Il grande fritto

Se la tentacolare metropoli (si fa per dire) che risponde al nome di Milano ha un pregio culinario, è indubbiamente la varietà: in città è rappresentato qualsiasi tipo di cucina, italiana o internazionale, e in caso di necessità è possibile soddisfarvi anche il desiderio gastronomico più inconsueto. Se per esempio vi venisse voglia di fritto misto alla piemontese… ebbene sì: cercando attentamente, e prenotando con un certo anticipo, potete togliervi lo sfizio alla Trattoria Aurora, un locale di stampo antico che tra l’altro oggi appare come una mosca bianca nel contesto modaiolo e stylish di via Savona. Il servizio impeccabile e la cornice in stile liberty rendono ancora più piacevole un’esperienza che è da consigliare solo agli stomaci forti: cotoletterognonianimellecervella, e ancora piedini, cuore, fegato, filetto, persino gamberi e rane, si susseguono senza tregua per almeno 15 portate, fino ad arrivare al dessert (naturalmente fritto), per chi ci riesce. Il tutto all’insegna della qualità e anche della leggerezza, compatibilmente con l’abbondanza delle porzioni! Ma oltre al fritto, il ristorante ha molte altre frecce al suo arco: per scoprirle, leggete la nostra recensione completa.

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Je n’ai pas Envie

Interrompiamo per un attimo la serie di corrispondenze dal Salone del Gusto per un consiglio importante: cercate di passare almeno una volta dalle parti di Envie e precisamente dalla piccola frazione di Occa, se ne avete il fegato. In tutti i sensi: la specialità di questa landa all’estremo ovest della provincia di Cuneo è infatti il fritto misto alla piemontese, un vero e proprio rito che vi terrà incollati al tavolo per quasi quattro ore, alle prese con qualsiasi tipo di cibo purché impanato e immerso nell’olio bollente. Se poi per provarlo scegliete la trattoria La Tana dell’Orso, potrete anche scoprire le leggende delle Faye e togliervi la soddisfazione di fare la conoscenza con l’iguana Frank… scoprite come nella nostra recensione!