Le Locuste non si fanno davvero mancare nulla in questa estate 2011: eccoci di nuovo a Parigi per l’ennesima puntata della nostra rubrica dal sapore transalpino, ancora una volta dedicata a un “servizio completo” su un unico ristorante. Questa volta l’onore tocca al caratteristico bistrot Le Coude Fou di rue du Bourg-Tibourg, nel cuore del Marais, un luogo che merita una visita anche soltano per l’atmosfera: dipinti originali e bizzarri alle pareti, tavoli in legno costruiti con casse di vino, luci soffuse, servizio informale e distaccato (ma tutto sommato cordiale). Da premiare, anche perché non è facile nella zona trovare un buon ristorante non turistico. Il menu propone una ventina di piatti tra antipasti e pietanze principali (4 di questi cambiano ogni settimana), e noi ve ne mostriamo alcuni.

I piatti sono tutti di matrice francese, a parte il pollo al latte di cocco e curry servito su un piatto di foglie di banana (forse l’influenza della Polinesia francese?); la carta dei vini è a parte e propone una lista infinita di vini francesi divisi per regioni. Tra gli antipasti, l’ottima terrine de canard maison (terrina di anatra con marmellata di fichi), il formaggio di capra caldo e, soprattutto, il camembert grigliato con miele: ci si aspetterebbe una fetta di formaggio, invece è una forma tutta intera!

Tra le pietanze principali spiccano l’entrecote, 300 grammi di carne rigorosamente al sangue servita con formaggio d’Ambert e puré di patate, e una vera e propria chicca: la guancia di maiale caramellata al miele e semi di sesamo, accompagnata da un puré di patate dolci. La lista dei dolci non c’è, forse anche per l’esorbitante abbondanza delle porzioni… meglio chiudere il pasto con un buon bicchiere di Chartreuse a 55 gradi, con il quale vi lasciamo anche noi. Buona digestione!

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Questa volta non stiamo tanto lì a menare il torrone, come dicono in Francia, ed entriamo subito nel vivo dei nostri resoconti transalpini, che ci riportano nella capitale.

Quello che vedete nella prima foto è un piatto a suo modo storico: grazie al suo gigot d’agneau, infatti, il Restaurant Polidor di rue Monsieur le Prince si è guadagnato la menzione delle principali guide turistiche su Parigi. Purtroppo, però, è anche una grossa delusione: il gigot (coscia d’agnello cotta al forno, tagliata a fette e servita con il sugo di cottura ridotto e con fagioli cannellini) si rivela infatti insapore, senza sale e senza gusto, e la salsina è insipida a tal punto da sembrare acqua.

Per fortuna il menu del ristorante offre anche altro, come questo piatto che può aiutare a mitigare la tristezza: si tratta della rara andouillette, una salsiccia di intestini e stomaco di maiale cotta alla piastra, identificata dalla sigla AAAAA (Associazione amichevole amatori andouillette artigianale). Sapore molto intenso e particolare. Un pasto completo da Polidor ha un costo tra i 30 e i 40 euro.

Chiudiamo la nostra carrellata tornando a Versailles, per la precisione al Restaurant Le Saint Claire, che gode tra l’altro di una spettacolare vista sulla reggia. Il piatto è un magret de canard, il “solito” petto d’anatra arrosto con fagiolini e patata al cartoccio: buona qualità della carne, cottura corretta e ottimo anche l’abbinamento consigliato dal personale con il Cote de Provence Rosé, vino acidulo in riuscito contrasto con la carne grassa dell’anatra. Prezzo complessivo sui 30 euro. E per oggi vi salutiamo…

Pensavate ci fossimo dimenticati della nostra corrispondente dalla Francia? Assolutamente no: eccoci di ritorno con una nuova puntata della rubrica più esterofila del nostro blog. Vi ricordiamo che tutti i precedenti aggiornamenti sono riuniti sulla pagina Le Coin de Stéphanie del nostro sito.

