Due Buoi dei paesi tuoi

Andrea Ribaldone torna a casa: da oggi – lunedì 19 settembre – fino a domenica 2 ottobre lo chef di origini milanesi, ma da anni trasferitosi ad Alessandria, sarà protagonista all’Eataly Milano Smeraldo con un temporary restaurant incentrato sulle specialità del suo ristorante I Due Buoi (una stella Michelin). Un’occasione più unica che rara per assaggiare i piatti di Ribaldone a prezzi tutto sommato più che competitivi: da 10 a 18 euro a piatto oppure un intero menu degustazione a 45 euro. La carta sarà differente per le due settimane di apertura del ristorante: dal 26 settembre si potranno assaggiare tra l’altro gli agnolotti di manzo fassone “Ricordo di un viaggio in Giappone“, uno dei piatti che hanno reso celebre lo chef. In calendario anche due eventi speciali: domenica 25 settembre uno showcooking con degustazione di altri due cavalli di battaglia di Ribaldone, il risotto al bianco e nero di seppia e lo spaghetto Milano con riso roma. Domenica 2 ottobre alle 20, invece, un grande concerto jazz di chiusura organizzato da Red Note.

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Salviamo(ci) il Culatello

Tutti in piazza armati di… affettatrici: c’è da scommetterci, niente Black Bloc stavolta a Milano. Sarà una “protesta” pacifica e gustosa quella in programma venerdì 8 maggio dalle 12.30 in piazza XXV Aprile, proprio davanti a Eataly Smeraldo, per difendere l’autenticità di uno dei prodotti simbolo dell’Emilia e dell’Italia. Il Culatello, quello vero, invade Milano: questo il nome scelto per lo scenografico evento organizzato dal Consorzio di tutela del Culatello di Zibello, che porterà nella città di EXPO 22 produttori per una degustazione gratuita del prelibato salume. Lo scopo dell’iniziativa è denunciare i fenomeni di falsificazione del culatello e il cosiddetto “italian sounding“, ossia l’utilizzo di nomi, marchi e immagini che evocano l’Italia per pubblicizzare prodotti non riconoscibili al nostro paese. La manifestazione sarà preceduta dalla tavola rotonda “La frode italiana: il caso del culatello“, a cui parteciperanno numerosi ospiti dal mondo gastronomico come Davide Paolini, Paolo Marchi, l’onnipresente Oscar Farinetti e ovviamente il presidente del Consorzio, Massimo Spigaroli.

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Lost in the supermarket

Il consumo alimentare sta cambiando, non è una novità, e la grande distribuzione cerca faticosamente di adeguarsi. Se ne è parlato anche all’ultimo Salone del Gusto di Torino, con protagonisti del calibro di Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly. Fra i tanti temi toccati emergono alcune strategie comuni: valorizzare e pubblicizzare meglio le caratteristiche di prodotti e produttori, esportare le eccellenze italiane anche all’estero, adeguarsi anche a prezzi più alti in cambio di una migliore qualità. Scoprite di più sull’interessante dibattito del Lingotto e non dimenticate di leggere anche il nostro reportage dal Salone!

 

McSlow?

La notizia, in realtà, è da almeno un anno sulla bocca di tutti. Ma adesso l’apertura della sede newyorkese di Eataly, il grande mercato gastronomico ideato da Slow Food, è davvero imminente: si parla di fine agosto. Lo documenta un reportage presentato da Gigi Padovani, esimio critico de La Stampa, che potete trovare anche su YouTube (il video, non Gigi). In realtà, da scoprire non c’è molto: lo store che aprirà i battenti sulla quinta strada non è altro che una perfetta riproduzione, in grande, del centro commerciale originale di Torino, che avevamo recensito qualche mese fa. Una particolarità che alimenta i dubbi da noi espressi nell’occasione: cosa stiamo davvero esportando, in fin dei conti? Le eccellenze della cucina italiana oppure un modello di nutrizione univoco, uniformato e standardizzato, un po’ come – si perdoni la blasfemia – avevano fatto gli USA con i fast food? E se è così, si tratta di un bene o di un male?
Una bella domanda su cui riflettere in vista del LocusTour 2010 che, come è ormai noto, tra poche settimane ci porterà proprio negli States, anche se sulla costa opposta…

Eat or get Eataly

Per chi non lo sapesse, l’Eataly di Torino (ma ci sono sedi anche a Bologna, Milano, Pinerolo e… Tokyo) è un enorme mercato gastronomico, anzi il più grande mercato gastronomico al mondo, l’unico in cui convivono le eccellenze culinarie di tutta Italia, raccolte e commerciate secondo i principi e gli ideali di Slow Food. Una grande vetrina pubblicitaria, un centro di resistenza culturale, un insieme di prelibati ristoranti, un punto d’incontro tra la logica della grande distribuzione e quella della piccola impresa, una furba trovata di marketing, un paese del Bengodi per i buongustai? Tutto questo insieme, e forse anche qualcosa in più. La nostra breve recensione è soltanto un assaggio in attesa di una visita più approfondita…

Next stop: Torino

Brevi anticipazioni sulle prossime novità del nostro sito. Innanzitutto, una rapida visita a Torino è stata l’occasione per due missioni culinarie agli estremi opposti della… catena alimentare: da un lato l’incredibile Trattoria “I Valenza”, vero baluardo della ristorazione di una volta al di là di ogni possibile retorica, e dall’altro la debordante magnificenza di Eataly, la “casa” torinese di Slow Food dove è possibile acquistare e gustare il non plus ultra della produzione enogastronomica italiana. Scenario fantascientifico, ma non manca qualche perplessità: a presto per i dettagli. Parleremo di Slow Food anche per recensire l’edizione 2010 della guida Osterie d’Italia (quella del ventennale), ma prima ancora aspettatevi l’ampio resoconto su un saggio estremamente interessante e stimolante di Stewart Lee Allen: “Nel giardino del diavolo“, sulla correlazione tra cibo e vizi capitali. Stay tuned.