Tutti i colori del vino

15 aprile 2016

A fare sensazione, come al solito, sono i grandi numeri, ma questa volta in un’accezione diversa dal solito: per la prima volta da tempo immemorabile, i visitatori del Vinitaly risultano in calo e si attestano sui 130mila, peraltro un numero di tutto rispetto. Sembra una cattiva notizia ma non lo è, anzi riflette la precisa volontà degli organizzatori della kermesse di Verona di “scremare” l’audience, anche attraverso un aggressivo incremento del prezzo dei biglietti. I numeri che contano – dagli espositori ai buyers stranieri – sono infatti tutti in crescita e il Vinitaly, raggiunto il traguardo della cinquantesima edizione, si conferma sempre più punto di riferimento per il mondo del vino in Italia e nel mondo. La nostra visita, purtroppo, è stata come al solito breve e anche ostacolata dai canonici problemi di viabilità: qualche idea e più di qualche degustazione, comunque, ne sono scaturite. Se volete sapere come è andata e spulciare il sommario elenco dei nostri consigli per gli acquisti, non vi resta che leggere il reportage completo nella sezione Articoli del nostro sito!

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Un assaggio di futuro

8 aprile 2016

Il paradosso del Vinitaly è lo stesso che riguarda l’intero settore del vino: uguale a se stesso da decenni eppure in continua evoluzione. Per chi visiterà la storica cinquantesima edizione della più importante kermesse enologica mondiale, in programma a Verona da domenica 10mercoledì 13 aprile, sarà difficile non sentirsi a casa: ambienti, ritmi, atmosfere e filosofia saranno gli stessi di sempre, eppure qualcosa – se non tutto – è cambiato. Frutto di un virtuosissimo mix tra la grande vetrina commerciale e il ritrovo enologico d’élite (un po’ come avere la botte piena e la moglie ubriaca), oggi il Vinitaly prova a restringere la cerchia, anche perché nel frattempo il modo di pensare e consumare il vino è cambiato: non a caso il costo del biglietto d’ingresso sale a 80 euro, nel chiaro tentativo di scoraggiare gli appassionati “bevi e fuggi” a beneficio degli operatori di settore. L’evento di Verona è ormai prima di ogni altra cosa un appuntamento istituzionale: oltre al presidente del Consiglio ci sarà per la prima volta anche un Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (presente all’inaugurazione di domenica), e mercoledì 13 aprile si terrà il Forum dei ministri agricoli dei 16 paesi vitivinicoli europei. Le presenze dall’estero saranno rilevanti in termini di numeri e di “peso”: per capirlo basta scorrere il calendario degli eventi, molti dei quali dedicati ai prodotti stranieri, dalla Francia all’Australia. Record annunciati: più di 4100 espositori e oltre 100mila mq netti di superficie occupata. Gli orari di apertura restano quelli classici: dalle 9.30 alle 18, con navette gratuite dalla stazione di Verona e dai principali parcheggi. E per le serate c’è il ricco programma di eventi del “fuorisalone”: Vinitaly and the City.

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50 mesciture di rosso

3 marzo 2016

…ma anche di bianco e rosato, s’intende. Quella che sta per arrivare è la cinquantesima edizione di Vinitaly, la più celebre fiera enologica del mondo, e a Verona stanno facendo le cose in grande per costruire un evento che lasci il segno. La prima novità è il ritorno alla tradizionale collocazione nel calendario: la manifestazione si svolgerà infatti da domenica 10 mercoledì 13 aprile, mentre nel 2015 era stata anticipata a marzo per non interferire con EXPO. Si conferma intanto la tendenza verso la “professionalizzazione” dell’evento: quest’anno il biglietto costerà ben 80 euro al giorno (contro i 60 dello scorso anno e i 50 dell’edizione precedente), ridotti a 75 per l’acquisto online. Un chiaro tentativo di dissuadere i visitatori occasionali per lasciare spazio agli operatori del settore. Che accorreranno anche quest’anno in massa, in particolare dall’estero: aumentano infatti gli spazi destinati ai vini stranieri, presenti in forze da 16 diversi paesi. Nel padiglione Vininternational sarà protagonista la Spagna con 18 cantine, che porteranno in degustazione più di 20 vini Dop; gli espositori spagnoli parteciperanno anche all’iniziativa b2b Taste and buy. Ma a Verona, nel padiglione internazionale e tra i vini biologici di Vinitalybio, ci saranno tra le altre anche aziende francesi, rumene, slovene, croate, australiane e, per la prima volta, cinesi. Da non perdere, infine, le degustazioni della Vinitaly International Academy dedicate al Pinot Grigio francese e ai vini di Georgia e Cina; martedì 12 aprile appuntamento speciale con Jean-Claude Berrouet, uno dei più importanti enologi al mondo, che presenterà otto dei migliori vini al mondo.

