Una Madre contro la crisi

Non è più una notizia il fatto che il Lingotto di Torino, dal 25 al 29 ottobre, ospiterà la nuova edizione del Salone del Gusto; non è una notizia, dato che ve l’abbiamo anticipato in tutte le salse, neppure il fatto che le Locuste saranno presenti con un’ampia delegazione. Forse però vale la pena di ribadire che per la prima volta il Salone e Terra Madre sono organizzati come un evento unico: non certo un ridimensionamento legato alla crisi economica, ma anzi un tentativo di suggerire nuove soluzioni per superarla. “Al Salone del Gusto – ha detto il “boss” di Slow Food, Carlo Petrini, nella presentazione ufficiale tenutasi il 27 settembre – toccherete con mano la passione con cui le comunità portano avanti i loro progetti, e sarete contagiati dal loro entusiasmo. Sono convinto che il ritorno alla terra sarà una delle risposte fondamentali per uscire dalla crisi”. Importante anche l’intervento di Claudia Porchietto, assessore regionale al lavoro: “Il turismo enogastronomico continua a crescere, si attesta sui 5 miliardi di euro di fatturato e crea migliaia di opportunità di lavoro. Dobbiamo trovare proprio in esempi come questo la forza di innovare e aprire il nostro tessuto produttivo in modo moderno e dinamico”.

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Il salto delle quaglie

Anche durante la Vendemmia, i vignaioli dell’Oltrepò Pavese si confermano ospitali e disponibili: sarà forse il fatto che intuiscono a priori l’enorme potenzialità d’acquisto delle Locuste? Sta di fatto che, ancora una volta, siamo stati accolti con grande cortesia tanto al Castello di Luzzano, vastissima tenuta a cavallo (anche enologicamente) tra le province di Pavia e Piacenza, quanto all’azienda agricola Manuelina, dove Barbera e Pinot Nero (tanto per citarne due) hanno un rapporto qualità-prezzo inimitabile. Naturalmente non avremmo potuto farci sfuggire una tappa culinaria, sempre a Santa Maria della Versa: il ristorante Al Ruinello ci ha conquistati per semplicità ed efficacia. Ma a stregarci sopra tutti gli altri è stato un piatto in particolare: le quaglie al Pinot Grigio, assolutamente eccezionali. Leggete la recensione per saperne di più!

Chiudete le imposte

Tasse e ristoranti, un mix esplosivo. Da sempre la categoria è additata (talvolta giustamente) come una delle più accanite nell’evasione fiscale, ma il rovescio della medaglia è che si tratta anche di una delle più tartassate. Esemplare il caso presentato domenica da La Stampa (e ripreso tra gli altri da Dissapore): quello di Daniele Strizzolo, un imprenditore friulano proprietario di tre Mc Donald’s in franchising. Per lui il “nero” ovviamente non esiste, e le cifre che è costretto a versare allo Stato sono impressionanti: su 156.172 euro di utili del 2011, 111.154 se ne andranno in tasse. Una percentuale assurda ma non certo frutto di un caso, se è vero che lo studio Doing Business, commissionato dalla Banca Mondiale, ci assegna un “Total Tax Rate” del 68,5%, il più alto dei paesi sviluppati. La stima tiene conto, oltre che delle tasse vere e proprie, anche delle imposte su proprietà, rifiuti, lavoro, auto… insomma, un indicatore che fa schizzare la pressione fiscale ben oltre il 45% ufficiale. L’unica consolazione è che negli anni le cose sono un po’ migliorate: nel 2005 l’Italia si attestava addirittura al 77,5%!

Qui il pdf completo dell’articolo.

(foto dal sito http://www.movimentolibertario.com)

Aperitivo in-continente

Continua la serie di aperitivi a tema “regionale” organizzati a Busto Arsizio dalla cooperativa Bontà EQUAlità e dall’attiva Condotta Slow Food della Provincia di Varese. Questa volta il filo conduttore è la Sardegna: sabato 22 settembre dalle 18 alle 20, in via per Lonate 88, si potranno degustare i Presìdi Slow Food dell’isola e assaggiare alcuni dei piatti più caratteristici della cucina sarda, dai malloreddus alla campidanese alla fregola con arselle, passando per gli spaghetti alla bottarga di muggine, il pane frattau e la zuppa gallurese. Da non perdere anche i vini dell’azienda Pala e, per chiudere, le deliziose seadas, seguite magari dai gelati artigianali allo zafferano e al torrone (presso la vicina gelateria Incontro). L’aperitivo ha un costo di 7 euro a persona.

Ma che bel fornello

Diciamo la verità: in quale altro luogo del mondo potete entrare in una macelleria, scegliere la carne dal bancone e vedervela servita pochi minuti dopo già cotta e fumante, accompagnata da un generoso Primitivo e a prezzi da rimanere a bocca aperta? In Puglia si può, soprattutto nella zona di confine tra le province di Brindisi e Bari, come vi abbiamo già raccontato. Cisternino, però, fa storia a sé: qui i “fornelli” sono diventati dei veri e propri ristoranti e anche delle attrazioni turistiche, senza per questo perdere in qualità. La prova vivente è la Rosticceria L’Antico Borgo, oggetto della nostra ultima recensione, che vi consigliamo di leggere subito. E già che ci siete, date un’occhiata anche alla recensione della Locanda Porta Picc di Polignano a Mare, con la quale si conclude il resoconto della nostra missione pugliese.

La luna nel bicchiere

Perlomeno possiamo essere sicuri che non si tratta di un falso: la notizia, infatti, ci arriva direttamente da Paolo Attivissimo, il “detective antibufala” per eccellenza, smascheratore professionista di burle e leggende metropolitane diffuse via web (e non solo). È quindi pressoché certo che domenica 23 settembre alle 18, presso il ristorante JPEG di Milano, si terrà un incontro-degustazione con l’obiettivo di confermare o smentire la tradizione popolare secondo la quale la produzione del vino è influenzata dalle fasi della Luna. L’Assaggio di vino lunare, questo il nome della curiosa iniziativa, è riservato a enologi e soci del CICAP (l’associazione che combatte le false credenze legate al “paranormale”), che potranno confrontare – naturalmente alla cieca – quattro gruppi di vini prodotti nelle quattro diverse fasi lunari. A tutti gli altri, indipendentemente dalla riuscita dell’esperimento, spetterà comunque un’invitante degustazione!

Ogni riccio un capriccio

Vi piacciono i ricci? Anche a noi, soprattutto se sono quelli di mare, da gustare freschi con l’aiuto di un cucchiaino direttamente sugli scogli di Savelletri, sul litorale brindisino. Si può fare al Ristoro Il Principe del Mare, uno di quei posti impossibili da dimenticare, ben al di là dell’aspetto gastronomico. E per restare in tema di ristoranti on the beach, il nostro reportage pugliese continua con la splendida spiaggia di Torre dell’Orso, in Salento: non soltanto una frequentatissima località balneare, ma anche il posto giusto per deliziarsi con pesce freschissimo al ristorante dello Stabilimento Balneare La Sorgente. Altro da segnalare in zona? Aspettiamo i vostri commenti…