Notizie da mangiare

Ammettiamolo, il giornalismo è un mestiere che a molti non dà da mangiare. Ma questo non significa che al Festival Internazionale del Giornalismo, in corso fino a domenica 29 aprile, non si mangi. Anzi: a parte i “cadeau” offerti dagli sponsor (birra Poretti e baci Perugina, naturalmente), contemporaneamente all’evento il capoluogo umbro ospita anche la rassegna Quattro passi nella Rocca, con più di 50 espositori di prodotti artigianali ed enogastronomici. In più, il centro storico pullula di ristoranti convenzionati con il Festival, dove tutti i giornalisti presenti possono rifocillarsi a basso prezzo: vi diamo qualche anticipazione fotografica dall’Osteria Il Gufo, in attesa della recensione completa. Non basta ancora? Questa sera alle 21 al Teatro del Pavone c’è l’incontro “Cibo e potere“, con Gian Antonio Stella: un excursus nel rapporto – spesso perverso – tra politica e alimentazione. E, naturalmente, informazione.

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In Barba agli astemi

Amici della birra, in alto i boccali: torna il Barbabirra, la sagra a tema birrario organizzata per il secondo anno consecutivo dal pub Il Barbaresco di Legnano e Gallarate. Anche quest’anno la manifestazione si articola su tre giorni, dal venerdì alla domenica: si comincia il 27 aprile con la grigliata all’aperto nel “biergarten” legnanese, accompagnata da litri di Bitburger, mentre al piano superiore andrà in scena una degustazione di birre belghe. Sabato 28 aprile, oltre alla grigliata, la cena “Mangiare bavarese bevendo italiano” e il concerto di Max Piran; domenica 29 dalle 11.30 alle 14.30 l’imperdibile brunch bavarese. Coinvolto per tutti e tre i giorni anche il locale di Gallarate, che proporrà nel suo spazio estivo la spillatura direttamente dalla botte e una selezione di panini a tema.

Un passepartout per il Paradiso

Non esiste niente di più snob che voler passare per anticonvenzionali: lo pensano in molti e forse hanno ragione, visto che Davide Oldani, 44enne star della ristorazione italiana, con la sua “cucina pop” ha dato vita a un piccolo culto della (propria) personalità. Oggi per entrare al D’O di San Pietro all’Olmo (frazione di Cornaredo, in provincia di Milano) ci vogliono almeno sei mesi di lista d’attesa, e i pochi fortunati che varcano la soglia avvertono in effetti un certo sussiego da ristorante d’élite. Però, piaccia o no, la formula è quella giusta, il rapporto qualità-prezzo rimane uno dei migliori d’Italia (con 32 euro più vino si ottiene un menu degustazione da 4 portate) e la genialità dello chef lascia spesso a bocca aperta… almeno fino a che non si inizia a masticare. Le sue creazioni non sono culinarie: in tavola spiccano anche oggetti di design innovativi come il passepartout, una posata che si fa in tre (ma non sarebbe stato meglio chiamarla “forchiello”?), o il piatto inclinato per finire la minestra senza fatica. La nostra recensione, aggiornata a 7 anni dalla prima visita, è on line: godetevela!

Fermo!

Venti… di buon gusto a Fermo, capoluogo di provincia (chissà ancora per quanto!) delle Marche: quella che si tiene nel weekend, da sabato 21 a lunedì 23 aprile, è la ventesima edizione del festival enogastronomico Tipicità, ormai un appuntamento ricorrente nel calendario degli appassionati. Apertura sabato e domenica dalle 9.30 alle 23, il lunedì (solo per operatori) dalle 10 alle 21; biglietto d’ingresso a 8 euro, ridotto a 5. Oltre ai classici stand gastronomici, in programma innumerevoli appuntamenti specifici dedicati alle singole specialità locali: “Stoccafisso senza frontiere”, “Verdicchio & Co.”, “L’angolo della Crescia”. E poi ancora il convegno “Il brodetto all’anconetana”, laboratori sensoriali, presentazioni e così via. Particolarmente interessante il gemellaggio culinario con la Serbia, che consentirà di assaggiare ogni giorno alle 12 le specialità del paese ex yugoslavo, dal formaggio alle carpe passando per i peperoni.

Forza Villa?

Non c’entra nulla con il nostro blog, ma in questi giorni la squadra di pallavolo femminile di Villa Cortese, un paesino di 6000 anime in provincia di Milano, si sta giocando la finale del campionato italiano contro la Yamamay Busto Arsizio. Le bustocche sono in vantaggio 2-1 e potrebbero vincere il titolo già domani sera: in caso di sconfitta, però, le ragazze in maglia biancoblu avranno di che consolarsi. Non con Stock 84 (visto che l’azienda produttrice sta per chiudere la storica fabbrica di Trieste) ma con VinInVilla, manifestazione enologica che si svolgerà sabato 14 aprile a pochi chilometri di distanza, per la precisione all’interno della celebre e affascinante Villa Visconti Borromeo Litta di Lainate. L’ingresso è gratuito per tutti, il bicchiere da degustazione costa solo 5 euro e il programma allettante: un’intera giornata di assaggi di pregiati vini (dalle 12 alle 19.30) guidati dagli esperti sommelier della FISAR. Previste nel pomeriggio anche due spettacoli teatrali e musicali. La cornice, poi, è da non perdere: una splendida villa del XVI secolo ricca di sale affrescate, fontane, vegetazione (ben 820 specie di piante) e soprattutto scenografici giochi d’acqua.

Il naufragio della Concordia

Il nome del ristorante, che ultimamente evoca nefasti avvenimenti di cronaca, è soltanto un toponimo, visto che l’indirizzo è proprio Corso della Concordia a Milano, tra Porta Venezia e Porta Vittoria (anche se poi l’ingresso è in via Guicciardini: prima incongruenza). Ma più del nome lascia perplessi l’inconsueto abbinamento tra l’impronta capitolina dell’Osteria della Concordia – che una volta si chiamava “Vecchia Roma” – e la nuova gestione interamente cinese. Di per sé nulla di male, ma alla prova dei fatti il connubio non funziona: i piatti classici della cucina romana sono proposti in una versione spesso molto lontana dall’originale, servizio e presentazione risultano alquanto approssimativi. Tirate le somme, purtroppo, l’ennesima delusione milanese. Leggete la nostra recensione completa per saperne di più…

(Foto da www.tripadvisor.it)

Bicchiere mezzo pieno

Ma insomma, è andato bene o male questo Vinitaly? In quanto assenti non possiamo sbilanciarci troppo, ma su una cosa concordano pressoché tutti gli osservatori: la nuova formula, che ha concentrato la fiera in 4 giorni dalla domenica al mercoledì, ha centrato l’obiettivo. Pare infatti che finalmente la più grande rassegna enologica d’Europa stia diventando quello che ha sempre voluto essere, ossia un appuntamento per operatori e professionisti più che per semplici appassionati; il tutto senza rinunciare ai grandi numeri, visto che anche quest’anno si è battuto ogni record di visite. Quali gli aspetti negativi, dunque? Pure su questo concordano quasi tutti: la ressa per l’utilizzo di alcuni servizi, la disorganizzazione di parcheggi e trasporti, il crollo del sistema di telecomunicazioni. Insomma, problemi quasi esclusivamente logistici, ma non cose da poco per un evento che muove ogni anno almeno 150mila persone.
Volete saperne di più? Leggete, per esempio, il post conclusivo di Intravino e le interessanti considerazioni di Armin Kobler.
Intanto, buona Pasqua a tutti!