Il richiamo del Gusto

5 maggio 2017

Le scorribande delle Locuste al Crotto da Gusto sono cominciate nel lontano 2003 (anche se per qualcuno di noi la prima visita si perde nella notte dei tempi): possiamo calcolare quindi, approssimativamente, almeno una quarantina di “missioni” ai Monti di Gottro. Bene: sembra incredibile, ma in questa lunga avventura non ci è mai capitato neppure una volta di incontrare una giornata di maltempo. Evidentemente lassù qualcuno ci ama… o forse vuole eliminarci più rapidamente possibile. Così anche sabato 29 aprile, nonostante la nevicata del giorno prima, il nostro annuale raduno al Crotto si è svolto in un clima paradisiaco: sole, temperatura mite, panorama incantevole. Non che importasse molto: la giornata, come al solito, è trascorsa tra una mestolata di polenta oncia e un nefasto brindisi con GT, questa volta arricchito dalla sorprendente presenza di un Chianti che ha sostituito almeno in parte l’usuale Barbera. I nostri eroi, come sempre, si sono difesi alla grande, anche per onorare i promessi sposi seduti alla loro tavola con due addii al celibato degni di questo nome; e la cucina del Crotto (malgrado la colpevole assenza dei pizzoccheri) continua a essere una garanzia. Come sempre, se volete farvi un’idea della giornata potete visitare la galleria fotografica in continuo aggiornamento sulla nostra pagina Facebook oppure sulla pagina dedicata al Crotto. E al prossimo pranzo non potete mancare!

IMG-20170430-WA0018

Come ben sanno i frequentatori abituali dell’isola, in Sardegna – malgrado l’ingannevole presenza del mare – non è per nulla facile né scontato trovare grandi ristoranti di pesce, anche se negli ultimi anni il trend sta un po’ cambiando. Per riuscire nell’impresa bisogna puntare sulle poche e ben selezionate località in cui la pesca è tradizione consolidata, oppure tentare la sorte con qualche isola felice che sta tentando di importare la cucina di mare in contesti radicalmente votati alla terra. A quest’ultima categoria appartiene sicuramente El Caballito de Mar, che nel pieno centro di Sassari (città agricola per eccellenza, non a caso abitata da “magnacauri“) è riuscito a creare un’oasi marinara di grande successo, grazie al suo trionfo di crudo ma anche a un’atmosfera semplice e raffinata e a una cucina a tratti creativa. Del primo gruppo fa parte invece il Gambero Ghiotto di Golfo Aranci, una delle poche località della costa nord-orientale della Sardegna a mantenersi “viva” anche nei mesi invernali: qui la qualità di ingredienti, preparazione e presentazione merita davvero un applauso, e i prezzi sono tutto sommato abbordabili. Infine, ennesima menzione per il “solito” Il Pesce d’Oro, che mantiene un livello costante negli anni e si conferma tra i migliori ristoranti di Alghero (se non il migliore in assoluto).

Per saperne di più, non perdete le nostre recensioni complete: a questo link trovate tutti i locali recensiti in Sardegna!

20170408_143534

Andare per frattau

15 aprile 2017

Il pane, con tutta la simbologia cristiana che si porta dietro, è un alimento fondamentale nel periodo di Pasqua, e dunque anche questa recensione della vigilia la dedichiamo al pane, sia pure in una variante molto particolare: il pane frattau, antica specialità a base di pane carasau imbevuto nel brodo, sugo di pomodoro e uovo. Un sostanzioso piatto campagnolo, quasi scomparso prima che i fratelli Pintus del ristorante “Li Lioni” decidessero di recuperarlo e dedicargli addirittura un intero locale. La Panefratteria di Sassari si struttura come una vera e propria pizzeria, sostituendo all’impasto della pizza la base del frattau e proponendola in gustosissime varianti con ingredienti stagionali (dai carciofi agli asparagi). Il risultato è un locale ideale per un pasto veloce ed economico, a pranzo o a cena, e per questo di grande successo. Per saperne di più, scoprite la nostra recensione completa… E buona Pasqua a tutti!