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Abbiamo fatto fermentare le impressioni, affinato in barrique le sensazioni e ora finalmente, dopo una settimana, siamo pronti: il nostro reportage dal Vinitaly 2015 è online! Lo abbiamo intitolato “La botte piena e il turista ubriaco” facendo riferimento a una delle principali critiche rivolte all’organizzazione, che si ripresenta invariabile ogni anno: quella sull’eccessiva presenza degli enoturisti di giornata che a tutto mirano fuorché alla degustazione. Ma è un discorso vecchio e tutto sommato non troppo interessante. Quello che conta sono i vini e dunque, come sempre, a conclusione dell’articolo troverete alcuni consigli per gli acquisti tratti dalla nostra breve e discutibile esperienza alla fiera di Verona.

Se tutto ciò non vi basta, sulla nostra pagina Facebook trovate anche alcune foto scattate durante la rassegna, e nella sezione Articoli del sito potete rileggere le cronache delle precedenti edizioni… tanto per certificare che “tutto scorre“, soprattutto il vino.

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Più avanti parleremo diffusamente del Vinitaly 2015, che abbiamo avuto la fortuna di visitare ieri. Per ora concedeteci soltanto una considerazione, sotto forma di appello.

Amico vignaiolo, la fiera di Verona è indubbiamente la più grande occasione dell’anno, se non della vita, per dare visibilità alla tua azienda e al tuo lavoro. Pensi davvero che per sfruttarla basti esporre quattro bottiglie sul bancone dello stand e chiedere al visitatore di turno: “Cosa vuole assaggiare?“. È una domanda a cui dovresti rispondere tu, non lui. Pensa alla fortuna che hai avuto a essere scelto, probabilmente per caso, tra migliaia di altri espositori: non puoi pretendere che l’occasionale visitatore sia perfettamente informato sulla tua produzione e le tue specialità. D’accordo, sei venuto in fiera per cercare business partner e non semplici consumatori, ma sarà poi vero? Oggi il passaparola, anche grazie a Internet, può avere più valore promozionale di un accordo commerciale. A maggior ragione, il tuo compito (ma anche il tuo desiderio) dovrebbe essere quello di conquistare il cliente, affascinarlo, convincerlo a sceglierti: sappiamo per esperienza che – nel settore del vino, ma non solo – ogni azienda ha una storia da raccontare, una peculiarità che la distingue da tutte le altre. Presentala, spiega le tue scelte, fai risaltare la tua originalità. Se riesci anche a essere brillante, meglio; se non sei un gran narratore, concentrati almeno sugli aspetti tecnici dell’uvaggio, della produzione, dell’invecchiamento, sui quali si suppone che tu sia ben informato. Non puoi limitarti ad aspettare domande che, inevitabilmente, saranno generiche e poco convinte; in questo modo il “winelover” di turno, già di per sé impaziente e vorace, ti abbandonerà subito e il tuo vino diventerà solo un’altra goccia nel mare…