La prima foto di oggi vi mostra un piatto inedito: spiedini di rouget (triglia) con crema di piselli e frittatina di verdure, accompagnata da un ottimo bicchiere di Collioure delle cantine Cornet & Cie. Il locale invece non è inedito, visto che ve ne abbiamo già parlato: si tratta del ristorante Le Chien qui Fume di Versailles, locale molto noto in città per i suoi piatti ma soprattutto per l’ottima cantina. Vino davvero gradevole e piatto curato nei particolari. Prezzo medio sui 30 euro.

Anche in questo caso siamo di fronte a un ritorno sul luogo del delitto: vi proponiamo infatti un secondo assaggio (si fa per dire, purtroppo) del magret de canard, il petto d’anatra arrosto servito dall’antico ristorante Le Louchébem di Parigi. Ancora una volta carne francese di ottima qualità, cucinata alla brace, e prezzo non superiore ai 30 euro.

Dulcis in fundo: concludiamo oggi la prima “infornata” del nostro reportage fotografico dalla Francia (sperando che non sia l’ultima!) e lo facciamo, com’è giusto che sia, con due dessert, che vi presentiamo nelle prossime immagini.

Questa volta in realtà non ci troviamo esattamente a Parigi, ma a Saint-Germain-en-Laye, qualche chilometro a ovest della capitale: per la precisione alla Crêperie Larcher, un vero e proprio tempio per gli amanti delle crêpes, preparate esclusivamente con farina di grano saraceno. Nella prima immagine potete vedere le galettes avec chevre et miel (formaggio di capra e miele), mentre nella seconda spazio a un’esorbitante galette dolce con pera e cioccolato. Il menu, ispirato alla tradizione bretone, propone circa una trentina di farciture differenti, sia per le crêpes salate, sia per quelle dolci. Da leccarsi i baffi!

Restate sintonizzati per ulteriori novità da Parigi e ricordate che potete rivedere tutte le foto finora pubblicate nella sezione Le Coin de Stéphanie del nostro sito!

Le occasioni per prelibate degustazioni non mancano neppure in Italia, ma la nostra inviata oltralpe scalpita e allora le concediamo lo spazio che si merita: oggi in offerta speciale tre immagini al prezzo di due, direttamente da Parigi (e dalle immediate vicinanze).

Le due foto qui sopra vengono dallo stesso ristorante: Le Louchébem, che si autodefinisce “la più antica rosticceria di Les Halles”, un quartiere storico di Parigi. Il nome del ristorante significa “il macellaio” in argot (gergo parigino), e in effetti la specialità della casa è la carne alla griglia, ma nel menu si trovano anche le lumache (escargots) e il petto d’anatra arrosto (magret de canard). Altro piatto tipico è il pied de cochon, piedino di maiale impanato o arrosto. Prezzi medio-alti, sui 40 euro totali.

Qui abbiamo un’altra versione dello stesso piatto precedente, ovvero il magret d’anatra arrosto al cassis, questa volta accompagnato da verdure gratinate e da una buona bottiglia di Côtes de Blaye, uno dei più pregiati vini bordolesi. Il tutto è opera del ristorante Au Petit Marquis di Versailles, locale di ottima qualità e prezzi contenuti: circa 30 euro per un pasto completo.
Per ora ci fermiamo qua e vi ricordiamo che troverete il riassunto delle puntate precedenti sulla pagina Le Coin de Stéphanie del nostro sito (in fase di aggiornamento).

Paris est toujours Paris, e poco importa che lo stesso valga anche per San Donato Milanese. Un viaggio nella capitale francese ha sempre un sapore particolare, anzi tanti sapori, come confermano le avventure della nostra Reginetta che continua a inviarci le sue corrispondenze dalla Francia. Dove persino un’insalata può diventare un manicaretto prelibato.

Ecco un piatto che gli amanti della cucina transalpina conoscono bene: la tartare, per la precisione 300 grammi di tartare di bovino di razza Charolaise, tagliata al coltello, perfettamente condita e con contorno di patatine fritte. A servirla è l’XXL Café di Versailles, che si caratterizza per l’eccezionale qualità della carne e ha nella poco fornita carta dei vini la sua unica pecca. Prezzo medio intorno ai 30 euro.

