Quattro per Crotto

Ormai non ci sembra più il caso di ripeterci: il territorio a nord del Lago di Como, ai confini con la Svizzera, è la patria dei crotti, e chi ancora non sapesse cosa sono vada subito a studiare! I crotti più celebri sono senza dubbio quelli di Chiavenna, ma anche altre località si difendono bene: tra queste Stazzona, all’estremità settentrionale del Lago di Como. Il piccolo centro lariano può contare su appena abitanti ma anche su numerosi crotti, quattro dei quali concentrati nel giro di pochi metri lungo l’angusta via Vanzonico, e persino su un’apposita sagra che si svolge nel mese di agosto. Proprio a Stazzona siamo tornati, a quasi un decennio dalla nostra precedente visita, per gustare nuovamente le prelibatezze del Crotto Isidoro: nutrivamo ben pochi dubbi sul fatto che tutto fosse rimasto esattamente inalterato rispetto al 2008, ma anche al 1980 o al 1950, e in effetti la realtà non ha tradito le attese. La nostra recensione aggiornata vi parlerà di grandi tavolate all’aperto, atmosfere conviviali, splendidi panorami e soprattutto porzioni pantagrueliche di polenta, formaggi, salumi e costine (vero fiore all’occhiello di questo crotto). A livello di qualità ci sono certamente proposte migliori, ma per chi cerca un’abbuffata di piatti robusti e genuini l’affare è fatto!

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Il richiamo del Gusto

Le scorribande delle Locuste al Crotto da Gusto sono cominciate nel lontano 2003 (anche se per qualcuno di noi la prima visita si perde nella notte dei tempi): possiamo calcolare quindi, approssimativamente, almeno una quarantina di “missioni” ai Monti di Gottro. Bene: sembra incredibile, ma in questa lunga avventura non ci è mai capitato neppure una volta di incontrare una giornata di maltempo. Evidentemente lassù qualcuno ci ama… o forse vuole eliminarci più rapidamente possibile. Così anche sabato 29 aprile, nonostante la nevicata del giorno prima, il nostro annuale raduno al Crotto si è svolto in un clima paradisiaco: sole, temperatura mite, panorama incantevole. Non che importasse molto: la giornata, come al solito, è trascorsa tra una mestolata di polenta oncia e un nefasto brindisi con GT, questa volta arricchito dalla sorprendente presenza di un Chianti che ha sostituito almeno in parte l’usuale Barbera. I nostri eroi, come sempre, si sono difesi alla grande, anche per onorare i promessi sposi seduti alla loro tavola con due addii al celibato degni di questo nome; e la cucina del Crotto (malgrado la colpevole assenza dei pizzoccheri) continua a essere una garanzia. Come sempre, se volete farvi un’idea della giornata potete visitare la galleria fotografica in continuo aggiornamento sulla nostra pagina Facebook oppure sulla pagina dedicata al Crotto. E al prossimo pranzo non potete mancare!

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Mystic Lake

Ebbene sì, dopo qualche tempo siamo tornati al Mystic Burger: questa volta si tratta della sede di Como, ma nel frattempo il successo del brand ha portato anche all’apertura di una terza “filiale” a Montorfano. Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco: il nostro giudizio rimane immutato e l’hamburgeria brianzola si conferma una delle migliori, se non la migliore in assoluto della “nuova generazione”, sia per qualità sia per gusto e creatività nell’assortimento degli ingredienti. Il ristorante comasco, rispetto a quello di Carate Brianza, soffre purtroppo di una certa lentezza del servizio, dovuta all’affollamento e al personale ridotto: aspetti, come si vede, pienamente limabili e compensati almeno in parte dalla location proprio nel centro storico di Como, all’interno della città murata. Per il resto, il Mystic rimane uno dei pochi locali a mettere effettivamente in pratica il tanto sbandierato matrimonio tra l’hamburger, il cibo più semplice e “senza pensieri” che ci sia, e le sperimentazioni gourmet: non è poco. Ma se non vi basta, leggete la nostra recensione completa!

