisti pubblicitari, il modo più gettonato per raggiungere i clienti (al 46%) sono ancora le trasmissioni tv. La ricerca è molto tecnica e anche un po’ sconfortante, ma se volete leggerne un estratto potete andare qui.

p.s. sì, lo sappiamo, oggi apre Eataly Smeraldo a Milano. Siccome se ne è già parlato fin troppo, aspettiamo la visita diretta per esprimere un giudizio. Una rassegna degli articoli in merito, in continuo aggiornamento, la trovate intanto su Etalia.

Format

Pignoletto a sorpresa

Come ogni anno, con l’avvicinarsi del Vinitaly, IRI Worldwide rilascia il suo studio sulle vendite di vino nei supermercati italiani. Il dato principale è il più interessante, ma insieme il più deprimente: anche nel 2013 il volume del vino venduto nel nostro paese è calato del 6,5%, quasi il doppio dello scorso anno, anche se il notevolissimo aumento dei prezzi (+10,2% al litro) ha fatto salire il valore complessivo del 3,1%. L’indagine si riferisce soltanto alla grande distribuzione (dove comunque si vende il 63% del vino) e fotografa una situazione non proprio rosea, anche se comunque sensibilmente migliore rispetto ad altri settori, tanto che il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani la interpreta così: “La tendenza si può riassumere in una maggiore consapevolezza della qualità e soprattutto del giusto rapporto qualità/prezzo da parte del consumatore medio”.

Passiamo a qualcosa di più frivolo: la classifica dei vini più amati, che sembra premiare decisamente i bianchi. Dietro all’irraggiungibile Chianti e al Lambrusco emergono infatti prepotentemente il Vermentino, che si piazza al terzo posto con una crescita del 10%, e il Prosecco, che registra un’impennata del 12%. Ma il maggior tasso di crescita, a sorpresa, lo registrano due vini totalmente antitetici tra loro: il Pignoletto, le cui vendite salgono addirittura del 18,8%, e il Cannonau, in ascesa del 17,2%. Certo, stiamo parlando di volumi ben diversi da quelli dei top ten, ma il successo del vino romagnolo stupisce non poco. Almeno finché non si consulta la voce relativa al prezzo medio: appena 2,97 euro a bottiglia…

L’indagine completa è consultabile qui.

(foto da www.enotecaemiliaromagna.it)

Pignoletto

Recensori fiscali

L’annosa diatriba sulle recensioni online si arricchisce di un nuovo capitolo, questa volta (speriamo) positivo: una possibile svolta nasce dal primo incontro pubblico tra Trip Advisor, incontrastato dominatore del settore con oltre 2 miliardi di visitatori all’anno, e la Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), organizzato da Italia a Tavola a Firenze. Dall’incontro, moderato dal direttore del Tg2, è nata una proposta precisa: certificare l’attendibilità delle recensioni, troppo spesso al centro di polemiche sulla loro veridicità e anche oggetto di truffaldine compravendite, con un documento fotografico. Per la precisione, con la fotografia della ricevuta fiscale rilasciata dal ristorante visitato, che comproverebbe l’effettiva presenza dell’autore in quell’esercizio. La risposta di TripAdvisor ancora non è arrivata, ma perlomeno un dialogo si è aperto. Certo, la soluzione proposta risolverebbe solo un corno del dilemma, quello delle recensioni negative (restano fuori le “false positive”, commissionate o pubblicate ad arte dal ristorante stesso per autopromuoversi); e certo viene da sorridere pensando che i primi a osteggiare l’idea potrebbero essere i ristoratori stessi, visto che alcuni di essi ancora oggi sfuggono all’utilizzo della ricevuta preferendole documenti ingannevoli come il cosiddetto “pre-conto”… Ma in realtà la questione è complessa e merita una riflessione seria. Come si può arrivare a una garanzia efficace e credibile sull’attendibilità di una recensione? E non sarà che, oltre a saperle scrivere, le recensioni bisogna anche imparare a leggerle? Di certo, da oggi in poi sarà più difficile accusare un critico gastronomico di essere troppo “fiscale”..

(foto da www.italiaatavola.net)

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