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In attesa di visitare finalmente di persona il Vinitaly (ci saremo domani, nel giorno di chiusura della fiera) accogliamo con piacere alcuni dati che arrivano direttamente da Verona: una proiezione prevede che nel corso dell’evento saranno stappate 576.000 bottiglie di vino, per un totale di 2,8 tonnellate di tappi di sughero e 200mila tonnellate di vetro, e verranno utilizzati 130.000 bicchieri. Da parte nostra faremo il possibile per provarli tutti! Facezie a parte, statistiche ancora più interessanti sono quelle che arrivano dalla grande distribuzione, che nel primo bimestre dell’anno fa registrare una ripresa abbastanza solida nelle vendite di vino: 78 milioni i litri venduti, con un aumento dell’1,3% in volume rispetto all’anno precedente. Decisamente più confortante rispetto al 2014, che aveva visto le bottiglie da 75cl chiudere con una crescita dello 0,2% e quelle a denominazione d’origine controllata con un calo dello 0,7%. Molto ci si attende soprattutto dall’estero: sugli scaffali dei supermercati USA il 35% dei vini d’importazione sono italiani, su quelli tedeschi la quota è del 30%. La ricetta per migliorare ancora, secondo i partecipanti alla tavola rotonda organizzata a Verona, è chiara: comunicare meglio il prodotto-vino e puntare sulla qualità più che su sconti e promozioni. “Andando avanti così – dice Enrico Viglierchio, vicepresidente di Federvini – il consumatore non comprerà più nel regolare e sarà sempre in attesa della promozione di turno, e il valore del brand e la sua percezione da parte del consumatore saranno gradualmente erosi in modo irreversibile”.

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Quelli che aspettano

17 marzo 2015

Meno 5 al via: inutile negarlo, il Vinitaly quest’anno ha rischiato di coglierci di sorpresa, arrivando in anticipo rispetto alle abitudini. Il tradizionale appuntamento di aprile con la fiera enologica più importante del mondo è stato infatti spostato a marzo per “allontanarlo” da EXPO 2015, in cui proprio Vinitaly si occuperà della gestione del padiglione dedicato al vino. A ricordarci la scadenza ci pensano comunque i tanti eventi collaterali pianificati in attesa della manifestazione vera e propria, che si terrà da domenica 22 a mercoledì 25 marzo: già lunedì è iniziato il primo corso di specializzazione sul vino italiano organizzato da Vinitaly International Academy, mentre giovedì 19 marzo si svolgerà il Concorso Internazionale Packaging (quest’anno aperto anche a distillati, liquori e olio d’oliva) che premierà le bottiglie esteticamente più accattivanti. Da venerdì 20 cominciano gli appuntamenti fuorisalone con Vinitaly and the City nel centro storico di Verona, e sabato 21 marzo alla Gran Guardia va in scena la degustazione OperaWine, organizzata da Vinitaly e Wine Spectator. In serata la consegna del Premio Internazionale Vinitaly e del Premio Communicator of the Year. Intanto per la quarantanovesima edizione si prospettano ancora numeri da record: più di 4000 espositori, 91mila metri quadrati di superficie, 150mila visitatori attesi. Tra le novità più apprezzate (sicuramente anche da noi, ma crediamo anche da molti altri) le convenzioni con Trenitalia e Meridiana per proporre biglietti a prezzo scontato a chi raggiunge Verona in treno o in aereo.

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Facciamo un tacito patto con gli organizzatori del Vinitaly: per quest’anno non parleremo, se non di sfuggita, di numeri e bilanci, di ospiti di prestigio, di sondaggi e ricerche e di tutte le comunicazioni “ufficiali” comunque facilmente reperibili in rete. Ma non citeremo nemmeno il cronico problema della difficoltà di connessione dati, o anche semplicemente telefonica, che da anni flagella la rassegna veronese, né altre piccole magagne organizzative: ricordatevene quando sarà il momento di distribuire gli accrediti per la prossima edizione… Sull’onda della nostra solita “toccata e fuga” a Verona, invece, abbiamo elaborato (dopo qualche giorno di necessaria “digestione”) alcune riflessioni pseudo-filosofiche sulle nuove tendenze imperanti nel mondo del vino, che il Vinitaly nel suo rutilante splendore non può fare a meno di ingigantire: l’internazionalizzazione, ovviamente, ma anche il boom del biologico e la riscoperta di vitigni tradizionali. Per saperne di più leggete il nostro reportage completo sul sito; se invece, com’è ben comprensibile, non ne avete nessuna voglia e siete disposti ad accontentarvi di qualche immagine esplicativa, ecco qua una veloce galleria di scatti dalla Fiera.

p.s. Almeno una parola vogliamo spenderla sul fatto che al Vinitaly sia stata affidata la realizzazione del Padiglione del Vino all’interno di Expo 2015: è una buona notizia ma, soprattutto, è una notizia, il che nell’immobilismo dell’evento milanese non fa certo male.

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Sì, lo sappiamo: mancano due giorni a Vinitaly, e ostentare indifferenza non servirà a salvarci dallo tsunami enologico che sta per investirci.

