Salame o patata?

I gourmet sono invitati a non leggere: per loro, da ieri fino a domenica, c’è sempre lo stilosissimo Taste of Milano. Tutti gli altri, amanti delle sagre di paese più “unte” e spartane, possono cominciare a leccarsi i baffi: la bella stagione (seppure ancora piuttosto instabile) porta con sé una miriade di appuntamenti gastronomici su tutto il territorio italiano.

Per questo weekend ve ne segnaliamo due particolarmente stuzzicanti: da stasera, venerdì 20 maggio, fino a domenica 22, a Campagnola Emilia si tiene la sedicesima edizione di Le Notti dei Salami, una spettacolare gara tra norcini organizzata dagli stessi creatori del benemerito Cicciolo d’Oro. Street food in piazza dalle 19 di venerdì, poi il sabato un assaggio gratuito di gnocco fritto alle 17 e la cena a partire dalle 19; alle 21.30 la premiazione del concorso. Domenica, infine, pranzo in piazza dalle 12 e cena dalle 19.

A tutt’altra latitudine, ma ugualmente appetitosa, la Sagra della Patata che si svolge da oggi a domenica 22 ad Angri, in provincia di Salerno: anche qui gli stand saranno aperti ogni sera dalle 19 con piatti tipici come pasta e patategateau di patate, parmigiana di patate, zeppole di patate e molto altro. Per l’occasione verrà anche “ripescata” una storica varietà del succulento tubero: la Patata Ricciona, coltivata in Campania fino agli anni ’50 e poi caduta in disuso. In programma anche spettacoli musicali e folcloristici, una sfilata di mezzi agricoli e persino il concorso di Miss Contadina!

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Tenero come un cicciolo

L’appuntamento è di quelli tanto affascinanti che ogni anno non possiamo fare a meno di ricordarlo: domenica 7 febbraio nel centro storico di Reggiolo, in provincia di Reggio Emilia, si celebra la diciannovesima edizione di “Per non perdere il sapore“, l’originale gara dei ciccioli che da sempre coinvolge i migliori norcini (e i più affamati buongustai) di tutta la regione. Quest’anno gli agguerriti esperti di insaccati si contenderanno, per la prima volta, il Palio “Norcino della Rocca”, rendendo la sfida ancora più avvincente. Ma non c’è solo da stare a guardare: i visitatori avranno la possibilità di degustare per tutta la giornata, oltre ai prelibati ciccioli, anche risottolasagnepolenta frittagnocco e prosciutto e molte altre golosità. In programma anche dimostrazioni pratiche di lavorazione dei salumi, il folcloristico “Funerale del porco“, un’esposizione di trattori e una vera e propria fattoria con animali per i più piccoli. In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata al 14 febbraio.

Per non perdere il sapore

Un tortello per domarli

Torniamo dalla lunga e proficua pausa estiva con una straordinaria rivelazione: abbiamo scoperto il paradiso dei tortelli! Trovarlo non è neppure così difficile: basta percorrere i pochi chilometri che separano Fornovo di Taro dall’imbocco della Val Sporzana e imbattersi in quella che una vota era la Trattoria Restori. Oggi il locale si chiama Osteria di Respiccio, ma è rimasto immutato nella sostanza e nei contenuti: un gustosissimo avamposto della gastronomia dell’Appennino parmense nella sua versione più pura. Imprescindibili sono appunto i tortelli, la cui segretissima ricetta è tramandata di generazione in generazione; ma da non perdere sono anche i salumi e i secondi di carne, tutti a base di prodotti biologici. Un esempio di cucina semplice e genuina che vi consigliamo di non lasciarvi sfuggire… per esserne sicuri, aggiungete ai preferiti la nostra recensione completa!

