Appuntamento al cinema

Una cosa è certa: vietato guardare il film sgranocchiando pop corn. Perché il film in questione è Slow Food Story, documentario realizzato da Stefano Sardo che ripercorre 25 anni di storia dell’associazione internazionale per la difesa dell’alimentazione di qualità (fin da quando si chiamava Arcigola). Da ieri la pellicola è in programmazione in una quindicina di sale in tutta Italia, ma l’elenco è in continuo aggiornamento ed è disponibile sul sito ufficiale. Alle proiezioni possono accedere con un biglietto ridotto tutti i soci Slow Food, ma anche tutti coloro che abbiano effettuato un acquisto da Eataly a Roma, Milano, Genova, Torino o Bologna.

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Un salto al Quaglini

Oggi ci sentiamo molto buoni e vogliamo omaggiarvi con ben due recensioni in un solo post: entrambe vengono dagli estremi confini dalla Lombardia, entrambe riguardano locali lontani dalle strade più battute, caratterizzati da una cucina semplice e dai prezzi contenuti. Eppure le differenze ci sono: la Trattoria Quaglini di Borgo Priolo, nel cuore dell’Oltrepò pavese, è una vera e propria macchina da guerra in grado di soddisfare contemporaneamente più di cento commensali, con un collaudato andirivieni di portate che sembra non avere mai fine. Il ristorante Al Caret di San Benedetto Po (Mantova) è esattamente l’opposto: la più classica delle trattorie di paese, con appena una trentina di coperti e al massimo un paio di piatti tra cui scegliere, ma ingredienti genuini e porzioni da competizione. Quale scegliere tra i due? La vera domanda è: perché scegliere??

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Notte in Blanco

Alessandro Mayer è uno che quando inizia un lavoro lo porta fino in fondo: quando negli anni Novanta ha deciso di importare a Milano la sua passione per la cucina spagnola, non si è limitato ad aprire un locale (il Tapa) ma ha praticamente tappezzato la città di nuovi indirizzi in cui valorizzare le specialità iberiche. L’Ajo Blanco è aperto dal 1997 nel quartiere Isola, che nel frattempo da zona periferica si è trasformato in ritrovo alla moda, e sta vivendo un momento di straordinario successo: non è solo merito del fascino effimero del rito delle tapas, ma anche dell’attenzione nella scelta degli ingredienti, quasi tutti provenienti direttamente dalla Spagna, e della cura nella selezione del menu e della cantina. D’accordo: non è esattamente come essere alla Puerta del Sol, ma resta un luogo piacevole in cui trascorrere l’intera serata, dall’aperitivo al dopocena. Leggete la nostra recensione per saperne di più!

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Made in Japan

Matsuri” è un termine giapponese per indicare una festa tradizionale, in realtà più simile a un festival che può comprendere sfilate o processioni, gare sportive, giochi per bambini, e naturalmente bancarelle ricche di ogni prelibatezza gastronomica. Fin qui nulla di strano: decisamente più inconsueto il fatto che il Milano Matsuri si svolga nel cuore del capoluogo lombardo, ultimamente davvero attivissimo sul piano gastronomico tra l’appena concluso Tuttofood, la Milano Food Week in corso di svolgimento e il prossimo appuntamento con Taste of Milano. A organizzare la festa di domenica 26 maggio è l’Associazione Italiana Ristoratori Giapponesi, che ha scelto come location il prestigioso ristorante Finger’s Garden di via Keplero: il ricchissimo programma prevede tra l’altro, dalle 11 alle 20, giochi e animazioni per bambini, workshop di origami, concerti di tamburi giapponesi e persino la vestizione del kimono. Ma soprattutto, ovviamente, appuntamenti gastronomici: show cooking, lezioni tenute da esperti cuochi nipponici su sake, riso, cerimonia del tè e taglio del tonno, e degustazioni di specialità come takoyaki, udon, gyoza, yakitori, onigiri e sushi (5 di esse sono comprese nel costo dell’ingresso). Il biglietto costa 10 euro per gli adulti, 5 per i ragazzi fino a 12 anni, ed è acquistabile online.