L’immagine farà forse inorridire i puristi e di parigino ha soltanto la guida Lonely Planet, eppure è stata scattata in un luogo simbolo della capitale come il Café de Flore di boulevard Saint Germain. Qualità e varietà del cibo non sono un granché, ma i prezzi sono bassi (20 euro) e soprattutto da queste parti sono passate celebrità come Pablo Picasso… merita dunque una sosta per la sua storia più che per motivi gastronomici.
Vi aspettiamo per la prossima puntata e vi ricordiamo che chi avesse perso qualche aggiornamento può comodamente ritrovarlo sul nostro sito, nella sezione Le Coin de Stéphanie.

Continua la serie delle corrispondenze da Parigi, giusto per stimolare un po’ d’acquolina in bocca ai nostri lettori. Questa volta vi proponiamo due piatti a base di carne tipici della cucina francese.

Qui sopra potete vedere un prelibato stufato di agnello alle sette erbe, proveniente direttamente da Versailles: il ristorante è Le Chien Qui Fume, e oltre che per la sua cucina si fa apprezzare anche per un’eccelsa carta dei vini. Il prezzo medio di un pasto completo si aggira sui 30-35 euro.

Nella seconda foto un grande classico della gastronomia francese: il confit de canard, ovvero una coscia d’anatra caramellata dopo una lunga cottura. Ottima e abbondante, così come il puré della casa. Il tutto alla brasserie di Rue de la Roquette, naturalmente a Parigi.
A presto con nuove prelibatezze fotografiche!

Il momento di mantenere una delle nostre promesse più impegnative è arrivato: vi avevamo adescato vagheggiando l’idea di sublimi recensioni da Parigi ed ecco, finalmente, la prima puntata del reportage fotografico realizzato dalla nostra inviata, ormai meglio nota come Petite Reine de Versailles. Lo pubblicheremo “a rate” accompagnandolo con brevi commenti, ma non preoccupatevi: nel caso perdeste qualche puntata potrete recuperarlo nell’apposita sezione che metteremo a breve on line sul nostro sito.
Nel frattempo, iniziamo con i primi due succulenti piatti:

Nella foto sopra, potete ammirare una robusta porzione di moules marinières, ovvero cozze alla marinara con patatine fritte: sono quelle del ristorante Leon de Bruxelles di Parigi, un franchising con diverse location nella capitale. Il menu è alquanto semplice: soltanto cozze, in 15 differenti varietà, e una minima offerta di carni. Prezzo sui 20-30 euro complessivi. Malgrado l’ispirazione belga, il locale difetta un po’ nella lista delle birre.

La seconda immagine si riferisce invece al Restaurant Hippopotamus, nei prezzi di Place de la Bastille: anche qui un locale informale ed economico (20-30 euro per un pasto completo) ma in grado di presentare piatti di carne ottimi per cottura e abbondanza delle porzioni. Nello specifico potete “gustare” spiedini di manzo con salsa bearnaise, funghi e fagiolini alla cipolla.
À la prochaine!


Le Locuste superano ogni barriera geografica: non accontentandoci più dei nostri avamposti in mezza Italia – ora anche in Basilicata – e delle saltuarie apparizioni all’estero, abbiamo deciso di fare il grande passo e tentare l’avanzata decisiva verso Parigi. La nostra inviata in terra francese sarà nientemeno che l’ex Reginetta delle Sagre, ormai ufficialmente Reine de Versailles, che per qualche mese ci racconterà per immagini (o almeno così ha promesso!) pregi e difetti della cucina d’Oltralpe, elargendo preziosi consigli a chiunque si preparasse per un viaggio nella capitale dei gourmet. Nei prossimi giorni i primi gustosi aggiornamenti della nuova rubrica in salsa francese. Nel frattempo, bon appétit!