Salame o patata?

20 maggio 2016

I gourmet sono invitati a non leggere: per loro, da ieri fino a domenica, c’è sempre lo stilosissimo Taste of Milano. Tutti gli altri, amanti delle sagre di paese più “unte” e spartane, possono cominciare a leccarsi i baffi: la bella stagione (seppure ancora piuttosto instabile) porta con sé una miriade di appuntamenti gastronomici su tutto il territorio italiano.

Per questo weekend ve ne segnaliamo due particolarmente stuzzicanti: da stasera, venerdì 20 maggio, fino a domenica 22, a Campagnola Emilia si tiene la sedicesima edizione di Le Notti dei Salami, una spettacolare gara tra norcini organizzata dagli stessi creatori del benemerito Cicciolo d’Oro. Street food in piazza dalle 19 di venerdì, poi il sabato un assaggio gratuito di gnocco fritto alle 17 e la cena a partire dalle 19; alle 21.30 la premiazione del concorso. Domenica, infine, pranzo in piazza dalle 12 e cena dalle 19.

A tutt’altra latitudine, ma ugualmente appetitosa, la Sagra della Patata che si svolge da oggi a domenica 22 ad Angri, in provincia di Salerno: anche qui gli stand saranno aperti ogni sera dalle 19 con piatti tipici come pasta e patategateau di patate, parmigiana di patate, zeppole di patate e molto altro. Per l’occasione verrà anche “ripescata” una storica varietà del succulento tubero: la Patata Ricciona, coltivata in Campania fino agli anni ’50 e poi caduta in disuso. In programma anche spettacoli musicali e folcloristici, una sfilata di mezzi agricoli e persino il concorso di Miss Contadina!

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Tenero come un cicciolo

2 febbraio 2016

L’appuntamento è di quelli tanto affascinanti che ogni anno non possiamo fare a meno di ricordarlo: domenica 7 febbraio nel centro storico di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, si celebra la diciannovesima edizione di “Per non perdere il sapore“, l’originale gara dei ciccioli che da sempre coinvolge i migliori norcini (e i più affamati buongustai) di tutta la regione. Quest’anno gli agguerriti esperti di insaccati si contenderanno, per la prima volta, il Palio “Norcino della Rocca”, rendendo la sfida ancora più avvincente. Ma non c’è solo da stare a guardare: i visitatori avranno la possibilità di degustare per tutta la giornata, oltre ai prelibati ciccioli, anche risottolasagnepolenta frittagnocco e prosciutto e molte altre golosità. In programma anche dimostrazioni pratiche di lavorazione dei salumi, il folcloristico “Funerale del porco“, un’esposizione di trattori e una vera e propria fattoria con animali per i più piccoli. In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata al 14 febbraio.

Per non perdere il sapore

Un tortello per domarli

20 agosto 2015

Torniamo dalla lunga e proficua pausa estiva con una straordinaria rivelazione: abbiamo scoperto il paradiso dei tortelli! Trovarlo non è neppure così difficile: basta percorrere i pochi chilometri che separano Fornovo di Taro dall’imbocco della Val Sporzana e imbattersi in quella che una vota era la Trattoria Restori. Oggi il locale si chiama Osteria di Respiccio, ma è rimasto immutato nella sostanza e nei contenuti: un gustosissimo avamposto della gastronomia dell’Appennino parmense nella sua versione più pura. Imprescindibili sono appunto i tortelli, la cui segretissima ricetta è tramandata di generazione in generazione; ma da non perdere sono anche i salumi e i secondi di carne, tutti a base di prodotti biologici. Un esempio di cucina semplice e genuina che vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire… per esserne sicuri, aggiungete ai preferiti la nostra recensione completa!

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Che vita Grama

5 febbraio 2015

Fare un viaggio a Modena e tornare insoddisfatti dal punto di vista gastronomico è praticamente impossibile, come testimoniano anche le nostre ripetute incursioni nel cuore dell’Emilia: ogni indirizzo ha qualcosa da offrire, ogni porta nasconde qualche prelibatezza culinaria. L’Antica Grama è un locale piuttosto anonimo per aspetto esteriore e location, a cui forse altrove non si concederebbe neppure una chance; eppure, appena varcata la soglia d’ingresso, si resta travolti da un’alluvione di piatti tipici che metterebbe a dura prova anche il più allenato degli stomaci. Gnocco fritto e tigelle, accompagnati da salumi di prima qualità e dal famoso lardo pestato, sono uno dei cavalli di battaglia della casa; al loro fianco però c’è un interminabile elenco di primi e secondi piatti che uniscono la tradizione a qualche tocco di esotismo (c’è persino il filetto di canguro!). Leggete la nostra recensione completa per saperne di più!

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Si dice che Napoleone Bonaparte preferisse i generali fortunati a quelli bravi. Di certo fortunato lo era lui stesso, se consideriamo tutti gli ottimi ristoranti in cui si trova traccia del suo passaggio… Uno, celeberrimo, è a Berlino, un altro lo abbiamo scoperto recentemente a Rio Saliceto, provincia di Reggio Emilia, in località Osteriola (e già il toponimo dice tutto). Per la verità il condottiero francese, durante la Campagna d’Italia del 1796, aveva probabilmente motivazioni diverse da quelle culinarie per fermarsi da queste parti, ma non sottilizziamo: oggi quest’angolo di Pianura Padana è noto soprattutto per le prelibatezze dell’Osteria sul Naviglio, un locale all’antica e un po’ rustico nel quale passare un paio d’ore all’insegna della cucina emiliana. Regna sovrano lo gnocco fritto (sì, lo sappiamo: si dovrebbe dire “il”), ma anche primi e dolci si fanno apprezzare, e i modi burberi dei gestori fanno parte dello spettacolo! Scoprite di più leggendo la nostra recensione completa