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Non sputare nel piatto che mangi

Nessun errore di grammatica nel titolo: nel caso di Pappami ciò che si mangia è proprio il piatto, a base di farina di grano duro e tenero e pasta di frumento. Non è forse una prima assoluta (non sono pochi i piatti tradizionali serviti direttamente in contenitori di pane o focaccia), ma l’azienda di Rovereto ha avuto il merito di realizzare l’idea e di commercializzarla su larga scala, anche per la ristorazione: il prodotto era già stato presentato al Salone del Gusto, ora l’abbiamo rivisto all’ultima edizione di Tuttofood. I vantaggi: ha una capacità di circa 300 cc, scade dopo oltre 5 mesi dalla produzione ed è in grado di conservare anche i cibi più caldi per almeno una ventina di minuti. Il che lo rende potenzialmente adattissimo a zuppe e minestre: la possibilità di staccare direttamente un pezzo nel piatto per intingerlo nel minestrone non è cosa da poco… Da verificare il rendimento “sul campo”, per il momento pare una soluzione ideale per chi, come le Locuste, è talmente affamato da divorare volentieri anche le stoviglie.

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Get Lucky

Nelle fiere del settore alimentare si possono fare gli incontri più incredibili: per esempio quello con Andrea Lucchetta, campionissimo della nazionale di pallavolo negli anni Novanta della “Generazione di Fenomeni” (fu eletto miglior giocatore ai Mondiali del 1990) e oggi commentatore sportivo per la Rai. Cosa ci faceva “Lucky” a Tuttofood, l’esposizione in corso a Fiera Milano fino al 22 maggio? In ballo c’era la presentazione di ben due prodotti: uno è il Baby Oliva, un olio dal gusto delicato pensato appositamente per i più giovani, che sarà distribuito con il marchio Arioli e porterà sulla confezione l’immagine dell’alter ego a cartoni animati di Lucchetta. Il secondo è lo spumante con il logo Spike, creato dal vulcanico ex centrale che ha lanciato con questo nome una fortunata serie animata e un “reality” pallavolistico.
Il binomio Tuttofood-pallavolo non è comunque isolato: all’inaugurazione della fiera c’erano anche le ragazze dell’Igor Gorgonzola Novara, squadra neopromossa in serie A1 e ovviamente sponsorizzata dall’omonimo formaggio.

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Milan con la forchetta in man

Ogni tanto anche Milano può vantarsi di essere propositiva in chiave gastronomica, anche se ovviamente lo è in chiave milanese, ossia con un po’ troppa prosopopea e un atteggiamento per certi versi elitario. Qualcosa però sta cambiando in questo senso, grazie anche all’azione di Expo 2015 (dedicata, lo ricordiamo, proprio al tema dell’alimentazione); proprio l’ente guidato da Giuseppe Sala ha impresso il suo marchio su Tuttofood, l’esposizione B2B dedicata all’agroalimentare che è stata inaugurata domenica 19 maggio a FieraMilano. 2000 espositori per 120.000 metri quadrati: oggi saremo presenti anche noi a Rho per verificare lo stato dell’arte… ma la fiera, per chi può, resterà aperta fino a mercoledì 22, dalle 9.30 alle 18.30 (16.30 nel giorno di chiusura). Giovedì 30 maggio, invece, debutta Taste of Milano: nell’iper-chic Superstudio Più di via Tortona, quattro giorni di show cooking e incontri con chef stellati e non, milanesi e non. Degustazioni, laboratori e blind taste per completare il programma di un evento con tutti i pro e i contro del genere. Tra i secondi c’è il prezzo: 15 euro per l’ingresso semplice, da 39 a 55 euro per i biglietti comprensivi di degustazioni.

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