La carne è debole

27 ottobre 2015

La polenta uccide più dello smog“: era il 14 marzo 2005 e l’illustre oncologo Umberto Veronesi, opportunamente filtrato, si lanciava in questo proclama salutista che naturalmente finì sulle prime pagine di tutti i giornali. Sono passati più di dieci anni, eppure si può dire che la situazione sia assolutamente immutata: il pandemonio di questi giorni sulla carne cancerogena (in particolare quella lavorata) ne è triste testimone. Inutile entrare qui nel merito del dibattito: com’è ovvio, gli studi dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro hanno una valenza che va ben oltre i discorsi da bar, e i loro esiti sono da prendere tutt’altro che alla leggera. Per fortuna, c’è anche chi ha saputo dare una lettura della vicenda lontana dagli allarmismi, come Il Post o Wired.

Il punto però è un altro, cioè quello di sempre: la pretesa totalitaria da parte della scienza, ma soprattutto dei suoi fraudolenti interpreti, di condizionare la nostra vita anche a costo di trascurarne la qualità e – in ultima analisi – il significato. Potremmo poco elegantemente autocitarci, riproponendo qui il nostro commento di un decennio fa sulla vicenda-Veronesi. Preferiamo invece sottoscrivere, parola per parola, lo spettacolare sfogo di un nostro contatto a cui lasciamo il beneficio dell’anonimato:

Ci avete spaventato con la mucca pazza. Ci avete terrorizzato con l’aviaria. Ci avete intimidito con la suina. Volete farci smettere di fumare, di bere alcolici, di gustarci qualche buon bicchiere di “rosso” in compagnia, di mangiare la squisita carne di maiale. Fanno male, dicono. Certo: fanno male. Come fa male il grigiore di una vita passata a schivare tutti i rischi, la rinuncia ai pochi piaceri di questo mondo, come fa male osservarvi mentre consumate le vostre tristi insalatine accompagnate da acqua naturale a temperatura ambiente. Come se vivere fosse una gara a chi sta al mondo più a lungo. Continuate pure a vivere d’aria e noia, e lasciateci in pace: con le nostre grigliate, i nostri gin tonic, le nostre Camel Light. Credeteci, viviamo bene anche così.

Nulla da aggiungere!

wurst

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