Sì, ci saremo: evitando accuratamente la giornata di domenica, che sarà la più tragica per affollamento e mobilità, probabilmente passeremo da Verona nella giornata di martedì 8 aprile.

No, non abbiamo la più pallida idea di cosa scrivere per presentarvi l’edizione 2014 del più grande evento mondiale dedicato al vino: decisamente ingestibile il volume delle notizie che si riversano su di noi, dalla novità del padiglione Vininternational con bottiglie da tutto il mondo (Colombia e Kosovo vi bastano come esempi?) ai saloni “paralleli” Vivit e Vinitalybio, dai premi assegnati nell’ambito del Concorso Enologico Internazionale agli ultimi incoraggianti dati sull’export, in crescita del 37% in 5 anni. Se volete farvi un’idea da soli, visitate la pagina dedicata che abbiamo creato su Etalia, aggiornata automaticamente in tempo reale con tutte le news sull’argomento. Se poi vogliamo parlare di Twitter, il delirio diventa pressoché totale: i tweet con l’hashtag #Vinitaly2014 si susseguono al ritmo di decine al minuto… l’account ufficiale VinitalyTasting, forse, può aiutare a mettere un po’ d’ordine.

Per chi vuole stilare un programma di visita e si culla nell’illusione di riuscire a rispettarlo, gli strumenti non mancano: il primo è la comoda app mobile, purtroppo solo per il mondo Apple. Intravino ha trasformato la mappa degli stand in un’immagine stampabile, per gli irriducibili amanti della carta. Dissapore, come al solito, è il punto di riferimento più trendy e propone 6 strategie per tornare vivi da Verona. Ma la guida più semplice ed efficace (in inglese) è forse quella realizzata da Gypsy Musings, con i suoi illuminanti suggerimenti: “pick and choose, divide and conquer”.

Tutto qui? Ah no, le solite informazioni basiche: apertura da domenica 6 a mercoledì 9 aprile, dalle 9.30 alle 18.30. Biglietti a 50 euro al giorno (45 se acquistati online), 90 per l’abbonamento (80 online). Navette gratuite dalla stazione, dall’aeroporto e dal centro città. E se avete suggerimenti utili, è superfluo dire che li aspettiamo… Ci risentiremo al ritorno e parleremo diffusamente del Vinitaly anche nel prossimo numero della nostra newsletter, di cui abbiamo saggiamente posticipato l’uscita. Cin cin!

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Qui non si fa accredito

21 marzo 2014

Il Vinitaly si avvicina – quest’anno la più celebre fiera enologica del mondo si terrà dal 6 al 9 aprile – e i media specialistici cominciano a entrare in agitazione: anzi, quasi in rivolta, almeno a giudicare dal polverone alzatosi negli ultimi giorni sul tema degli accrediti stampa. Ma c’è uno “scandalo accrediti” che riguarda la fiera di Verona? Sinceramente non ci è parso: a chi richiede di essere accreditato, l’ente organizzatore ha semplicemente chiesto (non imposto) di allegare uno o più articoli realizzati in passato sulla manifestazione, ventilando al contempo la possibilità di introdurre condizioni più restrittive per le prossime edizioni. E c’è anche chi elogia Veronafiere per aver finalmente allargato la procedura anche ai blogger. L’Aset (Associazione della stampa enogastroalimentare della Toscana) prima ha aperto il caso, poi di fatto lo ha sgonfiato con un intervento del presidente Stefano Tesi: fondamentalmente condivisibile, salvo per qualche passaggio involontariamente comico, come quando sostiene che il giornalista potrebbe tranquillamente farsi rimborsare il biglietto d’ingresso dal committente… Ci piacerebbe sapere con quali testate ha collaborato Tesi negli ultimi decenni. Ma il punto, alla fine, è un altro: è legittimo che gli organizzatori di un evento così seguito vogliano passare al setaccio il pubblico dei media, distinguendo chi sta davvero svolgendo il suo lavoro da chi mira soltanto allo scrocco selvaggio, oppure bisognerebbe spalancare le porte indiscriminatamente al grido di “l’importante è che se ne parli”? Prima di dare la vostra risposta, tenete presente che noi siamo stati accreditati anche quest’anno!

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