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Un salto in padella

Volete gustarvi un filetto di zebra alla griglia o preferite una pasta al canguro? Non preoccupatevi, non c’è bisogno di andare fino in Kenya o nel Queensland: basta raggiungere la più abbordabile, anche se inusuale location di Concagno, una minuscola frazione di Solbiate Comasco che tutto si sarebbe aspettata tranne che di ospitare un locale come l’Etnic Restaurant, specializzato in carni esotiche di ogni tipo e natura. Attenzione: nonostante le premesse (e gli stravaganti arredi) non stiamo parlando di una griglieria alla buona, ma di un ristorante di alta qualità, che presenta anche piatti elaborati e materie prime di primissimo livello, dai salumi ai formaggi passando per porcini e tartufi. I prezzi vanno di conseguenza, ma non mancano offerte speciali e menu degustazione. Scoprite di più nella nostra recensione completa!

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Prenda una Cadrega!

Se oggi vi parliamo di questo interessante locale nel cuore della Brianza c’è sicuramente anche una ragione toponomastica: un indirizzo come “via Nobili Calvi” non poteva che lusingare l’amor proprio di alcuni di noi… Calembour a parte, il ristorante La Cadrega di Montesolaro (frazione di Carimate, in provincia di Como) una visita la vale davvero, e una parte del merito va anche alla cordialità e simpatia dei gestori, che farebbe sentire a casa propria qualunque cliente. Poi, certo, la differenza la fa il menu, qui incentrato quasi esclusivamente su una carne alla brace ottima per qualità della materia prima e preparazione. Se ci aggiungete il prezzo abbordabile e altri dettagli che scoprirete leggendo la nostra recensione, il gioco è fatto!

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Bravi, Seven più

Torniamo alla carica con le recensioni di due ristoranti che non potrebbero essere più diversi tra loro: da un lato il Seven Casa dei Ciliegi di Milano, dall’altro la Trattoria del Fagiano di Moltrasio (Como). I 60 km circa che li separano potrebbero anche essere mille: il primo è la declinazione italiana di una classica steak house americana, con carne alla griglia a volontà e qualche gustoso appetizer per scaldare l’appetito. Nulla di eccezionale, ma la sufficienza piena se la merita: ecco la nostra recensione. Il Fagiano, invece, nonostante la vicinanza al Lago di Como è una trattoria di ispirazione montana, con piatti robusti e tanta selvaggina: qui, senza andare troppo per il sottile, con 35 euro si mangia dall’antipasto al dolce. Godetevi un reportage completo!

Una cotizza in compagnia

Continuiamo a prendere la rincorsa in vista della grande abbuffata natalizia, ma anche in questi giorni di vigilia le opportunità per soddisfare il palato non mancano, e visto il clima assumono spesso un carattere benefico. È il caso, per esempio, della cena tibetana organizzata per mercoledì 21 dicembre al Ristorante Vecchio Montano di Cecchina, frazione di Albano Laziale: per l’occasione due monaci provenienti direttamente dal Tibet, e precisamente dal monastero Nyaanang Phelgyeling di Kathmandu, cucineranno sei piatti tipici del loro paese tra cui i celebri “momos”, ravioloni al vapore ripieni di carne. Il costo della serata è di 43 euro a persona e il ricavato sarà in parte devoluto al progetto umanitario Himalayan Aid.
Solidarietà e buon gusto anche a Maslianico, in provincia di Como, dove venerdì 23 dicembre a partire dalle 19 si potrà assaggiare in piazza la cotizza, una tradizionale frittella dolce a base di farina, latte, uova ed erbe, accompagnata da caldarroste e bisciola (il “panettone” valtellinese). La degustazione gratuita è organizzata dall’associazione Lambienteinvita Onlus.

I monaci buddisti Lama Thupten e Lama Tenzin del monastero tibetano Nyaanang Phelgyeling di Kathmandu (Nepal), in Italia per raccogliere fondi destinati al sostentamento dei bambini esuli dal Tibet, si offriranno per l’occasione come cuochi e cucineranno alcuni piatti tipici della cultura culinaria tibetana.