20170407_211912

Mangiare pesce a Milano salvaguardando al tempo stesso la qualità e il portafoglio: un rompicapo di difficilissima soluzione. Per fortuna resistono negli anni alcuni indirizzi, magari fuori dalle rotte più battute, che continuano a coniugare l’alto livello delle materie prime con un conto finale, se non proprio economico, quantomeno non tale da strapparsi i capelli (per chi li ha). Certo, a qualcosa bisogna rinunciare sul piano dell’atmosfera: il ristorante La Sirenella, con il suo arredamento un po’ old style e le sue salette chiassose, non è il posto ideale per una cenetta a lume di candela. Ma glielo si perdona ben presto, grazie soprattutto alla straordinaria carrellata di antipasti che la cucina può permettersi di mandare in scena: frutti di mare crudigamberiscampi, deliziosi carpacci, pesci e molluschi fritti e gratinati, gianchettipolpo e chi più ne ha, più ne metta. Un’abbondanza tale da far passare sotto silenzio anche la varietà di primi e secondi, che pure meritano ben più di un assaggio. Insomma, il posto giusto per chi sente la nostalgia del mare… Per saperne di più, leggete la nostra recensione completa!

Qualche volta basta davvero poco per ritagliarsi un’oasi di pace nel “logorio della vita moderna”: una gita nel Monferrato casalese, ad esempio, è più che sufficiente a ritemprare almeno per un giorno lo spirito e (soprattutto) il corpo. Noi ne abbiamo approfittato per testare alcune delle cantine più interessanti della zona: una è la rinomata Vicara di Rosignano Monferrato, creatura dei tre soci Visconti, Cassinis e Ravizza che negli ultimi anni ha fatto man bassa di premi e riconoscimenti. Purtroppo in occasione della nostra visita i prodotti più gettonati erano esauriti (su tutti il celebre Grignolino .G), ma abbiamo comunque potuto gustare bottiglie di gran pregio come UccellettaVolpuvaCantico della Crosia. Altra tappa obbligata quella a Cella Monte per visitare l’antico “infernot” della cantina La Casaccia, che custodisce tra l’altro il Barbera Calichè, ma anche l’originale Brut eponimo.

E il cibo? Naturalmente c’è stato spazio anche per quello, con le specialità piemontesi del ristorante Il Bagatto di Grazzano Badoglio: un luogo ancora relativamente fuori dagli itinerari turistici (basti pensare che ci siamo trovati di fronte a una partita di tamburello in piazza!) e in grado di regalare profumi e sapori genuini. Battuta di fassonaagnolotticoniglio arrostobonnet e tante altre prelibatezze in una location davvero incantevole: per saperne di più non perdetevi la nostra recensione completa!

20170304_140218

DonGiovanni non fa inganni

21 febbraio 2017

Inutile elucubrare ancora sulla nostra lunga assenza dalle scene internettiane: vi basti, per ora, sapere che le Locuste sono vive e lottano insieme a voi. Per dimostrarvelo abbiamo pronta una recensione fresca fresca… be’, in realtà, leggermente riscaldata: il locale in questione è infatti il ben noto Ristorante Dongiò, alfiere della cucina calabrese a Milano, che avevamo già visitato nel lontano 2011. Immutato e immutabile, il ristorante è rimasto un cardine del frequentatissimo quartiere di Porta Romana, ma purtroppo fa registrare un calo nella qualità dei piatti e del servizio: non mancano, per carità, materie prime simbolo della Calabria come sardella‘ndujacaciocavallo, ma la cura e la creatività dedicate alla preparazione delle pietanze sembra decisamente diminuita. Qualche meritevole eccezione però resta, come gli ottimi spaghettoni amari alle puntarelle e ricotta e, soprattutto, gli ottimi dolci. Per saperne di più, non vi resta che leggere la nostra recensione aggiornata!