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Omaggio al formaggio

10 luglio 2013

Se siete amanti dei formaggi e dei salumi avete trovato il luogo della vostra perdizione. La Baita di Faenza, in provincia di Ravenna, è semplicemente un tempio dell’arte norcina e casearia: a rotazione sono disponibili, per l’acquisto e la degustazione, più di 40 tipi di affettati e altrettanti formaggi di eccezionale qualità dall’Italia e dall’estero. Gorgonzola o stilton, pecorino o camembert: qui potrete davvero soddisfare i vostri più inconfessabili desideri, a differenza di quanto avviene in un celebre sketch dei Monty Python… Ma non finisce qui, perché la Baita è anche un ristorante che si fa forte della qualità delle materie prime e di insospettabili slanci creativi. Scoprite di più leggendo la nostra recensione!

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La piadina è protetta

25 gennaio 2013

Ne avevamo parlato più di un anno fa, adesso un aggiornamento è doveroso: la piadina romagnola dal 21 gennaio ha il suo disciplinare Igp, come sancisce l’apposito decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Risolta, a quanto pare, la diatriba tra riminesi e ravennati: la “vera” piadina potrà infatti essere di due tipologie, quella romagnola più spessa (4-8 mm), rigida e friabile, quella di Rimini più larga, morbida e sottile. Per ottenere l’Indicazione Geografica Protetta, inoltre, la piadina dovrà essere prodotta nel territorio delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna o Bologna, utilizzando come ingredienti soltanto acqua, farina, sale, grassi e lievito e, ovviamente, senza conservanti o additivi artificiali. Coinvolte una quarantina aziende con un fatturato di circa 100 milioni di euro all’anno.
A suo tempo, la decisione di dotare la piadina di un disciplinare Igp aveva scatenato non poche polemiche soprattutto in seno a Slow Food, i cui rappresentanti ritenevano che le nuove norme proteggessero le grandi realtà industriali più che i piccoli produttori. La situazione sarà cambiata?

Chi ama non dimentica

9 ottobre 2012

“Per favore, mi dia un chilo di azzeruole… e poi anche quattro pere volpine e una manciata di corbezzoli“. Se non avete mai ascoltato una conversazione del genere, siete – purtroppo – tra i tanti che hanno perso la memoria dei frutti della nostra tradizione: nell’elenco ci sono anche giuggiole, pere spadone, corniole, nespole, mele cotogne, sorbe e uva spina, senza contare la melagrana che rischia a sua volta di finire “archiviata”. A recuperarli dall’oblio e celebrarne le virtù ci pensa, da qualche anno, la Festa dei Frutti Dimenticati di Casola Valsenio, in provincia di Ravenna: quest’anno l’evento si svolgerà sabato 20 e domenica 21 ottobre, ma per tutto l’autunno nei ristoranti della zona sarà possibile gustare piatti come la salsa di rovo e di gelso, la composta di corniole o le prugnole ripiene di noci e zabaione. E nel weekend precedente, sabato 13 e domenica 14, c’è anche la festa del marrone in ogni sua variante: dal castagnaccio al marron glacé.

L’agricoltura trema

21 maggio 2012

Il bilancio del terremoto che ha colpito nei giorni scorsi l’Emilia Romagna e altre regioni del Nord si aggrava anche dal punto di vista agricolo: sono migliaia le forme di Parmigiano-Reggiano danneggiate dai crolli. Può sembrare un problema minore ma non lo è, visto che questo prodotto rappresenta una delle principali forme di sostentamento per gli abitanti della zona. Sulle cifre c’è molta discordia: chi parla di 200mila formaggi andati perduti, chi – come il Resto del Carlino – sale a 500mila, ma si potrebbe andare addirittura oltre. Nei soli due stabilimenti Albalat e Cappelletta del Duca, in provincia di Modena, si sono perse infatti 130mila forme per un valore pari a 4 milioni di euro. Oltre al pregiato formaggio, il terremoto ha travolto anche decine di mezzi agricoli e prodotti già pronti per il raccolto; molti animali sono rimasti intrappolati sotto le macerie degli allevamenti crollati.

Sono anni davvero strani per la gastronomia italiana, e non solo. Prima i difensori a oltranza dell’agricoltura solidale fondano una catena di supermercati, poi il simbolo universale del fast food tenta di accreditarsi come “slow” per rifarsi un’immagine. E adesso il prodotto più commerciale della tradizione romagnola, quella stessa piadina che Samuele Bersani sognava di esportare in India, prova a entrare nel nobile club degli alimenti certificati, dotandosi di un disciplinare IGP. Un progetto in discussione proprio in queste ore alla Camera di Commercio di Rimini, che però non incontra affatto l’approvazione di Slow Food: non abbastanza rigorose e restrittive, secondo l’associazione, le regole predisposte dalle associazioni dei produttori. “Difendere la vera piadina tradizionale – dice il vicepresidente Silvio Barbero – significa opporsi a una proposta di Igp che rischia di spazzare via saperi e conoscenze che sono patrimonio del territorio, solo per sostenere una logica economica industriale”. E il presidente della Condotta Regionale dell’Emilia-Romagna, Antonio Cherchi, rincara la dose: “Non si può equiparare la Vera Piadina Romagnola dei chioschi a quella prodotta industrialmente e conservata nei sacchetti di plastica per la vendita nei supermercati”. Chi vincerà?