Il bello dei debuttanti

La terra trema, ma se proprio deve arrivare il Big One, che almeno ci colga con un buon bicchiere di vino in mano: al Palazzo della Gran Guardia di Verona è tutto pronto per l’Anteprima Amarone, il debutto ufficiale del pregiato vino vendemmiato nel 2008 (tre anni è il periodo di invecchiamento minimo previsto dal disciplinare). Secondo gli esperti non si è trattato di una grande annata – troppo caldo – ma proprio questo ha generato inedite differenze tra i vini provenienti dai diversi territori: più fruttati quelli “cresciuti” a temperature più alte, speziati e con note vegetali quelli delle zone più fresche. “Bisogna tener conto – spiega il presidente del Consorzio Valpolicella, Emilio Pedron – del fatto che l’Amarone ha due momenti fondamentali: raccolta e appassimento. Se la prima non si presenta in modo ottimale a volte è la seconda a dare esiti sorprendenti”.
L’anteprima prende il via alle 11 di sabato 28 gennaio con la conferenza stampa di presentazione dell’annata, seguita dalla degustazione riservata ai giornalisti; dalle 16 alle 19 l’apertura al pubblico (su invito), che proseguirà anche domenica 29 gennaio dalle 10 alle 18. Maggiori informazioni sul sito del Consorzio Valpolicella.

 

 

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Amaro calice

“Quando non sai cos’è, allora è jazz” scriveva Alessandro Baricco; oppure, aggiungiamo noi, è un vino eccezionale. Qualche decennio fa ben pochi al di fuori della Valpolicella sapevano cosa fosse l’Amarone, che oggi è uno dei vini più conosciuti e ricercati al mondo e può persino permettersi di fare da “testimonial” per una rassegna di grande qualità come Amarone in Jazz, organizzata a Verona e a Marostica dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. Il programma della manifestazione prevede, da lunedì 24 ottobre a martedì 1° novembre, dieci concerti dei più importanti interpreti del genere, abbinati a degustazioni di vino (incluse nel prezzo) e di piatti tipici come bigoli e stracotto. In apertura, il 24 ottobre alle 22, uno dei concerti più interessanti proprio a Marostica: sul palco Paolo Fresu e Uri Caine. Uno spettacolo da gustare fino in fondo… come un buon bicchiere di Amarone.

What’s up, DOCG?

Con due ministri veneti di fila, diranno le malelingue, non poteva essere altrimenti: fatto sta che dopo il Prosecco un altro vino della regione ha conquistato la Denominazione di Origine Controllata e Garantita, il riconoscimento più ambito in campo enologico. Finalmente anche l’Amarone, perla della Valpolicella, si è elevato al rango di DOCG: la presentazione ufficiale è avvenuta venerdì 30 aprile a Roma (assente Galan, ma vabbè…) anche se il vino con la nuova etichetta si potrà gustare soltanto da gennaio 2013, visto che il periodo di invecchiamento minimo stabilito dal disciplinare è di 2 anni. Le cifre: 9 milioni di bottiglie prodotte all’anno, un fatturato (sempre annuo) di 108 milioni di euro, una Gran Medaglia d’Oro e 14 Gran Menzioni ai produttori nel corso dell’ultimo Vinitaly.
Cos’altro aggiungere? Forse è tempo di stappare il “Crosara delle Strie” che abbiamo in cantina, frutto dell’arte della brava e bella Elena Coati (Corte Rugolin) e già celebrato in questo vecchio post

Alla Corte del re Amarone

Degustare un sontuoso Amarone in cantina, discorrendo piacevolmente sulle prospettive del mercato del vino, non ha prezzo. Se poi l’interlocutore ha il fascino e la passione per l’enologia di Elena Coati, titolare insieme al fratello della cantina Corte Rugolin di Valgatara (frazione di Marano di Valpolicella, in provincia di Verona), ancora meglio…
L’azienda ha una lunga storia alle spalle, ma da un decennio si è profondamente rinnovata (anche nel nome) e ha conquistato la menzione nelle principali guide nazionali. Il suo prodotto di base è il Valpolicella, fresco e bevibile se d’annata, più complesso dopo il ripasso in legno; ma naturalmente la grande attesa è per il ricercatissimo Amarone. Il più giovane, il Crosara de le Strie, conserva un retrogusto erbaceo che lo rende più “pungente” e vivace; il Monte Danieli, invecchiato 5 anni, è però insuperabile sul piano della corposità e dell’equilibrio. Un vino eccezionale che vale tutti i 25 euro della bottiglia. Da assaggiare poi – con buona pace di chi non li ama – anche i vini dolci: il rosso Recioto e il passito Aresco. In poche parole, una cantina da non perdere!