Well done!

Sia chiaro: l’hamburger ci piace, come a quasi tutti. Purtroppo, però, siamo abbastanza vecchi per averne vissuto la triplice trasformazione: da manna a basso costo per il pubblico di massa, a junk food da condannare come peccato mortale, fino a nuovo piatto di qualità idolatrato dai gourmet e persino dagli chef. Ed è per questo che l’ormai inarrestabile invasione di hamburgerie, non solo a Milano ma su tutto il territorio nazionale, ci disturba abbastanza. Però al Fatto Bene Burger, una delle più note catene meneghine, bisogna concedere diverse attenuanti: prima fra tutte il tempismo, che gli ha permesso di cavalcare l’onda in largo anticipo rispetto ai concorrenti. E poi la semplicità della formula, che – nonostante tutto – continua a privilegiare, rispetto alla presentazione e al confezionamento del prodotto, l’esigenza primaria di sfamare la clientela! Per saperne di più, leggete la nostra recensione completa.

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Mystic Lake

Ebbene sì, dopo qualche tempo siamo tornati al Mystic Burger: questa volta si tratta della sede di Como, ma nel frattempo il successo del brand ha portato anche all’apertura di una terza “filiale” a Montorfano. Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco: il nostro giudizio rimane immutato e l’hamburgeria brianzola si conferma una delle migliori, se non la migliore in assoluto della “nuova generazione”, sia per qualità sia per gusto e creatività nell’assortimento degli ingredienti. Il ristorante comasco, rispetto a quello di Carate Brianza, soffre purtroppo di una certa lentezza del servizio, dovuta all’affollamento e al personale ridotto: aspetti, come si vede, pienamente limabili e compensati almeno in parte dalla location proprio nel centro storico di Como, all’interno della città murata. Per il resto, il Mystic rimane uno dei pochi locali a mettere effettivamente in pratica il tanto sbandierato matrimonio tra l’hamburger, il cibo più semplice e “senza pensieri” che ci sia, e le sperimentazioni gourmet: non è poco. Ma se non vi basta, leggete la nostra recensione completa!

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Quando l’hamburger è sassarese

Hamburger gourmet, design moderno e accattivante, libri degli chef di grido, menu scritto su grandi lavagne alle pareti: l’ennesimo ristorantino cool di Milano? Ebbene no, ci troviamo a Sassari, a due passi dalla centralissima piazza d’Italia: e la formula adottata dal Bistrot di via Carlo Alberto, di recentissima apertura, si accoda sì alla moda del momento ma fa anche il suo per innovare, grazie a un tocco di creatività e all’utilizzo di ingredienti locali. Un esempio per tutti: il pane carasau al posto del panino, scelta azzeccata non solo perché rende il burger più leggero e digeribile, ma anche perché svolge egregiamente la funzione di… piatto di portata!

Il resto lo trovate nella nostra recensione completa, l’ultima del 2015 ma anche la prima che vi proponiamo nel 2016: cogliamo l’occasione per augurare a tutti un anno ricco di soddisfazioni, non solo gastronomiche!

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All’anima della Brianza

Dopo la scorpacciata di hamburger che ci siamo fatti negli ultimi anni, assistendo impotenti (ma voraci) al revival della buona vecchia polpetta a stelle e strisce in rinnovata e più o meno veritiera veste gourmet, c’è ancora qualcosa che vale la pena di assaggiare in questo campo? Ebbene, la risposta e sì, anche se quello che per noi rappresenta una graditissima sorpresa è in realtà da tempo un luogo di culto per gli appassionati del genere. Stiamo parlando del Mystic Burger, nelle sue due incarnazioni di Carate Brianza e di Como: un fast food, certo, ma di alto livello gastronomico (gli ingredienti sono di primissima qualità) e soprattutto di geniale inventiva negli abbinamenti, che mirano a recuperare le ricette della tradizione. Non a caso i panini hanno nomi in dialetto come Ul Puse Bun e il locale si fregia dell’evocativo trademark Brianza Soul… Ma abbiamo già detto troppo: per saperne di più leggete la nostra recensione.