20170213_220348

 

Interrompiamo il nostro lungo silenzio per un annuncio importante: habemus fiorentinam! Finalmente siamo riusciti a visitare e recensire il famoso Ristorante dal Toscano di Cergnago, nel cuore della Lomellina: un locale che, tanto per intenderci, vanta prenotazioni per cena da qui fino al mese di aprile. A cosa è dovuto tutto questo entusiasmo? Facile a dirsi: la bistecca alla fiorentina, specialità suprema della cucina, qui mostra tutte le sue qualità in una versione particolarmente succulenta e gustosa. Il resto è contorno, ma che contorno: pappa al pomodorotagliolini al tartufo bianchettopici al ragù di  cinghiale e molto altro. Ne vale davvero la pena, ammesso che si riesca a trovare posto: il consiglio è di puntare sul mezzogiorno, orario appena più abbordabile. Per saperne di più leggete la nostra recensione completa, sperando che sia la prima di una lunga serie anche in un 2017 che fin qui ci ha visto abbastanza inoperosi…

20170121_151136

 

Vi state ancora riprendendo dai bagordi per l’arrivo del nuovo anno? Bene così: è il momento migliore per ripercorrere le imprese di un 2016 magari non indimenticabile, ma ricco di soddisfazioni culinarie per le Locuste e non solo!

Un anno che si apre e si chiude nel segno del prosciutto: la penultima edizione dell’ormai celebre festa Ora ProSciutto si era infatti tenuta eccezionalmente a gennaio, mentre per il 2016 l’evento è tornato a occupare la tradizionale “nicchia” di fine dicembre tra Natale e Capodanno. Da Parma al San Daniele, si è chiuso il cerchio!

img_2913

Il mese di febbraio ci ha visto protagonisti, insieme agli amici della Confraternita dei Grass, della magnifica Cena del Quinto Quarto all’Antica Locanda del Falco di Gazzola; ma è da ricordare anche la “sfida” tra i guru della birra artigianale Kuaska, Teo Musso e Agostino Arioli al Baladin Milano. A marzo invece siamo tornati a Firenze, e qui c’è solo l’imbarazzo della scelta: dai volti amici della Trattoria Mario alle nuove scoperte come Il Magazzino… Aprile è stato come sempre il mese di Vinitaly, ma anche della visita – da lungo tempo attesa – al ristorante friulano Sauris & Borc da Bria di Milano: era ora!

vinitaly2016

Nello stesso periodo siamo stati ospiti di Paolo Ghislandi e della sua Cascina I Carpini, che ci ha regalato tante delizie vinicole, oltre a farci conoscere l’agriturismo Casa Tui. In maggio siamo ovviamente tornati al Crotto da Gusto, nostro locale-totem che abbiamo poi ritrovato a fine ottobre per il pranzo di chiusura della stagione; giugno è stato invece un mese di grandi viaggi, il primo a Bari con le prelibatezze di locali come La Tana del Polpo e Al Sorso Preferito, il secondo ad Assisi e dintorni, dove resta indimenticabile tra gli altri la trattoria Pallotta. A luglio ci siamo concessi poi una lunga rassegna dei crotti della Valchiavenna: ricordiamo tra i migliori il Crotto Ombra e il Crotto Quartino.

20160720_220714

Per riferire della nostra estate basta una parola: Napoli, con i suoi incantevoli panorami, le sue pizze e le sue sfogliatelle… Dall’Antica Pizzeria Port’Alba al ristorante Il Miracolo dei Pesci, un flusso continuo di emozioni gastronomiche. Ma sempre in agosto ci siamo concessi diverse tappe anche in Sardegna, tra L’Imperfetto di Castelsardo e l’ormai classico agriturismo S’Incantu. Il mese di settembre è stato monopolizzato dal grande appuntamento con Terra Madre-Salone del Gusto, per la prima volta outdoor per le vie di Torino: evento controverso e per certi versi deludente, che però ci ha regalato qualche perla di sapore da condividere.