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Che vita Grama

Fare un viaggio a Modena e tornare insoddisfatti dal punto di vista gastronomico è praticamente impossibile, come testimoniano anche le nostre ripetute incursioni nel cuore dell’Emilia: ogni indirizzo ha qualcosa da offrire, ogni porta nasconde qualche prelibatezza culinaria. L’Antica Grama è un locale piuttosto anonimo per aspetto esteriore e location, a cui forse altrove non si concederebbe neppure una chance; eppure, appena varcata la soglia d’ingresso, si resta travolti da un’alluvione di piatti tipici che metterebbe a dura prova anche il più allenato degli stomaci. Gnocco fritto e tigelle, accompagnati da salumi di prima qualità e dal famoso lardo pestato, sono uno dei cavalli di battaglia della casa; al loro fianco però c’è un interminabile elenco di primi e secondi piatti che uniscono la tradizione a qualche tocco di esotismo (c’è persino il filetto di canguro!). Leggete la nostra recensione completa per saperne di più!

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Lo gnocco fritto di Napoleone

Si dice che Napoleone Bonaparte preferisse i generali fortunati a quelli bravi. Di certo fortunato lo era lui stesso, se consideriamo tutti gli ottimi ristoranti in cui si trova traccia del suo passaggio… Uno, celeberrimo, è a Berlino, un altro lo abbiamo scoperto recentemente a Rio Saliceto, provincia di Reggio Emilia, in località Osteriola (e già il toponimo dice tutto). Per la verità il condottiero francese, durante la Campagna d’Italia del 1796, aveva probabilmente motivazioni diverse da quelle culinarie per fermarsi da queste parti, ma non sottilizziamo: oggi quest’angolo di Pianura Padana è noto soprattutto per le prelibatezze dell’Osteria sul Naviglio, un locale all’antica e un po’ rustico nel quale passare un paio d’ore all’insegna della cucina emiliana. Regna sovrano lo gnocco fritto (sì, lo sappiamo: si dovrebbe dire “il”), ma anche primi e dolci si fanno apprezzare, e i modi burberi dei gestori fanno parte dello spettacolo! Scoprite di più leggendo la nostra recensione completa

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Omaggio al formaggio

Se siete amanti dei formaggi e dei salumi avete trovato il luogo della vostra perdizione. La Baita di Faenza, in provincia di Ravenna, è semplicemente un tempio dell’arte norcina e casearia: a rotazione sono disponibili, per l’acquisto e la degustazione, più di 40 tipi di affettati e altrettanti formaggi di eccezionale qualità dall’Italia e dall’estero. Gorgonzola o stilton, pecorino o camembert: qui potrete davvero soddisfare i vostri più inconfessabili desideri, a differenza di quanto avviene in un celebre sketch dei Monty Python… Ma non finisce qui, perché la Baita è anche un ristorante che si fa forte della qualità delle materie prime e di insospettabili slanci creativi. Scoprite di più leggendo la nostra recensione!

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La piadina è protetta

Ne avevamo parlato più di un anno fa, adesso un aggiornamento è doveroso: la piadina romagnola dal 21 gennaio ha il suo disciplinare Igp, come sancisce l’apposito decreto ministeriale pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Risolta, a quanto pare, la diatriba tra riminesi e ravennati: la “vera” piadina potrà infatti essere di due tipologie, quella romagnola più spessa (4-8 mm), rigida e friabile, quella di Rimini più larga, morbida e sottile. Per ottenere l’Indicazione Geografica Protetta, inoltre, la piadina dovrà essere prodotta nel territorio delle province di Rimini, Forlì-Cesena, Ravenna o Bologna, utilizzando come ingredienti soltanto acqua, farina, sale, grassi e lievito e, ovviamente, senza conservanti o additivi artificiali. Coinvolte una quarantina aziende con un fatturato di circa 100 milioni di euro all’anno.
A suo tempo, la decisione di dotare la piadina di un disciplinare Igp aveva scatenato non poche polemiche soprattutto in seno a Slow Food, i cui rappresentanti ritenevano che le nuove norme proteggessero le grandi realtà industriali più che i piccoli produttori. La situazione sarà cambiata?