E già che ci siete, fate un salto anche al curioso bistrot Q.B. di Busto Arsizio: da fuori sembra un anonimo ufficio, ma dentro c’è un simpatico e minuscolo ristorante tutto incentrato su una cucina casalinga e senza fronzoli. Appena inaugurato, merita una sosta almeno per la pausa pranzo, in attesa di una recensione più strutturata.

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Hamburgermeister

Ci sarebbe molto da scrivere, e forse un giorno lo faremo, sulle recondite (ma non troppo) cause economiche della resurrezione degli hamburger, che stanno ormai completando la seconda invasione del vecchio continente dopo quella già attuata negli anni Ottanta. Per il momento ci accontentiamo di osservare che, dopo un periodo di rifiuto e di assuefazione, la famigerata “polpetta” è tornata in grande stile a occupare i piatti e le strade d’Italia. Legnano, in particolare, sembra essere diventata negli ultimi tempi la capitale del fast food: nel giro di pochi mesi hanno aperto i battenti almeno quattro locali in cui ci si può ingozzare di hamburger, in diverse versioni, e ciascuno di essi proclama naturalmente di essere il migliore. C’è ad esempio la piccola Officina dell’Hamburger, che punta tutto sulla quantità proponendo panini fino a 450 grammi e un’impossibile “sfida” per i più golosi (si rischia veramente la vita); ma a nostro avviso la palma del numero uno se la aggiudica Fuddruckers, catena approdata in Italia dopo oltre 30 anni di onorata attività oltreoceano. Carni di gran qualità, atmosfera… genuinamente finta e anche la possibilità di personalizzare a piacimento il panino: fattori che, almeno in parte, spiegano le lunghe code fuori dalla porta. Leggete la recensione completa per scoprire il resto!

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Ti voglio bene Denzel

Nella città che ha dato la fama ai paninari, è forse inevitabile che i recensori si scatenano alla ricerca del miglior hamburger possibile: la rete pullula di classifiche, tra le più attendibili questa e quest’altra. Noi non siamo titolati a esprimere un giudizio, almeno per quanto riguarda Milano, ma un motivo ci deve essere se in tutte le graduatorie trova posto lo stesso ristorante; e il motivo non può essere solo il nome, anche se l’abbinamento tra l’insegna Denzel e l’indirizzo in via Washington è difficilmente migliorabile. Nonostante le apparenze, il locale non ha nulla di “ammerigano”: al contrario, è israeliano al cento per cento, e le specialità alla griglia si mescolano a prelibatezze mediorientali (rigorosamente kosher). E non ha nulla neppure del fast food, tantomeno il conto. Leggere la nostra recensione completa per credere.

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Trenta minuti di burger

L’idea ci riporta alla mente vecchi ricordi a stelle e strisce, relativi per esempio alla leggendaria “Monster Challenge” dello Yankee Doodles di Santa Monica. Ma l’italianissimo ristorante Rapsodia di Fagnano Olona, in provincia di Varese, non vuole essere da meno e per venerdì 2 agosto ha lanciato un evento memorabile: la “Sfida al menu del mangione”. Le regole sono semplici: in soli 30 minuti gli avventori dovranno riuscire a mangiare un intero hamburger da 300 grammi con formaggio, insalata, cipolle, pomodori e salse varie, accompagnato da una porzione di patatine fritta, una bibita o birra, 5 palline di gelato, caffè e limoncello, il tutto al prezzo di 20 euro. Chi riuscirà nell’impresa potrà essere immortalato nella hall of fame del locale! Se ve la sentite, chiamate lo 0331-611000 per la prenotazione (obbligatoria). Altrimenti non vi resta che sognare l’assurdo hamburger da quasi 85 kg del Mallie’s Sports Grill & Bar di Southgate (Michigan), il più grande disponibile in commercio. Oppure attendere il primo hamburger sintetico della storia, anche se il prezzo è un po’ caro: circa 300.000 euro…

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