20160925_121337

Gli ultimi mesi dell’anno sono stati quelli meno avventurosi, ma non per questo inoperosi: di ottobre, oltre all’ascesa da Gusto, ricordiamo soprattutto il ritorno all’Osteria Rossini e la piacevole novità del Glass, entrambi a Legnano. Mentre in novembre non possiamo non citare il viaggio a Polesine Parmense per il November Porc, che ci ha portato tra l’altro a scoprire i rustici piatti del Bar Albergo Jolly, ma anche i raffinati vini della Tomasetti Family Winery. E poi il gran finale: un dicembre frizzante con la cucina spagnola del Tapa, la nuova visita all’Osteria dei Vecchi Sapori e i piatti creativi della Cascina del Lupo di Busto Arsizio, preludio a un 2017 di altre grandi abbuffate!

20161211_220419

Fin qui il nostro rapido, ma gustoso excursus sui dodici mesi passati. Una carrellata delle immagini più significative del 2016 la trovate anche sulla nostra pagina Facebook. Ma ora bando alla nostalgia: nuove missioni ci aspettano… vi aggiorneremo al più presto!

A tutti buon anno e buon appetito!

La Palma d’Olio

21 dicembre 2016

Nel presepe, le palme ci sono sempre state. Ma sarà così anche quest’anno? La domanda è lecita, se si tiene conto della psicosi scatenatasi a carico del famigerato olio di palma. Un prodotto entrato per decenni nelle nostre case nel più totale disinteresse, salvo poi essere demonizzato nel giro di pochi mesi. Ben più preoccupante del problema dell’olio di palma, ammesso che ce ne sia uno, è il modo in cui è stato affrontato: ossia con l’ormai consueta arma della disinformazione che, in molti casi consapevolmente, ha mescolato una opinabile ma legittima battaglia ambientalista contro l’abuso delle foreste (e anche lo sfruttamento del lavoro minorile) a un’assai più dubbia polemica nutrizionale basata sui presunti effetti tossici del suddetto olio. I grandi gruppi alimentari, come si sa, hanno reagito in modo molto diverso: alcuni, come ad esempio Barilla e in particolare Mulino Bianco, affermano di aver completamente rimosso l’ingrediente dai propri prodotti, enfatizzando la scelta con evidenti scritte “senza olio di palma” sulle confezioni. All’estremo opposto, Ferrero ha rivendicato la decisione di utilizzare l’olio di palma nei suoi prodotti più famosi, tra cui la Nutella, con un brillante ma discusso spot pubblicitario. E ci sono anche catene della grande distribuzione, come Coop, che hanno ritirato dagli scaffali tutti i prodotti a proprio marchio contenenti olio di palma. Chi ha ragione? Nessuno: l’importante è comprendere (e c’è da dire che sempre più consumatori lo stanno facendo) che si tratta semplicemente, in tutti questi casi, di strategie di marketing più o meno riuscite.

mtv_presepe_olio2

Ed è per questo che per augurarvi buon Natalebuone feste scegliamo uno spot che con l’olio di palma non ha nulla a che fare, ma è un esempio di come si possa giocare abilmente con le “mode” alimentari per promuovere le proprie creazioni: ecco a voi la più recente campagna del Panettone Motta!

Chi ha paura del Lupo?

16 dicembre 2016

Come spesso ci accade, siamo noi ad arrivare in ritardo: la Cascina del Lupo di Busto Arsizio si è costruita la sua fama da anni, malgrado la posizione non certo favorevole, a un passo dall’ingresso dall’autostrada e dal carcere locale. Ma come dice il proverbio, meglio tardi che mai: eccoci dunque pronti a raccontarvi di un ristorante tutt’altro che banale, la cui ambientazione apparentemente rustica non deve ingannare. Nel menu, infatti, oltre ai piatti di carne alla griglia che l’hanno reso famoso a livello locale, spuntano anche preparazioni più originali ed elaborate: pappardelle con battuto di capriolo al Barbera e puntarelle, per fare un esempio, o filetto di tonno con belga scottata alla soia e arancia, per farne un altro. L’atmosfera è calda e accogliente, i prezzi non eccessivi (sui 40 euro per un pasto completo): insomma, ce n’è abbastanza per parlare di una bella sorpresa, anche se fuori tempo. Per saperne di più, vi rimandiamo come sempre alla nostra recensione completa!

20161213_210725